America oggi (1993)
Con Andie MacDowell, Jack Lemmon, Tim Robbins, Julianne Moore, Matthew Modine, Chris Penn
La trama
Nella Los Angeles contemporanea (spruzzata continuamente di insetticida dagli elicotteri per eliminare la cosiddetta mosca della frutta) seguiamo le storie di alcune persone concatenate da apparenti casualità. Earl, autista di una limousine da noleggio, è sposato con Doreen, cameriera in un fast food. Un giorno Doreen investe un ragazzo che, per questo, finisce all'ospedale. Qui seguiamo le vicende di altri ricoverati e di alcuni medici, tra cui il dottor Wyman che ha non pochi problemi con la moglie. Da quest'ultima si passa a sua sorella, al marito e all'amante. Un cagnolino fa le spese di un difficile rapporto tra due amanti e un uomo, pazzo di gelosia, distrugge l'appartamento dell'ex moglie mentre essa è fuori con il nuovo compagno. C'è anche un gruppo di pescatori che trova in un fiume il cadavere di una ragazza... Per un verso o per l'altro queste storie (e altre ancora) si intrecciano per culminare nella sequenza del terremoto di pochi anni fa. Altman costruisce un affresco spietato (dai racconti di Raymond Carver) nel quale i personaggi non sembrano più avere una via d'uscita se non quella di girare a vuoto intorno a loro stessi per soddisfare solo bisogni primari, senza prospettive, né ideali. L'America e i suoi figli, finito il sogno, si risvegliano nell'incubo di una società cui sembra negato ogni futuro.
L'opinione più votata
Di bradipo68 scritta il 13/08/2011 - utile per 25 utenti
Voto al film: 
Il cinema spiraliforme di Altman che valorizza le infime vicessitudini rubate al caso e l'incessante sfiorarsi di destini contigui raggiunge ancora una volta la sua funerea perfezione.
America Oggi è un mausoleo cinematografico, è l'abisso che troviamo in fondo al Sunset Boulevard, è la strada lastricata di buone intenzioni che non diverranno mai realtà, è un biglietto di sola andata per l'inferno fai- da- te in cui si è definitivamente infranto il Sogno Americano, è la piaga verminosa di una civiltà occidentale allo sbando, è il regno dell'incomunicabilità.
La regia di Altman alleggerisce le tre ore di film passando con soave leggerezza da una vicenda all'altra fluidificando una materia narrativa magmatica.
E' costante il senso di morte che incombe sul film, sia essa vera ( la morte della ragazza trovata dai pescatori, quella del bambino, il suicidio della violoncellista, l'assurdo omicidio nella parte finale) sia essa rappresentata per finzione cinematografica ( il truccatore che gioca con la sua ragazza fotografandola con trucco di scena come se fosse morta).
Ed è costante anche quell'impossibilità a comunicare che rende le esistenze di ognuno più problematiche: la moglie finalmente riesce a parlare col marito medico di un suo problemino coniugale dopo violente sollecitazioni emotive, i genitori del bambino come racchiusi in due teche differenti finalmente trovano il modo di comunicare al capezzale del figlio morente, un nonno che non ha mai visto suo nipote forse trova la sola occasione sbagliata per conoscerlo finalmente, la moglie che lavora a una hotline telefonica da casa non si accorge dei problemi che ha il marito, la figlia violoncellista che sceglie il suicidio proprio perchè non ha altro modo di evidenziare il suo estremo disagio agli occhi della madre.
Gli short cuts altmaniani sono impietosi, animati da un'ironia amara quasi sconfinante nel sarcasmo.
La civiltà sta affondando nell'indifferenza generale( i pescatori che continuano a pescare incuranti del cadavere, trattato più o meno come un souvenir da fotografare) e anche quello che sembra all'inizio il Big One, quell'evento che nella sua forza distruttiva potrebbe catalizzare gli sforzi collettivi di un sussulto di dignità, è solo ( fortunatamente) un'illusione.
America oggi è l'istantanea di un mondo votato all'autodistruzione,è il Nashville girato negli anni '90, è l'urlo strozzato dipinto in Guernica da Picasso adattato al nuovo mondo.
Grande cast, strepitoso modo di fare cinema. Straordinario film.
- negative [3]
- sufficienti [5]
- positive [37]
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6 maggio 2013 Opinione di sandrovivo67 su "America oggi"
Favoloso,bellissimo,l'ho visto 3 o 4 volte voto 10
voto al film: 
13 agosto 2011 Opinione di bradipo68 su "America oggi"
Dopo l'alienazione collettiva di Nashville,le cattiverie servite su vassoi d'argento in Un Matrimonio, questa serie di velenose istantanee chiude in modo definitivo il cerchio su che cosa sia effettivamente l' America Oggi. O meglio nel '93 ma non sembra che sia cambiata così tanto nel frattempo. Il cinema spiraliforme di Altman che valorizza le infime vicessitudini rubate al caso e l'incessante sfiorarsi di destini contigui raggiunge ancora una volta la sua funerea perfezione....
voto al film: 
27 luglio 2011 Opinione di versa88 su "America oggi"
Un film di disillusione, di drastica chiusura al vecchio sogno americano. Diverse generazioni rappresentate da diversi nuclei famigliari con diversi status sociali, descrivono un habitat emotivo statico, freddo e egoista, privo di sogni e emozioni. Un affresco minimalista congelato, senza aspettative e senza emozioni trainanti, ma solo oppressioni nella famosa e calda città degli angeli. Difficile capire per chi, come me non ha vissuto o approfondito il sogno americano. Emblematici...
voto al film: 
28 novembre 2010 Opinione di barabbovich su "America oggi"
Comincia con l'invasione di uno sciame di mosche e termina con un terremoto la vicenda del formicaio umano raccontato con lucido realismo da un Altman in stato di grazia: nove vicende umane che si intrecciano, accomunate dal flagello della vita di coppia, dall'incomunicabilità e dalla diffidenza reciproca. C'è un pilota (Gallagher) che distrugge la casa della ex moglie (MacDormand), amante di un poliziotto autoritario (Robbins), una violoncellista aspirante suicida che...
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16 settembre 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "America oggi"
Per chi conosce poco (o non conosce affatto) Robert Altman, la domanda che risulterebbe più ovvia prima della visione (se uno si è informato un minimo su quanto si accinge a visionare) di America oggi, sarebbe certamente “Ma che accidenti avrà da dire di nuovo questo vecchio rimbambito sull'America per far durare un film drammatico più di tre ore?”. Il guaio fin qui non esiste, ma arriva molto presto se, dopo aver visto la pellicola, ci si continua...
voto al film: 
25 agosto 2010 Opinione di steno79 su "America oggi"
VOTO 10/10 Insieme a Nashville, il film più ambizioso e più bello di Robert Altman. Un grande affresco corale con circa ventiquattro protagonisti e dieci storie che si intersecano all'insegna di un prevalente malessere esistenziale e della precarietà affettiva, ma tutte raccontate con grande umanità. Altman si è ispirato a racconti del grande scrittore americano Raymond Carver, maestro del minimalismo, ma, stando a quanto ho letto, non si tratta di una vera e propria trasposizione...
voto al film: 
14 aprile 2010 Opinione di petweir su "America oggi"
Film fiume con il quale Robert Altman tenta di fare un nuovo Nashville degli anni ’90. Per complessità, per ambizioni e per sapiente tecnica registica unita a un lavoro notevole di montaggio e di utilizzo di un cast esemplare, il film centra l’obiettivo di fotografare in un’istantanea l’America dei primi anni ’90 e forse non solo quella. Il testo di riferimento sono diverse raccolte di racconti del grande Raymond Carver che Altman riduce, spezzetta e a...
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8 marzo 2010 Opinione di sbrillo su "America oggi"
Fluviale e amarissimo affresco sulla solitudine e sui piccoli grandi vizi del cittadino americano medio, che spesso però si trasformano in tragedie. Ci si tradisce, si pesca tranquillamente con un morto vicino, si uccide, ma tanto tutto torna come prima. Recitazione eccellente, regia straordinaria (si resta davvero ammirati dalla capacità di dirigere un cast imponente senza cedere minimamente in fluidità), montaggio analogico efficace. L'unica cosa che mi ha...
voto al film: 
28 gennaio 2010 Opinione di bebe84 su "America oggi"
La fine del sogno, il grande sogno americano, che lascia tutti i figli d'America lì, incapaci di scappare, senza una via d'uscita che non sia quella di chiudersi nel box con la macchina accesa o attaccarsi alla bottiglia, o a uno spinello o cercare un qualche diversivo che non sempre finisce bene. Niente futuro, dopo il sogno l'incubo... e si aspetta, non si sa neppure cosa, nell'attesa che The Big One distrugga tutto, e porti via anche i nostri problemi!
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