Io e te (2012)
Con Tea Falco, Jacopo Olmo Antinori, Sonia Bergamasco, Pippo Delbono, Veronica Lazar, Tommaso Ragno
22/12/2012
Le stanze di Bertolucci sono abbracci infiniti che mi fanno sentire meno sola...
Qui dentro ci siamo conosciuti, riconosciuti tra mille volti... ti ho visto, non mi sei piaciuto subito, non mi hai detto niente che valesse la pena di essere ricordato.Qui dentro ti sei rivelato,...
di maghella
La trama
Lorenzo, quattordicenne introverso e nevrotico che frequenta il liceo classico, sogna di condurre un'esistenza lontana dal caos e dai problemi di ogni giorno, dai conflitti con i genitori, dagli insulti dei compagni di scuola e dalle piccole bugie che è costretto a dire pur di continuare a vivere in pace nella propria dimensione fuori dal mondo. Durante le vacanze natalizie, l'ennesima bugia raccontata alla madre lo costringe a un'esperienza anomala: anziché andare in settimana bianca con altri tre compagni come crede tutta la famiglia, Lorenzo si rinchiude nella cantina di casa in piena solitudine per trascorrervi due settimane, portando con sé le scorte di cibo, il telefonino e una crema autoabbronzante. Improvvisamente nella cantina, però, irrompe la sorella maggiore Olivia, in cerca di un posto dove nascondersi a causa dell'ennesima crisi di astinenza. I giorni che verranno saranno utili a Lorenzo per guardare in faccia la realtà e trovare il coraggio di affrontare il mondo a testa alta una volta tornato fuori.
Bernardo Bertolucci, dopo nove anni dall’ultimo film, The Dreamers. I sognatori, torna a ballare e non da solo. Io e te è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, che il cineasta fa proprio esaltando il conflitto tra due personalità estranee, nonostante il legame di sangue, destinate a scoprirsi e crescere adeguandosi una allo spazio dell’altra. La cantina è una stanza chiusa e alla fine entrambi troveranno la chiave, reciproci difensori di intimità ferite. C’è molto di lui, di Bertolucci, in Io e te. E lo diciamo a maggior ragione dopo avere visto Sedia elettrica di Monica Stambrini, il documentario sulla lavorazione del film che sarà inserito come extra nel dvd. Costretto dalla malattia su una sedia a rotelle, il regista, girando nel luogo angusto dove si nascondono i ragazzi, ha totalmente riplasmato il proprio sguardo secondo l’angolazione dal basso verso l’alto di chi sta sempre seduto.
BERNARDO BERTOLUCCI AL FESTIVAL DI CANNES 2012
Dopo la Palma d'Oro alla carriera ritirata nel 2011, Bernardo Bertolucci presenta Io e te fuori concorso al Festival di Cannes 2012. Ritornato sul set dopo oltre 10 anni di assenza e una malattia che lo costringe su una sedia a rotelle, il regista ha scelto di portare sullo schermo un romanzo breve di Niccolò Ammaniti, apportando però dei cambiamenti sia durante la stesura della sceneggiatura sia durante le riprese, come nel caso del finale nato da un'intuizione improvvisa. Protagonisti sono due giovani attori poco conosciuti al grande pubblico: l'esordiente Jacopo Olmo e la semiesordiente Tea Falco (intravista al cinema ne I Viceré di Faenza e in tv in un episodio della fiction Il giovane Montalbano). Nato inizialmente come lungometraggio da girare in 3D per restituire la claustrofobia dell'ambiente in cui si svolge la storia, Io e te ha finito con l'essere girato più tradizionalmente in pellicola e i motivi li spiega lo stesso Bertolucci nelle note di regia che accompagnano il film a Cannes e che disvelano parte del mistero che ha avvolto il film e le sue riprese.
UN FILM ITALIANO DA UN ROMANZO ITALIANO
«Quando la mia forzata immobilità è diventata la mia normalità, ho pensato che i miei giorni da regista fossero finiti. L'idea di non fare più film significava chiudere un capitolo e aprirne un altro, ma non sapevo quale. Per me, è stata una lotta digerire il fatto che avevo bisogno di una sedia a rotelle per muovermi. A poco a poco, ho imparato l'"arte" di accettare la mia condizione e da quel momento ho capito che era possibile fare film anche da una posizione diversa da quella normale. Seduto piuttosto che in piedi. Dopo aver girato Io e te mi sento nuovamente in corsa e pronto a fare un altro film il più presto possibile.
LA CLAUSTROFILIA DI LORENZO
«Mi affascinava l'idea di trasformare l'ovvia claustrofobia di una piccola e soffocante cantina in una forma di claustrofilia, l'amore per il confinamento in spazi chiusi. In Io e te, ho fatto in modo che questa cantina avesse un aspetto diverso in ogni scena, rendendola un ripostiglio seminterrato destinato ad essere trasformato dal ragazzo, Lorenzo, e dalla luce. Volevo che lo spazio offrisse costantemente una sensazione diversa, in modo che sembri qualcosa di nuovo con il progredire della storia».
I DUE ATTORI PROTAGONISTI
«Ci sono voluti mesi di ricerca per individuare Lorenzo e Olivia. Ho incontrato praticamente ogni attrice italiana della stessa età della protagonista femminile, alcune molto famose e altre completamente sconosciute. La verità è che mi piaceva l'idea di trovare due facce nuove, mai viste al cinema...
Per quanto riguarda Lorenzo, non si contano il numero di ragazzi che ho incontrato. Era passato molto tempo dall'ultima volta che avevo visto degli adolescenti così da vicino. Non ero in grado di immaginare il volto di Lorenzo. Ma non ho avuto dubbi quando ho visto gli occhi grandi di Jacopo Olmo, i suoi capelli come quelli di Robert Smith dei Cure, quel faccino che mi ha fatto pensare un po' al giovane Malcolm McDowell ma anche, misteriosamente, a un personaggio di Pasolini.
L'UNIVERSO GIOVANILE
«Io e te è un film sui desideri, sulle delusioni, sulle lotte e sui sogni di due giovani. Molti dei miei film sono incentrati sui giovani, sulle loro specifiche problematiche e sui loro stati emotivi, dai più evidenti The Dreamers e Io ballo da sola a Novecento, L'ultimo imperatore e Piccolo Buddha. Anche ora che ho più di 70 anni, continuo ad essere incuriosito da personaggi giovani e dalla sfida di catturare la loro vitalità, la loro curiosità. Ho davvero visto crescere Jacopo Olmo davanti alla macchina da presa durante le 10 settimane di riprese. Forse non sono mai cresciuto io!».
RAGAZZO SOLO, RAGAZZA SOLA
«Ho sentito Ragazzo solo, ragazza sola per la prima volta molto tempo fa alla radio, mentre in macchina giravo senza meta per le strade di Los Angeles. La cantava David Bowie in italiano, cercando di contenere il suo accento inglese. Era la versione italiana di Space Oddity. In originale diceva "Ground Control to Major Tom, This is Major Tom to Ground Control, etc." ma in italiano diventava "Dimmi ragazzo solo dove vai, perché tanto dolore?". La canzone fantascientifica di Bowie si era trasformata in una canzone italiana romantica. Il testo era di Mogol, che ammiro molto. Lui è un grande paroliere e la versione italiana della canzone sembra essere stata scritta per una scena specifica di Io e te. Nei miei film mi piace avere sempre una sequenza musicale. Come la grande tradizione americana dei musical ci ha insegnato. la musica crea un momento unico dove tutto è possibile».
IL 3D ACCANTONATO
«Ero entusiasta all'idea di provare alcune delle nuove tecnologie che si erano affermate nei miei dieci anni di assenza dal set. Ho anche originariamente pensato di girare Io e te in 3D. Abbiamo fatto diversi test a Cinecittà. Ma il processo globale è troppo lento per me. Nei miei film, ogni inquadratura dà vita a quella successiva, che a sua volta originerà la prossima... Non c'è tempo per le tecniche laboriose richieste dal muovere due camere 3D o per cambiare le lenti. Forse tra qualche anno... Poi, ho valutato l'ipotesi di girare in digitale ma quel tipo di nitidezza incontrollabile per me era insopportabile. Fino ad allora non avevo mai capito quanta nostalgia per l'impressionismo è contenuta nel 35mm. Così, ho deciso di continuare a lavorare con la vecchia e cara pellicola».
AMMANITI AL CINEMA
Niccolò Ammaniti è considerato lo scrittore italiano più adattabile al cinema. Io e te è la sua quinta fatica che si trasforma in film. Era accaduto già in passato con il racconto L'ultimo capodanno dell'umanità, contenuto nella raccolta Fango e portato sullo schermo da Marco Risi ne L'ultimo Capodanno, con il romanzo Branchie! trasposto da Francesco Ranieri Martinotti in Branchie, con Io non ho paura e Come Dio comanda resi per immagini da Gabriele Salvatores negli omonimi film Io non ho paura e Come Dio comanda. Ammaniti ha poi anche scritto il soggetto del thriller Il siero della vanità, realizzato nel 2004 da Alex Infascelli.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 43/2012
L'opinione più votata
Di GIANNISV66 scritta il 02/11/2012 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
Perché tanto dolore?
Hai perduto senza dubbio un grande amore
Ma di amori e' tutta piena la città,
No ragazza sola, no no no
Stavolta sei in errore
Non ho perso solamente un grande amore
Ieri sera ho perso tutto con lei.
Nello stesso momento in cui sullo schermo Olivia abbraccia il fratellastro Lorenzo cantando la splendida canzone di David Bowie (Space Oddity, ma nelle parole italiane di Mogol), ebbene proprio lì ho realizzato che tutto quello che fino a quel momento era passato sotto i miei occhi non era stato altro che la preparazione a quella scena, pochi minuti in cui si condensavano tutte le emozioni che il regista aveva voluto trasmettere con questo suo ultimo titolo.
Un lavoro particolarissimo questo Io e Te, si potrebbe sbrigativamente liquidarlo come un film sulla incomunicabilità, sul desiderio di evasione, sulla ricerca di un affetto sincero (che è quello che manca ai due protagonisti, due anime specularmene rabbiose che una convivenza forzata e del tutto casuale porta a uno scontro che si trasforma in tenerezza).
Ed in effetti Io e Te è questo, ma è anche qualcosa di più. Si discute spesso su cosa vogliano dire espressioni quali “la mano del maestro” oppure “il tocco inconfondibile del tale regista”, qui il concetto viene esplicitato in una maniera che stento a trovare altrove così nitida.
La storia dell’adolescente problematico che si nasconde in una cantina approfittando di una settimana bianca scolastica (cui partecipa fittiziamente) per allontanarsi da una madre iper-preoccupata e terrorizzata nella sua inadeguatezza di fronte a questo suo figlio così strano (ma lo è poi così tanto?), e in fuga da un mondo che non sente appartenergli né a cui sente di appartenere, è solo il pretesto per un’indagine sulle più profonde necessità dell’anima, ed è persino sconcertante che un regista non giovane anagraficamente (ma lo è assolutamente nello spirito, almeno lo dimostra qui) affronti questo tema con una delicatezza da far invidia a chi almeno dal punto di vista dell’età dovrebbe sentirsi più vicino ai due protagonisti.
Due, perché nella cantina – astronave (come quella del Major Tom della canzone di Bowie) dove Lorenzo cerca quella pace che sembra non avere altrove (“I'm feeling very still / And I think my spaceship knows which way to go” Mi sento molto tranquillo, E penso che la mia astronave sappia dove andare) piomba Olivia, sorellastra semi-dimenticata, una vita sprecata nella devastazione della droga.
I due si annusano, si detestano, ma piano piano capiscono di essere complementari, le due facce di una stessa medaglia accomunati da un padre assente (non ne vediamo mai la faccia né ne sappiamo il nome, e questo è emblematico) e alla fine si ritrovano, prendendo coscienza del loro amore.
E quella scena meravigliosa e commovente, sulle note struggenti di una delle più belle canzoni della storia del rock, entra senza mezzi termini nel cuore dello spettatore.
Non è un film perfetto Io e Te, non lo è neanche in quel finale sospeso a metà, tecnicamente potremmo definirla una buona pellicola ma con alcune spazi vuoti e più di una scena irrisolta. Eppure per quella sequenza sento dalle corde del mio animo di dovergli dare il massimo dei voti.
Motivato anche dalla splendida interpretazione dei due protagonisti Tea Falco (Olivia) e Jacopo Olmo Portinari (Lorenzo).
- negative [3]
- sufficienti [6]
- positive [22]
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21 marzo 2013 Opinione di ico su "Io e te"
Due ragazzi e Bertolucci, non vi è altro in IO E TE, ma nonostante tutto non è poco. Sembrerebbe una storia esile, debole, troppo semplice e minimale, invece ti resta dentro. Bertolucci lascia poco campo alle scelte che portano il protagonista e sua "sorella" a confinarsi nello spazio angusto della cantina, ci sono motivazioni, forse banali per un adolescente, forse più gravi per una donna ormai adulta, ma sono in secondo piano, perché il senso per consegnarsi alla vita è riuscire a...
voto al film: 
9 febbraio 2013 Opinione di danceinthenight su "Io e te"
Non ho parole per descrivere la bellezza di questo ultimo film di Bertolucci. Una lezione di grande classe e una lampante dimostrazione che si può fare un film meraviglioso con un budget ristretto grazie alla sensibilità e capacità artistiche di un regista. I due attori sono sconosciuti e giovanissimi ma già eccezionali: Tea Falco per personalità si mangia tutte le starlettine cinematografiche italiane uscite negli ultimi 10 anni e il ragazzino è spontaneo, emozionante e preciso...
voto al film: 
16 dicembre 2012 Opinione di miccialunga su "Io e te"
Tenerissimo Bertolucci. Visto da poco da Fazio, per lo stile verbale e per i tempi comunicativi le sue riflessioni mi hanno fatto pensare all'ultimo Fellini: una miniera umana inestimabile, un mare dondolante (e cullante) di immagini, non importa quanto vere o reali, che ascolterei per ore. Il film è un gioiellino, un'opera sincera, amorosa ed amata, imperfetta e irregolare, capace come poche di rappresentare (almeno in parte) ciò che passa per la testa di un paio di adolescenti (lui...
voto al film: 
16 dicembre 2012 Opinione di popcorn su "Io e te"
NOI RAGAZZI DELLO ZOO DELLA VITA Bernardo Bertolucci torna sul grande schermo e la mano del maestro (di cinema) si vede. Forse la storia in sé (basata su un romanzo del co-sceneggiatore Ammaniti, la storia di “Io e te”, espressione grammaticalmente scorretta che racconta la vita sepolta in una settimana “bianca”, come la neve e come l’eroina, di due giovani inquieti) non entusiasma e non si conclude come dovrebbe, ma tutto quello (leggi le emozioni) che lascia trasparire è ciò...
voto al film: 
29 novembre 2012 Opinione di fefy su "Io e te"
Dopo un decennio dal discusso ma affascinante "The Dreamers", Bertolucci torna dietro la macchina da presa con un film che parla ancora di adolescenza agganciandosi al libro di Ammaniti. E' incredibile come Ammaniti riesca a regalare alla settima arte dei soggetti sempre interessanti e adattabili al grande schermo. Bertolucci sceglie due attori esordienti, Jacopo Olmo Antinori e Tea Falco (che tra l'altro anche nella realtà è una fotografa affermata molto brava e originale), per...
voto al film: 
18 novembre 2012 Opinione di diomede917 su "Io e te"
A 9 anni da The Dreamers con in mezzo tante sofferte vicissitudini personali, Bernardo Bertolucci Ritorna dietro la macchina da presa adattando per il grande schermo un libro e un autore che è lontano anni luce il suo cinema e la sua visione del mondo. Niente politica e grande Storia ma intimo tormento. Questa scelta, per molti molto azzardata, io la trovo ottimale per un artista che vuole uscire dalla depressione figlia della sua sedia a rotelle e amplificata dalla morte del fratello...
voto al film: 
14 novembre 2012 Opinione di mosez su "Io e te"
Ottima la regia e bravi gli interpreti, ma complessivamente meno coinvolgente del libro. Mi ha deluso soprattutto il finale che nel libro è commovente e dà senso a tutta la storia, nel film è abbastanza fiacco.
voto al film: 
8 novembre 2012 Opinione di marcolomb85 su "Io e te"
La trasposizione del romanzo è pessima a mio avviso.Mancano i punti chiave di Ammanniti. Il trauma subito dal ragazzo da piccolo serve per spiegare il comportamento attuale dello stesso e nel film non c'è riferimento a tale episodio.(primo punto importante) Nel libro, Lorenzo non parte per andare sulla neve perchè ha inventato una storiella alla madre che lo vuole integrato e con amici e per cui non sa come dirle la verità visto che quella storiella ha fatto commuovere di felicità la...
voto al film: 
5 novembre 2012 Opinione di fralle su "Io e te"
PARTICOLARE,PROPRIO DEL GRANDE MAESTRO CHE E'
voto al film: 
5 novembre 2012 Opinione di will kane su "Io e te"
Romanzo breve e tuttavia di formazione,"Io e te",di Niccolò Ammanniti è il racconto dell'incontro tra due consanguinei che non si conoscono,e,nel piccolo spazio di uno scantinato,dove entrambi si nascondono per motivazioni diverse,si trovano e ne escono in direzioni diverse,ma arricchiti:un ragazzo chiuso,adolescente,con una sensibilità particolare ma con quelle ostilità verso tutti che nell'adolescenza marcano spesso le stagioni,ed una ragazza più grande che ha un rancore forte quanto...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [6]
- positive [22]
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