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    Trama

    Polonia, 1962. Anna, un'orfana allevata dalle suore di un convento, è una novizia. Prima di prendere i voti, però, desidera vedere Wanda, la sua unica parente in vita che le rivela di essere ebrea. Entrambe le donne intraprendono allora un viaggio teso non solo a scoprire la tragica storia della loro famiglia ma anche chi esse siano veramente e quale sia il loro posto, rimettendo in discussione le loro credenze e la loro religione.

    Approfondimento

    IDA: ISPIRATO A DIVERSE STORIE VERE

    Diretto da Pawel Pawlikowski e scritto dal regista in coppia con Rebecca Lenkiewicz, Ida racconta la storia di una giovane donna alla ricerca della propria identità nella Polonia degli anni Sessanta. Incentrato su temi strettamente connessi al concetto di identità, alla famiglia, alla fede, al senso di colpa, al socialismo e alla musica, Ida non è un film storico ma potrebbe essere definito "morale", nonostante non abbia alcuna lezione da insegnare: si tratta nella fattispecie di una storia in cui tutti i personaggi hanno le loro ragioni per i gesti commessi.Reduce dalla produzione internazionale The Woman in the Fifth, Pawlikowski trae vago spunto per Ida dalla propria storia familiare, fatta di misteri e contraddizioni, che lo hanno portato a vivere in una sorta di esilio per gran parte della sua vita. Da tempo, inoltre, il regista coltivava l'idea di realizzare un lungometraggio su una suora cattolica che scopre di essere ebrea nella Polonia degli anni Sessanta, periodo durante il quale il partito comunista sosteneva le purghe antisemitiche. Ad aiutarlo a definire i contorni della storia di Ida con l'introduzione del personaggio di Wanda è stato poi un ricordo legato al master conseguito ad Oxford durante i primi anni Ottanta, quando Pawlikowski conobbe Helena Brus, l'affabile moglie di un geniale professore di economia di origini polacche rivelatasi qualche anno più tardi essere una spietata collaboratrice del governo stalinista negli anni Venti del Novecento.

    GLI ATTORI PRINCIPALI

    Dopo aver cercato tra le giovani attrici e studentesse di teatro la protagonista per Ida, Pawel Pawlikowski ha scelto Agata Trzebuchowska, una ragazza che non aveva mai recitato in vita sua e che è stata scoperta in un bar di Varsavia da Malgoska Szumowska. Sapendo che l'amico Pawlikowski era alla ricerca della "sua" protagonista, la Szumowska lo ha contattato mentre questi si trovava a Parigi e gli ha inviato una foto scattata di nascosto con il telefono cellulare alla sconosciuta Trzebuchowska. Colpito dalla bellezza senza tempo della ragazza e dal suo essere una femminista militante (dubitante dell'esistenza di Dio),  il regista l'ha subito scelta dopo un primo provino rivelatosi illuminante, andando contro anche a produttori e finanziatori dubbiosi.A interpretare Wanda, la zia di Ida, è invece l'attrice Agata Kulesza, chiamata a sostenere un personaggio molto conflittuale, maniacale e malinconico.
    Il ruolo del giovane sassofonista Lis, simbolo di un'intera generazione di musicisti polacchi, è infine portato in scena da Dawid Ogrodnik.

    L'IMPORTANZA DELLA MUSICA

    Girato in uno sfavillante bianco e nero (frutto della direzione della fotografia di Lukasz Zal), Ida lascia grande spazio alla musica e alle canzoni pop, che sono fondamentali sin dall'inizio della storia. Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la Polonia ha assistito a un'ottima stagione di musica jazz con artisti come Komeda, Namyslowski, Stanko e Wroblewski, capaci di esplodere e di farsi apprezzare anche lontano dai confini nazionali. Grazie all'ambientazione nel 1962, Ida rievoca quella stagione musicale e restituisce l'immagine di una Polonia, sicuramente grigia e oppressiva, ma molto più "fresca" e originale rispetto  quella contemporanea.

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    Note

    Romanzo di formazione in formato 1.37:1, dramma intimo poetico politico, "Ida" non cerca compromessi tra il rigore stilistico e il materiale umano. Scegliendo una forma, decisa e immobile, che sorpassa e fagocita la sostanza, magmatica e ineffabile, dello scavo psicologico: camera fissa e corpi ai margini di architetture e mascherini, immersi in una bicromia di luminosità abbacinante. "Ida" è film di contrasti esposti. Road movie fieramente austero, dove l’attenzione per la composizione dell’immagine diventa tramite, disarmante ma infine insufficiente, dell’anima

    Commenti (1) vedi tutti

    • Una mano delicata e un'ironia sottile sono il marchio che l'anglo-polacco Pawlikowski riesce ad imprimere con grande bravura al suo “Ida”. La fotografia b/n sembra quasi un omaggio alla nuovelle vague.

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    Recensioni

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    Kurtisonic di Kurtisonic
    10 stelle

    Ambientato negli anni 60 in una Polonia ancora alle prese con le ferite del  dopo guerra, Ida è un intenso racconto di sofferenza e di lucidità. Come nel precedente film di Pawlikowski My summer of love due figure femminili si incontrano traendo l’una dall’altra quello che non si può aspirare ad essere. Ida giovane novizia abbandonata in fasce e cresciuta dalle suore non può che... leggi tutto

    21 recensioni positive

    Recensioni

    La recensione più votata delle sufficienti

    FilmTv Rivista di FilmTv Rivista
    6 stelle

    La giovane Anna contrae i grandi occhi scuri sulla statua di Cristo, percorrendone la superficie con meticolose pennellate. A breve prenderà i voti, ma prima deve incontrare l’unica sua parente ancora in vita: una zia che le rivela la sua vera identità. Anna si chiama Ida, è orfana di genitori ebrei, attraverserà la Polonia alla ricerca degli amabili resti della sua famiglia.... leggi tutto

    1 recensioni sufficienti

    Recensioni

    La recensione più votata delle negative

    Mulligan71 di Mulligan71
    4 stelle

    Se amate la fotografia guardate questo film, se amate il cinema guardate qualcos'altro. L'opera del polacco Pawlikowski è cinema morto e sepolto, strutturato su un furbo bianco e nero e una storia, breve, per fortuna, che ha la pretesa, giocando in sottrazione, di raccontare in un colpo solo, le vicissitudini interiori di una novizia e di una Polonia in piena epoca socialista. Un road... leggi tutto

    2 recensioni negative

    HEIL HITLER ? NO GRAZIE !

    pippus di pippus

    Carissimi coutenti, mi sento in dovere di ringraziarvi tutti per l’inaspettata adesione a quella che normalmente si dovrebbe definire recensione ma che, nel caso specifico, sarebbe più opportuno ritenere...

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    Nel mese di maggio questo film ha ricevuto 3 voti

    vedi tutti

    Nel mese di aprile questo film ha ricevuto 3 voti

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    Trasmesso il 25 marzo 2016 su Rsi La1

    Nel mese di febbraio questo film ha ricevuto 3 voti

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    Nel mese di gennaio questo film ha ricevuto 14 voti

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    Recensione

    steno79 di steno79
    9 stelle

    Una bella sorpresa dalla Polonia con un film che non è esagerato definire uno dei migliori delle ultime stagioni, diretto da Pawel Pawlikowski, polacco emigrato da molti anni in Inghilterra. L'Oscar per il miglior film straniero, per una volta, è stato assegnato con pieno merito. Il film racconta la vicenda di una giovane novizia negli anni Sessanta che incontra una zia, sua...

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    Recensione
    Utile per 12 utenti

    Recensione

    zombi di zombi
    8 stelle

    ho molto apprezzato il rigore del pudore scelto dal regista per filmare questa storia che ci appartiene universalmente anche senza essere ebrei. il road movie spezzettato, classicissimo, alla ricerca dei genitori della giovane anna, novizia in un convento, prima di prendere definitivamente i voti e separarsi dal mondo. insieme alla zia che non l'ha mai voluta vedere, ex principe del foro,...

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    Recensione
    Utile per 5 utenti

    Il meglio del 2015

    2015

    Disponibile dal 19 maggio 2015 in Dvd a 12,99€

    Acquista

    Recensione

    ethan di ethan
    8 stelle

    Polonia, anni '60: Anna, il cui vero nome è, appunto, Ida (Agata Trzebuchowska all'esordio) è una novizia che, a pochi giorni dal prendere i voti, viene inviata dalla zia Wanda (Agata Kulesza), in passato giudice severo (veniva chiamata Wanda la sanguinaria) nei confronti di chiunque si opponesse al regime socialista con molteplici condanne a morte e ora in preda ai fumi...

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    I miei top15

    Tex61 di Tex61

    Non è stato facile scegliere.....per altro continuo ovviamente a visionarne altri e non escludo di aggiornarla (es. Lav Diaz comparirà presto...temo). E' la mia lista, il mio vissuto, le mie emozioni...

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    Il meglio del 2014

    2014

    Recensione

    lorenzodg di lorenzodg
    8 stelle

    “Ida” (id., 2013) è il decimo lungometraggio del regista polacco Pawel Pawlikowski.     In un bianco e nero teso, statuario, sottratto, mesto e tremante con schermo ridotto a quadrato (in una gioia visiva quasi dimenticata) lo stile documentaristico e l’asciutezza del linguaggio, il film schiude lo sguardo avvizzito e fabulante contorcendo in animo il senso neuronico di una storia di...

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    Uscito nelle sale italiane il 10 marzo 2014

    Il meglio del 2013

    2013

    Recensione

    Kurtisonic di Kurtisonic
    10 stelle

    Ambientato negli anni 60 in una Polonia ancora alle prese con le ferite del  dopo guerra, Ida è un intenso racconto di sofferenza e di lucidità. Come nel precedente film di Pawlikowski My summer of love due figure femminili si incontrano traendo l’una dall’altra quello che non si può aspirare ad essere. Ida giovane novizia abbandonata in fasce e cresciuta dalle suore non può che...

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    Ida valutazione media: 7.4 24 recensioni del pubblico.

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