Un perfetto gentiluomo (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un perfetto gentiluomo: presente
Ritmo ritmo in Un perfetto gentiluomo: presente
Impegno impegno in Un perfetto gentiluomo: minimo
Tensione tensione in Un perfetto gentiluomo: minimo
Erotismo erotismo in Un perfetto gentiluomo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (voti: 19 media: 2,95) 19

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Clip 1 | Quelle palle di Natale sono molto interessanti

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La trama

Henry (Kevin Kline) è un commediografo fallito in là con gli anni, reazionario e misogino, che esercita l'attività di gigolò per le ricche vedove dell'Upper East Side. L'uomo accoglie nel suo appartamento newyorkese, a pigione, un giovane problematico, aspirante scrittore, trasferitosi a Manhattan dopo aver lasciato l'insegnamento per chiarirsi alcune cose sulla sua vita, ancora confusa. Il rapporto tra i due si trasformerà presto in quello tra mentore e allievo. Con alcune varianti. 

La coppia di registi, già responsabili dell’intelligente American Splendor dai fumetti di Harvey Pekar, usano inserti simili a home movie e un incipit in costume e soprattutto si affidano al mutevole Paul Dano, all’istrionico Kevin Kline e al buffo John C. Reilly, ursino ma dalla voce acuta e ridicola. Potrebbero essere macchiette, ma sono portatori di un’umanità anomala, forse buffa ma certo non allineata né priva di amarezza, cui Ames (ha un cameo nel locale di travestiti) e i registi non evitano alcuna umiliazione facendone veri eroi dei giorni nostri. E se a volte il film gira a vuoto non lo fa forse anche la vita?

La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 22/2011

Primo adattamento da un romanzo di Jonathan Ames (Io e Henry, Baldini Castoldi Dalai, pp. 334, E 17,50), già creatore della serie Tv Bored to Death, Un perfetto gentiluomo vede, come in Tv, un rapporto di amicizia fra tre sfigati: il mentore eccentrico, il protagonista confuso e l’amico irsuto e irresistibilmente tenero. Al centro della vicenda è Louis Ives, giunto a Manhattan in cerca di sé e affascinato dal travestitismo. Ama immaginare la sua vita come raccontata da un narratore sulle stile dei romanzi di Fitzgerald e diverrà coinquilino e discepolo di Henry Harrison, miserabile aristocratico come il conte Oliver di Alan Ford e “cavaliere della rosa”, ossia accompagnatore di anziane e ricche signore. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 26/05/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto mediocre

Louis Ives (Paul Dano) è un giovanotto old style. Insegna Letteratura Inglese ed è ancora alle prese con i turbamenti adolescenziali. Arrossisce facilmente tra mutandine e reggiseni, indeciso sulla sua identità (almeno quella esteriore). Mentre si domanda se è il caso di continuare a portare i pantaloni o provare quell’intimo così sexy della collega di lavoro, si perde tra i romanzi di F. S. Fitzgerald ed Henry James e si fa convincere da Harrison, un signore erudito, a diventare il suo coinquilino dalle parti di Manhattan. Il padrone di casa è un personaggio curioso, un po’ fuori dagli schemi, fissato con un mondo esclusivamente maschilista e convinto conservatore.
Nella costante disapprovazione delle uscite del personaggio di Henry Harrison (Kevin Kline), ci si aggira intorno alla filosofia, alla letteratura, e ogni tanto si butta lì qualcosa di pruriginoso, virando su un moralismo confuso e piuttosto noioso. Commediografo di congetturato talento, Henry è un gran cafone antipatico, mentre cerca di spiegare a Louis come sia riuscito a formarsi in qualità di “extra man”, quello che si dice un uomo in più alla corte di vecchie signore bisognose di accompagnatori. L’extra man che Louis dovrebbe diventare è un pretesto che ci fa girare per teatri, ricevimenti improbabili, cene adulterate da polli arrosto presi in rosticceria, inutili miniviaggi on the road a far prendere aria ai vestiti e cavalieri senz’armi ne’ amori.
Gershon (John C. Reilly), dalla inspiegabile voce acuta, è l’ipertricotico meccanico/quasi-amico di Henry, e viene sprecato in un ruolo blando non cavando un sorriso nemmeno con le pinze. Paul Dano è piatto. Appena più sopportabile di Kevin Kline, vaga tristemente per l’intero film come se partecipasse a una tortura (dillo a me, caro Paul, che ho guardato l’orologio per quasi un’ora).
“Un perfetto gentiluomo” è un film con le pulci: tenta di grattarsi e destarsi dal suo torpore narrativo usando una linea di condotta insignificante. La bislacca iniziazione di un giovane gigolo con la gonna si risolve spesso in scialbi mascherini in dissolvenza, a chiudere alcune sequenze. Uno script pesante sembra di essere sul punto di esplodere in chissà quale ardita elaborazione e invece resta nell’anonimato; coito interrotto, forse mai iniziato. Le immagini non meravigliano mai, e le situazioni sono fuori stagione come palline di Natale appese a un ramo in fiore.
Non è così che a New York si trova se stessi. Non è pisciando con indosso un impermeabile che si suscita simpatia. E non sarebbe sufficiente nemmeno il vibratore magico di Gershon a risollevare le sorti del gentiluomo. Ma questa è un’altra storia. Di certo con più brividi.
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SI

Opinioni su Un perfetto gentiluomo


3 ottobre 2012 Opinione di zombi su "Un perfetto gentiluomo"
zombi

paul dano interpreta un professorino con un'attrazione quasi incontrollabile per gli indumenti femminili. viene scoperto dalla preside mentre si specchia con un reggiseno e viene "invitato" ad andarsene. ne approfitta per andarsene a manhattan e tentare la vita di scrittore. ha qui la fortuna di rispondere all'inserzione di kevin kline che cerca un coinquilino. si piacciono e la loro storia comincia. con idee più conservatrici del papa, kline è un personaggio defilato che non gradisce...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)

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8 luglio 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "Un perfetto gentiluomo"
Stuntman Miglio

Racconto di formazione indie dalle atmosfere vintage e dalle caratterizzazioni bizzarre, "Un perfetto gentiluomo" dei registi Pulcini e Berman è un discreto esercizio di stile filmico. Dotato di un girato più vario del solito ed in grado di regalare squarci di una New York sempre più protagonista aggiunta, il film racconta di un giovane insegnante approdato nella metropoli in cerca di sé stesso e possibilmente di uno scopo nel mondo. Patologicamente timido, solo e con qualche dubbio...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)

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14 giugno 2012 Opinione di Paul Hackett su "Un perfetto gentiluomo"
Paul Hackett

Louis, giovane e compassato/complessato professore di letteratura americana, abituato a sognare che la propria vita venga narrata come nei romanzi dell'amato Francis Scott Fitzgerald, abbandona l'insegnamento per cercare risposte interiori sul suo difficile rapporto con le donne e sulle strane tendenze al travestitismo che lo accompagnano fin dall'infanzia ma che, forse, non derivano da una latente omosessualità ma solo dal desiderio di entrare finalmente in intimo contatto con il mondo...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto buono a Un perfetto gentiluomo (2010)

1 commento
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7 maggio 2012 Opinione di UScomedy su "Un perfetto gentiluomo"
UScomedy

Film insolito, stralunato e divertente "Un perfetto gentiluomo" di Shari Springer Berman e Robert Pulcini (quelli di "American Splendor" e "Il diario di una tata"). Tratto dal romanzo di Jonathan Ames, racconta la storia di Louis (un sempre bravo e convincente Paul Dano), giovane in cerca di sé stesso che a New York conosce uno strano personaggio, Henry Harrison (Kevin Kline). Louis affitta una stanza in casa sua, e si mette anche - dopo aver conosciuto il suo "mondo" e le sue stranezze -...

voto al film: UScomedy assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)

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18 febbraio 2012 Opinione di danandre67 su "Un perfetto gentiluomo"
danandre67

appena sufficiente ,film alquanto inutile

voto al film: danandre67 assegna il voto sufficiente a Un perfetto gentiluomo (2010)


26 maggio 2011 Opinione di PompiereFI su "Un perfetto gentiluomo"
PompiereFI

Louis Ives (Paul Dano) è un giovanotto old style. Insegna Letteratura Inglese ed è ancora alle prese con i turbamenti adolescenziali. Arrossisce facilmente tra mutandine e reggiseni, indeciso sulla sua identità (almeno quella esteriore). Mentre si domanda se è il caso di continuare a portare i pantaloni o provare quell’intimo così sexy della collega di lavoro, si perde tra i romanzi di F. S. Fitzgerald ed Henry James e si fa convincere da...

voto al film: PompiereFI assegna il voto mediocre a Un perfetto gentiluomo (2010)

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23 maggio 2011 Opinione di almodovariana su "Un perfetto gentiluomo"
almodovariana

Una parabola agro-dolce sul senso della vita e i sentimenti. "Eccoci qua. Ma dove siamo?" - ama ripetere Henry, uno dei personaggi principali.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Un perfetto gentiluomo (2010)

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19 maggio 2011 Opinione di IngridB su "Un perfetto gentiluomo"
IngridB

Veramente delizioso! Un film bizzarro, a tratti amaro ma emozionante....come la vita.

voto al film: IngridB assegna il voto ottimo a Un perfetto gentiluomo (2010)

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15 maggio 2011 Opinione di bufera su "Un perfetto gentiluomo"
bufera

Il film è formalmente eccellente, il duo registico ottiene il massimo dai due protagonisti, immersi in ruoli rispettivamente complicati e di scarsa afferrabilità. Li accomuna la nostalgia per l'eleganza e il levigato romanticismo degli anni 20, la cultura da insegnante di inglese e una inversa necessità di riferirsi a qualcuno. Ambedue cercano se stessi ed imparano ad accettarsi grazie all'altro. Quando Louis supererà i suoi atroci travagli e tenterà di...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Un perfetto gentiluomo (2010)

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