Il posto
- Commedia
- Italia
- durata 105'
Regia di Ermanno Olmi
Con Alessandro Panzeri, Loredana Detto, Tullio Kezich
E' morto oggi a Roma Tullio Kezich, critico cinematografico, attore e sceneggiatore. Kezich si e' spento un mese prima del suo 81esimo compleanno (nacque il 17 settembre 1928 a Trieste). Una grande perdita per l'intero mondo del cinema e della cultura. Con lui viene a mancare non soltanto uno dei piu' autorevoli esponenti della critica cinematografica internazionale, ma anche un abile scrittore, autore teatrale, sceneggiatore e giornalista. Si sentira' la sua mancanza, perche' grande e' stato il suo contributo di competenza non soltanto per le tantissime recensioni nei piu' importanti giornali, ma anche per la sua partecipazione alla produzione di film di alta qualita' per la regia di Roberto Rossellini, Lina Wertmuller e Ermanno Olmi. La scomparsa di Tullio Kezich rappresenta una grande perdita per il mondo della cultura italiana. Ci manchera' la sua straordinaria capacita' di guardare e analizzare con lucidita' la societa' italiana e i suoi cambiamenti, con quell'occhio critico che lo ha reso un autorevole e indiscusso punto di riferimento per tante generazioni. Secondo le volonta' dello stesso Kezich non ci saranno funerali e la salma verra' cremata.
Regia di Ermanno Olmi
Con Alessandro Panzeri, Loredana Detto, Tullio Kezich
Regia di Lina Wertmüller
Con Antonio Petruzzi, Stefano Satta Flores, Rosanna Santoro, Flora Carabella
Regia di Ermanno Olmi
Con Rutger Hauer, Anthony Quayle, Sandrine Dumas, Dominique Pinon, Sophie Segalen
Non ci sono commenti.
Ultimi commenti Segui questa conversazione
Il mio intento non era quello di pubblicare un coccodrillo, ho immginato quello che esattamente sta accadendo. Grazie a tutti i vostri interventi si ricomincia a discutere di cinema e di critica cinematografica
di critica so pochissimo... non ricordo chi (forse un ex amico) definì kezich "la Liala della critica cinematografica contemporanea", e la cosa mi ha sempre divertito molto. Comunque, a costo di ripetermi, va ribadito: perire non è un merito.
bentornato dying, molti erano preoccupati per la tua assenza
eccheccevoifà... c'è pure chi riesce a star lontano da una tastiera per più di 37 minuti... ;)
I Cahiers hanno inventato un linguaggio ed un approccio originali nella critica cinematografica. Altri, come THE VELVET LIGHT TRAP e FILM COMMENT (oltre alla "sapienza" di critici come Pauline Kael (THE NEW YORKER), Vincent Canby, Andrew Sarris, Carlos Clarens e Richard Corliss) ci hanno spesso "illuminato" riguardo alla conoscenza di certi "autori" e tematiche. La critica italiana, in genere, è stata per troppo tempo prigioniera dell'ideologia e non è riuscita quindi ad analizzare obiettivamente. (Lo stesso dicasi per l'analisi storica e letteraria). Alcuni critici validi, quindi, non hanno potuto scrivere fino in fondo liberamente e perciò, a mio avviso, non possiamo parlare di una vera e propria scuola critica italiana, data la sua adesione acritica alle ideologie. Kezich è stato uno dei pochi che, in epoca ancora di cortina di ferro, ha cercato di affrancarsi dai vincoli ideologici e per questo è stato stroncato e svillaneggiato dai suoi colleghi "allineati": vedi il terribile articolo su CINEMA NUOVO che lo chiamava traditore e lo condannava al rogo mediatico. Questa era l'Italia e, in parte, ancora oggi scontiamo, in ambito artistico e scientifico, pesantissimi condizionamenti da parte di un establishment spesso adagiato sui propri privilegi e sulle proprie convinzioni che, pigramente e con ignavia, ci si ostina a non riformare. (Il caso dei due ricercatori italiani che si sono dovuti trasferire alla Columbia University vista l'impossibilità di fare ricerca seria e meritocratica nel nostro Paese è più che eloquente).
Commenta