Espandi menu
cerca
Quentin Tarantino
di DeathCross ultimo aggiornamento
Playlist
creata il 9 film
Segui Playlist Stai seguendo questa playlist.   Non seguire più

L'autore

DeathCross

DeathCross

Iscritto dal 26 ottobre 2013 Vai al suo profilo
  • Seguaci 38
  • Post 14
  • Recensioni 250
  • Playlist 46
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Quentin Tarantino

Regista controverso e discusso, ultimamente trascinato anche lui nel turbine post-weinstein senza però subire accuse di molestie: infatti è stato citato e poi scagionato dalla Thurman per un incidente avuto sul set di "Kill Bill" e poi rinominato per vecchie dichiarazioni dove negava la colpevolezza di stupro a Polanski, anche qui però dopo essersi scusato è stato perdonato dalla vittima del regista polacco.
Ma al di là della questione #metoo, che aprirebbe una gigantesca parentesi sugli effetti positivi dell'ondata di denunce (in particolare è degno di lode l'aver riportato alla ribalta il concetto spesso sottovalutato del Consenso) e sulle criticità interne (assenza di auto-critica su certe gogne mediatiche e predilezione per i casi eclatanti rispetto a quelli 'comuni' in primis), Tarantino è sempre stato molto discusso per via del suo Cinema: dalle accuse etiche di esaltare e incitare alla Violenza (critica che, a furia di sentirsela ripetere, ha iniziato a infastidire non poco il Regista, e a ragione oserei dire) all'accusa di copiare a destra e a manca senza essere minimamente originale, fino all'accusa immancabile di essere sopravvalutato. Innegabilmente il Cinema di Tarantino è intriso di Violenza, e altrettanto innegabilmente il suo Stile si fonda sull'Iper-Citazionismo, sia narrativo sia visivo, con tanto di inquadrature riprese quasi pari passo. Ma è impossibile negare che i Film di Tarantino abbiano attirato e continuino ad attirare un Culto assai profondo, ed è evidente che molte delle sue Opere hanno, nel bene e/o nel male, influenzato visceralmente il Cinema delle generazioni successive e non solo-
Entrando nel personale, quando scoprii, con "Pulp Fiction", la Poetica di Tarantino scattò un Amore a prima vista, e grazie al suo Cinema poi ho avuto modo di scoprire Autori come Lucio Fulci e Takashi Miike: ora questi li adoro maggiormente rispetto a Tarantino, ma comunque senza di lui e senza "Pulp Fiction" forse non avrei sviluppato la mia attuale Sensibilità cinematografica, e in ogni caso continuo ad amare profondamente la sua Poetica e le sue Opere.

Comunque, in occasione del 55° compleanno del Regista, anche a lui dedico una sorta di retrospettiva-omaggio con varie brevi riflessioni per ogni suo Lungometraggio.

Playlist film

Le iene. Cani da rapina

  • Gangster
  • USA
  • durata 106'

Titolo originale Reservoir Dogs

Regia di Quentin Tarantino

Con Harvey Keitel, Michael Madsen, Tim Roth, Steve Buscemi, Chris Penn

Le iene. Cani da rapina

In streaming su Paramount+

vedi tutti

RESERVOIR DOGS
L'Opera si apre con una Sequenza di dialogo entrata nella Storia del Cinema: la difficilissima resa 'corretta' di uno scambio di battute con personaggi multipli viene brillantemente 'risolta' grazie a movimenti 'circolari' delle mdp. Cambiando continuamente la linea di campo, Tarantino evita gli scavalcamenti e, al contempo, riesce a rendere dinamica, attiva una sequenza sostanzialmente statica, sia fisicamente sia narrativamente, visto che non accade nulla. Questa capacità di far sembrare attivo qualcosa che, su carta, sembra privo di azione è evidente in tutto il Film: la scelta di non mostrare la Rapina e ambientare buona parte del Film all'interno di un capannone (e forse, se togliessimo i flashback, potremmo notare uno sviluppo della vicenda in tempo reale) sono gli indizi più evidenti di ciò. Ma anche la "barzelletta" di Mr. Orange può essere vista come una conferma dello scambio tra azione e staticità: un discorso inventato assume man mano una sua consistenza fino ad essere messo in scena direttamente, arrivando a fondere il dialogo con la scena inventata quando Mr. Orange continua a narrare la "barzelletta" all'interno del bagno pieno di sceriffi. Tra l'altro, nel flashback inventato lo sbirro baffuto racconta anch'egli un aneddoto 'di lavoro': potrebbe essere un infiltrato 'al contrario' (anche se 'inventato' da Orange stesso).
Molto importante, e tipico della Poetica tarantiniana, è quel Relativismo etico che emerge nella costruzione del Film: ogni punto di vista viene mostrato senza condanna né approvazione, ogni Personaggio ha una sua Logica, una sua Filosofia, una sua Morale con la quale giustifica il proprio agire condannando, eventualmente, l'agire altrui, oltre che per valutare e individuare la propria verità.
Emblematico il rapporto tra White e Orange: la fiducia cieca del primo nei confronti del secondo è per certi vesti quasi immotivata, irrazionale. Potrebbe esserci una sorta di identificazione paterna. Sta di fatto che White ignora fino alla fine ogni indizio ed evidenza contro il suo pupillo, fino alla Confessione: forse uccide Orange non solo per il tradimenti in quanto infiltrato, ma anche per aver distrutto definitivamente la sua illusione di essere nel giusto. Chissà.

Rilevanza: 5. Per te? No

Pulp Fiction

  • Gangster
  • USA
  • durata 154'

Titolo originale Pulp Fiction

Regia di Quentin Tarantino

Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Tim Roth, Harvey Keitel

Pulp Fiction

In streaming su Infinity Selection Amazon Channel

vedi tutti

PULP FICTION
Opera Cult degli anni '90 che lanciò definitivamente Quentin Tarantino nell'Olimpo degli Autori hollywoodiani e che rivoluzionò l'Estetica cinematografica. Concetti, questi, ripetuti migliaia di volte e da me pure condivisi. Non saprei bene cosa dire di più senza temere di ripetere cose già dette (e meglio) da altre persone, rischiando magari di far sembrare vuote le mie argomentazioni. Mi limiterò, quindi, a buttare giù riflessioni e osservazioni varie, senza pretendere di proporre qualcosa di innovativo, brillante o sensazionale riguardo a quello che, piaccia o non piaccia, è diventato un Classico contemporaneo del Cinema.
La ben nota struttura a episodi intersecati rafforza lo Sguardo relativista tipico del Cinema tarantiniano: si approfondisce il punto di vista dei singoli Personaggi, osservando man mano i vari fatti sotto una luce differente. Scopriamo che certi dettagli inizialmente visti come marginali nascondono dei retroscena assai intriganti, ma soprattutto osserviamo i vari Personaggi da prospettive differenti: Butch, quando parla con Marsellus al bar, è avvolto nel Mistero, ma in "The Gold Watch" è Vincent ad essere visto come un personaggio secondario e, come tale, ucciso (quasi) senza importanza dal pugile. Ancora più significativo, forse, è il confronto tra il Prologo, dove Pumpkin e Honey Bunny sono il Centro 'etico', e la Conclusione del Film. Oltre a chiudere l'Opera in un Cerchio narrativo, questo Confronto riassume il Mosaico di punti di vista proposto nell'Opera: dopo aver assistito ad una Violenza d'Intrattenimento, che raggiunge il Culmine fumettistico proprio nel Capitolo "The Bonnie Situation" in cui rientrerebbe l'Epilogo, Tarantino ci propone un Dialogo e una Situazione d'Incontro tra Personaggi estranei dove la Violenza è messa in discussione, non ribaltandola moralisticamente ma rimarcando la Dimensione Umana insita nelle relazioni conflittuali, i Sentimenti individuali che dominano nello Scontro e la Brama istintiva di Vita che emerge nelle situazioni più disperate. Il Film si chiude con un'uscita di scena, quella di Vincent e Jules, all'insegna della dissacrazione, dell'impassibilità di fronte alla Violenza e del Pulp, con i due (Co)Protagonisti che si infilano le pistole nelle mutande ed attraversano l'uscio del ristorante sulle Note di "Surf Rider" dei The Lively Ones.

Rilevanza: 5. Per te? No

Jackie Brown

  • Noir
  • USA
  • durata 155'

Titolo originale Jackie Brown

Regia di Quentin Tarantino

Con Pam Grier, Samuel L. Jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Robert De Niro

Jackie Brown

In streaming su Amazon Video

vedi tutti

JACKIE BROWN
Considerato da certi fan di Tarantino come un'opera minore e impersonale, e per un po' di tempo pure io condividevo questa opinione, ora sono arrivato a reputare "Jackie Brown" un'Opera Tarantiniana in tutto e per tutto, nonostante la spostanziale fedeltà al Romanzo ("Rum Punch") di Leonard. Innanzitutto le modifiche apportate, tra cui il non indifferente mutamento da caucasica ad afroamericana (e da Burke a Brown) della Protagonista, avvicinano la Poetica letteraria di Leonard a quella cinematografica di Tarantino. Inoltre, sono presenti numerose Scelte formali tipiche del Cineasta, dai Piani-Sequenza all'uso dello Split Screen e dello Split Focus, dal Montaggio non lineare (non c'è l'esplicita divisione in capitoli intrecciati come in "Pulp Fiction", ma la narrazione principale è frammentata da numerosi flashback) al riconoscibile orecchio Musicale. Ma non bisogna dimenticare le immancabili Citazioni al Cinema Pulp che ha formato l'Immaginario del Regista nonché i caratteristici Dialoghi (anche se diversi ripresi dal Romanzo) costruiti magnificamente, dove il basso dei contenuti espressi dai Personaggi è il 'segreto' della naturalezza estremamente convincente della loro costruzione, dal gusto squisitamente Musicale. Ma il Film è Tarantiniano anche per i Temi trattati, in particolare la Violenza, la quale spesso 'esplode' senza preavviso colpendo anche Personaggi principali con una rapidità brutale che non lascia tempo a stucchevoli momenti di commozione finta. Inoltre, a dispetto delle critiche di istigazione esaltata alla Violenza, e pure alle dichiarazioni di Tarantino stesso sulla natura di mero divertimento della Violenza cinematografica, questa (la Violenza) in realtà non è mai compiaciuta nella sua Filmografia: non è nemmeno messa in scena con gusto drammatico e di denuncia, ma forse nemmeno con sguardo cinico. Viene rappresentata come un atto che accade: chi sceglie determinati stili di Vita sa bene di potersi aspettare un ritorno della Violenza elargita, ma questa può colpire anche gente innocente che incrocia la strada di un Violento.
Non manca lo Sguardo 'relativista', con la messa in scena dei diversi punti di vista e che raggiunge il suo Culmine nella fantastica Sequenza ripetuta dello scambio definitivo del denaro.

Rilevanza: 5. Per te? No

Kill Bill. Vol. 1

  • Azione
  • USA
  • durata 100'

Titolo originale Kill Bill: vol. 1

Regia di Quentin Tarantino

Con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Lucy Liu, Vivica A. Fox

Kill Bill. Vol. 1

In streaming su Paramount+

vedi tutti

KILL BILL
Anche se la differenza tra Vol.1 e 2 si sente, il Film va considerato come un Unicum (e la numerazione dei Film successivi di Tarantino conferma ciò) diviso in due Anime apparentemente opposte ma profondamente complementari e compenetranti. "Kill Bill" è un'operazione estremamente ambiziosa, e rappresenta per certi versi una Summa Stilistica, un Manifesto Poetico dello Stile di Tarantino: condensa ciò che è stato il suo Cinema da "Reservoir Dogs" a "Jackie Brown" passando per "Pulp Fiction" e ciò che diventerà successivamente da "Death Proof" a "The Hateful Eight" passando per "Inglorious Basterds" e "Django Unchained". Sicuramente è stato il suo Progetto più ambizioso fino ad allora vista la durata ragguardevole, o comunque è il Progetto che ha 'alzato' le sue ambizioni: anche se il successivo coinvolgimento in "Grindhouse" con Rodriguez si presenta come un qualcosa di molto più leggero, da "Basterds" in poi assisteremo ad una maturazione più esplicita della Forma tarantiniana, pur mantenendo sempre intatta l'Anima Pulp degli Esordi.
La Fotografia, curata dallo 'scorsesiano' Robert Richardson, illumina straordinariamente i Soggetti, contornandoli spesso di 'auree' luminose alquanto suggestive.

 

(La riflessione prosegue nella scheda relativa al Vol.2)

Rilevanza: 3. Per te? No

Kill Bill. Vol. 2

  • Azione
  • USA
  • durata 136'

Titolo originale Kill Bill: vol. 2

Regia di Quentin Tarantino

Con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Sonny Chiba, Vivica A. Fox

Kill Bill. Vol. 2

In streaming su Paramount+

vedi tutti

(KILL BILL: proseguimento riflessioni)

Il Montaggio resta sempre molto complesso: la non-linearità non si limita solo ai Capitoli, ma a numerosi flashback e flashforward interni. Comunque, se si vuole è possibile trovare una certa linearità, o meglio si può individuare una linea narrativa principale sostanzialmente lineare costellata, come dicevo, da flashback e flashforward, soprattutto nel Vol. 2.
Il Punto di Vista prevalente nel Film è quello di Beatrix, ma vediamo e sentiamo anche le Soggettività altrui: guardiamo Nikki assistere all'uccisione della madre Vernita e scopriamo la Storia di O'Ren nella memorabile Sequenza Anime, così come sentiamo l'odio profondo di Elle, partecipiamo all'esistenzialismo 'da sconfitto' di Budd e ascoltiamo la Filosofia molto orientale di Bill. La Questione dei Punti di Vista è rimarcata, all'inizio del Vol.2, dalla Voce narrante di Beatrix. L'espediente della voce fuori campo in teoria non mi esaltarebbe, ma qui funziona magnificamente e, anzi, dà la sensazione di essere inevitabile. Comunque, parlando del Massacro in chiesa Beatrix dice che esistono versioni differenti dell'accaduto, alimentando quindi la Leggenda sui vari fatti e rendendo ardua la conoscenza della Verità. Quest'ultima, però, sempre nel Vol. 2 si presenta con una profonda Decostruzione dell'epicità pulp del Vol.1: Beatrix ci svela che il Massacro non è accaduto realmente durante il matrimonio, ma bensì alle prove, e Bill dice al fratello Budd che i Crazy 88 in realtà non erano veramente 88 ma adottarono il nome perché 'cool'. La Seconda Parte poi smonta man mano l'Esagerazione tipica del Vol.1: meno uccisioni, meno frenesia, più Dialoghi, più drammaticità e Sentimenti (a partire dalla Morte e dalla Violenza) e continua problematicizzazione dei rapporti personali ed etici, con Culmine nel pianto poi sfociato in risa del Finale.
Però già nel Vol.1 la Violenza, sotto la 'figaggine cartoonesca' e coreografica dei numerosi scontri, nasconde in sé una profonda Tragicità, e allo stesso tempo il Vol.2, nella sua Decostruzione, mantiene una Carica di esagerazione leggendaria e richiede ancora il mantenimento della Sospensione dell'Incredulità.

Rilevanza: 2. Per te? No

Grindhouse. A prova di morte

  • Thriller
  • USA
  • durata 122'

Titolo originale Grindhouse. Death Proof

Regia di Quentin Tarantino

Con Kurt Russell, Rosario Dawson, Zoe Bell, Sydney Tamiia Poitier, Vanessa Ferlito

Grindhouse. A prova di morte

DEATH PROOF
Rispetto al resto della Filmografia tarantiniana ci troviamo di fronte ad un prodotto quasi completamente interessato all'intrattenimento e, nel complesso, identificabile come un divertissement, ma la Mano del Regista è sempre estremamente riconoscibile. Innanzitutto perché, comunque, il suo Stile è da sempre notoriamente iper-citazionista, 'nostalgico' e attento dichiaratamente all'Intrattenimento. Inoltre, questo Intrattenimento resta diretto soprattutto a chi come lui adora certi B-Movie e/o ai suoi fan, e come contorno personale inserisce massicciamente il suo ben noto feticismo per i piedi femminili.
Il Film, comunque, è profondamente tarantiniano anche per l'evidente Amore per il Cinema non solo come 'Vedere' ma anche come 'Fare', e quindi per la Regia, per la Cura delle Immagini, qua esplicata anche prendendo in mano direttamente (e, finora, per l'unica volta) la Direzione della Fotografia, e del Sonoro, in particolare nella Scelta delle Musiche e nel loro montaggio all'interno del Film.
Non manca la Visione 'etica' del Regista: la Violenza e chi la pratica sono messi/e in scena a volte con brutalità, altre volte con sottile ironia (molte volte insieme) ma senza cadere in giudizi moralistici. Come sempre, poi, Tarantino si preoccupa di rappresentare i diversi Punti di Vista², sia delle Protagoniste che dell'Anti-Protagonista: in base alla 'visuale' scelta i Personaggi mostrano diverse sfumature, e così ad esempio Stuntman Mike passa dal Killer brutale ma carismatico della prima parte al maniaco machista patetico e sconfitto del Finale. Interessante notare come il secondo gruppo di ragazze, che dà pesantemente del filo da torcere allo Stuntman, sia composto in prevalenza da Stuntwomen: si arriva ad una Parità e la si supera, nell'abilità automobilistica, nella Violenza, nella Pazzia, ma anche nella Crudeltà, come si vede nel Pestaggio conclusivo ai danni di Mike, ormai ridotto ad un omino debolissimo e ferito nel fisico ma soprattutto nell'orgoglio. Anche se lo Sguardo è attento, relativisticamente, a tutti i Punti di Vista, Tarantino comunque prende ferma posizione in favore delle Donne.
Stupendo il piano-sequenza alla tavola calda, per certi versi analogo nei movimenti di macchina all'Incipit di "Reservoir Dogs" (ma qui senza stacchi).

Rilevanza: 3. Per te? No

Bastardi senza gloria

  • Guerra
  • USA, Germania
  • durata 153'

Titolo originale Inglourious Basterds

Regia di Quentin Tarantino

Con Brad Pitt, Eli Roth, Diane Kruger, Mike Myers, B.J. Novak, Samm Levine, Daniel Brühl

Bastardi senza gloria

IN TV Sky Cinema Due

canale 302 altre VISIONI

INGLORIOUS BASTERDS
Tarantino si butta anima e corpo in un Progetto esplicitamente ambizioso affrontando il Cinema di guerra: "Inglorious Basterds" si presenta come qualcosa di dichiaratamente 'maturo', apparentemente lontano dall'intrattenimento 'leggero' e Pulp delle Origini.
Tarantino però non si limita a narrare la Storia in modo didascalico ma, rendendola Co-Protagonista del Film, la stravolge contaminandola con il Pulp e modificandola drasticamente nella trama, facendo terminare il conflitto diversi mesi prima rispetto alla realtà e con toni 'exploitation'.
La Storia si lega strettamente all'Amore assoluto del Regista e dei suoi estimatori/delle sue estimatrici, ovvero il Cinema. Al di là delle citazioni agli war movies (genere che non conosco bene), l'Autore costella le Scenografie e i Dialoghi di riferimenti al Cinema del periodo. Ma, soprattutto, rende il Cinema, assieme alla Storia, Protagonista della Vicenda narrata: la Sala cinematografica intrappola i gerarchi nazisti dentro di sé, la montagna di Pellicole in nitrato d'argento bruciando provoca l'Esplosione che stermina i massimi poteri nazi, tramite un Filmato amatoriale montato su un film di propaganda nazista Shosanna dichiara il suo messaggio di Vendetta (ebraica). Più che l'Operazione Kino, sono gli Individui, autonomamente e con modalità squisitamente Anarchica, a mettere in scacco il potere totalitario nazista, mentre l'organizzazione militare decide le varie mosse a tavolino, trattando con criteri opportunistici. I Basterds escono apparentemente da questa tipologia ma, di fatto, rappresentano più una variazione stilistica degli apparati militari che un gruppo autenticamente ribelle, e in fin dei conti la loro unicità è soprattutto 'scenografica'.
L'Epilogo ha un che di amaro, con Landa che esce illeso e vincitore, anzi Eroe del conflitto trattando il suo consenso con i comandi alleati: sia nella finzione del Film sia nella realtà, infatti, il secondo conflitto mondiale purtroppo non ha visto la vittoria degli Ideali e delle Passioni, ma bensì ha avuto come vincitori pratici e morali gli opportunisti, gli strateghi, i politicanti e gli alti ufficiali che, per sconfiggere i nemici, non hanno avuto remore di colpire anche innocenti, visti come 'danni collaterali'.

Rilevanza: 6. Per te? No

Django Unchained

  • Western
  • USA
  • durata 163'

Titolo originale Django Unchained

Regia di Quentin Tarantino

Con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, James Remar

Django Unchained

In streaming su Now TV

vedi tutti

DJANGO UNCHAINED
Dopo circa 5 anni dalla sua partecipazione nello straordinario "Sukiyaki Western Django" di Takashi Miike, Tarantino affronta esplicitamente il Genere Western scegliendo come Citazione manifesta proprio il "Django" di Corbucci.
Come sempre, però, il Regista non è minimamente interessato a realizzare un reboot, ma prende questo Modello come Ispirazione di partenza per rubarne alcune componenti da mescolare assieme ad una marea di altre citazioni e riferimenti per poi appropiarsi di questo Calderone ipercitazionistico iniettandovi la sua Poetica e rimodellando tutto in un'Opera unica ed estremamente personale.
Come tutti i Film del Regista risulta alquanto difficile strabilire con esattezza il Genere del Film. Infatti, pur omaggiando dichiaratamente il Western, la ripresa di certi suoi canoni sostanzialmente è più una Scusa per mettere in scena l'Immaginario Pulp e cinefilo dell'Autore in uno Scenario diverso dal solito. Il Sangue, pure immancabile in certo Western, qua si esprime con gusto splatter ed esplosivo, toccando spesso toni quasi fumettistici ma raggiungendo anche tinte dal Sapore pittorico (il cotone macchiato di Rosso).
Nel Montaggio, la triste dipartita di Sally Menke, a cui succede Fred Raskin, è accompagnata da un adesione più marcata ai canoni tradizionali di una narrazione lineare e unitaria. In realtà, però, la suddivisione in capitoli, qua assente, non è un tratto onnipresente (seppur caratteristico) nella Filmografia tarantiniana, e la linearità sostanziale della storia viene comunque spesso e volentieri spezzettata mediante l'inserimento di vari flashback e, in alcuni passaggi fondamentali, montando alternatamente eventi e situazioni ambientate in due tempi separati.
Come tutti i Film di Tarantino, anche "DU" punta esplicitamente all'Intrattenimento, ma l'Autore, in quanto tale, usa la sua abilità nella costruzione cinematografica della Spettacolarità per parlare di Temi a lui cari.
Innanzitutto, anche qua la Violenza assume toni problematici ed è osservata dai punti di vista di tutti Personaggi: emblematica è l'uccisione, operata da Django e sobillata da Schultz, di un uomo davanti agli occhi del figlio.
Non manca una presa di Posizione chiarissima, precisa e Politica da parte del Cineasta contro la piaga schiavista e con essa l'eredità razzista di cui sono impregnati gli u.s.a.

Rilevanza: 3. Per te? No

The Hateful Eight

  • Western
  • USA
  • durata 187'

Titolo originale The Hateful Eight

Regia di Quentin Tarantino

Con Samuel L. Jackson, Walton Goggins, Kurt Russell, Tim Roth, Jennifer Jason Leigh

The Hateful Eight

IN TV Rai Movie

canale 24 altre VISIONI

THE HATEFUL EIGHT
Come spesso accade quando esce un Film di Tarantino, anche con "The Hateful Eight" il pubblico e, in particolare, i fan si sono divisi, tra chi ha visto l'ennesimo Capolavoro del Cineasta e chi invece è rimasto profondamente deluso e smarrito.
Ora, se ci troviamo di fronte ad un Capolavoro oppure no, non lo so. Personalmente, però, "T.H.E." mi è parso un Film intensamente Tarantiniano, anche se il Regista prende strade differenti rispetto al passato. Non manca lo Spirito citazionista del Regista, che qua va a pescare soprattutto dal Capolavoro Carpenteriano "The Thing" trasportandolo nell'Epoca (post)Western.
"The Hateful Eight", come dichiara il Titolo, è popolato da Protagonisti Odiosi, tutti fatta eccezione forse per qualche innocente che, però, subisce un destino brutale. Non è solo la Jason Leigh ad essere una stronza razzista di merda (cosa che ha provocato ridicole accuse di misoginia), e nemmeno i 'doppiogiochisti' di Roth, Madsen e il messicano Bichir sono gli unici bugiardi.
Lo 'sceriffo' è uno sbruffone pietoso che, dall'inizio alla fine, sale sul carro dei vincitori in modo alquanto passivo, e il generale di Bruce Dern è un vecchietto che in passato è stato spietato ma che il Tempo ha ridotto pietosamente. Kurt Russell è un cacciatore di taglie spietato e brutale, un sadico che ama vedere impiccare le sue vittime, per le quali non nutre alcun rispetto, e nonostante faccia un lavoro da canaglia ha la pretesa ipocrita di sentirsi migliore di tutti, come se fosse il detentore della moralità e dell'etica. Infine c'è Samuel L. Jackson, la Sintesi Ideale delle Contraddizioni di tutti i Personaggi: trae profitto dall'uccisione di persone, mente per ottenere ciò che vuole, è capace di azioni spietate e sadiche e si regala una vendetta cinica e crudele. Rispetto a tutti gli altri Personaggi, però, sembra avere dalla sua la consapevolezza della Natura negativa del proprio carattere, e per quanto egoista la sua visione è molto razionale e riesce a comprendere le motivazioni e le mentalità di tutti gli altri Personaggi pur rispondendo poi soltanto a sè stesso.
Per quanto odiosi, comunque, tutti questi Personaggi sono comprensibili nelle loro motivazioni e ogni Carattere è 'giustificato' dalle varie esperienze personali: l'Individuo Spettatore non è chiamato a giudicare i 'buoni' e i 'cattivi', ma a riflettere sulla propria Natura.

Rilevanza: 5. Per te? No
Ti è stata utile questa playlist? Utile per Per te?

Ultimi commenti

  1. pippus
    di pippus

    Un bravo a te per la bella play e auguroni al Quentin da un tizio palesemente "di parte" :-),
    un saluto.

    1. DeathCross
      di DeathCross

      Grazie mille!

  2. vieri
    di vieri

    Ottima playlist! Mi hai fatto venire voglia di vedere alcuni film.

    1. DeathCross
      di DeathCross

      Grazie. Cosa hai già visto di Tarantino?

    2. vieri
      di vieri

      Quasi tutto credo, pensavo di rivedere alcune cose.

  3. ethan
    di ethan

    Play molto interessante, visti e rivisti tutti ennesime volte. Ho apprezzato molto, rivedendolo, anche quello che è forse il meno amato anche dai tarantiniani, ossia 'Grindhouse'.
    Un saluto, Fabio.

    1. DeathCross
      di DeathCross

      ¡Hola! "Death Proof" è stato un piacere rivederlo anche per me: un giorno, per curiosità, spero di vedermi "Grindhouse" nella versione usa, con "Death Proof" e "Planet Terror" tagliati (sempre in omaggio a certo Cinema) e uniti, se non erro con tanto di fake trailers in mezzo. "DP" è, secondo me, il film 'minore' del Regista, ma è un 'minore' intenzionale e, in quanto tale, non si può definire non riuscito.

  4. maurri 63
    di maurri 63

    Oddio, i complimenti per la play ci stanno tutti: hai messo insieme così tanto di Quentin che neppure lo merita (lo ammetto: sono tra i detrattori, ma sempre pronto a rivedere certi miei concetti, anche se finora ciò non è accaduto mai...) ma, soprattutto, leggendoti si ha l'impressione che Tarantino abbia fatto sempre lo stesso film. Dura....
    Un abbraccio, M

    1. DeathCross
      di DeathCross

      ¡Hola! Ho messo tutti i suoi Lungometraggi, così come ho fatto anche con Cronenberg, Carpenter e Lynch, per dare il più possibile un senso di completezza a questo omaggio. Riguardo all'impressione che Tarantino abbia fatto sempre lo stesso film, per me non è per forza un dato negativo o, meglio, credo che sia indice di una certa autorialità la sensazione che un'intera filmografia possa essere letta quasi come un'opera unica in continua evoluzione.
      Comunque, pur non condividendo la tua 'detrazione' nei confronti di Tarantino, ho apprezzato molto questo tuo intervento. Ciao!

  5. CineNihilist
    di CineNihilist

    ¡Hola! Mi casa es tu casa cit.

    Complimenti come sempre per questa play tutta tarantiniana che per una volta ho visto tutti film da te recensiti con alcuni particolari interessanti del suo Cinema che non conoscevo. Intrigante anche il tuo discorso iniziale sul caso Weinstein che già sapevo, forse all'epoca della playlist era appena scoppiato lo scandalo, sta di fatto che Tarantino non c'entra nulla e soprattutto tutte le accuse che si è preso nel corso degli anni non fa che confermare la malizia dei suoi detrattori (iconica l'intervista in cui sbrocca davanti al giornalista che lo rimprovera sulla violenza del suo Cinema).

    Parlando del suo Cinema ho apprezzato molto la tua analisi su Jackie Brow e Grindhouse che purtroppo vengono reputati film minori quando in realtà sono tarantiniani fino al midollo dove nel primo si lavora in sottrazione e nel secondo in addizione, e non è un caso che queste due estremizzazioni collidono in "C'era una volta a...Hollywood" che rappresenta il film più intimista del regista, tant'è che lui stesso non lo avrebbe voluto far vedere a nessuno.

    Per il resto mi trovo molto d'accordo, il mio film preferito di Tarantino è Kill Bill perché raggiunge la summa di una serie di cinema che combinati generano una narrazione ibrida, avvincente, epica se non perfetta.

    Al secondo posto troviamo The Hateful Eight che per me è un capolavoro in tutto e per tutto, se non lo è di sicuro è già un cult, inoltre è uno dei film più d'atmosfera del regista a mio parere perché ti immerge così bene in quello scenario innevato che quasi quasi nella locanda ti ritrovi a riscaldarti con i vari protagonisti dato l'impianto molto "teatrale", inoltre il giallo alla Agatha Christie che si crea è veramente intrigante nonostante la sua semplicità. Per me lì Tarantino raggiunge la perfezione tecnica e stilistica, un vero sfoggio di una maturità fermentata con gli anni, solamente l'inquadratura della statua di Cristo innevata con in sottofondo la colonna sonora di Ennio Morricone è da antologia della Storia del Cinema secondo me.

    Sugli altri film non ho altro da aggiungere, risulterei ripetitivo, concordo totalmente con ciò che dici con quelle aggiunte su determinati particolari che non conoscevo e che ho apprezzato non poco.
    Vorrei soltanto disquisire su "Bastardi senza Gloria" che vedo abbastanza osannato e ritenuto il capolavoro del regista quando per me è il peggior film di Tarantino. Non che sia un brutto film, ci mancherebbe, e nonostante trovi valide le varie argomentazioni a sottolinearne la sua genialità come esponi anche tu nella tua recensione, fatico a ritenere "geniale" l'ucronia che il cineasta americano ha creato nel film.
    Questo può essere ricondotto ad una mia personale avversione al didascalismo dei biografici storici e ai film storici/mitologici della Storia del Cinema perché essendo amante della Storia e della Geopolitica mi annoio facilmente vedere trasposta l'ennesima opera cinematografica didascalica ed inesatta. Ovviamente non è il caso di Tarantino che con la Storia ci gioca piegandola al suo volere, però ugualmente il soggetto e i risvolti finali non li ho trovati così originali, anzi, ci ho visto uno sfogo fine a sé stesso di un regista che voleva concretizzare il suo sogno metacinematografico di uccidere i nazisti con la loro stessa violenza e crudeltà, giustificando addirittura una classica retorica americana del "golpe a fin di bene" nella "esportazione della democrazia".
    Certo, ovviamente come dici tu non ci sono né buoni né cattivi alla fine, ma la retorica e il punto di vista americanocentrico ha secondo me prevalso sull'irriverenza tarantiniana nel "perculare" il nazismo.
    Detto questo non è un brutto film, anzi, il personaggio di Waltz e la scena del bar tra nazisti e spie americane sono piccoli gioielli che elevano il film dalla sufficienza ed il prodotto finale tecnicamente è confezionato divinamente. Per me è soltanto sopravvalutato nella filmografia del regista che secondo me con opere "minori" come Jackie Brown e Grindhouse è risultato meno retorico e più incisivo nella sua poetica.

    Concluso il papiro, ti faccio ancora i miei complimenti per questa playlist esaustiva e rinfrescante su un artista mainstream sui cui già si è detto tantissimo.

    PS: Manca nella playlist "C'era una volta a...hollywood", lo inserirai prossimamente o lasci invariate le tue playlist "vecchie"? Comunque se ti interessa, tienimi d'occhio in questi giorni perché pubblicherò la mia recensione sull'ultima fatica tarantiniana e sarò molto curioso della tua opinione a riguardo!

    1. DeathCross
      di DeathCross

      ¡Hola! Questa playlist ha due anni ormai, quindi i riferimenti al caso Weinstein erano ancora piuttosto "freschi" e "Once Upon a Time in Hollywood" forse non era nemmeno stato annunciato. Approfitto di quest'ultimo punto per collegarmi al tuo PS. Non so ancora se aggiornare questa e altre playlist (come quella dedicata a Polanski o quella dedicata a Burton) aggiungendo le ultime opere oppure aspettare il prossimo anniversario "a cifra tonda" per crearne una semi-nuova: la prima opzione evita doppioni inutili di riflessioni già proposte ma rischia di "nascondere" i contributi aggiunti relegandoli ad un articolo "vecchio", mentre la seconda opzione mi dà la possibilità di "uppare" le mie retrospettive rivedendo eventualmente le mie riflessioni ma rischierebbe, appunto, di sembrare un semi-duplicato facendomi sentire un po' come un tizio che cerca di attirare l'attenzione. Non avendo comunque una riflessione "lunga" pronta per "Once Upon a Time... in Hollywood" rimando il problema.

      Su "Inglorious Basterds" continuo a pensare che sia, se non un Capolavoro, un Film fondamentale nella Filmografia tarantiniana, punto di svolta verso atmosfere "storiografiche" con possibilità di rilettura. Per me non è così americanocentrico, anche solo per il Multilinguismo che caratterizza la Pellicola (in italiano, però, han doppiato sia le parti inglesi che diverse francesi, se non ricordo male, rovinando un aspetto centrale dell'Opera). Alla fine, però, il golpe si prende i meriti della caduta "anticipata" di Hitler ma la vera responsabile è l'ebrea francese Shosanna. Però posso capire il "fastidio" per la Storia "falsata", anche se, come ammetti pure tu, rispetto alle solite americanate "di guerra" il Film di Tarantino fin da subito dichiara la volontà di "tarantinizzare" i fatti.

      Ti ringrazio per aver letto questo mio omaggio e per aver stimolato questo dibattito: sono curioso di leggere le tue riflessioni sull'ultimo Film di Tarantino, quindi fammi un fischio quando le pubblicherai!

    2. CineNihilist
      di CineNihilist

      Bel dilemma quello delle playlist, non saprei cosa consigliarti, magari ad un prossimo compleanno a cifra tonda si potrebbe fare una nuova playlist "aggiornamento" in cui parli dei nuovi film usciti dei vari maestri già monografati oppure potresti fare direttamente la recensione singola dei suddetti film. Entrambe le opzioni non mi dispiacerebbero.

      Interessante quello che mi dici su Bastardi senza gloria, magari rivedendolo in lingua originale potrei rivalutarlo in meglio, d'altronde Tarantino è sempre una garanzia.
      Sembra che ora voglia andare in "pensione" con produzioni televisive ed editoriali, però si vociferava per un ultimo film che poteva essere Kill Bill volume 3. Non sarebbe male per concludere un cerchio.

      Sicuramente il mio fischio lo sentirai forte e chiaro, sperando di non risultare banale e ridondante nella recensire un maestro.

      Alla prossima ;)

    3. DeathCross
      di DeathCross

      Io spero che "Kill Bill 3" non lo faccia, anche se poi lo guarderei lo stesso: più che altro perché "Kill Bill" è, in realtà, un Film unico in due parti e Tarantino finora non ha mai fatto veri sequel (il legame tra Vic e Vincent Vega in "Reservori Dogs" e "Pulp Fiction" è per me più un dettaglio "da nerd" e i due Film sono a sé stanti). L'Autore aveva accennato anche alla possibilità di realizzare uno Star Trek, progetto di cui si ventilava da diversi anni l'ipotesi. Per me, come per molti altri Registi, queste voci servono soprattutto a tenere alta l'attenzione. Comunque, penso che adesso Tarantino possa essere serio quando dice di "pensionarsi", almeno temporaneamente, visto che ha avuto un figlio. Potrebbe però tornare "da anziano" a fare un Film: risulterebbe molto interessante, soprattutto se crediamo alla teoria di Wellse che "a venti, a settanta e a ottant'anni si producono le cose migliori".

      P.S.: Ho pensato anche all'ipotesi recensioni singole per i Film "fuori playlist", però quelle bene o male posso farle sempre e infatti a volte ho pubblicato come recensioni singole delle versioni ampliate di riflessioni proposte in playlist (ad esempio con "Giù la Testa" di Leone).

    4. CineNihilist
      di CineNihilist

      Chissà cosa gli riserverà il futuro, a me dispiacerebbe una sua fine prematura, ma meglio concludere in bellezza piuttosto che saturando la propria poetica. Avevo sentito di Star Trek, ma forse fa solo lo sceneggiatore. Vedremo il suo decimo film, sicuramente sarà uno spettacolo indimenticabile.

      Se vuoi falle pure le recensioni singole, a me non dispiacerebbe leggerle, soprattutto quelle di cui ho già visto i suddetti film.

    5. DeathCross
      di DeathCross

      Ultimamente le recensioni le pubblico se mi capita per caso di scrivere commenti particolarmente lunghi: per "Cobra", ad esempio, avevo scritto circa 4000 caratteri e quindi mi son detto che ci stava una recensione qui.

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati