Maps to the Stars

Trama

La famiglia Weiss ha fatto dell'ossessione per la celebrità il proprio marchio distintivo. Il tredicenne figlio Benjie (Evan Bird) è una star della tv ed è finito recentemente in riabilitazione per droga, mentre l'estraniata figlia Agatha (Mia Wasikowska) è appena uscita da un ospedale psichiatrico quando stringe amicizia con l'autista di limousine Jerome (Robert Pattinson), anch'egli aspirante attore. Il padre Sanford (John Cusack) è un famoso guru e tra i suoi clienti ha Havana Segrand (Julianne Moore), un'attrice il cui sogno di interpretare il ruolo della madre morta, anche lei famosa attrice, in un nuovo film si sbriciola lentamente mentre fantasmi, morte e vizi prendono il sopravvento.

Approfondimento

MAPS TO THE STARS: TRA I FANTASMI DI HOLLYWOOD

Scritto da Bruce Wagner e diretto da David Cronenberg, Maps to the Stars intreccia la bellezza selvaggia di Los Angeles con la tragicomica e cupa storia di una famiglia di Hollywood i cui componenti, alle prese con gli implacabili fantasmi del loro passato, evidenziano quanto fama, successo e apprezzamento, comportino un alto costo da pagare.
Frutto di un lavoro durato due decenni, la sceneggiatura di Maps to the Stars risale ai primi anni Novanta e si rifà all'esperienza personale dello stesso Wagner, che prima di diventare sceneggiatore ha lavorato come autista di limousine (a lui si ispira il personaggio interpretato nel film da Robert Pattinson) a Hollywood e ha vissuto da vicino le turbolenze di un ambiente fatto di contraddizioni, di gloria e cattiveria, di ambizioni e illusioni, e di successo improvviso e clamorose cadute. Cambiando totalmente genere e allontanandosi dalle tematiche che lo hanno reso famoso, Cronenberg con Maps of the Stars realizza un anomalo dramma al cui centro si pone la folle famiglia dei Weiss: un padre guru, un figlio adolescente rubacuori e fresco di rehab, una madre intenta a mantenere alte le quotazioni del figlio attore e una figlia misteriosamente sfregiata e ossessionata dal tentativo di trovare un proprio posto nella cerchia familiare. A dar mistero alle dinamiche dei Weiss intervengono, però, una serie di presenze non in vita, di fantasmi, che mischiando ricordi, speranze fugaci e bisogni irrisolti, rispecchiano la contemporanea attenzione per temi come la morte, la depravazione e la risurrezione.
Girato tra Toronto e Los Angeles, Maps to the Stars conta sulla direzione della fotografia di Peter Suschitzky (fedele collaboratore di Cronenberg dai tempi di Inseparabili), sulle scenografie di Carol Spier, sui costumi di Denise Cronenberg e sulle musiche di Howard Shore.

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Al centro di Maps of the Stars vi è il personaggio di Havana Segrand, una delle più celebri attrici di Hollywood da sempre all'ombra della sua ancora più leggendaria madre Clarice Taggart, attrice ancor più famosa morta in un incendio. Ad interpretare Havana e la madre Clarice sono rispettivamente Julianne Moore e Sarah Gadon, chiamate a dar vita ad una relazione madre/figlia che non conosce nemmeno i confini della morte. Mostro senza vergogna, Havana è una donna completamente isolata che vive in un mondo di finzione, dato che è come se non avesse una famiglia ed è molto arrabbiata con la madre per il modo in cui, secondo lei, è stata abusata. Il caos emotivo di cui è preda Havana prende una piega ancora più oscura quando il ruolo (che fu un tempo) della madre in un remake di prossima produzione potrebbe essere assegnato a un'altra e non a lei, facendole vedere il fantasma di Clarice nei momenti meno opportuni.
A prima vista, i Weiss, invece, sembrano vivere un'esistenza felice ma guardandoli da vicino è possibile notare come in loro fama, ricchezza materiale e riconoscimenti, siano solo una cartina tornasole per dubbi, amarezze e pericolosi segreti, che vengono alla ribalta con l'entrata in scena di Agatha, la figlia da lungo tempo lontana da casa per via di problemi psichiatrici in seguito a un tragico incidente che l'ha lasciata terribilmente segnata con cicatrici e ustioni su viso e mani. Portata in scena da Mia Wasikowska, Agatha rientra a casa e, per volere del fato, trova lavoro a fianco di Havana.
L'ultima persona che avrebbe voluto rivedere Agatha in famiglia è il padre Sanford, un guru che fa da psicologo in tv, offrendo banalità new age e dispensando consigli per le masse. Impersonato da John Cusack, Sanford annovera numerosi clienti celebri - uno di questi è proprio Havana Segrand - ed è fortemente attaccato al successo del figlio adolescente Benjie, star di una serie televisiva. Con il volto di Evan Bird, Benjie sta cercando di far il punto sulla sua carriera dopo esere finito in riabilitazione a causa di un problema di droga ma è costretto a confrontarsi con il fantasma del suo spirito adolescenziale. Chi difenderebbe sempre a spada tratta Benjie è la madre manager Cristina, interpretata da Olivia Williams.
Tornando a Los Angeles, Agatha stringe una solida amicizia con Jerome, il suo autista di limousine. Inscenato da Robert Pattinson, Jerome è un aspirante sceneggiatore che si mantiene lavorando come autista ed è l'unico personaggio della storia che non viene sfiorato dalla pazzia o da un fantasma.

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Note

A Cronenberg non interessa più il racconto, ma soltanto l’isolamento di una porzione di mondo da studiare, al solito, alla maniera degli entomologi. In questa settima arte terminale non c’è più spazio per la narrazione. Il cinema è evaporato, e Cronenberg ha fatto evaporare il suo cinema. Un’opera dolorosa e immensa.

Commenti (8) vedi tutti

  • Feroce rappresentazione del jet-set americano con punte di pornografia e linguaggio assai scurrile. Julienne Moore e la sua scucchia sono odiose, ma è grande attrice; quali altre dive si farebbero riprendere durante una rumorosa seduta sul cesso?

    commento di gherrit
  • Ritratto caustico dello star-system Hollywoodiano e delle sue manie. Non ce n'è per nessuno. Cronenberg fa a pezzi un mondo vacuo e vano, fatto di problemi creati ad hoc da un sistema che no sta in piedi. Coraggioso.

    commento di slim spaccabecco
  • Pellicola incolore e poco appassionante !

    leggi la recensione completa di chribio1
  • Cronenberg vs l'Hollywood tristemente vacua dei nostri tempi. Voto 8 + statuetta sul cranio

    commento di ProfessorAbronsius
  • Cronenberg qua non ha pietà e non fa sconti: un ritratto crudele delle star di Hollywood.

    leggi la recensione completa di tobanis
  • C'era una volta David Cronenberg: un regista di talento.

    commento di maxscarpone
  • Cronenberg spinge al massimo i difetti dell'uomo 2.0 mostrando il degrado del mondo delle celebrità. L'uomo è immagine e mezzo, non più persona.

    commento di Malpaso
  • Un Cronenberg minore quello di questi ultimi dieci anni ma che riesce comunque a regalarci spunti interessanti, anche se non più taglienti e originali come un tempo…ma forse è il cinema stesso in crisi di originalità.

    commento di Tex Murphy
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La recensione più votata è positiva

M Valdemar di M Valdemar
9 stelle

  Su la cenere di stelle. Cronenberg scrive il suo nome nel morituro firmamento hollywoodiano - sfavillante simbolo dell'opulente perpetua illusione tipica dei nostri tempi e dei nostri luoghi - smascherando la mistificazione del Sogno. Dietro - e sotto, sopra, dentro, ovunque - l'Incubo. C'è gente che muore, c'è gente che vede la gente morta senza... leggi tutto

45 recensioni positive

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La recensione più votata delle sufficienti

ed wood di ed wood
5 stelle

Delude l’ultima fatica di Cronenberg. Un piccolo passo avanti rispetto a “Cosmopolis”, ma non è sufficiente a salvare il film. Pare che il regista canadese non abbia nemmeno lui ben chiaro cosa cerchi e cosa voglia da questo suo ennesimo nuovo corso. La sua carriera è stata, negli scorsi decenni, fra le più brillanti, tanto da renderlo uno dei giganti del... leggi tutto

12 recensioni sufficienti

Recensioni

La recensione più votata delle negative

abulaze di abulaze
2 stelle

Un film di folgorante inutilità. Non sgradevole o fastidioso - ché pure sarebbe stato qualcosa - ma inconsisitente. Centoundici minuti di reiterata e programmatica assenza di scopo. Un vuoto pneumatico che non suscita neppure indignazione. Semmai ci si potrebbe indignare dello sbrodalente entusiasmo di tante recensioni ma si sa che tra il film e la sua visione c'è sempre... leggi tutto

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DeathCross di DeathCross
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Avvertenza: Come suggerisco anche nel finale, queste Riflessioni sull'ultimo Film di Cronenberg necessitano ampliamenti, revisioni, Mutazioni... Questa non è una recensione definitiva... Perché non si può mai pretendere di aver raggiunto l'interpretazione definitiva della Poetica Cronenberghiana...   Finalmente, dopo anni di attesa, lo rivedo, in inglese. Ho...

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jonas di jonas
6 stelle

Un’attrice che farebbe qualunque cosa per ottenere il ruolo che fu di sua madre morta; un divetto imberbe e viziato, con genitori che faticano a gestirlo; una ragazzina con il volto sfigurato; un tassista che scarrozza turisti e sogna la celebrità. Una Hollywood popolata da mostri, in uno scenario da basso impero; ogni tanto viene buttato lì un nome dello showbiz come se i...

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antoyoung di antoyoung
6 stelle

Il festival del primo piano, l'esecuzione di sceneggiatura, la piattezza della regia che lascia spazio alla verbosità prolissa e sciatta. Ad alcuni registi , penso a Dreyer, bastavan poche e scarne inquadrature e una stanza per creare un'atmosfera ipnotica e coinvolgente. Dico questo perché la regressione preoccupante di Cronenberg dei suoi ultimi 3 film non lascia spazio ormai a...

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L'ultimo film di Cronenberg non mi ha molto convinto. "Maps to the stars" è un catalogo di sgradevolezze assortite che vuole dimostrare la decadenza di Hollywood e la follia che gravita intorno alla Mecca del cinema, ma finisce per ripetere cose già viste con un'esasperazione degna di migliori occasioni. La messa in scena non è al livello di capolavori come "Dead ringers",...

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