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Wing Chun

Regia di Woo-ping Yuen vedi scheda film

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Neve Che Vola

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Wing Chun

di Neve Che Vola
8 stelle

Insomma, chiedermi un giudizio su un film con Michelle Yeoh!
Sarebbe come chiedere ad un topo se la forma di formaggio gli sia piaciuta oppure no!
Anch'io, lo ammetto, ho fatto spesso domande sciocche, ed è per scontare il fio dela mia colpa, se concedo la risposta. Se mi è piaciuto un film con Michelle Yeoh?
Ammetto che Gong Li o Zhang Ziyi siano forse più belle. Ma chi, in questa valle di lagrime, possiede la classe unica, inimitabile, sopraffina - senza forzature - unite alla semplicità di questa donna?


Forse non è proprio un film memorabile o adatto a tutti, ma ci sono quegli elementi che sembrano farlo lievitare davanti ai miei occhi innamorati delle cinesi - purchè belle e vestite come - che sanno usare il kung fu meglio di come Tex Willer sapeva usare la sei colpi.
Non mi intendo di stili di lotta, ma ho letto che la Wing Chun del film - magistralmente interpretata da quell'oceano di grazia e bellezza che è appunto Michelle Yeoh (all'epoca ancora Michelle Khan, da poco tempo incoronata al concorso Miss Malaysia) - non usa lo stile di lotta da lei stessa messo a punto ai primi dell'ottocento, nè le armi adatte. 
Per me fa poca differenza, mi sembra tutto kung fu, e l'elemento di grazia è il fattore decisivo.
 
Ridò, per l'ennesima volta, la parola al regista Ho Meng-Hua, che riassume il mio credo di ingenuotto. Forse dò anche il colpo di grazia all'ipotetico lettore, che chiuderà sdegnato la pagina web.


(...) Le donne non sono nè intellettualmente nè fisicamente inferiori agli uomini. Forse sono addirittura superiori ed il gong-fu ne fornisce la prova.
Col gong-fu una donna piccolina può mandare a gambe all'aria un gigante. Senza perdere nulla della sua grazia, della sua dolcezza, anzi rendendola più conturbante.
Cosi', quando 
Cheng Pei-Pei, cioè l'attrice migliore che il cinema hongkonghese abbia mai avuto, mi chiese di prepararle un buon film, io pensai ad un soggetto dove il cavaliere invincibile fosse lei.
Poi lo proposi a Run Run Shaw che ne fu entusiasta: nel cinema e nel teatro cinese, il protagonista principale è sempre stato una donna.
Chiamai quel film 
Lady Hermit e dipinsi un personaggio completamente diverso dall'amazzone o dalla virago. dipinsi una donna che s'innamore, che soffre, che ricama fiori delicatissimi, che accarezza dolcemente il suo gatto, che sorride con civetteria all'uomo che ama.
Poi sradica alberi, trasporta i tronchi sulle spalle e si costruisce una casa, affronta da sola cento mascalzoni armati fino ai denti, distrugge a ammazza il Cattivo Principale. Beh, credo che ne sia uscito un personaggio squisito, soprattutto grazie a Cheng Pei-Pei, che è una grande ballerina e che nel gongfu è riuscita a mettere l'eleganza che il gongfu deve avere. I suoi balzi son voli d'angelo. Le sue capriole sono tenerezze di un gatto. E, quando usa la spada trinciando teste e piedi, sembra una dea vendicatrice (...).

(intervista a Ho Meng-Hua, in La lotta che uccide, pag.33, citata nel libro di R.Esposito "Il cinema del kung fu" a pag.110)

Amen.
 
Anche Michelle Yeoh ha studiato danza, ma la Grazia qui non è neppure increspata dalla apparizione di una dea vendicatrice che "trincia teste e piedi". Al contrario, Wing Chun ha rinunciato ad ogni rapporto con gli esponenti dell'altro sesso, ma non alla sua umanità, non sembra avere idea di cosa sia la vendetta, ed alcune delle scene più riuscite la mostrano colpire gli avversari quanto basta per calmargli i bollenti spiriti.
Alcune scene sono sostenute da un ritmo entusiasmante, che conclude in stile di commedia dei gesti che altrove si risolvono con violente uccisioni.
Due su tutte: senza neanche rendersene conto, un avversario si ritrova con la lama sotto la gola ma, proprio mentre sta per prepararsi al peggio, Wing Chun lo avverte che la lama è girata al contrario, e si limita a stordirlo con un colpo in testa.
Un altro avversario sta già raccomandando l'anima ai suoi dei, la punta della spada è appoggiata contro lo stomaco; ma anche lui se la cava con una semplice botta.
 
 
E' l'esatto contrario della reazione incontrollata tipica della vendetta (è incontrollata anche la vendetta a freddo, essendo perpetrata da una persona ormai pietrificata nella sua posizione) e testimonia di un livello interiore cui non sarebbe forse del tutto sbagliato aspirare.
Dovrebbe essere una delle supreme vette? Riuscire a reagire ammodo negli scontri verbali quotidiani, questi piccoli attentati da Far West metropolitano, cioè senza perderci nella rabbia che questi provocano, causando danni maggiori, dovrebbe davvero essere una delle vette della civiltà. E' per questo motivo che la scuola si fà un punto d'onore di non insegnarla, preferendole materie interessanti ed utili quali il latino e la filosofia. 
 
Mi affascina che in un piccolo film di kung fu in forma di commedia si possano testimoniare cose belle che ritengo vere. Un semplice film di kung fu, non chissà che di mirabolante!
 
Il regista costruisce la storia come una commedia degli equivoci - il giovane Leung Pok To (Donnie Yen) scambia la nuova commessa, la giovane e bella Charm (Catherine Hung Yan), per Wing Chun, ed è sempre interrotta dal caso mentre sta per far chiarezza.
Il ricco affarista che vorrebbe Wing Chun a capo delle guardie del suo territorio, finisce a "dormire" con la zia della Maestra, la pettegola Abacus Fong (King-Tan Yuen), ma rimane convinto di aver perduto la propria castità con la bellaCharm.
Anche i nomi degli avversari che sfidano Wing Chun nel finale sono comici: Flying Monkey (Tsui Ah-Fai), che rimane parzialmente castrato nell'impatto con un tizzone ardente, in uno scontro con la Maestra; suo fratello Flying Chimpanzee (Norman Chu), forse addirittura più abile di Wing Chun nelle arti marziali, tanto che la donna è costretta a rivolgersi alla sua antica insegnante di lotta per ricevere ispirazione.
Da lei riceve un misterioso consiglio, ed anche il permesso di trovarsi un uomo dopo anni di solitudine.
 
Memorabile l'entrata in scena dell'eroina - saltiamo all'inizio del film - che da seduta manovra un uomo in difficoltà come fosse una marionetta, per permettergli di difendersi.
 
Altrettanto ben riuscita e soddisfacente - altro salto temporale casuale - mi è parsa la lezione che Wing Chun infligge ad un brigante che crede di poterla sconfiggere con facilità, ritenendo impossibile per lui di essere sconfitto da una donna.
Wing Chun posa un vassoio colmo di tofu su un tavolo, ed enuncia le regole della sfida:
 
Se riesci a fare a pezzi questo pezzo di tofu, hai vinto.
 
Ma il tipaccio si dimostra tale fino in fondo:
 
Non la potrò considerare una vittoria, se non avrò fatto a pezzi te!
 
Qui la grazia di ballerina dell'attrice tocca le sue vette, anche per merito di una coreografia ben congegnata e spiritosa e forse di una controfigura in una scena forse possibile solo a maestri delle arti marziali: il vassoio di legno sul quale è appoggiato il tofu viene scaraventato in aria, mentre questo è ancora in volo la Maestra colpisce l'avversario, subito dopo lo prende al volo con una gamba e lo deposita sul tavolo senza farne cadere una sola briciola e senza scomporsi minimamente; impedisce al tavolo di cadere, dopo che l'energumeno ne ha rotto le gambe anteriori, con il piede; compie innumerevoli altre prodezze che mi esaltano.
Specifica anche che non di pestaggio trattasi, ma di lezione impartita all'arrogante Sifu Wong.
 
E' un filmone, altro che storie!
 
Ammettilo con te stesso: mi fanno schifo, tutti questi rigiri. E' la tua coscienza che ti parla! Dillo, alla fine: preferisci un solo fotogramma di questa scena a tutti i film cosiddetti d'autore dei quali te ne piaceranno ad essere generosi tre o quattro, e neppure li credi d'autore in realtà, e se giri intorno all'argomento è solo per darti un tono. Sii uomo!
 
Visto che sono costretto, sarò uomo: sì, lo ammetto! 
Non voglio essere come il professore pazzo interpretato da Bela Lugosi in The Bowery Nights, distinto professore di giorno, capo di una banda di cialtroni di notte (per lui nutro grande rispetto).
E' per questo che spero da anni in una bella lezione, se poi me la desse Wing Chun, forse mi degnerei pure di studiarla!
Oh, quanto amo quell'uomo che mi disse di darci un taglio alle mie commedie, un pò di anni fa. Finalmente fui liberato dalla mia prigione, dopo anni di detenzione! 
 
A proposito di belle scene, c'è il combattimento finale. Se Wing Chun perderà, dovrà accettare di diventare la moglie di Flying Chimpanzee; se vincerà, potrà riportare a casa l'amica rapita e Flying Chimpanzee sarà costretto ad umiliarsi a chiamarla "mamma" e ad obbedire ai suoi ordini.
Dopo un bel combattimento, Wing Chun ha la meglio sul gorillone innamorato, e gli dà il primo ordine: smettere di fare il brigante e diventare onesto.
 
E sia! Disperdiamo nel vento anche l'ultima manciata di dignità che mi resta - sii uomo, ricorda!
 
C'è un'altra scena che è mitica. Dopo che Wing Chun ha sconfitto Flying Chimpanzee, Flying Monkey, armato di scure, tenta un attacco vigliacco alle spalle della Maestra che si sta avviando all'uscita. Senza neanche voltarsi nè dare cenno di aver notato l'attacco, gli rifila un calcio in "rovesciata", procedendo tranquilla nel suo cammino come se niente fosse accaduto. 
 
La cosa indegna è che la scena mi convince definitivamente della bontà del film.
 
Bravissima mi appare Michelle Yeoh quando deve mostrare un sentimento di dolore dovuto ad un rifiuto o ad un disconoscimento dei suoi sentimenti, di cui darà ulteriore bella prova in Memorie di una Geisha (2005).
Un senso di velata tristezza ogni tanto traspare dal contrasto fra l'inaudita maestria di Wing Chun, capace di imprese straordinarie, e la sua impossibilità ad avvicinarsi all'uomo che ama, una impresa non così straordinaria per gli altri.
Anche la musica fa la sua parte, quando compare il tema dell'identità femminile prigioniera.
C'è un qualcosa di monacale che traspare, non so neanche io.
 
A proposito di faccende monacali: mi sono convinto. Vado in Cina, mi addentro nelle zone rurali e, per una manciata di euro, torno indietro con la bella figlia di una povera famiglia contadina, abile nelle arti marziali e vestita come. 
Ci daremo botte da orbi, con gentilezza.


Sull'interpretazione di Michelle Yeoh
Che domande!

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