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Maps to the Stars

Regia di David Cronenberg vedi scheda film

Commenti brevi
  • Un divo bambino tossicomane e sua sorella, un'adolescente con tendenze suicide e omicide, sono al centro di un film che racconta Hollywood come la terra di tutti i peccati. Tema non nuovo che in questo caso si risolve in una sequela non noiosa ma poco credibile e compiaciuta di eventi grotteschi.

    commento di michel
  • I traumi e i crimini del passato tornano a galla, ma non per essere riparati e risanati.

    leggi la recensione completa di Baliverna
  • I traumi e i crimini del passato tornano a galla, ma non per essere riparati e risanati.

    leggi la recensione completa di Baliverna
  • Feroce rappresentazione del jet-set americano con punte di pornografia e linguaggio assai scurrile. Julienne Moore e la sua scucchia sono odiose, ma è grande attrice; quali altre dive si farebbero riprendere durante una rumorosa seduta sul cesso?

    commento di gherrit
  • Ritratto caustico dello star-system Hollywoodiano e delle sue manie. Non ce n'è per nessuno. Cronenberg fa a pezzi un mondo vacuo e vano, fatto di problemi creati ad hoc da un sistema che no sta in piedi. Coraggioso.

    commento di slim spaccabecco
  • Pellicola incolore e poco appassionante !

    leggi la recensione completa di chribio1
  • Cronenberg vs l'Hollywood tristemente vacua dei nostri tempi. Voto 8 + statuetta sul cranio

    commento di ProfessorAbronsius
  • Cronenberg qua non ha pietà e non fa sconti: un ritratto crudele delle star di Hollywood.

    leggi la recensione completa di tobanis
  • C'era una volta David Cronenberg: un regista di talento.

    commento di maxscarpone
  • Cronenberg spinge al massimo i difetti dell'uomo 2.0 mostrando il degrado del mondo delle celebrità. L'uomo è immagine e mezzo, non più persona.

    commento di Malpaso
  • Un Cronenberg minore quello di questi ultimi dieci anni ma che riesce comunque a regalarci spunti interessanti, anche se non più taglienti e originali come un tempo…ma forse è il cinema stesso in crisi di originalità.

    commento di Tex Murphy