L'uomo di Laramie (1955)
Con James Stewart, Arthur Kennedy, Donald Crisp, Cathy O'Donnell
La trama
Il capitano Lockhart deve stroncare un traffico d'armi che qualcuno vende agli Apaches. C'è di mezzo Dave, il figlio di un ricco proprietario terriero, e quando il giovane viene ucciso suo padre ne addossa la colpa a Lockhart e tenta di vendicarlo. Ma l'anima nera di tutta l'operazione è Vic, il luogotenente di Dave, che cerca di ammazzare anche il vecchio, salvato invece proprio da Lockhart. Un classico del genere, quasi una tragedia classica, diretto da un regista che è uno dei più grandi narratori dell'epopea western e con interpreti che lavorano al meglio. Da un romanzo di Louis L'Amour.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 23/03/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
"Non limitare mai i tuoi sogni, ma fai di tutto affinché diventino realtà." Andrea Manfrè
Crepuscolare western di Anthony Mann, ultimo dei suoi cinque girati insieme a James Stewart. Grazie all'attore statunitense in stato di grazia, il film raggiunge una delle vette più alte che il cinema western abbia mai visto. Non solo per l'interpretazione che l'attore statunitense dà al suo personaggio, il capitano Lockhart, ma anche per il lungo cammino e le vaste storie intrecciate che caratterizzano la pellicola in questione. Ci sono vari paesaggi, ci sono vari personaggi che si distinguono gli uni dagli altri per il carattere che mostrano davanti alla macchina da presa. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un film davvero memorabile. E il film, è davvero memorabile. Oltre alla ottima regia di Mann e alle stupende interpretazioni dei vari attori coinvolti nella pellicola, da ricordare anche l'immensa fotografia di Charles Lang e la splendida sceneggiatura scritta a quattro mani da Frank Burt e Philip Yordan.
La donna dei sogni. Nel western c'è sempre la donna dei sogni. E, di solito, è quella più tosta, anche quando si trova in un paesino con tutti gli uomini. La donna della situazione è interpretata da Cathy O'Donnell. L'elemento contrastante è costituito dal cattivo (nel finale) della situazione. Questa ragazza sta con il cattivo. Mann cerca di mettere in posizione circolare tra questi due piccioncini un aura di protezione. O meglio ancora, vuole proteggere Lockhart dalla tentazione morbosa verso una ragazza. E' soltanto questo il motivo per il fatto che Lochkart non avanza mai a proporre di stare insieme alla ragazza. Certo, una ragazza bruna, bella, giovane, a capo di un negozio all'interno del paese e con un padre che possiede lo stesso paese e un area circolare di immensa grandezza è difficile da dominare completamente. Quegli occhi di giada, quei capelli bruni dove perfino il sole rispecchia la propria luce, quel fisico magrolino tipico dei film di quegli anni (per le donne), quella bocca poco carnosa dove poce altre bocche si sono posate. E' davvero difficile per un uomo tenere alla forte tentazione di saltargli addosso e baciarla fino alla morte. Oltretutto quando lei dimostra involontariamente il suo amore, che è pronta a lasciare il suo fidanzato per stare con lui. Non sono proprio questi, comunque, i motivi che spingono il logotenente della zona a diventare cattivo. C'entra un traffico di armi, di cui parlerò nel prossimo paragrafo.
Armi, solo armi. Le armi sono il simbolo della guerra, della morte e di tante altre cose che c'entrano con l'argomento armi. Di solito, in molti film western, sono presenti gli indiani di varie tribù. Ci sono i pellerossa, gli apache e via dicendo. Ed è ancora più solito che tra queste tribù di indiani e i bianchi ci sia una forte discriminazione. ESPANDI +
- sufficienti [2]
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4 maggio 2013 Opinione di sasso67 su "L'uomo di Laramie"
Mann porta nel suo West suggestioni che derivano dal Re Lear, ma non rinuncia ai personaggi che avevano caratterizzato anche i suoi western precedenti, a cominciare da figure di "cattivi" che si stagliano tra gli altri, a volte anche rischiando di mettere in ombra i protagonisti. Resta fondamentale, comunque, per il ruolo principale la figura di James Stewart, un cowboy che non infonde nello spettatore l'immediata sensazione di sicurezza data da un John Wayne, le cui scazzottate si...
voto al film: 
4 febbraio 2013 Opinione di alfatocoferolo su "L'uomo di Laramie"
Buon western ma francamente che valore aggiunto ha rispetto ad altri? Già a fine visione l'impressione è che non ci siano appigli narrativi o tecnici in grado di fissarlo nella memoria più di altri prodotti di genere. Nel complesso forse meriterebbe un giudizio più clemente e positivo ma la banalità della trama va penalizzata. Indiani cattivi, l'eroe solitario, il cattivo senza scrupoli; tutto è dove dev'essere e la prevedibilità la fa da padrona.
voto al film: 
22 gennaio 2012 Opinione di fixer su "L'uomo di Laramie"
I film di Anthony Mann sono straordinariamente semplici e, al tempo stesso, affascinanti. Qualsiasi suo film non risulta noioso, anche se c’è sempre il lieto fine ad aggiustare tutto, il protagonista buono e l’antagonista cattivo, eccetera. A salvare i suoi film sono le storie che raccontano, chiare, credibili, fondate, realistiche ma anche con un fondo romantico, un significato morale, un ottimismo vitale che, pur messo a dura prova dalle circostanze negative, alla fine riesce a...
voto al film: 
21 agosto 2011 Opinione di luisasalvi su "L'uomo di Laramie"
Situazioni psicologiche estreme, arbitrarie, non spiegate, non coerenti al genere western né al film; la "premonizione" del vecchio è un "deus ex machina" incoerente e improprio: determina l'azione, ma è gratuita, estranea al genere, e non offre le spiegazioni che vorrebbe: il vecchio "vedeva" Will che viene a uccidergli il figlio; invece non sarà così, e senza motivo il vecchio inizialmente lo vuole assumere! Will sembra cercar vendetta, nelle parole di...
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20 giugno 2011 Opinione di OGM su "L'uomo di Laramie"
La guerra del far west, per una volta, non è una contesa territoriale, bensì una questione di sangue. Quello versato dai fratelli, quello del genitore tradito dal figlio, quello che trasmette geneticamente la condanna a restare inchiodati ad una terra in cui ci si può solo abbrutire, uccidere od essere uccisi. Quella che pende sui luoghi del New Mexico visitati da Will Lockhart, l’uomo di Laramie, è una maledizione che costringe gli abitanti a difendere...
voto al film: 
26 marzo 2011 Opinione di emmepi8 su "L'uomo di Laramie"
Mann un dio del genere, e non solo nel campo western, qui affronta in maniera singolare un momento clou della storia del west con un personaggio crepuscolare e maturo, e con un interprete che porta avanti con intelligenza il suo discorso. Una storia familiarmente complessa, ma ottimamente resa anche da una sceneggiatura con a capo il fido Phlippe Yordan, con cui il regista ha condiviso diverse regie. Una discreta ambientazione di grandi spazi e montagne rocciose calza a pennello con...
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23 marzo 2011 Opinione di stanley kubrick su "L'uomo di Laramie"
I SOGNI CHE DIVENTANO PREMONIZIONI SBAGLIATE "Non limitare mai i tuoi sogni, ma fai di tutto affinché diventino realtà." Andrea Manfrè Crepuscolare western di Anthony Mann, ultimo dei suoi cinque girati insieme a James Stewart. Grazie all'attore statunitense in stato di grazia, il film raggiunge una delle vette più alte che il cinema western abbia mai visto. Non solo per l'interpretazione che l'attore statunitense dà al suo personaggio, il capitano...
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24 marzo 2010 Opinione di FABIO1971 su "L'uomo di Laramie"
L'ultimo dei cinque western girati da Anthony Mann e James Stewart, tratto da un articolo di Thomas Theodore Flynn (prima di diventare giornalista lavorò come marinaio, commesso viaggiatore, tassista e poi impiegato in una ferrovia, incarico da cui venne licenziato perchè "pizzicato" proprio a scrivere) pubblicato sul Saturday Evening Post nel 1954 e trasformato in romanzo l'anno seguente, adattato per lo schermo dal Philip Yordan di Johnny Guitar e da...
voto al film: 
14 gennaio 2009 Opinione di chen kuan tai su "L'uomo di Laramie"
DRAMMA WESTERN TRA IL TENERO E LO SPIETATO MEMORABILE CHE DIMOSTRA CHE IL POTERE MAL GESTITO E AVERE UN FIGLIO VIZIATO E STOLTO PORTA A DELLE AMARE CONSEGUENZE.LA TRAMA è TALMENTE COINVOLGENTE CHE LA SPETTACOLARITà PASSA IN SECONDO PIANO.
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