Noi siamo infinito (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Noi siamo infinito: minimo
Ritmo ritmo in Noi siamo infinito: presente
Impegno impegno in Noi siamo infinito: presente
Tensione tensione in Noi siamo infinito: minimo
Erotismo erotismo in Noi siamo infinito: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Noi siamo infinito

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Noi siamo infinito (voti: 47 media: 3,68) 47

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La trama

Emotivo e timido, matricola delle scuole superiori che frequenta negli anni Novanta, Charlie (Logan Lerman) sta cercando di superare il trauma derivante dal recente suicidio dell'amico Michael, a cui continua a scrivere lettere in cui gli racconta come si sta evolvendo la sua vita. Bill (Paul Rudd), il suo insegnante d'inglese, cerca in tutti i modi di farlo uscire dalla situazione di stallo ma per Charlie non è facile dimenticare gli anni di una difficile infanzia. Divenendo il confidente ideale per i nuovi compagni e frequentando le prime feste, Charlie vede per la prima volta un mondo fatto di droga, aborti, sesso e in cui l'omosessualità potrebbe essere argomento di derisione e pesanti giudizi. La speranza di un futuro più roseo, però, non tarda ad arrivare quando si scopre per la prima volta innamorato di Sam (Emma Watson). 

Tratto dal romanzo Ragazzo da parete, scritto da Stephen Chbosky, regista anche del film. Sensibile, sincero, composto anche quando parla coi fantasmi di un passato in cicatrizzazione, non offre il comodo posto a tavola alla retorica, ma neanche appanna lo splendore dell’epifania. Emma Watson, con il vissuto di una donna e l’elettricità di una bambina, chiude gli occhi e allarga le braccia come un angelo al neon, mentre nell’autoradio esplode Heroes di Bowie srotolata tra i cartelli di un’autostrada che ci appare, semplicemente, infinita.

DA RAGAZZO DA PARETE A NOI SIAMO INFINITO

Nel 1987 il diciassettenne Stephen Chbosky partecipa a un festival cinematografico a Pittsburgh, dove conosce George Romero in persona. Nell'autografo che Romero gli regala su un poster, il re dell'horror augura al giovane aspirante regista che il primo soggetto da lui scritto trovi presto qualcuno intenzionato a trasformarlo in film. Sebbene quella sceneggiatura sia rimasta nei cassetti di Chbosky, le parole di Romero risultano in qualche modo profetiche quando nel 1999 il mondo letterario americano è scosso dal successo del romanzo Ragazzo da parete, scritto da Chbosky stesso e divenuto ben presto un cult tra i teenager.

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NOI SIAMO INFINITO: LE FOTO

NOI SIAMO INFINITO: UN CAST DI GIOVANI ATTORI

Ragazzo da parete è scritto come una serie di lettere che il protagonista Charlie indirizza a un destinatario senza nome. Le lettere trattano in maniera franca di problemi con cui gli adolescenti continuano a confrontarsi quotidianamente: droga, alcol e sesso, in primo luogo. Al momento di trarne una sceneggiatura per Noi siamo infinito, Chbosky ha però preferito focalizzare la sua attenzione sui personaggi e sulla relazione tra Charlie e i primi amici della nuova scuola che frequenta, in particolar modo Sam e il fratellastro Patrick. La storia è ancora raccontata con la prospettiva di Charlie ma Chbosky ha progettato dei sottili cambiamenti per rendere il racconto ancora più efficace e meno soggettivo. Grazie ai suggerimenti di John Malkovich, produttore con la sua casa di produzione Mr. Mudd del film, Chbosky ha reso Noi siamo infinito una love story poco convenzionale in cui al centro non c'è solo un amore romantico ma anche l'amore verso gli amici, verso se stessi e, in definitiva, verso la vita.

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LA PITTSBURGH DI FINE ANNI OTTANTA

Noi siamo infinito è girato interamente nei sobborghi di Pittsburgh, nelle stesse zone in cui Stephen Chbosky è cresciuto ed ha ambientato il romanzo. Prima di cominciare le riprese, il regista ha voluto che i giovani attori del cast, tutti cresciuti sui set, conoscessero i posti da lui frequentati durante gli anni dell'adolescenza per respirarne l'aria e riportarne le atmosfere nel film. Il liceo Peters Township è stato trasformato nel Mill Groove del romanzo e le scene della rappresentazione della versione locale di The Rocky Horror Picture Show sono state ricreate al Dormont Hollywood Theatre.

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La recensione di FilmTv

Di Chiara Bruno - FilmTV n. 10/2013

Prima di essere infinito, siamo tappezzeria. Wallflower, come recita con più suggestione e meno brutalità il titolo originale, quello del libro (semi)autobiografico di Chbosky, da noi Ragazzo da parete. Il 16enne Charlie ha le spalle saldamente ancorate al muro e la testa pe(n)sante e volante, lo sguardo saturo ma disconnesso di Logan Lerman che da Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo è sceso in Terra con un impatto di naturale drammaticità. Dal suo angolo, tocca la misura del mondo tra le pagine dei libri, finché non conosce un paio di outsider stravaganti e accoglienti: fratellastri tosti e fragili con una bella casa teatro di giovane e innocente trasgressione, albergo per quella comprensione inconsciamente rincorsa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di M Valdemar scritta il 18/02/2013 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto buono

L'infinita purezza del momento.
Di quando gli incubi si dissolvono, e gli stati di allucinazione abbandonano la loro logorante opera tormentosa, i fantasmi del passato paiono dolci ricordi, gli affanni dell’angoscioso quotidiano mutano in respiri pieni e vasti quanto l’universo, le pareti dell’autoisolamento e del tombale sopore crollano, l’aria si colora di un profumo inebriante che pare catturare l’animo liberandolo verso il cielo sconfinato … e allora sai che è giunto: compagni di viaggio compagni di (e)stasi, e lei lì, bellissima, a connettersi come nessun altro potrebbe mai, col vento che sospira melodiosi richiami, e la velocità del mezzo che sospende moto e tempo in una bolla di profondissima quiete e celestiale incanto. Le emozioni si sprigionano dagli involucri smarriti fatti di carne, materia oscura e dolore, e vorticano furiose e festose nel tunnel del perfetto momento, con le note di una canzone perfetta che si ascolta per la prima volta ad abbracciarci e cullarci nell’eterna, fanciullesca illusione.

Noi siamo infinito non è la solita stori(ell)a di liceali sfigati e disadattati in cerca di avventure e sballo, lo si intuisce da subito: la tragicità emanata dalla figura malinconica e fuori posto di Charlie pervade l’atmosfera con l’ispirata delicatezza di un tocco che carezza e non investe, che immerge e non soffoca, che disegna nature vive e non vernicia violentemente schizzi stereotipati.
Stephen Chbosky prende per mano Charlie, lo scruta con rispetto e cura, lo accompagna nel suo cammino, senza renderlo un fenomeno da esibire alla fiera degli spostati o un manichino idiota dalle idiota peripezie adolescenziali. Lo ama, come ama i suoi due spiriti affini e selvaggi Sam e Patrick, cantandone drammi e passi - inevitabilmente complessi, incerti, singhiozzanti, sbagliati, asincroni con il vario circondario umano -, e l’armonia che ne scaturisce è struggente, soave e intensa come un’aliena(ta) ballata immortale che parla a - e di - noi, ed in cui perdersi e ritrovarsi, scomparire e manifestarsi, sognare e sognarsi.
L'esplorazione introspettiva avanza con piccole progressioni, strutturando caratteri ed elaborando traiettorie, anche temporali, che attraversano e proiettano il disvelamento di anime con sguardo sensibile e complicità.
Da questa opera di scavo, di rivelazione, riverberano echi di traumi brucianti che hanno voce potente e infida, sempre pronta a infiltrarsi tra le pieghe di un’apparente, sospesa normalità, e ad infettarla; ma il riconoscersi, il capirsi, l’abbandonarsi ai meccanismi dell’esistenza, l’affrontare la suggestione di ricordi deviati dei mali subiti può aprire uno spiraglio nel buio inondandolo di avvolgenti fasci di luce e calore che perforano la dimensione e catturano l’attimo. Istantanea del presente, in perpetuo moto verso l’infinito orizzonte delle possibilità.

In organica sintonia gli elementi tutti si dispongono, a comporre  un insieme ragionato e degno d’esser oggetto di attenzione: colonna sonora sintomatica (The Smiths, New Order, Sonic Youth, ma soprattutto Bowie/Eno con Heroes assurto a inno, preghiera e a narratore onnisciente); riferimenti alti, bassi e pelosi (i romanzi scelti dall’insegnante per Charlie; gli intermezzi irresistibili di The Rocky Horror Picture Show); attori bravissimi (Logan Lerman aderisce e funziona; Emma Watson è fragile e adorabile; Ezra Miller buca lo schermo).
Abita generi e mondi arcinoti, Noi siamo infinito, eppure riesce a sorprendere.
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SI

Opinioni su Noi siamo infinito


7 giugno 2013 Opinione di astridb su "Noi siamo infinito"
astridb

Il film è tratto dal successo editoriale The Perks Of Being A Wallflower (ed. it.: Ragazzo da parete) scritto dallo stesso Chbosky, il quale in un delirio di onnipotenza ne ha firmato regia, sceneggiatura e soggetto (oltre a esserne il produttore esecutivo). Non ho letto il libro, forse lo farò per dovere di cronaca, forse no per risparmio energetico. Detto ciò, è un film sugli adolescenti, per gli adolescenti, e data l’ingenua superficialità di temi e mezzi, fatto da un quarantenne...

voto al film: astridb assegna il voto pessimo a Noi siamo infinito (2012)


30 marzo 2013 Opinione di Rocky72 su "Noi siamo infinito"
Rocky72

Nonostante l'età media in sala, non è un film per ragazzi in senso stretto. Storia ben narrata colonna sonora fondamentale e bellissima, che culla lo spettatore per tutta la pellicola. Storia di disagio, delicata e toccante, fino ad un (per me) inatteso commovente finale, consigliatissimo.

voto al film: Rocky72 assegna il voto ottimo a Noi siamo infinito (2012)



23 marzo 2013 Opinione di Sypnos97 su "Noi siamo infinito"
Sypnos97

Premetto che non ho capito questo film. Sono rimasto indifferente per tutto il tempo, addirittura non saprei dire quanto è durato. Sicuramente gli attori erano bravi, ma non ho apprezzato la scelta di montaggio e la sceneggiatura. Con un eufemismo potrei dire che è molto criptico, per non dire incomprensibile, ci sono cose che mi hanno spiegato alla fine che non avevo neanche intuito. Potrei consigliare questo film solo a chi ha voglia di guardare qualcosa che dà un colpo al cerchio e uno...

voto al film: Sypnos97 assegna il voto mediocre a Noi siamo infinito (2012)


22 marzo 2013 Opinione di thefataldemiurge su "Noi siamo infinito"
thefataldemiurge

Noi siamo paradosso, Charlie. Ricordo di un concetto logico molto importante - di quelle logiche dalle quali non si fugge perché parte intrinseca della volontà umana, ed al di fuori del nostro spettro decisionale, se non emotivo - che mi fu messo nero su bianco durante una serena lezione autunnale del mio corso universitario da un docente il cui approccio didattico toccava, spesso e volentieri, tematiche di scambio e rapporto tra inesorabilità del tempo e funzione costante, circolare e...

voto al film: thefataldemiurge assegna il voto buono a Noi siamo infinito (2012)

3 commenti
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8 marzo 2013 Opinione di ico su "Noi siamo infinito"
ico

NOI SIAMO INFINITO gioca con lo spettatore a vestirsi da commedia giovanile, di quelle commedie che rifiutano di lasciarsi andare agli eccessi e scelgono la strada dell'analisi. In parte è anche così, perché i personaggi del film vengono vivisezionati a fondo, descritti in ogni fragilità, ammirati nella difficoltà di essere giovani e nella volontà di far propria la vita. Potrà anche sembrare semplice e convenzionale il racconto delle difficoltà del ragazzo gay a cui la società non...

voto al film: ico assegna il voto buono a Noi siamo infinito (2012)

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7 marzo 2013 Opinione di zombi su "Noi siamo infinito"
zombi

che differenza c'è tra il sentirsi infinito e passare inosservati come una carta da parati?... forse nessuna a livello filosofico?... se sei carta da parati e ovviamente nessuno ti nota, si parla di una festa danzante di adolescenti, sei come un puntino lontano nel cielo(magari l'esplosione di una stella di milioni di anni or sono che flebilmente arriva a noi)che nessuno(o pochi)s'affanna anche solo a soffermarcisi sopra per sbaglio. senza starci a filosofare sopra, la differenza c'è e...

voto al film: zombi assegna il voto ottimo a Noi siamo infinito (2012)

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6 marzo 2013 Opinione di Mike.Wazowski su "Noi siamo infinito"
Mike.Wazowski

quante volte ho fatto da tappezzeria in luoghi dove mi sentivo un completo estraneo, anche se mi trovavo o almeno così doveva sembrare di essere tra amici, ma in realtà volevo essere da tutt'altra parte ma non sò neppure io dove. Per questo mi sento molto vicino a Charlie in questa storia di adolescenti. Penso che il maggiore apprezzamento di una storia del genere lo abbia in questo momento che sono lontano dall'adolescenza dove solo ora mi posso rendere conto che non ero l'unico a...

voto al film: Mike.Wazowski assegna il voto buono a Noi siamo infinito (2012)

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6 marzo 2013 Opinione di michemar su "Noi siamo infinito"
michemar

Credevo di dovermi sorbire un tre metri sopra il cielo, invece mi sbagliavo. Intanto perché la storia pian piano prende i contorni e le sfumature di natura psicologica e poi soprattutto perché almeno due attori sono veramente bravi e non hanno nulla a che vedere con gli interpreti del filmaccio italiano. E’ sì una storiella di studenti prossimi al college, i loro amori adolescenziali, le prime sbandate e le bravate di quella età, ma il protagonista è uno studente che trascina nella...

voto al film: michemar assegna il voto sufficiente a Noi siamo infinito (2012)

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5 marzo 2013 Opinione di LorCio su "Noi siamo infinito"
LorCio

Per una volta il titolo scelto dalla distribuzione italiana è bello e pertinente quanto quello originale, che tradotto è suppergiù I vantaggi di fare tappezzeria. Fare tappezzeria sembra il destino inevitabile di Charlie, un adolescente come tanti con qualche malcelato problema psicologico relativo soprattutto alla tragica morte della giovane zia. Essendo però un racconto di formazione, il nostro Charlie trova l’occasione per crescere attraverso la conoscenza e la frequentazione di due...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Noi siamo infinito (2012)

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28 febbraio 2013 Opinione di luca826 su "Noi siamo infinito"
luca826

VOTO 7,5 EMOTIVO L'inquietudine è alla base del film, l'inquietudine di essere, la paura di sé stessi proprio quando il 'sé' è ancora in cerca di una dimensione. L'adoloscenza è il regno di queste problematiche, ancor di più se la storia narrata tratta di un giovane con turbe psichiche, dovute a traumi infantili. Dietro al titolo 'mocciano' scelto dalla distribuzione italiana si cela un gioiellino intimista e sensibile, l'opera della vita, diretta, sceneggiata e scritta dal regista...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Noi siamo infinito (2012)

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