Qualcosa è cambiato (1997)
Con Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear, Shirley Knight
La trama
Melvin odia le donne, i gay ed è pieno di manie. Ma qualcosa è destinato a cambiare.
C'era una volta, un misogino, ossessionato da una serie infinita di complessi e manie e dotato di una lingua avvelenata. Ma dopo l'incontro con un cane e con una bella cameriera, qualcosa cambia; e l'orco si rivela un burbero benefico.
Il film sa conciliare buoni sentimenti e acredine stile "Guerra dei Roses", e mette in scena personaggi inflazionati come uno scrittore "cattivo", un pittore gay e una cameriera piena di problemi, con uno spessore umano e scatti, sgarbi, debolezze perfettamente riconoscibili. Bravi Kinnear, Hunt e la mamma Shirley Knight. Straordinari Nicholson e Jill, la cagnolina protagonista, che gli contende primi piani e applausi.
L'opinione più votata
Di Travis Bickle 1979 scritta il 09/07/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Laghetti e ciambelle alla marinara? No, grazie, o forse sì
Ci sono commedie che rievocano quei tremolii inquieti d'una svagata giovinezza quando, anche tu, come Melvin, t'ammorbavi in te stesso e ti disamoravi del frivolo, quasi che il tuo aleggiar nella vita, di futili giostrarsi "maniacali", allentasse la tensione, forse misantrop(i)a, forse alleggerrir le forti emozioni che guaivano, e castigarle così in una maschera cinica da "cattivo". O, passeggiando "furtivo", attento a non franger la tua anima nel caos che (non) domina il Mondo, baciarlo cheto per sfuggirlo ancora o, in fughe, rimembrarlo di tramonti letterari o imprimerli in romanzetti rosa a bruciarsi dentro, quasi a svenire con qualcosa di "mieloso" e svenevole, addolcirsi nella fantasia in cui vagabondar con "svagatezza".
Tetro, in palpebre dal "sorriso" ghignante, stanzionai nella mia stanza, evadendo dal "Mondo" per invadermi di zuccherose parole a fluirlo con imponderabile inebrio, a pulsar nei miei sospiri, tra l'"incompreso" o l'inafferabile "liquore" del Tempo che, comunque, mi scolpiva.
Melvin, personaggio odioso nel suo umorale "umorismo" delle "mostruose" nevrosi ossessiv, troppo sincero e sfacciato, nella "posa" sopraccigliare che irride perfino se stesso, beffeggiando l'immagine allo specchio che non vuol vedere o che teme, o per cui tremerà più dell'immobilismo in cu ha incancrenito i sentimenti o il respiro sempre impetuoso del toccarsi nell'altro, del solleticarlo con lo sguardo per "saltargli addosso".
Da amare, respingere o odiare, quasi un lupo allunato nella sua follia che è la "degenerazione" d'un enfasi creativa "moribonda", d'una pervasa anima dolente che si crogiola nel dolersi.
Quasi un fantasma, anche per se stesso, che però s'intenerisce, canta al piano nel "planar" della sera per un cagnolino che ha rabbonito la sua indole proterva e rabbiosa, che l'ha "teporizzata" coi suoi timidi occhi ad "adocchiarlo", a sbirciarne da "uomo perfetto" le creaturali paure che s'involsero nel suo avvolgersi nella cupezza.
Film umanissimo di tre attori dal percorso attoriale umano, un Nicholson che (s)varia sul suo "solito" tema, Helen Hunt, cerbiatta troppo adulta "alienata" nei suoi problemi, "ossidata" nella sua flemmatica rassegnazione che s'apre a squarci leggiadri d'una Natura poetica, e Kinnear, l'omosessuale "sensibile" che confessa spudoratamente il suo passato, a imprigionarlo nelle anime di chi lo guarda, di chi carpisce gli attimi vanitosi d'allegria che gli sussurran dentro.
Film d'un regista, James L. Brooks, hollywoodiano per confezione e "furbizia", per "irritante" buonismo di fondo che sa di toccar le corde "giuste".
Film che s'asciuga a bagnarsi d'emozioni, tra il commovente e il "patetico", ondivago se oscillar in guizzi e lampi o accordarsi all'ombra del film "a tavolino".
Film bellissimo, dunque, nella sua studiata (im)perfezione, di amori a brillar ancor intensi in piena notte, ad auscultar il proprio Cuore nei palpiti che, spesso, ci ottenebrano.
Film di persone che si svelano, cambiano, aspettano il Tempo lasciando che, bussando piano alle porte, entri, e si accomodi.
Perché, anche loro, potrebbero divertirsi... fra Manhattan e la periferia anonima di New York, nel "così va...". Meglio amarsi e amarla.
(Stefano Falotico)
- negative [1]
- sufficienti [9]
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14 settembre 2012 Opinione di marcopolo30 su "Qualcosa è cambiato"
La costruzione del personaggio principale sarebbe a dir poco infelice, così pieno di stereotipi da risultare assolutamente inverosimile. Eppure, sarà per l'eccellente interpretazione di Nicholson, sarà per una incredibile, inscrutabile decisione del caso, ma il film risulta davvero bello nel suo insieme. Ad un tempo allegro e triste, come solo le migliori pellicole sanno essere.
voto al film: 
25 luglio 2012 Opinione di arkin su "Qualcosa è cambiato"
Ottima conciliazione di buoni sentimenti ed "homour acido e al vetriolo"(i migliori esempi di quest'ultimo si trovano, di recente, nelle commedie di Danny de Vito). La cosa più sorprendente è il riuscito "spogliare" da ogni stereotipo di "personaggi stereotipo"(soprattutto quello di Kinnear), con un lavoro sulle psicologie dei protagonisti attento, capace di prendere in contropiede per la sua riuscita e credibile umanità. Ed è in effetti questo il fulcro del film: un riappropriarsi del...
voto al film: 
26 maggio 2012 Opinione di sillaba su "Qualcosa è cambiato"
Molto simpatico... un film che regge tutto sulle spalle di Nicholson che a fare il burbero ci riesce benissimo. Bellissimi passaggi.
voto al film: 
30 marzo 2012 Opinione di bellahenry su "Qualcosa è cambiato"
è un insieme di banalità del genere, di personaggi che sono macchiette, situazioni irreali o già viste...niente se raccontato sembrerebbe valer la pena di questo film, e invece il film è bello. l'insieme di tutte queste cose funziona, tutto è amalgamato e crea qualcosa di particolare, di affascinante che ci cattura già dai primi insulti del grandissimo Nicholson sul pianerottolo di casa. forse nel finale la tiriamo un po troppo per le lunghe ma va bene così. mi è piaciuto, particolare.
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29 dicembre 2011 Opinione di Joeycruel su "Qualcosa è cambiato"
Si può fare un film in cui Jack Nicholson è un mostro da baraccone? Una persona che si deve cambiare per forza? Che si deve ammaestrare e addomesticare? Si può fare un film in cui Jack Nicholson si innamora di una sciacquetta mediocre e frigida come Helen Hunt? Si può fare un film in cui qualcuno, non all'altezza (tipo il commerciante d'arte) riesce a mettere i piedi in faccia a Jack Nicholson? Se siamo nel 1997 sì, perchè siamo già nell'era del politically correct a tutti i costi....
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9 luglio 2011 Opinione di Travis Bickle 1979 su "Qualcosa è cambiato"
Laghetti e ciambelle alla marinara? No, grazie, o forse sì Ci sono commedie che rievocano quei tremolii inquieti d'una svagata giovinezza quando, anche tu, come Melvin, t'ammorbavi in te stesso e ti disamoravi del frivolo, quasi che il tuo aleggiar nella vita, di futili giostrarsi "maniacali", allentasse la tensione, forse misantrop(i)a, forse alleggerrir le forti emozioni che guaivano, e castigarle così in una maschera cinica da "cattivo". O, passeggiando "furtivo", attento...
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2 febbraio 2011 Opinione di LorCio su "Qualcosa è cambiato"
Solo un mostro come Jack Nicholson poteva impersonare un uomo così contraddittorio: sgradevole, scorbutico, cinico, diffidente, tagliente, fobico. Uno che scrive romanzi sentimentali in cui entra nell’intimità delle donne e nella vita vera usa tre saponette per lavarsi le mani, chiude ogni volta la porta a cinque mandate, tratta malissimo chiunque, a costo di essere razzista. Ad un certo punto qualcosa cambia, e l’evoluzione, prevedibile, riesce a non essere...
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9 gennaio 2011 Opinione di jonas su "Qualcosa è cambiato"
Jack Nicholson torna a fare il burbero diretto da James L. Brooks: sulla carta c’era da farsi venire l’acquolina in bocca. In effetti la sua interpretazione è la cosa migliore, e non resta isolata: Helen Hunt ha un’aria adeguatamente dolce ma non remissiva, Greg Kinnear è il solito sottostimato, persino Cuba Gooding jr risulta un po’ meno insopportabile del solito (pur non raggiungendo l’espressività del cagnolino). Ci sono i personaggi, ma...
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8 novembre 2010 Opinione di Simon Hackman su "Qualcosa è cambiato"
Film commedia del regista James L. Brooks che porta sullo schermo una storia ssentimentale simpatica e non triste, al contrario dei suoi film precedenti, ma che personalmente io ho trovato inferiore nel suo complesso trovando come maggior punto di forza gli attori protagonista, tra cui Nicholson al suo terzo film con il regista, che se non ci fossero stati loro ad interpetare cosi bene le loro parti non sarebbe venuto così come è...
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28 agosto 2009 Opinione di supadany su "Qualcosa è cambiato"
VOTO : 7/8. Una delle commedie che più ho amato; grandissimo cast, buoni sentimenti, un pizzico di umorismo, ma anche di riflessione (senza esagerare). Ritmo buono, tante battute, personaggi anche canonici, ma ben caratterizzati grazie anche da un gruppo di attori in stato di grazia. Dietro un lavoro di insieme di Brooks di alto profilo che mette in pista un film completo e vario. Stupendo.
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