Calore (1972)
Con Joe Dallesandro, Sylvia Miles, Andrea Feldman, Pat Ast
La trama
Joe, ex bambino prodigio, va a Hollywood in cerca di fortuna. Si stabilisce in un laido motel e, in cerca di un'occasione, accetterà di concedersi a donne voraci, passando di letto in letto, di madre in figlia. Ma nulla sembra succede in campo professionale. Intanto il tempo scorre e le situazioni torbide in cui viene coinvolto si complicano...
Morrissey dirige, e Warhol produce, un dramma amaro, a tratti cinico, a volta addirittura umoristico, sulla società americana e il mito hollywoodiano, che sottolinea il loro disincatato pessimismo di fondo. Una sorta di rilettura in chiave Factory di _Viale del tramonto_, rivisto in maniera libera, senza l'utilizzo di schemi narrativi prestabiliti.
L'opinione più recente
Di michel scritta il 24/01/2011
Voto al film: 
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24 gennaio 2011 Opinione di michel su "Calore"
L’OCCHIO CHE UCCIDE Un ex bambino prodigio usa il suo corpo per farsi strada. “Heat” dipinge un mondo desolante, dove nulla esiste all’infuori dei soldi e del sesso. Mai, forse, marginali e reietti sono stati descritti con tanta crudezza. I personaggi sembrano (sono) veri, la follia e la degradazione anche. Ma se “Heat” è un film malsano la causa non è da ricercare in ciò che vediamo ma nello sguardo carico di disgusto di colui che sta...
voto al film: 
4 maggio 2010 Opinione di Mattafix80 su "Calore"
Morrissey prosegue il discorso warholiano sul corpo-immagine, ma abbandonando l'atteggiamento naif . Lo Warhol di Chelsea girls si limita ad amplificare le icone della factory con la loro gestualità, e fa di ciò l'essenza dello spettacolo cinematografico, non più narrazione ma specchio che riflette un'immagine. In questo film invece c'è uno sviluppo narrativo, con tanto di riferimento metafilmico a Viale del tramonto rivisto sarcasticamente come gioco al massacro,...
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28 aprile 2010 Opinione di ethan su "Calore"
Stravagante film prodotto da Andy Warhol e diretto da Paul Morissey, rilettura in chiave umoristica-sarcastica dello sfruttamento insito nel mondo del cinema e dello spettacolo in generale. Il plot cita chiaramente 'Viale del tramonto', anche se con esiti più comici che tragici ma, mentre Joe Dallesandro non brilla certamente per bravura recitativa, la co-protagonista femminile Sylvia Miles offre, al contrario, una grande interpretazione nel ruolo della diva...
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26 aprile 2010 Opinione di emmepi8 su "Calore"
Siamo agli inizia degli anni ’70 la rivoluzione sessuale e sessantottina ha prese il sopravvento e questo film indipendente e fuori dagli schemi anche alla Easy Ryder prodotto da Warhol e con la regia dell’amico Morissey, che hanno proprio giocato, con il ruolo della factory, un discorso provocatorio a cavallo del porno e della provocazione assoluta. Si prende come spunto Viale del tramonto e La Dolce Ala delle Giovinezza, ...
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27 gennaio 2009 Opinione di kotrab su "Calore"
Della trilogia underground americana Morrissey/Dallesandro, questo è il capitolo più articolato e personalmente il più azzeccato perché concepito come sorta di libera parodia di Viale del tramonto. Qua tutto è ancora più assurdo, vuoto, mercificato, insensato o alla ricerca del solo senso del proprio tornaconto, il pessimismo è bilanciato da una ironia acre (innegabili anche in Trash) che lo valorizza e ne aumenta la freddezza della presa diretta e della semi-improvvisazione. 7 1/2
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8 settembre 2007 Opinione di scapigliato su "Calore"
Da New York a Hollywood. Dall’antinarrazione alla narrazione classica. C’è pure il montaggio alternato. I mezzi si sono fatti maggiori, c’è una consapevolezza diversa del linguaggio filmico, una sua palesata ambiguità. Lo sguardo incede e si condece al ritmo main-stream, ma si lascia anche andare all’inutilità della macchina da presa, agli zoom, ai passaggi rapidi da un soggetto all’altro. “Flesh” rivive in “Heat” solo di sfuggita. La nudità è casta, neppure un...
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9 maggio 2006 Opinione di kappadue83 su "Calore"
Joy è un bel ragazzo con un passato da star televisiva che, in attesa di nuovi ingaggi, arriva in un albergo gestito da una bruttissima donna, che gli promette uno sconto sull'affitto in cambio di prestazioni sessuali. Qui nell'albergo conosce una ragazza lesbica, Jennifer, che vive con il bimbo piccolo mantenuta dalla madre, una ex-attrice ricca e sola, che ben presto si innamora follemente di Joy. La madre di Jennifer promette a Joy di aiutarlo a rientrare nel mondo dello spettacolo, ma...
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9 giugno 2005 Opinione di columbiatristar su "Calore"
sicuramente il più movimentato e cattivo della trilogia di Morrissey. il finale è favolosamente comico grazie alla battuta finale che chiude la pellicola! un cinema che non si può descrivere, un cinema da vedere e gustare.
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