Espandi menu
cerca
A Quiet Place: Giorno uno

Regia di Michael Sarnoski vedi scheda film

Recensioni

L'autore

YellowBastard

YellowBastard

Iscritto dal 28 luglio 2019 Vai al suo profilo
  • Seguaci 50
  • Post 10
  • Recensioni 509
  • Playlist 6
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su A Quiet Place: Giorno uno

di YellowBastard
6 stelle

I primi film della saga di A Quiet Place sono horror originali e ben realizzati, ricchi di suspence ed emozione e presentano tratti molto simili tra loro. Nel primo una famiglia cerca di sopravvivere come può all’invasione di una specie aliena priva della vista ma dall’udito sensibilissimo che ha soggiogato l’intero pianeta. Il sequel si sofferma sullo stesso nucleo famigliare, privo del padre sacrificatosi nel finale del precedente capitolo e guidato ora dalla madre nella ricerca di un luogo sicuro.

Nel bene e nel male, in entrambe le pellicole ha un ruolo fondamentale il budget a disposizione, estremamente contenuto da consentire un approccio (economicamente) morigerato che si presta piuttosto bene ai film dell’orrore, dove spesso nulla è esagerato o eccessivo costringendo gli autori a lavorare di soluzioni più di immaginazione.

 

Con questo Giorno Uno, prequel “barra” spin off del franchise (il terzo capitolo vero e proprio, già annunciato da Krasinski e che dovrebbe riprendere il discorso dei precedenti capitoli, dovrebbe arrivare nel 2025), a differenza dei primi due prevalentemente rurali 

è invece ambientato interamente a New York City, con inquadrature della Grande Mela ricca di effetti speciali a mostrarne la distruzione, il che ha richiesto necessariamente un budget sensibilmente maggiore.

Per molti versi, quindi, A Quiet Place: Giorno Uno può essere considerato il primo, vero blockbuster della saga.

 

A Quiet Place: Day One 2024

 

John Krasinski, creatore e regista dei primi due capitoli, si limita questa volta a produrre demandando scrittura e regia a Michael Sarnoski, già scrittore/regista di Pig con Nicholas Cage, riprendendo però le stesse suggestioni e spostandole in un momento diverso e alle origini dell’invasione, già mostrate brevemente nel prologo del secondo capitolo.

 

Poteva essere quindi un film con il pilota automatico, fissato sui binari preimpostati di un qualsiasi altro blockbuster fantascientifico, e invece Krasinski & Sarnoski scelgono la strada già tracciata da A Quiet Place per raccontare l'elemento più spettacolare possibile, ovvero New York invasa dagli alieni, attraverso però una personalissima autorialità e innestando tali stilemi dentro un franchise fantascientifico, a partire da una protagonista, malata terminale (non ci viene rivelato di quale male, quasi a rappresentare un qualche genere di malessere che colpisce tutto il mondo, e di cui l’invasione aliena ne è soltanto una metafora), che non ha più afflati vitali ma la cui scintilla si riaccende proprio davanti a una tragedia che va oltre qualsiasi comprensione.

 

A Quiet Place - Giorno 1 - Wikipedia

 

Lo fa mettendo il focus sul trauma e sulla elaborazione del lutto, sulla crisi quotidiana in un mondo in rovina che riporta anche echi dell’11 settembre per una città dove la polvere delle Torri gemelle non si è ancora posata del tutto.

In fondo, chiedeta a un qualsiasi newyorkese come comincia la fine del mondo. Risponderà all’improvviso, cadendo dall’alto e contraddistinto da una spessa nuvola di cenere che avvolge indistintamente tutto e tutti.

Anche dopo tanti anni dall'evento è difficile non pensare a Ground Zero.

 

Sarnoski sfrutta quindi l’invasione aliena come metafora del perdere se stessi e del ritrovarsi nel momento peggiore dell'umanità, senza lesinare sulla tensione o sulla componente orrorifica e/o action ma giocando con le aspettative del pubblico per raccontare una piccola fetta di vita vissuta dentro a un mondo che sta per finire.

In questo modo il genere diventa piuttosto strumento per una lettura più intima e personale, filtrata da una percezione più contestualizzata e meno generica della tensione, non a caso Sarnoski decide di guardare a Carpenter o a Matheson ma, soprattutto, al mai abbastanza celebrato Cloverfield di Matt Reeves, altra pellicola di fanta/horror che rielabora il trauma dell’11 settembre, senza però adottare il filtro del camcoder.

 

A Quiet Place: Giorno uno (2024) | FilmTV.it

 

Con una protagonista originale intrigante, interpretata da una brava Lupita Nyong'o decisa ed emozionante per costruzione e sviluppo, accompagnata da ottimo Joseph Quinn, che ritroviamo dopo Stranger Things e prossimo al debutto in MCU con Marvel's Fantastic Four nel ruolo di Johnny Storm, e assistiti da un gatto che, a volte, sembra voler quasi rubare la scena, il duo formano una coppia che regge bene la costruzione emotiva del film.

Gli altri personaggi del film faticano invece a trovare un qualche spazio di approfondimento, a partire anche da quello di Djimon Hounsou, che torna dopo la partecipazione al sequel del 2020.

Completano il cast Alex Wolff, Thea Butler, Sunjay Middam, Elijah Ungvary, Jennifer Woodward e Alexander John.

 

VOTO: 6,5

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati