Roman Polanski: A Film Memoir (2012)

[Roman Polanski: A Film Memoir, Francia 2012, Documentario, durata 90']   Regia di Laurent Bouzereau
Con Roman Polanski, Andrew Braunsberg



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Roman Polanski: A Film Memoir: assente
Ritmo ritmo in Roman Polanski: A Film Memoir: presente
Impegno impegno in Roman Polanski: A Film Memoir: molto forte
Tensione tensione in Roman Polanski: A Film Memoir: forte
Erotismo erotismo in Roman Polanski: A Film Memoir: assente

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La trama

Nel 2009, mentre si trova nella sua residenza di Gstaad agli arresti domiciliari, il regista Roman Polanski si confessa in una lunga intervista concessa all'amico ed ex produttore Andrew Braunsberg. A partire dagli anni d'infanzia vissuti nella Polonia occupata dalle truppe naziste, Polanski ripercorre le fasi salienti della sua vita privata e professionale, soffermandosi su alcuni discussi e oscuri episodi: dall'omicidio della moglie Sharon Tate alle accuse di stupro. 

Un vero memoir, tra il diario intimo e la testimonianza pubblica. Nessuna reticenza su nulla, ognuno si faccia la propria idea con una certezza: tra espiazione (che riguarda il debito con la società) e redenzione (che invece attiene a se stessi e, se si è credenti, a Dio), c’è molta differenza. Tutto il Novecento, le tragedie epocali e quelle personali, attraverso gli occhi di un unico uomo, piccolo, incapace di arrendersi a mille cose che noi umani...

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 21/2012

Non un semplice documentario su Roman Polanski e il suo cinema ma una lunga confessione, contrappuntata da immagini e documenti anche inediti, fatta dal cineasta davanti a una macchina da presa “amica”. Un vero memoir, tra il diario intimo e la testimonianza pubblica. L’impressione è che l’occasione sia utile al regista per un redde rationem con se stesso, complice un intervistatore non certo ostile, anzi amico da trent’anni, quell’Andrew Braunsberg che produsse alcuni suoi capolavori, tra i quali L’inquilino del terzo piano. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di spopola scritta il 08/08/2012 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto buono

Roman Polanski: a Film Memory (realizzato da Laurent Bouzereau, fotografato da Pawel Edelman, montato da Jeff Picket e musicato da Alexandre Desplat) – vera e propria sorpresa di questa torrida estate un po’ errabonda e avara di proposte sempre incerte e ballerine – è una tormentata, accorata e sincera testimonianza sulla perdita dell’innocenza, un ritratto lirico, intimo e privato di un uomo dall’identità sfuggente, complessa ed enigmatica come può essere appunto quella di un’anima sfregiata dal dolore come quella di Polanski, eternamente in fuga (da se stesso e dai propri demoni) e segnata dalla corrosiva, silenziosa e sofferta convivenza con i sensi di colpa che lo perseguitano da sempre, dalla dannazione perpetua del ricordo indelebile dei tanti fatti traumatici subiti e provocati e mai disconosciuti che hanno contrappuntato il suo percorso di vita, illuminato però anche da brevi quanto intensi sprazzi di una effimera, fuggevole e precaria felicità serena. Un Polanski disponibile a “spogliarsi” senza alcuna reticenza, utilizzando il flusso implacabile della memoria e dei ricordi che non ammette sconti o tardive indulgenze, ma “documenta” invece  e contestualizza con implacabile precisione, i momenti salienti della sua travagliata esistenza, attraverso una lunga, dolente, articolata e per certi versi estenuante conversazione con Andrew Braunsberg, suo amico da sempre  e produttore di molti dei suoi film,  realizzata durante uno dei momenti più bui del suo “calvario” umano, quello del prolungato periodo degli arresti domiciliari in Svizzera in esecuzione di una condanna che qualcuno in America non vuol far passare in giudicato.
Io l’ho trovato dunque molto coraggioso ed utile questo percorso a ritroso anche nei propri inferni, un film (lo scrive a chiare lettere Michele Gottardi su Segnocinema) che mostra quanto l’arte, e in particolare il cinema, mantenga sempre nel tempo la funzione catartica di ridare libertà e dignità ai suoi protagonisti (…) e cheè per questo anche un tributo al cinema, non solo a quello di Polanski, ma soprattutto a una certa idea di cinema testimone del reale che a noi piace molto (e se mi è consentito e mi si scusa per la presunzione,  in quel  “noi” indicato da Gottardi mi piacerebbe poter includere anche me).
La ricostruzione della vita di Polanski è fedele e documentata, a partire dalle tragedie che hanno segnato la sua infanzia, tra esecuzioni e drammi familiari, fame, rastrellamenti e lutti.
Il punto di partenza per intrecciare i fili della storia, non poteva dunque che essere il condizionamento di estrema prostrazione del giovane ebreo Roman subìto e sopportato proprio negli anni terribili del ghetto di Varsavia, durante il periodo della prolungata occupazione nazista, con la deportazione e la morte dei suoi giovani amici e quella della madre nel campo di concentramento di Auschwitz, con la altrettanto tremenda prigionia del padre sopravvissuto e tornato da Mauthausen alla fine della guerra profondamente segnato da un’esperienza che lo aveva praticamente distrutto. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Roman Polanski: A Film Memoir


8 agosto 2012 Opinione di spopola su "Roman Polanski: A Film Memoir"
spopola

Roman Polanski: a Film Memory (realizzato da Laurent Bouzereau, fotografato da Pawel Edelman, montato da Jeff Picket e musicato da Alexandre Desplat) – vera e propria sorpresa di questa torrida estate un po’ errabonda e avara di proposte sempre incerte e ballerine – è una tormentata, accorata e sincera testimonianza sulla perdita dell’innocenza, un ritratto lirico, intimo e privato di un uomo dall’identità sfuggente, complessa ed enigmatica come può essere appunto quella di...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Roman Polanski: A Film Memoir (2012)

11 commenti
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6 giugno 2012 Opinione di barabbovich su "Roman Polanski: A Film Memoir"
barabbovich

Sembra di essere in salotto con loro, quei due vecchi amici che si conoscono dal 1964, ad ascoltare il loro garbato amarcord che, a dispetto di un racconto biografico davvero incredibile, non si danno alcuna aria, né cedono alla tentazione di romanzare il racconto. Uno si chiama Andrew Braunsberg: per anni ha fatto il produttore cinematografico. L'altro, l'intervistato agli arresti domiciliari per aver fatto sesso con una minorenne qualche decennio addietro, è Roman Polanski. La sua...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a Roman Polanski: A Film Memoir (2012)

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28 maggio 2012 Opinione di bufera su "Roman Polanski: A Film Memoir"
bufera

Un' intervista condotta da un amico mentre Roman Polanski era agli arresti domiciliari a Gstaad in Svizzera. Anche se l'atmosfera è amichevole si toccano tutti i temi dai più dolorosi ai più scabrosi della sua difficile vita, senza mezzi termini e con una documentazione iconografica e filmica per buona parte inedita. Il piccolo uomo è temprato dalle sue vicissitudini al punto di non piangersi mai addosso e mostrare una capacità di voler superare tutto con grande coraggio ,ammettendo le...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Roman Polanski: A Film Memoir (2012)

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