Il ritorno (2003)

[Vozvraschenie, Russia 2003, Drammatico, durata 105']   Regia di Andrej Zvyagintsev
Con Vladimir Garin, Ivan Dobronravov, Konstantin Lavronenko, Natalja Vdovina



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il ritorno: assente
Ritmo ritmo in Il ritorno: presente
Impegno impegno in Il ritorno: forte
Tensione tensione in Il ritorno: presente
Erotismo erotismo in Il ritorno: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il ritorno

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il ritorno (voti: 75 media: 3,56) 75

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locandina di Il ritorno

La trama

Due fratelli adolescenti e il drammatico incontro con un padre finora sconosciuto.

Un uomo fa ritorno a casa dopo moltissimi anni. I suoi due figli, il quattordicenne Andrej e il dodicenne Ivan, sono sconvolti, perché l'unico ricordo che hanno di lui è una vecchia fotografia scolorita. Gli interrogativi sono tanti: è davvero il padre? Perché si è rifatto vivo all'improvviso? I tre intraprendono un viaggio che li porterà lontano, verso un epilogo lacerante.  

L'opera prima del non più giovanissimo (è del 1964) Zvyagintsev pone un sacco di domande e non dà neppure uno straccio di risposta, il che va benissimo. Resta da stabilire se si tratta di una scelta che arricchisce il percorso del film o lo lascia lì, nel limbo inerte di una velleità sospesa. E la regia molto controllata, sempre attenta alla composizione del quadro e alla cura delle atmosfere e dei colori, è segno di una talentuosa predisposizione o di un'abilità un po' scolastica? È quindi lecito chiedersi che strada prenderà in futuro il regista siberiano: propenderà per un accademismo post-sovietico da festival? Accentuerà i suoi lati instabili, liquidi e tarkovskiani, o quelli - misteriosi - da thriller d'anime? Oppure si dedicherà all'esplorazione del mondo adolescenziale? Aspettiamo con curiosità.

La recensione di FilmTv

Di Bruno Fornara - FilmTV n. 45/2003

Leone d’oro a Venezia il film dell’esordiente Zvyagintsev intriga, sconcerta e alla fine lascia qualche dubbio sul regista

Il film che Locarno e Venezia si sono contesi è uno di quelli su cui discutere, anche parecchio: perché lo si può prendere per diversi versi e giudicare di conseguenza in diverse maniere. (Giudicare è parola troppo rigida, che non va per niente bene quando si ha a che fare con un film; diciamo piuttosto: esprimere un giudizio ponderato.) Il fatto è che il film, un’opera prima, pone un sacco di domande e non dà neppure uno straccio di risposta. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di bradipo68 scritta il 08/01/2011 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Un vero peccato che all'epoca questo film fosse più chiacchierato per l'improvvisa,tragica morte di Vladimir Garin ,uno dei bravissimi piccoli protagonisti,che per i suoi reali meriti aritistici.Diciamo subito che non è facile approcciarsi a un film come questo che accanto a una forte carica estetizzante delle immagini propone pochissme chiavi di lettura risultando addirittura criptico quando una volta terminata la visione si voglia rileggerlo tra le righe.Indubbio che il tragico epilogo lo carichi ancor di più di tetre intepretazioni.Tragico epilogo che viene, se è possibile dirlo, anche raddoppiato perchè oltre alla perdita emotiva poi c'è anche quella fisica,il distacco definitivo.In questo aspetto è un film da empatizzare soprattutto per quelli che hanno subito la peridta di un loro caro:diciamo che oltre alla prima sensazione di vuoto per la perdita emotiva c'è una sorta di periodo cuscinetto in cui il dolore è come anestetizzato.E'il periodo che intercorre tra la perdita e la sepoltura.Non so se sono riuscito a spiegarmi bene ma la sensazione di perdita è esacerbata quando si ha l'interruzione del contatto fisico con la persona che abbiamo perduto.Ed è questa sensazione, credo,che voglia evocare il film nel suo epilogo,già tragico di suo ma poi reso ancora più lancinante e doloroso dalla perdita fisica.Il ritorno è un film assolutamente avulso dai canoni estetici europei,è un film tipicamente russo che si nutre delle architetture spettrali post regime(ma forse non è corretto definirle post...il regime c'è ancora),del grigiore e della disumanizzazione di tutto.Negli ambienti urbani gli spazi sono dilatati,l'umanità assente,quando i tre vanno sull'isola il contatto con la natura è l'unica cosa che hanno.Oltre ai rapporti interpersonali che presto deflagrano e portano alla tragedia.Del resto che tipo di rapporto si può instaurare tra un presunto padre rimasto assente per dodici anni e i suoi due figli nel bel mezzo di quell'età difficile che è l'adolescenza?Come ho già detto il meglio del film sta nell'aspetto figurativo,la regia non si sottrae a qualche preziosismo che fa aumentare il sospetto che il film non sia altro che un esercizio di stile confezionato ad arte per essere carne da festival,la fotografia che privilegia i toni insaturi è bellissima.Così come sono bravissimi i due piccoli interpreti,di spontaneità annichilente.Non so se meritasse il Leone d'oro a Venezia ma questo è un film forse più furbo di quello che sembra.E proprio perchè il regista riesce a mascherare l'indeterminazione della materia narrativa(o la sua povertà per i detrattori) sotto un involucro di bellissime immagini è un film difficile da giudicare.Perlomeno da guardare con sospetto... 
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Opinioni su Il ritorno


9 gennaio 2012 Opinione di sasso67 su "Il ritorno"
sasso67

Commentando Stalker (1979) - un film che per alcuni versi è accostabile a Il ritorno - Tarkovskij, dopo avere dichiarato che la Zona non simboleggia nulla, la descriveva con queste parole: «la Zona è la Zona, la Zona è la vita». Alla faccia del non simboleggiare nulla! Con la stessa reticenza dell'illustre connazionale, tipica di molti autori di cinema, Zvyagintsev dichiarava che «chiedere di che cosa parla il film rappresenta una domanda valida, nondimeno credo che non ce la si...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a Il ritorno (2003)

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8 gennaio 2011 Opinione di bradipo68 su "Il ritorno"
bradipo68

Un vero peccato che all'epoca questo film fosse più chiacchierato per l'improvvisa,tragica morte di Vladimir Garin ,uno dei bravissimi piccoli protagonisti,che per i suoi reali meriti aritistici.Diciamo subito che non è facile approcciarsi a un film come questo che accanto a una forte carica estetizzante delle immagini propone pochissme chiavi di lettura risultando addirittura criptico quando una volta terminata la visione si voglia rileggerlo tra le righe.Indubbio che il...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Il ritorno (2003)

4 commenti
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21 ottobre 2010 Opinione di barabbovich su "Il ritorno"
barabbovich

Dopo 12 anni di assenza un padre (Garin) torna a casa e ritrova i suoi due figli, diventati preadolescenti. Si mette in auto con loro alla volta di un'isola. Durante il viaggio il figlio più piccolo si dimostra ostile e il padre tutt'altro che carezzevole. Finirà in tragedia. Il film premiato con la massima onorificenza a Venezia è l'opera prima del russo Andrey Zvyagintsev, il quale dimostra di padroneggiare in tutti i suoi reparti la materia filmica, dalla splendida...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Il ritorno (2003)

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26 marzo 2010 Opinione di chribio1 su "Il ritorno"
chribio1

il film risulta a tratti pesante ,noioso e si dilunga in troppi ghirigori,non convince molto.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Il ritorno (2003)



4 febbraio 2009 Opinione di maxcalifornia su "Il ritorno"
maxcalifornia

Quasi ogni singola scena dove appare Vladimir Garin è straziante, quasi un nodo alla gola. La presenza di Vladimir creava un’atmosfera triste, stava passando i suoi ultimi attimi di vita prima di morire tragicamente. Vladimir morì annegato il giorno 24 Giugno 2003, aveva soltanto 16 anni. “Il ritorno” è un film poetico, si sentono poche battute ma molti pianti ed urli. Voglio sottolineare la bellezza dei paesaggi, il fascino visivo è dovuto dalla splendida fotografia. “Il...

voto al film: maxcalifornia assegna il voto buono a Il ritorno (2003)

2 commenti

10 ottobre 2008 Opinione di Alvin Straight su "Il ritorno"
Alvin Straight

Uno dei film più suggestivi degli ultimi anni con un' atmosfera enigmatica e misteriosa. Un viaggio remoto di due ragazzini in un' isola con un uomo severo, autoritario, imperscrutabile che dice di essre il loro padre e che ritorna dall' ignoto dopo una decina di anni. Poi, a un tratto, succede l' imprevisto, inaspettato, inspiegabile. Un film che in ogni inquadratura esprime una forte tensione e una crescente inquietudine. Ottimi i tre protagonisti, superlativo il padre, e bellissima la...

voto al film: Alvin Straight assegna il voto ottimo a Il ritorno (2003)



20 settembre 2008 Opinione di steno79 su "Il ritorno"
steno79

Opera prima del trentanovenne Andrei Zvjagintsev, “Il ritorno” fu alla base di numerose polemiche quando venne premiato con il Leone d’oro all’ultima Mostra del cinema di Venezia. Infatti, i più ritenevano che l’ambito riconoscimento dovesse andare a “Buongiorno notte” di Marco Bellocchio, mentre altri avanzavano riserve sul “formalismo” e sull’eccessiva aura di “film da festival” che secondo loro grondavano dalle immagini del fino ad allora sconosciuto cineasta...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a Il ritorno (2003)

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29 aprile 2008 Opinione di ilpanda su "Il ritorno"
ilpanda

Un padre torna dalla famiglia dopo più di dieci anni. Porterà in viaggio i figli fino ad un'isola deserta, ma il suo approccio è molto scorbutico nei loro confronti. Cosa è tornato a fare? Cosa ha fatto in tutti quegli anni? Domande che restano senza risposta, anche a causa della sua morte inaspettata, che è il "colpo di scena" di un film teso ma altalenante, volutamente incompiuto, che crea suspance, ma lascia lo spettatore senza risposte. Meravigliosa la fotografia, eccessiva la...

voto al film: ilpanda assegna il voto sufficiente a Il ritorno (2003)



11 aprile 2008 Opinione di kotrab su "Il ritorno"
kotrab

Molto enigmatico e misterioso, teso e affascinate, splendidamente fotografato. 7 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Il ritorno (2003)


21 ottobre 2006 Opinione di stalker63 su "Il ritorno"
stalker63

Personalmente lo ritengo un buon film. La fotografia, indubbiamente di stile tarkowskiano, è ottima. Gli attori sono all'altezza del compito, la trama, che vede in scena l'eterno conflitto tra figli e genitori, lascia aperti molti interrogativi, e questo credo sia positivo, perchè nessuno ha la ricetta per risolvere questo problema.

voto al film: stalker63 assegna il voto buono a Il ritorno (2003)




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