Nel capolavoro di Mitchell Leisen, il musical psicoanalitico Lady in the Dark (Schiave della città, 1944) una bambina si aggira solitaria in un circo, e vede sè stessa, adulta, in una gabbia.
Sono io! Come sono diventata così?
Segue un numero memorabile, The Saga of Jenny (musica di Kurt Weill e parole di Ira Gershwin), sorta di processo al carattere indeciso dell'austera direttrice di una rivista di moda Liza Elliott.
Who's Jenny?
Never heard of Jenny
Jenny is out of place.
Chi è Jenny?
Mai sentita Jenny!
Jenny non è qui.
Così risponde Liza, la bellezza senza tempo di Ginger Rogers, facendo cadere i veli e mostrando quelle gambe all'improvviso, una liberazione dell'io in forma di "spogliarello" cantato.
Uno spledido publicity-shot della Rogers per il film.
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... o qui?:
http://www.youtube.com/watch?v=7YWBOfsXsDA&NR=1
Mi hai dato due volte lo stesso link.
Comunque, la scena la conosco bene appunto per le gambe di Cyd Charisse.
Se fosse stata solo una questione di gambe, allora avrei anche aggiunta Ann Miller
http://www.youtube.com/watch?v=Y-NIzrulOpI
da "Un giorno a New York".
Forse Cyd Charisse vince in volata, ma per Ginger Rogers non si tratta solamente delle gambe.
Si tratta - non so se tu abbia visto il film - del fatto che la Rogers si tiene abbottonata per tutto il film, nel ruolo della "Lady in the Dark" del titolo, e qui il gesto di mostrare le gambe sostiene tutta la tensione precedente.
La scena si conclude (ce n'è un accenno) con l'oscurarsi della scena, rimane solo la Rogers ed una musica, e lei dice
"No, non questa musica! Non questa musica!"
Una donna alla sua scoperta, Who's Jenny? Jenny is out of place. Jenny non è qui...
La scena con la Charisse, se non erro - ho visto il film una sola volta - non ha tutte queste implicazioni. Quando Jenny scopre le gambe, e canta di Jenny, scoprendo le gambe - un atto forte per una donna come lei sempre nascosta in un severo tailleur - scopre anche la sua parte nascosta animalesca. Due tipi di risoluzione sfociano in una e questo da grande forza alla scena.
Secondo me il film è un capolavoro.
Il solito tema...
C'è il senso della scoperta, come Tippy Hedren dopo che si è lavata i capelli e riempie lo schermo nel capolavoro di Hitchcock.
Come Marie Windsor che si toglie il cappello dopo il duello di Hellfire, rivelando che è una donna, scena ripresa da The Belle Starr Story con Elsa Martinelli - che tiene i capelli sotto il cappello dando l'impressione di essere un ragazzo - e che puoi vedere di seguito verso la fine del video (now you can know my name. My name is Belle Starr!)
http://www.youtube.com/watch?v=XQ--rxVA9zs
Non, con questo, che Cyd Charisse mi piaccia meno, naturalmente...
scusa, mi era rimasto nel copia...
era questo il secondo,
"The band wagon(Spettaolo di Varietà di Minnelli)"
http://www.youtube.com/watch?v=yuJxYmJlEHY&feature=related
un film che ho amato alla follia...
Cyd Charisse secondo me è sconvolgente, perchè se non balla non è questa grande donna, ma quando comincia a muovere le gambe e il corpo mi ricorda un felino
Non è questione di bellezza, e proprio un modo di muoversi, a me completamente sconosciuto (forse per questo tanto ammirato)
Visto anche questo.
Effettivamente Cyd Charisse si muove come una ballerina delle Follies Bergeres (quella roba lì, insomma), hai presente Claire Galtier, quella che era al Chiambretti Night?
Credo che questo modo di muoversi sia sconosciuto alla stragrande maggioranza delle donne, Cyd Charisse era una maestra del genere, sembra che tutto il suo corpo parli.
Tale perfezione richiederà certo una perizia da acquisirsi con una scuola, queste sono vere professioniste del linguaggio sexy del corpo...
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