Il cuore grande delle ragazze (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il cuore grande delle ragazze: presente
Ritmo ritmo in Il cuore grande delle ragazze: forte
Impegno impegno in Il cuore grande delle ragazze: presente
Tensione tensione in Il cuore grande delle ragazze: minimo
Erotismo erotismo in Il cuore grande delle ragazze: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il cuore grande delle ragazze

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il cuore grande delle ragazze (voti: 57 media: 3,23) 57

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locandina di Il cuore grande delle ragazze

Trailer Ufficiale

Il cuore grande delle ragazze Trailer Ufficialeplay

01/11/2011

Oggi a Roma: in Concorso arriva Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati

Innanzitutto, cominciamo con il rassicurare tutti: il regista Pupi Avati colpito l'altra sera da malore sta bene e sarà presente questa sera alle 19:30 all'Auditorium Santa Cecilia per la...

di Spaggy

La trama

A metà degli anni Trenta,  dopo essere rientrata dalla città in cui era stata mandata a studiare, Francesca Osti (Micaela Ramazzotti) si innamora di Carlino (Cesare Cremonini), lo scapestrato figlio dei Vigetti, una coppia di contadini che lavorano nelle terre degli Osti. Francesca non sa, però, che Carlino era destinato, per volere del padre Sisto e della madre Rosalia, a sposare una delle sue due sorelle più grandi, le attempate Maria e Amabile - che già aveva iniziato a corteggiare -, ma il suo arrivo sconvolge ogni piano e tra i due giovani sarà amore a prima vista... 

Il cuore grande delle ragazze si pone come ipotetica chiusura di una trilogia della memoria iniziata con il sottovalutato Gli amici del Bar Margherita, il cui atto centrale è il dolente Una sconfinata giovinezza. Il ricordo, infatti, sembra essere prerogativa di chi è stato bambino o di chi ritorna a esserlo: un rifiuto dell’esistente. Il cuore grande delle ragazze, tra i migliori Avati degli ultimi anni, recupera elementi favolistici, una vena di sarcastica cattiveria e un gusto arrembante per il sesso come impresa guascona e nostalgia di essere altrove. Come un demiurgo artigiano, Avati allestisce la scena primaria della sua vocazione firmando un film incantato che non si fa illusioni. Il cuore grande delle ragazze è l’Antologia di Spoon River di Pupi Avati. Dentro ci sono tutti i nomi del suo cinema.

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La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 45/2011

Si pone sotto il segno della morte, l’afflato memoriale di Pupi Avati. Come suggerisce la nonna al piccolo Edo all’inizio «quando non ti ricordi qualcosa vai al cimitero e vedi che ti ricordi tutti i nomi». L’impulso vitale del regista, forte, saporoso e terragno è il risultato di un confronto serrato con la morte. Il ricordare, ben lungi dall’essere un bearsi compiaciuto di un piccolo mondo antico fatto di cose di cattivo gusto, assume i contorni di una vertigine: si ricorda non ciò che è stato ma ciò che ancora può essere raccontato e condiviso. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Viola96 scritta il 13/11/2011 - utile per 20 utenti

Voto al film: voto buono

Il cinema di Pupi Avati ha un’ossessione: il passato. Il regista lo ricerca, lo spia, lo riguarda, lo riscopre con malinconia, lo rammenta con nostalgia rara e quasi unica. Il cuore grande delle ragazze è un Amarcord ispiratissimo in cui Avati riesce a fellineggiare abilmente raccontando la vera storia dei suoi nonni. Cremonini, marito adultero, offre un’interpretazione niente male e la Ramazzotti è sempre più brava, anche quando non recita guidata dal suo pigmalione Paolo Virzì. Oltre all’ottimo cast e alla sopraffina regia va ricordata l’atmosfera elegante e la brillante mise en scene, frutto di una ricostruzione molto realistica del secolo scorso. Secondo la critica è il capitolo finale di una trilogia del passato doloroso iniziata con il discreto Gli amici del Bar Margherita e proseguita con l’interessante Una sconfinata giovinezza, ma probabilmente Il cuore grande delle ragazze non può essere visto come coronamento ideale di una serie di film, ma bensì come lungometraggio che ha vita propria. Questo film è la summa del cinema del suo regista, in cui emergono i tratti della grandiosa carriera di Pupi Avati. E’ una favola surrealista stroncata dal caos della realtà, leggera come le musiche di Lucio Dalla che la accompagnano, come in un carosello immaginario di cinema di un’eleganza che è segno di uno stile inconfondibilmente avatiano. Sisto Osti è l’immagine del padre padrone degli anni trenta del novecento. La sua idea di donna è quella di molti all’epoca: la donna sta in casa e bada ai figli e non ha diritti che non siano quelli di servire e riverire il marito. Per maritare almeno una delle sue figlie, l’uomo chiede l’ausilio di Carlino Vigetti, playboy locale. L’uomo comincia a corteggiare le due figlie dell’uomo, ma quando proprio una delle figlie adottive dello stesso, arriva, Carlino si innamorerà di lei, tralasciando le altre due e tirandosi addosso l’ira di molti, compreso il prode Sisto. Quello di Avati è uno sguardo che stupisce, che gira incontrollabile alla ricerca di un qualcosa di nuovo che comunque guardi al passato. Non è un capolavoro, questo Il cuore grande delle ragazze, ma è sicuramente un forte lungometraggio che ricorda i primi Avati e si allontana molto dal nuovo Avati, proprio quello che si era rassegnato alla morte, al dolore, alla fine del (suo) mondo. Invece, questo film riesce ad essere un grande inno alla vita e al passato del regista, che gira genialmente tra colori più o meno ecclesiastici e ponendosi di fronte a scelte di varia natura, riuscendo a divertirsi, a stupire e a completare la sua opera, realizzando probabilmente, un perfetto epitaffio per una grande carriera. Il cuore grande delle ragazze, semplice e birbone, è anche un inno alla donna. Nel raccontare i tempi in cui la donna aveva pochi diritti e tanti doveri, Avati manda un serio messaggio alla generazione di moderne “madri di famiglie”. Insomma, lui ci dice che una volta le donne avevano un cuore grande, ed ora? Si rifiuta di dare una risposta Avati. Preferisce sparire nei meandri del passato e restare semplicemente nella memoria collettiva. La modernità è troppo assurda per lui, è meglio rimanere attivi nel passato, piuttosto che adattarsi ad un posto così diversamente strano, come l’Italia moderna. Se siete nostalgici e malinconici per tempi che non avete mai vissuto, Il cuore grande delle ragazze è il film per voi. Vedetelo e rimarrete estasiati. E forse c'entrerà qualcosa anche il biancospino!
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Opinioni su Il cuore grande delle ragazze


4 maggio 2013 Opinione di LAMPUR su "Il cuore grande delle ragazze"
LAMPUR

Un trentennio contadino prebellico tutto da godere questo affresco avatiano che sfrutta appieno attori e caratteristi, esaltando macchiette ed episodi coloriti di gran fantasia; tic, vizi, debolezze e, appunto, quel cuore grande delle ragazze tutto attorno, ragazze da relegare a vita di vecchio stampo patriarcale, ragazze che credono all'amore per sempre, al matrimonio legato al corredo, ragazze da collezionare in foto ma che sanno chiudere un occhio, ed a volte anche il naso. I Cremonini...

voto al film: LAMPUR assegna il voto buono a Il cuore grande delle ragazze (2011)

5 commenti
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22 marzo 2013 Opinione di supadany su "Il cuore grande delle ragazze"
supadany

Con questo film Pupi Avati torna in territori a lui assai congeniali, con una storia legata al passato, tra ricordi ed aneddoti caratteristici (ne inserisce a tonnellate), e con un’ambientazione rurale dove la vita ha tutto un altro sapore (un po’ come il biancospino di cui è impregnato il respiro di Carlino). Carlino (Cesare Cremonini) è un giovanotto che passa da una ragazza all’altra fino a quando suo padre (Andrea Roncato) non lo obbliga a sposarsi con una delle figlie deli...

voto al film: supadany assegna il voto sufficiente a Il cuore grande delle ragazze (2011)

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26 dicembre 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Il cuore grande delle ragazze"
Stuntman Miglio

OPINIONE IN MINIATURA Avati e l'amore negli anni '30, una commedia leggera e nostalgica che rimanda dritto alle origini del regista con un occhio di riguardo verso i paesaggi della propria terra e all'eterna dicotomia fra ricchi e poveri. Personaggi e dinamiche semplici al servizio di una vicenda che ruota attorno ad un matrimonio combinato. Piacevole e ben recitato, "Il cuore grande delle ragazze" si lascia ricordare soprattutto per i corteggiamenti ciclisitici di Cremonini e per l'accorata...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a Il cuore grande delle ragazze (2011)

nessun commento
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28 settembre 2012 Opinione di massimo46 su "Il cuore grande delle ragazze"
massimo46

Come tutti i film di Pupi Avati ritorna sempre alle sue origini con storie della sua terra con una partecipazione anche poetica che si intuisce in ogni fotogramma del film e non sfigura al confronto con grande Fellini in Amarcord.

voto al film: massimo46 assegna il voto ottimo a Il cuore grande delle ragazze (2011)



8 giugno 2012 Opinione di antonio de curtis su "Il cuore grande delle ragazze"
antonio de curtis

Piacevole film di Pupi Avati.Un film minore ma da vedere

voto al film: antonio de curtis assegna il voto sufficiente a Il cuore grande delle ragazze (2011)


11 aprile 2012 Opinione di wfrcrd su "Il cuore grande delle ragazze"
wfrcrd

LA MIA SCHEDA PERSONALE : (voti da 0 a 10)  SOGGETTO:  8 RECITAZIONE:  8 SCENOGRAFIA/FOTOGRAFIA/EFFETTI SPECIALI:  7 NOTE: Piacevole e divertente, sorprendente la recitazione di Cremonini!  

voto al film: wfrcrd assegna il voto buono a Il cuore grande delle ragazze (2011)



31 marzo 2012 Opinione di OGM su "Il cuore grande delle ragazze"
OGM

Il ricordo nasce dalla muffa del passato, ma poi sboccia come il biancospino. Ha un odore forte e selvatico, che si può scambiare per un puzzo di stantio; ma arriva sempre il momento in cui la faticosa rievocazione, dopo aver mosso i primi passi a tastoni nella nebbia della memoria, spicca finalmente il volo, e fa rivivere l’originale intensità delle emozioni. È la storia di questo film, che nasce dalle parole stentate di un componimento scolastico, disegnando i personaggi...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Il cuore grande delle ragazze (2011)

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23 febbraio 2012 Opinione di hallorann su "Il cuore grande delle ragazze"
hallorann

Che Pupi Avati si sia fatto restaurare casa dalla cricca Anemone-Balducci in odore di P3 pazienza, lo faceva anche Scajola, a sua insaputa. Che sia andato in carcere a visitare l’onorevole Alfonso Papa, l’unico “fesso” tra i politici a finire in carcere, glissiamo volentieri. Che l’ultimo film IL CUORE GRANDE DELLE RAGAZZE sia uno scult, francamente ci preoccupa. Il soggetto è l’ennesimo ricordo dei nonni (ma quanti ne ha avuti?), ambientato durante il ventennio. Edo Vigetti...

voto al film: hallorann assegna il voto pessimo a Il cuore grande delle ragazze (2011)

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5 dicembre 2011 Opinione di maghella su "Il cuore grande delle ragazze"
maghella

L'ultimo film di Pupi Avati è simpatico, e come l'inchiostro simpatico sparirà presto dalla mia memoria. Fatto con l'accetta (come si dice qui, per dire “molto approssimativamente”), è davvero una storiella da poco, un racconto, come quelli che molto spesso ultimamente il simpatico Pupi Avati ci propina. Una storia farcita di aneddoti, riferita alle vicissitudine del nonno del regista e di suo fratello produttore, non diventa mai davvero comica, o brillante, o commovente, o amara, ma...

voto al film: maghella assegna il voto sufficiente a Il cuore grande delle ragazze (2011)

4 commenti
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28 novembre 2011 Opinione di mm40 su "Il cuore grande delle ragazze"
mm40

Date Amarcord in mano ad Avati e lui vi consegnerà Il cuore grande delle ragazze. O qualcosa di affine: c'è tutto il piccolo mondo della memoria e della fantasticheria felliniane - e non è la prima volta per il regista bolognese - in questo film, ci sono personaggi pregni di personalità, di tic, di vitalità, ci sono motti di spirito e abitudini rurali degli anni '30 emilianoromagnoli, ci sono lutti e amori, bisticci infiniti e continue riappacificazioni, matrimoni e scappatelle e...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Il cuore grande delle ragazze (2011)

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