Le iene. Cani da rapina
- Gangster
- USA
- durata 106'
Titolo originale Reservoir Dogs
Regia di Quentin Tarantino
Con Harvey Keitel, Michael Madsen, Tim Roth, Steve Buscemi, Chris Penn

In streaming su Paramount+
vedi tuttiRESERVOIR DOGS
L'Opera si apre con una Sequenza di dialogo entrata nella Storia del Cinema: la difficilissima resa 'corretta' di uno scambio di battute con personaggi multipli viene brillantemente 'risolta' grazie a movimenti 'circolari' delle mdp. Cambiando continuamente la linea di campo, Tarantino evita gli scavalcamenti e, al contempo, riesce a rendere dinamica, attiva una sequenza sostanzialmente statica, sia fisicamente sia narrativamente, visto che non accade nulla. Questa capacità di far sembrare attivo qualcosa che, su carta, sembra privo di azione è evidente in tutto il Film: la scelta di non mostrare la Rapina e ambientare buona parte del Film all'interno di un capannone (e forse, se togliessimo i flashback, potremmo notare uno sviluppo della vicenda in tempo reale) sono gli indizi più evidenti di ciò. Ma anche la "barzelletta" di Mr. Orange può essere vista come una conferma dello scambio tra azione e staticità: un discorso inventato assume man mano una sua consistenza fino ad essere messo in scena direttamente, arrivando a fondere il dialogo con la scena inventata quando Mr. Orange continua a narrare la "barzelletta" all'interno del bagno pieno di sceriffi. Tra l'altro, nel flashback inventato lo sbirro baffuto racconta anch'egli un aneddoto 'di lavoro': potrebbe essere un infiltrato 'al contrario' (anche se 'inventato' da Orange stesso).
Molto importante, e tipico della Poetica tarantiniana, è quel Relativismo etico che emerge nella costruzione del Film: ogni punto di vista viene mostrato senza condanna né approvazione, ogni Personaggio ha una sua Logica, una sua Filosofia, una sua Morale con la quale giustifica il proprio agire condannando, eventualmente, l'agire altrui, oltre che per valutare e individuare la propria verità.
Emblematico il rapporto tra White e Orange: la fiducia cieca del primo nei confronti del secondo è per certi vesti quasi immotivata, irrazionale. Potrebbe esserci una sorta di identificazione paterna. Sta di fatto che White ignora fino alla fine ogni indizio ed evidenza contro il suo pupillo, fino alla Confessione: forse uccide Orange non solo per il tradimenti in quanto infiltrato, ma anche per aver distrutto definitivamente la sua illusione di essere nel giusto. Chissà.
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Un bravo a te per la bella play e auguroni al Quentin da un tizio palesemente "di parte" :-),
un saluto.
Grazie mille!
Ottima playlist! Mi hai fatto venire voglia di vedere alcuni film.
Grazie. Cosa hai già visto di Tarantino?
Quasi tutto credo, pensavo di rivedere alcune cose.
Play molto interessante, visti e rivisti tutti ennesime volte. Ho apprezzato molto, rivedendolo, anche quello che è forse il meno amato anche dai tarantiniani, ossia 'Grindhouse'.
Un saluto, Fabio.
¡Hola! "Death Proof" è stato un piacere rivederlo anche per me: un giorno, per curiosità, spero di vedermi "Grindhouse" nella versione usa, con "Death Proof" e "Planet Terror" tagliati (sempre in omaggio a certo Cinema) e uniti, se non erro con tanto di fake trailers in mezzo. "DP" è, secondo me, il film 'minore' del Regista, ma è un 'minore' intenzionale e, in quanto tale, non si può definire non riuscito.
Oddio, i complimenti per la play ci stanno tutti: hai messo insieme così tanto di Quentin che neppure lo merita (lo ammetto: sono tra i detrattori, ma sempre pronto a rivedere certi miei concetti, anche se finora ciò non è accaduto mai...) ma, soprattutto, leggendoti si ha l'impressione che Tarantino abbia fatto sempre lo stesso film. Dura....
Un abbraccio, M
¡Hola! Ho messo tutti i suoi Lungometraggi, così come ho fatto anche con Cronenberg, Carpenter e Lynch, per dare il più possibile un senso di completezza a questo omaggio. Riguardo all'impressione che Tarantino abbia fatto sempre lo stesso film, per me non è per forza un dato negativo o, meglio, credo che sia indice di una certa autorialità la sensazione che un'intera filmografia possa essere letta quasi come un'opera unica in continua evoluzione.
Comunque, pur non condividendo la tua 'detrazione' nei confronti di Tarantino, ho apprezzato molto questo tuo intervento. Ciao!
¡Hola! Mi casa es tu casa cit.
Complimenti come sempre per questa play tutta tarantiniana che per una volta ho visto tutti film da te recensiti con alcuni particolari interessanti del suo Cinema che non conoscevo. Intrigante anche il tuo discorso iniziale sul caso Weinstein che già sapevo, forse all'epoca della playlist era appena scoppiato lo scandalo, sta di fatto che Tarantino non c'entra nulla e soprattutto tutte le accuse che si è preso nel corso degli anni non fa che confermare la malizia dei suoi detrattori (iconica l'intervista in cui sbrocca davanti al giornalista che lo rimprovera sulla violenza del suo Cinema).
Parlando del suo Cinema ho apprezzato molto la tua analisi su Jackie Brow e Grindhouse che purtroppo vengono reputati film minori quando in realtà sono tarantiniani fino al midollo dove nel primo si lavora in sottrazione e nel secondo in addizione, e non è un caso che queste due estremizzazioni collidono in "C'era una volta a...Hollywood" che rappresenta il film più intimista del regista, tant'è che lui stesso non lo avrebbe voluto far vedere a nessuno.
Per il resto mi trovo molto d'accordo, il mio film preferito di Tarantino è Kill Bill perché raggiunge la summa di una serie di cinema che combinati generano una narrazione ibrida, avvincente, epica se non perfetta.
Al secondo posto troviamo The Hateful Eight che per me è un capolavoro in tutto e per tutto, se non lo è di sicuro è già un cult, inoltre è uno dei film più d'atmosfera del regista a mio parere perché ti immerge così bene in quello scenario innevato che quasi quasi nella locanda ti ritrovi a riscaldarti con i vari protagonisti dato l'impianto molto "teatrale", inoltre il giallo alla Agatha Christie che si crea è veramente intrigante nonostante la sua semplicità. Per me lì Tarantino raggiunge la perfezione tecnica e stilistica, un vero sfoggio di una maturità fermentata con gli anni, solamente l'inquadratura della statua di Cristo innevata con in sottofondo la colonna sonora di Ennio Morricone è da antologia della Storia del Cinema secondo me.
Sugli altri film non ho altro da aggiungere, risulterei ripetitivo, concordo totalmente con ciò che dici con quelle aggiunte su determinati particolari che non conoscevo e che ho apprezzato non poco.
Vorrei soltanto disquisire su "Bastardi senza Gloria" che vedo abbastanza osannato e ritenuto il capolavoro del regista quando per me è il peggior film di Tarantino. Non che sia un brutto film, ci mancherebbe, e nonostante trovi valide le varie argomentazioni a sottolinearne la sua genialità come esponi anche tu nella tua recensione, fatico a ritenere "geniale" l'ucronia che il cineasta americano ha creato nel film.
Questo può essere ricondotto ad una mia personale avversione al didascalismo dei biografici storici e ai film storici/mitologici della Storia del Cinema perché essendo amante della Storia e della Geopolitica mi annoio facilmente vedere trasposta l'ennesima opera cinematografica didascalica ed inesatta. Ovviamente non è il caso di Tarantino che con la Storia ci gioca piegandola al suo volere, però ugualmente il soggetto e i risvolti finali non li ho trovati così originali, anzi, ci ho visto uno sfogo fine a sé stesso di un regista che voleva concretizzare il suo sogno metacinematografico di uccidere i nazisti con la loro stessa violenza e crudeltà, giustificando addirittura una classica retorica americana del "golpe a fin di bene" nella "esportazione della democrazia".
Certo, ovviamente come dici tu non ci sono né buoni né cattivi alla fine, ma la retorica e il punto di vista americanocentrico ha secondo me prevalso sull'irriverenza tarantiniana nel "perculare" il nazismo.
Detto questo non è un brutto film, anzi, il personaggio di Waltz e la scena del bar tra nazisti e spie americane sono piccoli gioielli che elevano il film dalla sufficienza ed il prodotto finale tecnicamente è confezionato divinamente. Per me è soltanto sopravvalutato nella filmografia del regista che secondo me con opere "minori" come Jackie Brown e Grindhouse è risultato meno retorico e più incisivo nella sua poetica.
Concluso il papiro, ti faccio ancora i miei complimenti per questa playlist esaustiva e rinfrescante su un artista mainstream sui cui già si è detto tantissimo.
PS: Manca nella playlist "C'era una volta a...hollywood", lo inserirai prossimamente o lasci invariate le tue playlist "vecchie"? Comunque se ti interessa, tienimi d'occhio in questi giorni perché pubblicherò la mia recensione sull'ultima fatica tarantiniana e sarò molto curioso della tua opinione a riguardo!
¡Hola! Questa playlist ha due anni ormai, quindi i riferimenti al caso Weinstein erano ancora piuttosto "freschi" e "Once Upon a Time in Hollywood" forse non era nemmeno stato annunciato. Approfitto di quest'ultimo punto per collegarmi al tuo PS. Non so ancora se aggiornare questa e altre playlist (come quella dedicata a Polanski o quella dedicata a Burton) aggiungendo le ultime opere oppure aspettare il prossimo anniversario "a cifra tonda" per crearne una semi-nuova: la prima opzione evita doppioni inutili di riflessioni già proposte ma rischia di "nascondere" i contributi aggiunti relegandoli ad un articolo "vecchio", mentre la seconda opzione mi dà la possibilità di "uppare" le mie retrospettive rivedendo eventualmente le mie riflessioni ma rischierebbe, appunto, di sembrare un semi-duplicato facendomi sentire un po' come un tizio che cerca di attirare l'attenzione. Non avendo comunque una riflessione "lunga" pronta per "Once Upon a Time... in Hollywood" rimando il problema.
Su "Inglorious Basterds" continuo a pensare che sia, se non un Capolavoro, un Film fondamentale nella Filmografia tarantiniana, punto di svolta verso atmosfere "storiografiche" con possibilità di rilettura. Per me non è così americanocentrico, anche solo per il Multilinguismo che caratterizza la Pellicola (in italiano, però, han doppiato sia le parti inglesi che diverse francesi, se non ricordo male, rovinando un aspetto centrale dell'Opera). Alla fine, però, il golpe si prende i meriti della caduta "anticipata" di Hitler ma la vera responsabile è l'ebrea francese Shosanna. Però posso capire il "fastidio" per la Storia "falsata", anche se, come ammetti pure tu, rispetto alle solite americanate "di guerra" il Film di Tarantino fin da subito dichiara la volontà di "tarantinizzare" i fatti.
Ti ringrazio per aver letto questo mio omaggio e per aver stimolato questo dibattito: sono curioso di leggere le tue riflessioni sull'ultimo Film di Tarantino, quindi fammi un fischio quando le pubblicherai!
Bel dilemma quello delle playlist, non saprei cosa consigliarti, magari ad un prossimo compleanno a cifra tonda si potrebbe fare una nuova playlist "aggiornamento" in cui parli dei nuovi film usciti dei vari maestri già monografati oppure potresti fare direttamente la recensione singola dei suddetti film. Entrambe le opzioni non mi dispiacerebbero.
Interessante quello che mi dici su Bastardi senza gloria, magari rivedendolo in lingua originale potrei rivalutarlo in meglio, d'altronde Tarantino è sempre una garanzia.
Sembra che ora voglia andare in "pensione" con produzioni televisive ed editoriali, però si vociferava per un ultimo film che poteva essere Kill Bill volume 3. Non sarebbe male per concludere un cerchio.
Sicuramente il mio fischio lo sentirai forte e chiaro, sperando di non risultare banale e ridondante nella recensire un maestro.
Alla prossima ;)
Io spero che "Kill Bill 3" non lo faccia, anche se poi lo guarderei lo stesso: più che altro perché "Kill Bill" è, in realtà, un Film unico in due parti e Tarantino finora non ha mai fatto veri sequel (il legame tra Vic e Vincent Vega in "Reservori Dogs" e "Pulp Fiction" è per me più un dettaglio "da nerd" e i due Film sono a sé stanti). L'Autore aveva accennato anche alla possibilità di realizzare uno Star Trek, progetto di cui si ventilava da diversi anni l'ipotesi. Per me, come per molti altri Registi, queste voci servono soprattutto a tenere alta l'attenzione. Comunque, penso che adesso Tarantino possa essere serio quando dice di "pensionarsi", almeno temporaneamente, visto che ha avuto un figlio. Potrebbe però tornare "da anziano" a fare un Film: risulterebbe molto interessante, soprattutto se crediamo alla teoria di Wellse che "a venti, a settanta e a ottant'anni si producono le cose migliori".
P.S.: Ho pensato anche all'ipotesi recensioni singole per i Film "fuori playlist", però quelle bene o male posso farle sempre e infatti a volte ho pubblicato come recensioni singole delle versioni ampliate di riflessioni proposte in playlist (ad esempio con "Giù la Testa" di Leone).
Chissà cosa gli riserverà il futuro, a me dispiacerebbe una sua fine prematura, ma meglio concludere in bellezza piuttosto che saturando la propria poetica. Avevo sentito di Star Trek, ma forse fa solo lo sceneggiatore. Vedremo il suo decimo film, sicuramente sarà uno spettacolo indimenticabile.
Se vuoi falle pure le recensioni singole, a me non dispiacerebbe leggerle, soprattutto quelle di cui ho già visto i suddetti film.
Ultimamente le recensioni le pubblico se mi capita per caso di scrivere commenti particolarmente lunghi: per "Cobra", ad esempio, avevo scritto circa 4000 caratteri e quindi mi son detto che ci stava una recensione qui.
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