Auto Focus (2002)

[Auto Focus, USA 2002, Drammatico, durata 105']   Regia di Paul Schrader
Con Greg Kinnear, Willem Dafoe, Rita Wilson, Maria Bello, Bruce Solomon



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Auto Focus: minimo
Ritmo ritmo in Auto Focus: presente
Impegno impegno in Auto Focus: minimo
Tensione tensione in Auto Focus: minimo
Erotismo erotismo in Auto Focus: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Auto Focus

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Auto Focus (voti: 48 media: 3,81) 48

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locandina di Auto Focus

Auto Focus play

La trama

Il romanzo tragico di un erotomane, delle sue ossessioni e delle sue perversioni.

Los Angeles, 1964: il popolare presentatore radiofonico Bob Crane è all'apice del successo col suo programma del mattino, e il suo agente gli comunica che è stato scelto per girare l'episodio-pilota di una nuova serie televisiva dal titolo _Gli eroi di Hogan_, ambientata in un campo di prigionia tedesco durante la Seconda guerra mondiale. Sul set, Crane conosce l'ambiguo e affascinante John Carpenter: è l'inizio di un'amicizia destinata a stravolgere la vita di entrambi.  

Schrader punta la lente su un egoista ossessionato dalla pulsione di guardare e di guardarsi, di fare sesso e di fissare su nastro la ripetizione anonima, sgranata, meccanica e confusa (nomi, posti e giorni si confondono) del piacere. La storia di Crane è anche la storia di uno sguardo "vizioso" che si trasforma grazie alla tecnologia: l'evoluzione tecnica e i progressi della videoregistrazione affinano e "perfezionano" le scene del desiderio senza un reale appagamento. Le riviste pornografiche nascoste in garage, i locali di spogliarello, la fotografia, i set, la telecamera: l'era della riproducibilità tecnica è anche quella della riproducibilità infinita, coatta, fosca e afflitta. L'uso cinematografico del discorso diretto e indiretto, gli attori bravissimi e la fondamentale trama parallela (il rapporto fra Crane e Carpenter) disegnano la degenerazione e il disfacimento di questa nuova "conoscenza carnale", distonica rispetto a immagini sempre più perfette e precise nelle quali i corpi non hanno più peso né odore.

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La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 16/2003

Il romanzo tragico di un egoista, delle sue ossessioni e delle sue perversioni. Partendo dalla doppia vita di Bob Crane, un famoso personaggio della Tv americana negli anni ’60-’70

Paul Schrader ama le biografie. “Legge” la vita di persone reali e interpreta, attraverso i gesti e le parole, le ossessioni e le zone nascoste, le pulsioni e le perversioni, le trasgressioni morali e i fallimenti, i peccati e le impossibili redenzioni, le mutazioni, i bradisismi, le rivoluzioni (culturali) di una società. La vita poco esemplare e tragica di Bob Crane (Kinnear), personaggio abbastanza celebre della televisione americana (protagonista per alcune stagioni della serie Gli eroi di Hogan, ambientata in un campo di prigionia durante la Seconda guerra mondiale), nonché attore teatrale e cinematografico, è un file, un dossier con il quale descrivere una caduta nella spirale della dipendenza dal sesso e un diagramma, sempre più livido, per quanto riguarda la fotografia, la scansione narrativa, la secchezza stranita dei dialoghi e l’asciuttezza della messa in scena, degli anni (dalla Los Angeles del 1964 all’Arizona del 1978 in cui Crane viene ucciso in un motel) in cui l’identità, la libertà e la promiscuità sessuale, la pornografia, il voyeurismo collettivo cominciamo a imporsi e ad assumere una rilevanza sociologica oltre che individuale. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Kurtisonic scritta il 07/06/2012 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Una canzone, Video kill the radio star, tormentone del 1980 anticipò la trasformazione della musica in videoclip, mentre il suo testo potrebbe riassumere grossolanamente una parte di Auto Focus di P.Schrader condannato a fare buoni film ma ad essere sempre ricordato come lo sceneggiatore di Scorsese. Il video mostrava però un mondo edulcorato e ingenuo, proteso verso un epoca futurista piena di buoni propositi e di sogni realizzabili. Schrader pur usando prevalentemente toni da commedia fa crescere con abilità la forza emotiva  e analitica della vicenda trasformandola alla fine in un dramma tragico e doloroso. Un conduttore radiofonico Bob Crane, lascia la radio per avventurarsi nel mondo televisivo e diventa il protagonista di un serial di successo. Qualcosa scricchiola però nella sua vita, affamato di sesso e non maturo per gestire la nuova immagine pubblica che il video gli cuce addosso, non sa che vedere il riflesso di un’immagine muta e indiscussa che lo separa dalla percezione della realtà e dal senso della sua esistenza. Con l’amico John Carpenter, tecnico precursore delle nuove frontiere home video si cala in avventure sessuali sfrenate, in affari andati male, in contratti di lavoro non rispettati e sempre meno soddisfacenti che lo porteranno alla rovina. Auto Focus è il ritratto spietato della messa a fuoco del maschio che non si chiede nulla, che non coltiva nessun senso critico, che si adegua ai modelli imposti dalla cultura imperante cercando solo di trarre benefici senza nessuno scrupolo. Auto Focus è un manifesto  feroce, un grido di allarme che si proietta nei nostri giorni in cui la cultura video sembra ormai l’unica forma di comunicazione veritiera quando invece è la meno solida  e la più manipolabile e drammaticamente la più convincente. Schrader non descrive un apparato ambientale, il film è centrato sull’individualismo di Crane e sulla sua mediocrità che non può concedersi pause di riflessione. Lo spaccato sociale, per quanto in procinto di subire grandi mutamenti, perché il film è ambientato negli anni 70, non è totalmente negativo e lungi dall’essere fagocitato dalla frenesia tecnologica comunicativa (che oggi purtroppo è anche relazionale) presenta diversi personaggi molto distanti dall’amoralità di Crane, le due donne che sposerà e che gli daranno dei figli, il suo vecchio agente  che cerca di trovargli lavori dignitosi, l’amico John Carpenter che non lo abbandonerebbe mai. Tutti gli offrono la loro vicinanza, oltre che vedere  sanno ancora sentire, ascoltare, ma il vuoto di Crane è incommensurabile, si placa solo davanti all’immagine ormai ripetuta all’infinito delle stesse situazioni più o meno scabrose che lo vedono  facile protagonista. John Carpenter, interpretato da un bravo Willem Dafoe alter ego di Schrader  e nel film, di Bob Crane,( un altrettanto bravo Greg Kinnear), fa la parte del diavolo tentatore, seduce la mente vuota di Crane con l’entusiasmo per le nuove tecniche video, partecipa lui stesso alle scorribande sessuali dell’amico, incarna uno spirito ambiguo e oscuro diviso fra la condivisione e lo sfruttamento delle doti e della fama di Crane. La sequenza più riuscita di Auto Focus vedrà proprio John protagonista assoluto, poiché usato dal regista per offrire una possibilità  all’immagine di staccarsi dalla sua parete a specchio e di trasformarsi in linguaggio visivo, in una completezza  e in un insieme comunicativo poetico, struggente, autentico: la telefonata nel finale fra John e Bob, nella quale Schrader mostra attraverso il volto e la figura di John cos’è l’immagine, riempie lo schermo delle pieghe del suo volto, delle angolazioni spigolose del suo corpo che sottolineano la drammaticità del dialogo apparentemente poco significativo, la  mdp che si muove liberamente dentro la stanza in cui John sta parlando, offre  riprese sorprendenti, concede e spiega il punto di vista dell’amico e da la misura reale del suo sentimento di amicizia. Ma nel filo del telefono non ci sono prodezze amatorie, non c’è il riscontro visivo immediato senza il quale Crane non coglie nulla. Il film è tratto da un libro e da una storia vera, e direi che non si stenta proprio a crederci.  
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SI

Opinioni su Auto Focus


5 aprile 2013 Opinione di alfatocoferolo su "Auto Focus"
alfatocoferolo

La nascita del voyeurismo in chiave moderna, non c'è ancora Internet (vero megafono di tale debolezza umana) ma c'è già il modo in cui la rete propaga il suo messaggio ovvero attraverso video piccoli o grandi, ripetibili all'infinito e rappresentanti il mantra perfetto per il guardone di professione. La cornice, poi è la più indicata. Un uomo cosciente della sua vanità, del suo narcisismo e fissato col sesso al punto da cercare e pretendere consenso ed approvazione a livello...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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7 giugno 2012 Opinione di Kurtisonic su "Auto Focus"
Kurtisonic

Una canzone, Video kill the radio star, tormentone del 1980 anticipò la trasformazione della musica in videoclip, mentre il suo testo potrebbe riassumere grossolanamente una parte di Auto Focus di P.Schrader condannato a fare buoni film ma ad essere sempre ricordato come lo sceneggiatore di Scorsese. Il video mostrava però un mondo edulcorato e ingenuo, proteso verso un epoca futurista piena di buoni propositi e di sogni realizzabili. Schrader pur usando prevalentemente toni da commedia fa...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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26 agosto 2011 Opinione di ezio su "Auto Focus"
ezio

Si puo' dire che sia una biografia di un uomo di spettacolo con una vita privata disastrosa che anche nel suo lavoro a conosciuto un crollo verticale,dovuto essenzialmente alle sue manie sessuali.Non e' un film facile,per niente,ma si segue fino in fondo con interesse.

voto al film: ezio assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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30 marzo 2011 Opinione di mmciak su "Auto Focus"
mmciak

"Auto Focus" diretto nel 2002 da Paul Schrader, devo dire che mi è piaciuto. La storia comincia dal 1964 e racconta che il popolare presentatore radiofonico Bob Crane, sposato con figli, è all'apice del successo  col suo programma del mattino, e il suo agente gli comunica che è stato scelto per girare l'episodio-pilota di una nuova serie televisiva dal titolo: "Gli eroi di Hogan",ambientata in un campo di prigionia tedesco durante la Seconda guerra mondiale. Sul...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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19 dicembre 2010 Opinione di jonas su "Auto Focus"
jonas

Com’è noto, Schrader è figlio di un rigidissimo pastore protestante che fino ai 18 anni gli proibì anche di andare al cinema: aveva la strada aperta per diventare uno psicopatico, e invece è diventato quello che sappiamo. Ma, anche dopo aver preso la strada giusta, ha conservato una sensibilità non comune (all’altezza di Lang) per i temi della colpa e della pena, che si manifesta nei suoi protagonisti afflitti da un groviglio inestricabile di...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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14 dicembre 2008 Opinione di slim spaccabecco su "Auto Focus"
slim spaccabecco

Strana storia da raccontare, ma argomentata bene.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Auto Focus (2002)



11 novembre 2008 Opinione di bradipo68 su "Auto Focus"
bradipo68

la bella pellicola del mai banale e sottovalutatissimo Schrader getta uno sguardo inquieto e inquietante sull'abisso della dipendenza.Ma stavolta non si parla di droga,si parla di sesso,si parla di pulsione erotica vera e propria,del bisogno assoluto di perpetuare l'atto fisico e imprimerlo ancor di piu'nella memoria riprendendolo con la cinepresa,una mania che diventa come e peggio di una droga.E la biografia di Crane,protagonista delle serie tv di culto (anche per me)gli eroi di Hogan,una...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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31 luglio 2008 Opinione di critico su "Auto Focus"
critico

Schrader sa che l'unico cinema buono è già morto

voto al film: critico assegna il voto buono a Auto Focus (2002)



29 luglio 2008 Opinione di joe cavana su "Auto Focus"
joe cavana

La vera storia dell'erotomane Bob Crane e del suo compare, alla fine diviene abbastanza ripetitiva (troppo sesso e personaggi logorroici e monotematici) e si lascia vedere solo per la buona prova del duo Kinnear-Dafoe. Una visione può bastare. Voto: 6.

voto al film: joe cavana assegna il voto sufficiente a Auto Focus (2002)


30 ottobre 2007 Opinione di lucaskiesling su "Auto Focus"
lucaskiesling

a mio avviso, rappresenta uno dei vertici dell'opera di Paul Schrader. con un personaggio affine a Julian Key (American Gigolo), Mishima e John Le Tour (The light sleeper), ovvero un dongiovanni con una morale, un uomo che vive in modo "parassitario": che si venda sè stessi, droga o immagine, è la stessa cosa; in più è un personaggio narcisista ed estremo, senza controllo; Bob Crane (reso incredibilmente da un Greg Kinnear sempre più sprofondato nel suo vizio, encomiabile) è una faccia...

voto al film: lucaskiesling assegna il voto buono a Auto Focus (2002)

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