Le Idi di Marzo (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le Idi di Marzo: assente
Ritmo ritmo in Le Idi di Marzo: presente
Impegno impegno in Le Idi di Marzo: forte
Tensione tensione in Le Idi di Marzo: minimo
Erotismo erotismo in Le Idi di Marzo: assente

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locandina di Le Idi di Marzo

Trailer Italiano Ufficiale

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15/12/2011

Golden Globes 2012: Le nomination

Tempo di nomination e premi importanti a Hollywood. Se per le nomination agli Oscar manca poco più di un mese, pochi minuti fa è stata diramata la lista delle candidature ai Golden...

di Spaggy

La trama

Nonostante la giovane età, Stephen (Ryan Gosling) sta attraversando un momento professionale di grande successo. È stato chiamato a essere uno degli addetti stampa del governatore Morris (George Clooney), candidato alla presidenza del Partito Democratico, durante le primarie in Ohio. Scoprirà a sue spese di come il mondo della politica sia attraversato da sotterfugi e mezzi illeciti quando, a causa di un complotto dei colleghi più anziani del comitato elettorale, sarà coinvolto in uno scandalo politico che vede il governatore messo alla gogna e lui sedotto da una giovane stagista.  

Omaggio ai classici del cinema politico anni 70, Le Idi di Marzo non è solo un film sulle congiure di palazzo e sulla doppia morale che non fa prigionieri, ma anche un (sotto)testo shakespeariano dove uomini e donne lottano contro le passioni, l'avidità, la superbia, sempre inutilmente.

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La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 50/2011

Il governatore Clooney è a un passo dalla Casa Bianca. Deve solo convincere un potente senatore a stare dalla sua parte, e ogni uomo ha un prezzo. Non la pensa così Ryan Gosling, genietto della comunicazione allievo di Philip Seymour Hoffmann, responsabile della campagna elettorale. Lui è giovane, ancora puro, idealista...Finché non ha una liason con una stagista, Evan Rachel Wood, e finché una giornalista senza scrupoli, Marisa Tomei, non gli mostra come è fatto il mondo. Infine, lo stesso governatore entra a gamba tesa nella vicenda politico/sentimentale facendo crollare il castello di carte dell'etica. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di ROTOTOM scritta il 25/12/2011 - utile per 24 utenti

Voto al film: voto buono

La quarta regia di George Clooney , qui anche sceneggiatore, è tratta dalla pièce teatrale Farragut North di Beau Willimon, del 2008. Durante le primarie del partito Democratico in Ohio il senatore Morris (George Clooney) si affida al brillante addetto stampa, l’ idealista Stephen (Ryan Gosling) per venire eletto e tentare la scalata alla Casa Bianca, in un gioco di ricatti, scandali veri e presunti, colpi bassi e connivenze.
Le idi di marzo riprende idealmente la storica congiura contro Giulio Cesare da parte dei fedelissimi e  trova nell' applicazione delle macchinazioni politiche un tale livello di sofisticazione da essere parte integrante della politica stessa. Tradimento di amici, capi, ideali, giustizia. Le idi di marzo, giorno festivo che i romani dedicavano a Marte, dio della guerra, acquista quindi un senso universale di demistificazione della verità che si rivela necessario per avanzare tra le menzogne, i ricatti e i compromessi, relegando  gli idealisti all’angolo degli sconfitti.
Il diavolo veste ciò che gli conviene vestire, i personaggi sono involucri vuoti ormai posseduti dall’alieno mondo degli ultracorpi della politica, riempiti di volta in volta di materia plasmabile e corruttibile. Non si salva nessuno ma si sapeva già. Lo sguardo di Clooney non è affatto moralista e crea un solido e compatto monolite di nefandezze e intrighi che strizza l’occhio al cinema politico e impegnato degli anni 70 (Tutti gli uomini del presidente, 1976 è il riferimento principale)  ma che affonda nella melma della politica contemporanea.  Clooney lontano dal bianco e nero nostalgico di Good Night, and Good Luck (2005), e dalle atmosfere acide della sua prima regia, Confessioni di una mente pericolosa (2002), mette in scena il più classico dei drammi dal sapore shakespeariano: ascesa e illusione,  caduta e disillusione, possibile vendetta – forse – delegata all’ultimo glaciale sguardo dell’ultima scena ma lasciata fuori campo come logica suggestione di una consequenzialità di porcherie senza fine.  L’estrema pulizia del quadro e del montaggio invisibile caro ai grandi narratori della Hollywood classica, lascia trasparire con chiarezza i meccanismi che regolano la zona morta dietro la quale la politica si muove. Se la politica – soprattutto quella americana -  è cinema, allora ecco il mezzo del cinema si adegua per presentarne il dietro le quinte e rendere comprensibile i meccanismi del potere.
Salvo poi attingere alla classica impostazione del noir nel momento in cui la crisi comincia a incrinare i rapporti tra i personaggi. Ecco allora che gli attori, Ryan Gosling e George Clooney su tutti, dall’essere inquadrati e fotografati limpidamente come ritratti su un mondo perfetto in pieno accordo con le intenzioni sbandierate dal senatore, nel momento del confronto vengono trasfigurati in chiave metafisica dalle ombre che ne stravolgono i lineamenti.  Da quel momento tutto sarà diverso.
  Le idi di marzo è l’alito pesante del post risveglio dal sogno americano,  un film disilluso e rabbioso che poggia su una sceneggiatura granitica. Non ci si aspetti alcuna risoluzione, nessun meccanismo narrativo che risolva e concluda alcunché. Come non ci si aspetti un film di denuncia, tutt’altro, Clooney  divo liberal progressista apertamente schierato con i Democratici è fortemente critico con l’attuale amministrazione Obama, e sceglie proprio il partito Democratico come sfondo per la sua storia, alludendo ad un comune “ fine ultimo dell’elezione”  che regola le vite, le azioni  e i pensieri dei candidati ad una qualsiasi poltrona. Di qualsiasi schieramento.
Le idi di marzo non è solo un film sulla politica. E’ la storia della perdita dell’innocenza. Il bel viso, giovane e fresco del protagonista Ryan Gosling , carico di ideali e passione per lavorare ad un futuro migliore, è la faccia dell’America tradita e consumata dagli inciuci  e dall’incapacità della politica di farsi carico delle esigenze del popolo. Una nazione che fa degli ideali ostacoli da eliminare isolando l’individuo nei suoi bisogni primari per poterlo controllare prima, manipolare poi. 
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SI

Opinioni su Le Idi di Marzo


22 maggio 2013 Opinione di tobanis su "Le Idi di Marzo"
tobanis

Ecco il classico bel film che dà molte conferme. La prima, che il protagonista, Ryan Gosling, è uno dei più bravi attori della sua generazione, e anche qua è veramente notevole. La seconda, che il Giorgino se la cava sempre bene come attore, ma pure come regista si sta facendo il suo bel nome, con film interessanti. La storia prende molto, con un misto di nobili sentimenti e di disincanto, e scorre fluida fluida, coi tempi giusti, grazie anche al fantastico cast (ma veramente), se si...

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

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15 maggio 2013 Opinione di supadany su "Le Idi di Marzo"
supadany

L’agnellino idealista diventa squalo quando si trova in acque profonde, gira così il mondo. George Clooney, da sempre schierato ed attivo a livello politico (e per questo gli va dato atto di essere stato ancora di più intellettualmente onesto ad aver scelto la parte democratica per rappresentare questa storia), deve aver studiato bene il cinema americano impegnato degli anni settanta e, aiutato da un testo di partenza proficuo e da un cast di altissimo profilo (essere popolari aiuta...

voto al film: supadany assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

1 commento
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13 febbraio 2013 Opinione di fayValentine su "Le Idi di Marzo"
fayValentine

Alle 'Idi di Marzo' del 44 a.C. si consumò la più celebre congiura politica della storia! Marco Giunio Bruto, figlio adottivo di Giulio Cesare, pugnalò il padre per togliergli il potere. Da allora, nulla è cambiato e ce lo mostra anche Clooney con questo film. In Italia c'è 'Il Divo', nel resto del mondo ce ne sono altri, con nomi diversi ma lo stesso destino. Anche quando la politica inizia con buoni propositi, anche tra chi si fa portavoce dell'Etica, si finisce sempre per negoziare,...

voto al film: fayValentine assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

2 commenti
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2 febbraio 2013 Opinione di spopola su "Le Idi di Marzo"
spopola

Compito arduo, adesso che siamo nel mezzo di una delle più feroci, sconclusionate e amorali (proprio per le modalità con cui saremo costretti ad andare a confrontarci nelle urne) oltre che inutili campagne elettorali del dopoguerra (la miriade di contendenti suddivisi in liste, listarelle e movimenti e il “porcellum”, renderanno impossibile un vincitore certo che possa davvero governare), parlare di un film come “Le idi di marzo”evitando di fare accostamenti con una realtà...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

6 commenti
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29 gennaio 2013 Opinione di giuseppedimarco94 su "Le Idi di Marzo"
giuseppedimarco94

Lo chiamerei un percorso (in)volontario, quello che mi ha portato a vedere questo film, a sentire l'ultimo disco (fantastico) di Ry Cooder, Election Special, tutto alla vigilia delle presidenziali americane. Grazie al confronto di questi 3 "eventi mediatici", chiamiamoli così, ho potuto constatare alcune cose di Le Idi di Marzo. Innanzitutto la rappresentazione del popolo, come parte integrante attiva della lotta politica. Quello che poi sarà elettorato, è comunque una società di persone...

voto al film: giuseppedimarco94 assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

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1 gennaio 2013 Opinione di liganov su "Le Idi di Marzo"
liganov

bel film recitato da ottimi attori. la tematica può non affascinare, resta pur sempre un film di impianto "politico", ma la storia è ben raccontata ed i personaggi ben tratteggiati, e quando si ha come spalle Giamatti e Seymour Hoffman il compito è tutto più semplice. Da vedere.

voto al film: liganov assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)



31 dicembre 2012 Opinione di Eleonora Harris su "Le Idi di Marzo"
Eleonora Harris

Avete presente “Lo Squalo” di Steven Spielberg? Le scene cult del film funzionano non tanto perché il pericolo si manifesta, quanto piuttosto perché scopriamo che il pericolo c’era sempre stato e noi (spettatori) non ce ne eravamo accorti. “Le Idi di Marzo” sembra adottare questo fondamentale mantra come chiave di volta di tutta la narrazione. E funziona. Eccome se funziona. Le doti registiche di Clooney si sposano perfettamente con la tipologia di film che lo attraggono come...

voto al film: Eleonora Harris assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)

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5 novembre 2012 Opinione di ripley77 su "Le Idi di Marzo"
ripley77

Voto al film :  7

voto al film: ripley77 assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)



4 settembre 2012 Opinione di Deiv90 su "Le Idi di Marzo"
Deiv90

Il quarto film di George Clooney regista è decisamente il più cinico e pessimista della sua filmografia autoriale: Le Idi di Marzo è la chiara rappresentazione delle speranze perdute dell'attore verso quello che era stato il suo chiodo fisso, cioè la politica del presidente Obama. Il film, molto più sfacciatamente rispetto ai suoi precedenti (anche per trama) è il più politico e il più sconsolante, ma a livello narrativo risulta anche il più debole. Ryan Gosling, freddo...

voto al film: Deiv90 assegna il voto sufficiente a Le Idi di Marzo (2011)


6 luglio 2012 Opinione di vjarkiv su "Le Idi di Marzo"
vjarkiv

Thriller politico ben sviluppato sia nella sceneggiatura che nella regia (ambedue di Clooney). Personaggi credibili nella rappresentazione del marcio della politica. d'altra parte è musica, anche se stonata, per le orecchie di noi italiani!!!

voto al film: vjarkiv assegna il voto buono a Le Idi di Marzo (2011)




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