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    Trama

    Georges (Jean-Louis Trintignant) e Anne (Emmanuelle Riva) sono ormai ottantenni e, dopo una vita passata a insegnare musica, si sono ritirati in pensione, soddisfatti anche della carriera della figlia Eva (Isabelle Huppert), musicista che vive all’estero con la sua famiglia. Ma l’amore che lega i due anziani coniugi sarà messo a dura prova nel momento in cui Georges dovrà rapportarsi con l’umiliazione e la degradazione fisica per via di un ictus semiparalizzante che colpirà all’improvviso la moglie Anne, costringendolo a ridefinire gli equilibri familiari, sia con la moglie sia con la figlia. 

    Note

    Amour è, soprattutto: una scarna dimensione teatrale, un palcoscenico/appartamento, due interpreti giganteschi (Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva) e un cinema altissimo, laico e morale. Che è, per pudore, reticente sulle cause, colmo d’ellissi, ma attento agli effetti, agli affetti: quel che non dice lo rivela la presenza dei due attori, l’esatto disegno, nei silenzi e sui volti, di sentimenti sfuggenti e paradossali. Ci sono le eroiche goffaggini della vita al tempo della morte, qui, la disperazione calma, lo sgomento educato, la necessaria vacuità delle parole, il bisogno futile di un passato da raccontare e quello profondo di una prossimità fisica.

    Commenti (6) vedi tutti

    • Gli “Umberto e Umberta D.” hanekiani: mix aberrante di pietismo e voyeurismo. Cinema per palati af-fini.

      commento di Davide Schiavoni
    • commovente e intenso. Grande cinema. Uno dei più bei film degli ultimi 5 anni

      commento di Luca70
    • Un film meraviglioso. Uno dei più belli che io abbia mai visto.

      commento di andreagrape
    • Nessuna alzata di scudi dal Vaticano ne dai padroni della salute, nessun travaso di bile da parte di censori noti o novelli. Che accade? È un buon segno o una nuova più sottile strategia? Detentori della verità, indignatevi o dichiaratevi pentiti!

      commento di michel
    • Desolazione totale della terza avanzata età, un film quasi perfetto che ti lascia senza fiato a pensare che ne sarà della tua vecchiaia, del tuo 'nella salute e nella malattia': nessuna speranza, nessuna consolazione, nessun aiuto. 7+

      commento di cippags
    • Palla mostruosa; bravi gli attori. Se questo ha vinto la palma d'oro chissà gli altri…

      commento di mariopiccolo
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    Recensioni

    La recensione più votata è positiva

    steno79 di steno79
    10 stelle

    VOTO 10/10  Uno dei film più belli e dolorosi degli ultimi anni. Non conosco a fondo la filmografia di Haneke, di cui comunque ho visto alcune delle opere più importanti (La pianista, Funny games, Il nastro bianco) ma mi sembra che in questo caso il regista austriaco si sia fatto condizionare meno dalla sua tradizionale visione misantropica, offrendoci un'opera dolente sul tema della... leggi tutto

    50 recensioni positive

    Recensioni

    La recensione più votata delle sufficienti

    Mulligan71 di Mulligan71
    6 stelle

    La geometria del dolore, secondo Haneke. Un film sepolcrale, dove anche la casa, unico scenario, con il suo corollario di stanze, porte aperte, chiuse, finestre, è tomba. L'amore, tanto sbandierato nel titolo, è cosa che pulsa sotto spesse coltri di ghiaccio, mentre l'incedere della malattìa è inesorabile fino al dramma finale. Nessuna sorpresa, nessuno sgarbo alla decomposizione. Riprese... leggi tutto

    3 recensioni sufficienti

    Recensioni

    La recensione più votata delle negative

    LAMPUR di LAMPUR
    4 stelle

    Cosa vuol farci vedere Haneke? La lentezza del disfacimento, l'ineluttabilità del suo evolversi, l'impotenza dell'affrontarlo? Il filo doppio che ci lega ad una persona cara e che può rompersi conferendo un'aria irreale agli automatismi quotidiani, il gioco di memorie o la solitudine degli incubi da non poter condividere, sono fotografie di un quadro che parecchi non hanno,... leggi tutto

    5 recensioni negative

    Calpestare nuove aiuole.

    mck di mck

    Calpestare nuove aiuole, ovvero: galantuomo sarà lei.      Grazie, Marco.      Grazie al cazzo, avrebbe probabilmente (ed ipoteticamente) risposto lui, il...

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    Nel mese di marzo questo film ha ricevuto 5 voti

    vedi tutti

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    LorCio di LorCio

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    Ci sono tre età ad Hollywood, sosteneva un’alcolica Goldie Hawn ne Il club delle prime mogli: bambola, procuratore legale e... segue

    Recensione

    logos di logos
    8 stelle

    In quest’opera, il regista austriaco focalizza l’attenzione sull’impotenza della cultura e dell’arte nei confronti della vita, la cui inevitabile sofferenza improvvisa chiude i due coniugi, insegnanti e cultori di musica classica, nella necessità di recuperare il loro rapporto a partire dal corpo di lei, colpito da ictus.       Il linguaggio...

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    I film dell'araba fenice

    giuvax di giuvax

    Ovvero, sottotitolo: Nobody knows you when you're down and out. Perché c'è chi quando è depresso, giù o blue ha bisogno di sentire musica e vedere film che lo tirino su. E poi c'è...

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    Recensione

    sasso67 di sasso67
    10 stelle

    Nel suo romanzo Everyman, del 2006, lo scrittore americano Philip Roth racconta di un protagonista settantunenne, che comincia a sentirsi vecchio e ad approssimarsi alla morte. Al giorno d'oggi, 71 anni non coincidono più con la vecchiaia, ma il protagonista di Everyman sente fortissimo il rimpianto per tutte quelle attività che, a causa dell'età, non può più praticare, a cominciare dal...

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    Recensione
    Utile per 6 utenti

    Il meglio del 2013

    2013

    Disponibile dall'8 ottobre 2013 in Dvd a 12,87€

    Acquista

    Recensione

    steno79 di steno79
    10 stelle

    VOTO 10/10  Uno dei film più belli e dolorosi degli ultimi anni. Non conosco a fondo la filmografia di Haneke, di cui comunque ho visto alcune delle opere più importanti (La pianista, Funny games, Il nastro bianco) ma mi sembra che in questo caso il regista austriaco si sia fatto condizionare meno dalla sua tradizionale visione misantropica, offrendoci un'opera dolente sul tema della...

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    Il meglio del 2012

    2012

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    AtTheActionPark di AtTheActionPark
    8 stelle

    ATTENZIONE, L’OPINIONE È PURO “SPOILERAGGIO”   Esistono film in cui un "gesto" finale dà senso all'intera opera, a volte ribaltandone i presupposti, altre, chiarificandone determinati aspetti, oppure gettando ombre sull’intero film. Penso, ad esempio, a Twenynine Palms di Bruno Dumont, a quella mano omicida (così bressoniana, perché priva di speranza) che si abbatte su uno dei...

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    Uscito nelle sale italiane il 22 ottobre 2012

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    Malattia

    Redazione di Redazione

    Per Gautama l'incontro con la malattia - al pari di quello con la vecchiaia e la morte - fu decisivo per la comprensione dell'esistenza della sofferenza dell'umanità. Anche per il cinema, spesso, le cose van così e...

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    Amour valutazione media: 8.1 58 recensioni del pubblico.

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