Paura (2012)
Con Peppe Servillo, Francesca Cuttica, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio
La trama
Marco, Simone e Ale sono tre giovani amici, annoiati dalla monotonia della vita di periferia in una grande città come Roma. Durante un fine settimana, però, hanno la possibilità di trascorrere di nascosto del tempo nella lussuosa villa del marchese Lanzi (Peppe Servillo), facoltoso collezionista di auto di lusso cliente dell'officina in cui lavora Ale, partito per un raduno di Rolls Royce. Introdotti nella residenza con l'obiettivo di divertirsi, si ritrovano di fronte a una scoperta disarmante quando nella cantina scorgono Sabrina, una ragazza che il marchese tiene segregata da anni. Simone pensa di aiutarla liberandola ma, prima di riuscirci, Lanzi rientra a casa, dando inizio a un incubo senza precedenti.
I Manetti ci sanno fare, quando vogliono, e riescono a creare tensione con la sola macchina da presa. Merce rara, nella Terra dei cachi. Tra false soggettive, sevizie in primo piano dosate col contagocce e deformazioni del quadro - prelevate dalla tradizione psycho thriller nostrana - la regia colma le enormi lacune di una scrittura sbilanciata tra le parti e prolissa oltre il necessario. Il substrato trash “de noantri” - tra incursioni nu metal e accenti “de borgata” spinti oltre ogni realismo sociale - segna una presa di distanza dai modelli di genere alti, più volte citati (su tutti la necrofilia di Macabro e una lezione di Antonio Tentori su Mario Bava) ma fortunatamente mai rincorsi. Imperfetto artigianato a basso costo, Paura crede ancora nei trucchi (Stivaletti) di una volta e, visivamente, ci azzecca. Ora serve che qualcuno inizi a scrivere i film ai Manetti.
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 26/2012
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 22/06/2012 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
Divertente, perché il genere di per sè lo è: la storia classica dei ragazzi scanzonati che partono per una festa o viaggio o altro e che si ritrovano in una situazione di puro terrore.
Attento, perché i fratelli Manetti sono stati attenti a tutti gli accorgimenti del caso. Hanno rispettato i tempi della storia: un primo tempo di descrizione dei personaggi, un secondo di svolgimento dell'azione. Hanno mantenuto la recitazione ad un livello medio-scarso, come era solito nei film horror americani degli anni '70, inserendo però, nel ruolo del personaggio chiave (l'orco), un attore di pregio come Peppe Servillo, abitudine questa delle produzioni italiane, anche le più scadenti.
Intelligente, perché non è un film di puro omaggio e citazione, ma di vera e propria interpretazione del grande insegnamento dei nostri maestri italiani di genere. Non a caso una delle prime scene del film è ambientata in un'aula scolastica del Dams con tanto di professore che spiega l'importanza dell'uso della luce e del colore nei primi film di Mario Bava (come non pensare a “6 donne per l'assassino” quando si parla di “luce e colore” con Mario Bava?).
Durante il primo tempo conosciamo i tre personaggi: Simone, Marco e Ale, che, approfittando della partenza del marchese Lanzi, si intrufolano nella sua villa, pensando di poter fare baldoria per un paio di giorni alle spalle del ricco ma ambiguo nobiluomo. Scopriranno presto che le cantine della villa nascondono una prigioniera, la povera Sabrina, rapita molti anni prima dal marchese, tenuta in catene e sottoposta a sevizie. Ovviamente, come insegna il caro e sempre moderno “Non aprite quella porta” di Tobe Hooper (1974), “non si entra nelle case degli altri “ (questo il tormentone del film, la frase che il marchese Lanzi dirà prima di usare le armi di tortura sul povero Simone), e dal momento del ritorno improvviso del marchese-orco, il film diventa sempre più ansiogeno e dal ritmo serrato.
Altra citazione gustosa per palati fini sono le immagini del film “I corpi presentano tracce di violenza carnale” di Sergio Martino (1973) che i ragazzi guardano alla televisione. Sono le immagini dell'inseguimento di una delle prime vittime in un bosco in un'alba nebbiosa, scena culto che verrà ripresa in tanti film americani come “Venerdì 13” di Cunningham (1980) e che i tre ragazzi del nostro film vivranno a loro spese nel secondo tempo.
Non mancano scene splatter grazie agli ottimi effetti speciali di Sergio Stivaletti (cavolo, usiamoli i nostri bravi tecnici e “artigiani” di mestiere) che si rifanno anche ai film di Dario Argento, come una spettacolare decapitazione (con tanto di spruzzo di sangue che fa venire in mente immediatamente “Tenebre” e la mutazione della Lario) e una coinvolgente impiccagione con tanto di sollevamento di scarpe dal suolo (subito alla memoria la scena di “Non ho sonno” e lo strangolamento della ballerina con le scarpette che volteggiano nell'aria). ESPANDI +
- negative [5]
- sufficienti [6]
- positive [2]
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22 maggio 2013 Opinione di sillaba su "Paura"
Si, direi molto "contaminato" da un filone di cinema horror italiano ma non è male. Considerando il basso budget, si lascia vedere.
voto al film: 
5 febbraio 2013 Opinione di XANDER su "Paura"
A parte qualche bella scena splatter ci troviamo di fronte ad un prodotto mediocre non tanto nei dialoghi ma quanto nella recitazione. Però chi ama le torture porno è consigliato. Una vera schifezza la colonna sonora trash metal
voto al film: 
16 dicembre 2012 Opinione di GoonieAle su "Paura"
Cioè qualcuno mi spieghi cos'è? E' un film horror? No perchè l'inizio con quelle musiche orribili fa scappare (pessimo l'uso nel resto del film). Resistendo fino alla fine ci si fa del male. Una tristezza assoluta, svilente col primo piano alla figa rasata, il punto più basso del film. Poi, dov'è l'orrore? La tensione? Per quello che prima spruzza un pò d'acqua con la pompa al ragazzo appeso o perchè gli strizza un capezzolo? Forse per l'impiccagione? Perchè non c'è altro. Quando...
voto al film: 
11 dicembre 2012 Opinione di ico su "Paura"
Ripensare ad Argento, Bava, Fulci, Deodato forse è ingiusto, ma certamente necessario perché a scuola si va per imparare o almeno per ripassare la lezione: l'orrore, lo spavento, deve essere in funzione di una storia e l'urgenza primaria è il racconto, il bisogno di affascinare, affabulare con "una" fantasia. Ai Manetti tutto questo continua a mancare; ammucchiare citazioni, riferimenti e colti rimandi senza l'urgenza di dover dire qualcosa, lascia in bocca l'amaro sapore di una semplice...
voto al film: 
11 novembre 2012 Opinione di bradipo68 su "Paura"
Marco, Simone e Ale, tre borgatari romani annoiati dalla loro vita senza emozioni hanno la possibilità di introdursi nella lussuosa villa del marchese Lanzi , cliente dell'officina in cui lavora Ale e partito per un raduno di Rolls -Royce. Lo scopo è divertirsi e passare una mezza giornata immersi nel lusso facendo bagni in piscina e sfidandosi a Guitar Hero. Nei sotterranei della villa scoprono però una ragazza incatenata , Sabrina, prigioniera chissà da quanto tempo e tentano di...
voto al film: 
1 novembre 2012 Opinione di BjMalaussene su "Paura"
il film : 1 ora e 45 minuti della mia vita assolutamente sprecati La trama : Un insulto all'intelligenza. Cosa cambierei? ... FILM !!
voto al film: 
9 agosto 2012 Opinione di bellahenry su "Paura"
Visto nel come sempre deludente 3D. Il flm dei Manetti non è brutto ma come spesso mi accade mi avvicino a questi film con un eccesso di entusiasmo, con la speranza che si stia davvero movendo qualcosa anche qui da noi, che il fenomeno spagnolo è ripetibile ed esportabile.ma poi... non è un film brutto come detto, ma non c'è scrittura. le immagini sono belle ma un'ora del film (complessivamente) è inutile e un pochetto noiosa. il grande botto degli ultimi venti minuti fa sì che il...
voto al film: 
22 giugno 2012 Opinione di maghella su "Paura"
Finalmente anche in Italia si comincia a rendere omaggio al buon caro cinema nostrano di genere giallo-horror degli anni '60/'70. “Paura 3D” è un film molto divertente, attento e intelligente. Divertente, perché il genere di per sè lo è: la storia classica dei ragazzi scanzonati che partono per una festa o viaggio o altro e che si ritrovano in una situazione di puro terrore. Attento, perché i fratelli Manetti sono stati attenti a tutti gli accorgimenti del caso. Hanno...
voto al film: 
22 giugno 2012 Opinione di ROTOTOM su "Paura"
Miglior attore, il pube depilato e generosamente inquadrato in primissimo piano di Francesca Cuttica che recita nuda per quasi tutto il film. E’ così carino con la ciccetta delle grandi labbra che spunta biricchina che viene voglia per una volta di rivalutare la conclamata inutilità del 3D . Prima e dopo il momento epifanico, il nulla. Paura 3D, dispiace dirlo per l’affetto ai fratelli Manetti, onesti prosecutori di una tradizione di italico cinema di genere ormai ridotto al...
voto al film: 
21 giugno 2012 Opinione di nickoftime su "Paura"
Ormai si può dire senza tema di smentite: la contrazione è il segno che meglio caratterizza il cinema dei fratelli Manetti. Il termine non riguarda solamente la questione spaziale diventata anche per questioni economiche un marchio di fabbrica della loro cinematografia con storie sviluppate quasi esclusivamente all'interno di un unico ambiente, "Piano 17"(2005) potrebbe esserne l'esempio più calzante, ma è estendibile in ugual modo sia sul piano dei temi trattati che di quello...
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