La via degli angeli (1999)
Con Valentina Cervi, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Eliana Miglio
La trama
Un ballo indimenticabile nella splendida primavera bolognese.
Siamo nell’Italia rurale degli anni del fascismo, quando l’arrivo della primavera sull’Appennino bolognese era un evento. Il primo sabato della stagione si aprivano le danze a Castel del Vescovo, nella balera di Edgardo Osti: a partire dal quel giorno, uomini e donne iniziavano a sognare l’incontro della loro vita. Anche Ines si reca lì, nella speranza di trovare colui che potrebbe cambiarle per sempre l’esistenza. La ragazza si innamora del figlio di un antiquario...
Con la consueta perizia e con i tratti inconfondibili del suo gusto per la narrazione, Avati affabula, evoca, inventa, incornicia i ricordi suoi e altrui, ascolta le voci perdute nel tempo.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 52/1999
Pupi Avati ritorna tra le colline emiliane. Poesia e gran gusto della narrazione
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 23/01/2011 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
Uno dei film minori di Avati, almeno per i consensi del pubblico non proprio sfavillanti, ma sicuramente rimane un prodotto egregio, confezionato con estrema cura per il contorno del tempo storico e dei luoghi, e completato da una sana passione.
La passione per la sua terra, e non solo (la dedica è tutta per la madre morta poco prima delle riprese), è ben marcata e poi è, come sempre, abile nel racconto, dove risulta immediato nell’approccio, ma mai superficiale come spesso accade quando si parla del nostro cinema.
Le storie, e con loro i personaggi, si accavallano con leggerezza e delicatezza, denotando un senso di nostalgia per un universo ricavato dai racconti della madre e del tempo che fu.
Molto equilibrato nello svolgimento, non è certo un film che spicca per enfasi, ma ad Avati va riconosciuta una buona abilità nel saper trattare storie semplici senza renderle eccessivamente stereotipate.
Complessivamente è un film discreto, con un suo tessuto narrativo molto sentito, ma non abbastanza travolgente o con connotazioni in grado di renderlo un prodotto universale.
Ma, in questo caso, questa peculiarità potrebbe essere anche valutata come un merito in più.
Senza dubbio da riscoprire dato che, nella sterminata filmografia di Pupi, non è certo uno tra i film più richiamati e popolari.
Discreto.
30 gennaio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "La via degli angeli"
Il ritratto Avatiano della romagna degli anni '30 funziona ancora una volta. Oltre che della regia, il merito è di attori ispiratissimi, della fotografia, della musica e dell'ambientazione. Il perno della storia qui è una festa di ballo attorno alla quale s'intrecciano le varie vicende, tutte interessanti ed a volte toccanti. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:2 impegno:1 tensione:1
voto al film: 
30 aprile 2011 Opinione di emmepi8 su "La via degli angeli"
Il cinema preso dall'album di famiglia stile Pupi Avati, se non erro la storia si riferisce alla nonna del regista, speriamo che le sue storie familiari rimangono in famiglia, si conservino i buoni ricordi, ma solo nello stretto nucleo privato. A parte la storia in sé stessa, diciamo che il gusto del racconto c'è tutto e curatissima è la direzione degli attori, ancora il regista riusciva in questa auto-trappola familiare a dare il meglio di sé e con una...
voto al film: 
23 gennaio 2011 Opinione di supadany su "La via degli angeli"
VOTO : 6,5. Uno dei film minori di Avati, almeno per i consensi del pubblico non proprio sfavillanti, ma sicuramente rimane un prodotto egregio, confezionato con estrema cura per il contorno del tempo storico e dei luoghi, e completato da una sana passione. La passione per la sua terra, e non solo (la dedica è tutta per la madre morta poco prima delle riprese), è ben marcata e poi è, come sempre, abile nel racconto, dove risulta immediato...
voto al film: 
17 maggio 2010 Opinione di mm40 su "La via degli angeli"
La caratteristica forse più strana di questo romanzetto popolare 'alla Avati', intriso di nostalgia e 'senso della provincia', della piccola quotidianità e degli affanni e delle gioie del borgo, è la durata: due ore di lunghezza vanno oltre lo standard solitamente contenuto del regista bolognese. C'è da dire ad ogni modo che personaggi e situazioni non scarseggiano, percui la narrazione riesce a mantenere costante l'interesse dello spettatore, ma certo il...
voto al film: 
5 marzo 2009 Opinione di galaverna su "La via degli angeli"
Bello,nello stile di Pupi Avati,con ottimi attori e una buona fotografia. Due ore che scorrono piacevolmente come una bibita fresca in un'afosa giornata estiva.
voto al film: 
2 febbraio 2008 Opinione di ondecorte su "La via degli angeli"
Facce giuste e ritratti ben definiti (perfetta Valentina Cervi, sfolgorante Gianni Cavina) in uno dei film più personali e solidi di Avati. Racconto poetico, dolce e malinconico di un'Italia lontanissima, ingenua e teneramente meschina.
voto al film: 
16 gennaio 2008 Opinione di barabbovich su "La via degli angeli"
La festa da ballo organizzata da un simpatico ciarlatano di mezza età (Cavina) è la grande occasione che ragazzi e ragazze di Sasso Marconi e dintorni, nella provincia bolognese (ma il film è stato girato a Todi, in Umbria), hanno per trovare l'anima gemella. Tra questi una giovane dattilografa (Cervi) che si è infatuata del figlio del suo datore di lavoro (De Rienzo) e un attempato medico (Delle Piane) che spera di ritrovare alla festa la donna perduta molti anni prima alla vigilia...
voto al film: 
2 novembre 2007 Opinione di teaestefano su "La via degli angeli"
Proprio bello questo film di Avati, credo tra i suoi migliori. L'atmosfera è quella dell'anche bello "Una gita scolastica". E' un ritratto dolceamaro, ma decisamente nostalgico, di un'epoca passata, più felice perchè più umana, che non tornerà più. Erano tempi in cui, andando a trovare qualcuno, ci si fermava a pranzo con facilità e veniva messo davanti con semplicità e ospitalità il poco che si aveva, in cui la sera si recitava il rosario coi vicini, in cui ci si dava tutti una...
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26 ottobre 2007 Opinione di LorCio su "La via degli angeli"
Nel panorama del cinema italiano, Pupi Avati è una figura intelligente e raffinata, che continua a percorrere la sua strada con amabile simpatia. Ha il gusto e la capacità del racconto, cosa rara oggi, e le mette a frutto con sapiente e calibrata nostalgia in ogni suo film. Non è esente “La via degli angeli”, girato nell’ultimo anno del millennio, una storia, anzi, tante storie delicate e soffici, ricamate con il sottile filo della memoria in un tessuto vellutato e quasi tenero....
voto al film: 
14 ottobre 2005 Opinione di zederfilm su "La via degli angeli"
Pupi cita se stesso e replica le atmosfere di Una gita scolastica, realizzando uno dei suoi film più belli, intensi e poetici. Piccolo capolavoro .
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