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Bertolucci ti vogliamo bene
di hallorann ultimo aggiornamento
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Bertolucci ti vogliamo bene

E’ con grande dispiacere che ho appreso la notizia della scomparsa di Giuseppe Bertolucci, regista di cinema e teatro, scrittore e documentarista, fratello di Bernardo e figlio del poeta Attilio. Tralasciamo volentieri i telegiornali istituzionali e di partito che hanno dato la notizia con un flash di pochi secondi, dicendo le solite cose: "fratello minore di Bernardo". Pochi mesi fa avevo letto il suo "Cosedadire": "un racconto emozionato e lucido" sull'infanzia, le commoventi poesie dedicategli dal padre fin dalla tenera età, excursus sulla carriera prima di assistente di Bernardo in "Strategia del ragno" e poi cosceneggiatore di "Novecento", gli esordi con il folgorante "Berlinguer ti voglio bene" in cui lanciò un Benigni strepitoso e unico. Il prosieguo della carriera al cinema non è mai stato banale o accomodante, dagli "Oggetti smarriti", a "Segreti segreti""Strana la vita" "I cammelli" (entrambi con un Diego Abatantuono lontano da Avati e Salvatores) fino all'ultimo "L'amore probabilmente". Sempre all'insegna di un'autorialità sperimentale nella pagina scritta e nella tecnica. Forse con quell'ultimo titolo, risalente a undici anni fa, aveva messo la parola fine alla sua idea di cinema. In teatro pure si è distinto per originalità, ricordo la regia televisiva dello spettacolo di Luca Ronconi tratto da Gadda "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana", bellissimo e straniante in cui metteva in primo piano non solo lo stile ma esaltava le performance di alcuni interpreti quali Franco Graziosi, Ilaria Occhini, Corrado Pani, Massimo Popolizio e Gea Lionello. Sempre per il teatro importante e di grande successo è stata la rilettura insieme a Fabrizio Gifuni (anche grande interprete) di alcuni scritti di Pasolini in " 'Na specie de cadavere lunghissimo". Personalmente ho apprezzato molto il recupero (con la Cineteca di Bologna, di cui era presidente dal 1997) integrale del documentario "La rabbia di Pasolini" del '62. E soprattutto il fotoromanzo su "Salò..." dell'amato Pasolini riprodotto con fotogrammi e testimonianze filmate sonore inedite in "Pasolini prossimo nostro", un capolavoro quanto l'ultima discussa pellicola del poeta. Il mio è voluto essere un omaggio spontaneo, sicuramente carente ma doveroso e sincero a un artista completo, versatile e raro.
Assenza, più acuta presenza (A.Bertolucci)

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