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Halt and Catch Fire

4 stagioni - 40 episodi vedi scheda serie

Serie TV Recensione

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Barone Cefalu

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di Barone Cefalu
9 stelle

Tra poco più di un mese prenderà il via negli Stati Uniti la terza stagione di Halt and Catch Fire, serie ingiustamente ancora inedita in Italia, ma che per gli appassionati di storia del computer e degli anni '80 non dovrebbe passar inosservata.

Halt and Catch Fire è un'istruzione in codice che provoca il reset, cioè lo spegnimento e riavvio di un computer, e narra degli avvenimenti all'interno di una piccola società di Dallas, la Cardiff Electric, che all'inizio degli anni '80 passerà dal costruire software per i sistemi IBM a fargli concorrenza costruendo i primi PC Compatibili.  

Detto così potrebbe sembrare una storia priva di mordente, ma le vicende prima di tutto prendono spunto da fatti reali, e attraversano un periodo davvero interessante per le nuove tecnologie ed il digitale. Il computer in quegli anni non è solamente una macchina profondamente condizionata dal mercato, come oggi, ma è ancora un elemento importante che condiziona le vite e nutre il sogno di creatori visionari ed ambiziosi.

Joe MacMillan è uno di quegli uomini, visionario ed anche abbastanza arrogante, interpretato da un carismatico Lee Pace che ricorda molto il Don Draper di Mad Men, che spingerà la società texana al cambio ed all'enorme rischio nella sfida all'IBM.

L'alchimia tra i vari attori è tra le cose più riuscite della serie. Tra alti e bassi, tra conflitti di interesse ed economici, MacMillan avrà come suoi complici un brillante ingegnere, interpretato con bravura da Scott McNairy, la moglie, Kerry Bishé impiegata nella Texas Instruments, il presidente della Cardiff, Toby Huss, ed una geniale ma burbera programmatrice interpretata da Mackenzie Davis. 

A parte la storia, è da lodare l'uso della fotografia che prediligendo alcune tonalità ricorda i video di quegli anni, e le musiche che spaziano dall'electric pop di quegli anni ai più moderni Sin Cos Tan e Trentemøller. 

 

 

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