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Auto Focus

Regia di Paul Schrader vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Auto Focus

di lucaskiesling
8 stelle

a mio avviso, rappresenta uno dei vertici dell'opera di Paul Schrader. con un personaggio affine a Julian Key (American Gigolo), Mishima e John Le Tour (The light sleeper), ovvero un dongiovanni con una morale, un uomo che vive in modo "parassitario": che si venda sè stessi, droga o immagine, è la stessa cosa; in più è un personaggio narcisista ed estremo, senza controllo; Bob Crane (reso incredibilmente da un Greg Kinnear sempre più sprofondato nel suo vizio, encomiabile) è una faccia meravigliosa di un mondo marcio, e non il contrario. la sua purezza è integra. alla fine, dopo mille orgie e repliche di se stesso nella macchina-cinema, non c'è salvezza. si muore per caso, la grazia è un errore o una virtù, sempre esterna a noi. se schrader evita il moralismo è perchè non gli appartiene. a lui interessa non tanto il perchè, ma il come, crane diventa ciò che è, nietzschanamente. la sua fede non era incrollabile, la sua fedeltà coniugale men che meno (due matrimoni falliti, con donne che amava, madri dei suoi figli). l'unica cosa integra era la sua dissoluzione, in cui recitava il suo ruolo. in cui, a differenza di tutti, era. evitando la trappola di ogni facile manierismo, schrader si affida a una voce over che invece di narrare, accumula e depista (tecnica di tutti i suoi film e sceneggiature) per darci non, come forman, un "agiografia al contrario" di un erotomane che era un buon uomo, solo con cattivo gusto (woody harrelson/ larry flint) o , in paul thomas anderson, la figura di un ragazzo che sogna di essere, in ogni modo, una star (mark walberg/dirk diggler di boogie nights), ma, e questo grazie al suo doppio john carpenter/willem dafoe, un ennesimo morality play, che si tiene lontano da ogni intenzione etica. ciò che importa è la consistenza del desiderio, che pilota ovunque vogliamo andare. è il mondo che fallisce, e uccide bob, attraverso il giustiziere (in fondo, omosessuale, egli sì senza redenzione, pervertito, che dirà alla fine, di bob "era mio amico") che è john carpenter. solo lui si può macchiare le mani del sangue di crane. lo spettacolo, ipocrita e perbenista, l'aveva già fatto sparire, uccidendolo nella memoria, relegandolo a immagine per sempre uguale nel successo "classico" di un serial tv.
fondamentale.

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