Trama

Vivere nei sobborghi di Londra è diventato quasi impossibile da quando un gruppo di teppistelli, guidati da Moses (Joseph Boyega), si diletta a seminare il panico commettendo piccoli reati a danno dei residenti del proprio quartiere. A farne le spese è anche la povera Sam ma, mentre la gang prova a derubarla, una creatura aliena casca letteralmente dal cielo sul tetto di una macchina. Incuriositi, i ragazzi catturano lo strano essere, uccidendolo e portandolo in giro come un trofeo. Ben presto, però, dovranno scontrarsi con una pioggia di extraterrestri sempre più giganti e incattiviti, che hanno la seria intenzione di invadere la zona. Sarà la volta buona per trasformarsi da criminali in eroi.

Approfondimento

BULLI DI PERIFERIA

È una questione di tempo, prima o poi accadrà. Da tempi remoti scienziati e filosofi di tutto il mondo cercano di capire che effetti subirà l'invasione di un popolare quartiere a sud di Londra da parte di feroci forme aliene. Joe Cornish, per il suo esordio alla regia, ha però trovato la risposta: il destino della città è nelle mani di un manipolo di bulli di periferia, gli stessi che non perdono tempo a derubare un'infermiera indifesa che torna dal lavoro, trasformandoli nel corso di una folle notteda adolescenti stigmatizzati dalla società in eroi acclamati dalla nazione intera. Perché, nonostante sia un film di fantascienza che omaggia sin dal titolo una piccola produzione coreana (Attack the Gas Station), Attack the Block è innanzitutto un viaggio all'interno dei bassifondi di Londra, dove Cornish stesso nel 2001 è rimasto vittima del furto del portafogli e del telefono per mano di una banda di ragazzi. Il resto della storia, invece, prende vita dopo che Cornish vede per la prima volta Signs di M. Night Shyamalan, un film che partendo da un copione mai realizzato di John Sayles (Night Skies) si trasforma in E.T. L'extraterrestre (1982) e Gremlins (1984), ponendo le basi per una storia che parla di assedio alieno e di esseri umani che sulla Terra provano a resistere. Unendo le due esperienze, nella mente di Cornish, è balzata l'idea di rivalutare quei ragazzacci che lo avevano rapinato e assegnar loro l'ingrato compito di salvatori del genere umano. Tutto ciò accadeva all'incirca tra il 2001 e il 2002 ma la sceneggiatura a cui Cornish ha lavorato ha richiesto ben dieci anni di fatica prima di essere trasposta sul grande schermo, a causa degli impegni che lo stesso aveva contratto con il mondo delle serie televisive prima e con la produzione tutta effetti speciali di Le avventure di Tintin: il segreto dell'Unicorno (2011).

CHE LINGUA PARLI TU?

Al di là dell'aspetto fantascientifico, l'interesse primario di Cornish era quello di rendere Attack the Block il più realistico possibile, grazie all'introduzione di personaggi e slang strappati direttamente dalle strade della città. Più che un capriccio o un vezzo da documentarista, la sua esigenza nasce da illustri predecessori: secondo il regista, infatti, la forza di romanzi e film come Arancia meccanica (1971), Il colore viola (1985) e Il garzone del macellaio - The Butcher Boy (1998) sta proprio nella capacità di aprire con il loro linguaggio un varco che permette al lettore/spettatore di entrare in osmosi con un mondo nuovo, all'apparenza ostico ma successivamente magico, in cui si viene condotti a poco a poco per mano. Per certi versi, l'elemento di fantascienza del film non sono tanto gli alieni ma i dialoghi dei giovani protagonisti, intessuti di termini che se tradotti con altri più aulici o con una costruzione grammaticale corretta non avrebbero mai reso il clima di violenza o terrore che hanno instaurato nel sobborgo in cui vivono. Pur essendo cresciuto nel sud di Londra, Cornish ha passato un anno intero a girare per i club della città a intervistare i ragazzi nel tentativo di acquisire una piena dimestichezza con il loro linguaggio e imparare a pensare come loro, usando lo stesso gergo. Inoltre, ha anche disegnato la sceneggiatura di Attack The Block, rappresentando le varie scene come dei fumetti senza dialoghi e chiedendo ai ragazzi intervistati di simulare un possibile doppiaggio, senza conoscere niente della storia e senza fornire loro appigli concreti, di ciò che i personaggi potevano dirsi, che lui ha provveduto a registrare e usare poi per dare indicazioni agli attori sul set .

ALIENI DI NOTTE

Dopo aver ultimato la sceneggiatura, Cornish ha dovuto affrontare un altro ostacolo: il debutto dietro la macchina da presa per un progetto cinematografico. Nonostante fosse un esordiente, ha avuto sin dall'inizio un modello alto di riferimento, scegliendo di voler realizzare un film che ricordasse un'opera di John Carpenter o un film di mostri low budget, tipico degli anni Ottanta. Con cinque personaggi principali sempre in primo piano, la sensazione che ha voluto che si ricreasse fosse la stessa dei film con protagonisti ninja o cowboy, gettati fuori dai loro contesti abituali e dotati di grandi costumi, veicoli veloci e armi molto cinematografiche. A far da sfondo alle riprese, la cui maggior parte si sono svolte dopo le ore del tramonto, è il quartiere inesistente di Wyndham House, un luogo che non esiste sulle mappe ma che è stato ricreato a Islington. Inoltre, l'occhio del cinefilo più attento riconoscerà anche la tenuta Heygate, usata anche da Clint Eastwood per le riprese di Hereafter (2010).
Per gli alieni, invece, Cornish è ricorso a tecniche della vecchia scuola. Non avendo a disposizione grandi fondi per ricorrere a elaborati effetti digitali, ha voluto che gli alieni fossero fisicamente presenti sul set, in modo che negli occhi dei ragazzi protagonisti si potesse cogliere la paura e lo smarrimento, optando per extraterrestri quadrupedi - a cui si può star dietro solo correndo molto velocemente-, grandi, cattivi, pelosi e armati di artigli affilati come rasoi e di denti taglienti come lame.

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Note

Joe Cornishconfeziona un gustoso film di fantascienza che coniuga le caratteristiche del teen movie con il canovaccio dell’invasione aliena. I mostri extraterrestri fanno un po’ sorridere per quanto sono facilmente neutralizzabili, a riprova dell’interesse solo pretestuoso per la materia fantastica. Al centro, dinamiche di gruppo tra ragazzini disadattati in un contesto che spinge alla violenza e al crimine tanto è squallido. Difficile non pensare a Misfits, la serie inglese sul gruppo di ragazzi affidati ai servizi sociali che scoprono di avere poteri sovrannaturali. Qui, invece, il solo superpotere da rivelare è la propria umanità. Un film derivativo (Cornish deve avere letto L’eternauta...) ma fresco quanto basta per passare 88 minuti a mente sgombra.

Commenti (3) vedi tutti

  • Immaginiamo che gli alieni cadano su Scampia… cosa ne uscirebbe? Qui siamo in Inghilterra, ma ricorda Scampia con i cancelli alle porte, spaccio di droga, scenari di periferia urbana…

    commento di sillaba
  • Film carino, ma niente di più. Un discreto B movie, un po' sopravvalutato.

    commento di buran
  • A me il film è piaciuto! E guardandolo mi sono chiesto perchè in Italia non riusciamo a fare qualcosa di simile..Direi che "Super 8" sta a "Attack the block" come "Heroes" sta a "Misfits".

    commento di Antonio75
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