L'età dell'innocenza (1993)

[The Age of Innocence, USA 1993, Drammatico, durata 136']   Regia di Martin Scorsese
Con Daniel Day-Lewis, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Mary Beth Hurt



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'età dell'innocenza: minimo
Ritmo ritmo in L'età dell'innocenza: presente
Impegno impegno in L'età dell'innocenza: presente
Tensione tensione in L'età dell'innocenza: presente
Erotismo erotismo in L'età dell'innocenza: minimo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'età dell'innocenza (voti: 106 media: 3,92) 106

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locandina di L'età dell'innocenza

La trama

New York, seconda metà dell'Ottocento. Newland Archer, che appartiene alla migliore borghesia, si fidanza con May Welland ma è attratto, ricambiato, da Ellen, una cugina di lei che torna dall'Europa dove è fallito il suo matrimonio. May riesce ad anticipare le nozze e a far ripartire Ellen, ormai "compromessa" da ingiustificate maldicenze, per l'Europa. Anni dopo, il vedovo Newland, a Parigi, rinuncia a rivedere Ellen. Dall'omonimo romanzo di Edith Wharton, Scorsese ricava un film insolito nella sua produzione per l'ambiente e l'epoca, ma crudele, nella sua raffinatissima eleganza, almeno quanto le sue opere in cornice attuale. Grandi interpreti e grande cinema. 

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L'opinione più votata

Di PompiereFI scritta il 28/01/2011 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

Amarsi “scandalosamente”, abbandonarsi inermi al sentimento dominante La vita, lasciare che le emozioni seguano il loro corso come lo sbocciare dei fiori i quali aprono con sequenze che raramente vediamo al cinema il film di un intenditore d.o.c. Il signor Scorsese stavolta pare rinnegare il delirante pastrocchio di “Cape Fear” e fa centro, sì proprio come la perfetta May Welland durante la gara con l’arco, con una pellicola di una scrupolosità estrema, alla faccia di chi (anch’io!) non lo credeva capace di cogliere gli aspetti più impalpabili di vicende soprattutto amorose.
Bando allo scetticismo e all’imbarazzo dunque, il cineasta italo-americano abbandona solo per un po’ il suo cinema metropolitano nervoso, urlato ed urlante per cedere a un dramma intimista e fine. Perché? Un cultore della Storia del cinema e un adoratore di New York sono le risposte. E in luogo del rumore di città troviamo il silenzio, forse più assordante, delle convenzioni della società del tempo. Un viaggio profondamente riflessivo attraverso le azioni imposte e le regole non scritte che forse ha poco da spartire con gli ordinari registri drammatici del mondo della celluloide. Un esempio, Lui che dice a Lei: “Tu mi hai fatto vedere per la prima volta che cosa sia la vera vita e in quello stesso istante mi hai chiesto di viverne una finta”. Come voler anticipare che di lì a poco l’illusione si farà da parte per lasciare posto all’infelicità.
Una storia fatta di interventi provvidenziali del Destino che prima scatena passioni impossibili, poi le soffoca impietosamente dando il via a un rapporto sterile, non consumato. Il tutto abilmente sottolineato dai movimenti di macchina: impazienti e febbrili nei primi tre quarti d’ora (memorabili le carrellate sui quadri mentre Daniel Day-Lewis attraversa i saloni dei Beaufort misurando le falcate), posati e statici in seguito.

Gli interpreti hanno compreso in blocco il senso del film, non cercando mai di invadere con tic interpretativi il campo degli altri: Lewis è un campione di perbenismo, si capisce che ha studiato a fondo la parte, efficace anche l’ingannatrice ingenuità di Winona Ryder, mentre la Pfeiffer non ha niente di eccezionale anche se avrebbe potuto essere protagonista della cerimonia degli Oscar visto il gusto dei membri dell’Academy.
Ogni cosa è filmata per un motivo ben preciso: il cibo elegante e sontuoso rappresenta insieme la potenza finanziaria e la vacuità dei protagonisti, i quadri alle pareti sono simbolo del carattere dei proprietari (non mi dite che i dipinti cinofili in casa della giudice-nonna Mingott sono lì per caso!). Alla fine arriva (?) il rimorso e la rassegnazione per quello che non è stato detto e fatto, ma è troppo tardi: il tempo ha tolto i guanti bianchi dalle mani sostituendoli con bastoni di appoggio e ha fatto cadere per le strade di Parigi gli ultimi petali dai fiori…
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Opinioni su L'età dell'innocenza


23 marzo 2013 Opinione di Lord Holy su "L'età dell'innocenza"
Lord Holy

Tratto dall'omonimo romanzo di Edith Wharton, questo film sentimentale può vantare tutti i principali ingredienti che di solito fomentano le più rosee aspettative: regia di comprovato talento, nomi altisonanti nel cast, ricchezza dei costumi, fascino dell'ambientazione, suggestioni della colonna sonora. Peccato che i buoni propositi vengano dilapidati da un intreccio che proprio non è mai riuscito ad appassionarmi davvero. Ho tentato e sperato fino in ultimo, ma la scintilla non è...

voto al film: Lord Holy assegna il voto mediocre a L'età dell'innocenza (1993)

3 commenti
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4 gennaio 2013 Opinione di ottobyte su "L'età dell'innocenza"
ottobyte

Mamma che cast! Mamma che sontuosità! Mamma che noia!

voto al film: ottobyte assegna il voto mediocre a L'età dell'innocenza (1993)



14 febbraio 2011 Opinione di Lina su "L'età dell'innocenza"
Lina

Film in costume in apparenza meraviglioso e perfetto, ma che in realtà non fa altro che raccontare una storia d'amore stracarica di luoghi comuni. Ispirato al romanzo di Edith Wharton, possiede ben poca originalità. Sfrutta lo stereotipo dell'uomo conformista che rinuncia alla donna che veramente ama per rimanere accanto alla sua fidanzata che non ha proprio il coraggio di lasciare. Solo che in questo caso, questa fidanzata è nientemeno che la cugina della donna più matura della...

voto al film: Lina assegna il voto sufficiente a L'età dell'innocenza (1993)

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28 gennaio 2011 Opinione di PompiereFI su "L'età dell'innocenza"
PompiereFI

Amarsi “scandalosamente”, abbandonarsi inermi al sentimento dominante La vita, lasciare che le emozioni seguano il loro corso come lo sbocciare dei fiori i quali aprono con sequenze che raramente vediamo al cinema il film di un intenditore d.o.c. Il signor Scorsese stavolta pare rinnegare il delirante pastrocchio di “Cape Fear” e fa centro, sì proprio come la perfetta May Welland durante la gara con l’arco, con una pellicola di una scrupolosità...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a L'età dell'innocenza (1993)

2 commenti
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19 luglio 2009 Opinione di michel su "L'età dell'innocenza"
michel

LA BELLA MORTE Sospese su una N.Y. ancora semiselvaggia alcune famiglie altolocate vivono in un mondo chiuso, elegantissimo, regolato da leggi ferree quanto futili; ogni cosa al suo posto e tutto il resto fuori. In questo scenario artificioso ricalcato su modelli d’oltreoceano, nasce un amore. Se la violenza della “cultura” mafiosa descritta altrove da Scorsese pareva troppo sopra le righe per non contenere al suo interno qualche antidoto, questa violenza dolce risulta...

voto al film: michel assegna il voto buono a L'età dell'innocenza (1993)


16 marzo 2009 Opinione di OGM su "L'età dell'innocenza"
OGM

Un’opera minuziosamente studiata, certo, però squisitamente viva e finemente increspata di emozione. Il lustro formale non ha, per altro, né il carattere lirico del naturalismo romantico, né le preziosità del decorativismo manieristico. Nasce infatti, semplicemente, dalla ricerca di una bellezza visiva che sia capace di richiamare, con i suoi colori, il sogno letterario di un’epoca. “L’età dell’innocenza” celebra il romanzo ottocentesco al femminile, riproponendone i...

voto al film: OGM assegna il voto buono a L'età dell'innocenza (1993)



11 gennaio 2009 Opinione di chribio1 su "L'età dell'innocenza"
chribio1

altro film dal cast interessante ma molto noioso,si salva qualche scena ben fatta.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a L'età dell'innocenza (1993)


15 luglio 2008 Opinione di LorCio su "L'età dell'innocenza"
LorCio

“Le cose hanno etichette, le persone no”. Si conoscono in teatro (“Di solito lascio il teatro prima di quella scena, per ricordare meglio quell’immagine”), si adocchiano, si scrutano nei salotti della New York bene di fine ottocento. L’amore platonico e segreto tra l’avvocato rampante Newland Archer e l’anticonformista cugina della moglie, Ellen, non riesce mai a trovare pace. E mai la troverà, vuoi per il corso delle cose, vuoi per il cinismo e il conformismo di lui. E la...

voto al film: LorCio assegna il voto ottimo a L'età dell'innocenza (1993)

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3 giugno 2008 Opinione di sir su "L'età dell'innocenza"
sir

ennesimo capolavoro...................film di classe del grande MS. descrizione di un mondo basato su regole bigotte..............e della sua fine. bello bello bello.

voto al film: sir assegna il voto buono a L'età dell'innocenza (1993)


10 giugno 2007 Opinione di Dying Theatre su "L'età dell'innocenza"
Dying Theatre

Una delle opere più furbescamente 'studiate' del cinema contemporaneo, realizzata con enormi sforzi produttivi e nobilitata da un cast tecnico ed attoriale di primissimo livello, è stata quasi unanimemente acclamata come una vibrante e coraggiosa messa sotto scacco dei rituali borghesi e delle ipocrite convenzioni sociali tipiche d'un certo puritanesimo vittoriano. E', in realtà, cinema sovraccarico, magniloquente, troppo teso al raggiungimento di esiti formali per potersi permettere il...

voto al film: Dying Theatre assegna il voto sufficiente a L'età dell'innocenza (1993)

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