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Celluloide

Regia di Carlo Lizzani vedi scheda film

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La recensione su Celluloide

di mrpink_71
6 stelle

Sulla trama

Il momento storico è culminante. Roma è stata liberata dall’occupazione nazista, il Paese è da ricostruire. Il popolo italiano avverte quel responsabile istinto di umiltà e sacrificio. In questo contesto Rosselini e Amidei si proclamano pionieri di quel cinema, evidentemente soffocato, negli anni del più terribile conflitto bellico mondiale. “Roma Città Aperta” diviene così il più grande romanzo popolare raccontato dal cinema italiano. L’impresa è ardua, i finanziamenti sono difficilmente reperibili e forse la cultura contemporanea non è ancora competente per accettare e comprendere il capolavoro Rosselliniano.

Su Carlo Lizzani

Tratto dall’omonimo romanzo di Ugo Pirro Celluloide rappresenta, senza dubbio, un ambizioso progetto meditato a lungo. Edificante e immancabilmente didattico è il tentativo di riproporre una stagione in cui anche il cinema giocò uno dei suoi ruoli più celebri, decretando la nascita del Neoralismo Italiano. Furio Scarpelli e Carlo Lizzani, entrambi autentici testimoni di quel momento storico - culturale, provano a ricostruire quel “Set” cinematografico che mezzo secolo prima era appartenuto a Rossellini. Celluloide è quindi un operazione ammirevole che evidenzia però la difficoltà di realizzare un meritato riscontro di successo. La trasposizione meccanica realizzata dal romanzo di Ugo Pirro alla sceneggiatura del film evidenzia, infatti, una sorta di appiattimento narrativo che tende a minimizzare difficoltà ed ostacoli del processo produttivo ed a trascurare ciò che invece fu una circostanza unica per la storia del nostro Paese. Inoltre la rappresentazione di quel “Set” sottolinea il dubbio che il capolavoro del Neorealismo, così come fu concepito, fu intuito e voluto più dallo sceneggiatore Amidei che dal regista romano, maggiormente incline a compiacere, ogni volta, gusto ed esigenze di produttori e affini. Il “Cast” invece è superlativo; Massimo Ghini (Roberto Rossellini), Giancarlo Giannini (Sergio Amidei), Lina Sastri (Anna Magnani), Massimo Dapporto (Peppino Amato) e un autorevole Antonello Fassari (Aldo Fabrizi) riescono nel tentativo di restituire le ormai leggendarie figure artistiche.

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