Espandi menu

Quei bravi ragazzi

Regia di Martin Scorsese vedi scheda film

Recensioni

L'autore

stanley kubrick

stanley kubrick

Iscritto dal 6 ottobre 2010 Vai al suo profilo
  • Seguaci 73
  • Post -
  • Recensioni 153
  • Playlist 13
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Quei bravi ragazzi

di stanley kubrick
10 stelle

LA SOCIETA' SPORCA MISCHIATA ALL'ETICA GANGSTERISTICA

"Ci trattavano come delle stelle del Cinema, ma eravamo più potenti, eravamo tutto. Le nostre mogli, le madri, i figli campavano bene con noi. Io avevo dei sacchetti pieni di gioielli nella credenza in cucina, avevo una zuccheriera piena di cocaina sul comodino accanto al letto. Mi bastava una telefonata per avere tutto quello che volevo: macchine gratis, le chiavi di una dozzina di appartamentini in città. Scommettevo 30 mila dollari ai cavalli di domenica, e sperperavo le vincite la settimana dopo oppure ricorrevo agli strozzini per pagare gli alibratori. Non aveva importanza, non succedeva niente quando eri in bolletta andavo a rubare un altro po' di grana, noi gestivamo tutto; pagavamo gli sbirri, pagavamo gli avvocati, pagavamo i giudici stavano sempre con la mano tesa, le cose appartenevano a chi se le prendeva. E adesso è tutto finito. È questa la parte più dura, oggi è tutto diverso. Non ci si diverte più, io devo fare la fila come tutti gli altri e si mangia anche di schifo. Appena arrivato ordinai un piatto di spaghetti alla marinara e mi portarono le fetuccine col Ketchup. Sono diventato una normale nullità. Vivrò tutta la vita come uno stronzo qualsiasi."

Nell'anno in cui uscì Quei Bravi Ragazzi, i film che appartenevano al genere gangster cominciavano a diventare pochini, forse perchè la gente si era stancata di vedere le solite storielle, forse perchè le storie erano sempre le stesse, forse perchè non c'era più la vena creativa di trovare sempre più spunti, magari anche tratti da una storia vera, per riproporre cinematograficamente le epopee di gente che apparteneva alla malavita. Quei Bravi Ragazzi è uscito nel 1990, praticamente subito dopo le meravigliose gesta dei film gangster, capaci di far vedere la società sporca trasformandola in un qualcosa di giusto, influenzata anche dal comportamento dei "signori" della malavita.
Scorsese riprende la storia di Henry Hill, criminale famoso per i suoi enormi spacci di droga, facendo una trasposizione cinematografica sensazionale, con un occhio di riguardo anche verso la storia d'amore e verso l'amicizia. Dello zio Marty mi risulta difficile, se non impossibile, trovare un titolo che sia maggiore di altri titoli. Taxy Driver, L'Ultima Tentazione Di Cristo, Casinò sono tutti film che rasentano la perfezione. Questo Quei Bravi Ragazzi può essere considerato uno dei migliori lavori del regista statunitense di origini italiane. La pellicola potrebbe sembrare la solita storia di gangster ma non è così. Il film è raccontato in prima persona dallo stesso Hill, interpretato da un Ray Liotta semplicemente irresistibile, dall'adolescenza alla fine del lavoro da gangster.
Quindi in questa opinione mi soffermerò specialmente nei vari momenti della vita di Hill, specie quelli che sono più importanti per il proseguio della trama.

PROLOGO: RUOTA O ALLUCINAZIONE?

Ancor prima dei titoli di testa, Scorsese ci trasporta subito nel suo modo di vedere i comportamenti dei gangster. Si intravedono Henry Hill, Jimmy Conway (interpretato da un magnifico Robert De Niro) e Tommy DeVito (oscar al miglior attore protagonista strameritato per Joe Pesci) dentro una macchina. Quest'ultima dà un senso di profonda claustrofobia verso lo spettatore. Inoltre fa sentire una tensione irresistibile che speri si allontani velocemente dal tuo corpo. Una macchina sporca, a prima vista. Sporca come la società americana a quei tempi, annate che trascorrono lente, inesorabilmente lente. La claustrofobia e la tensione si alzano vertiginosamente quando la macchina comincia a tirare le ultime. O forse no.
Si potrebbe pensare a una ruota a terra, oppure a una semplice allucinazione sia per lo spettatore che per i tre protagonisti. Il mondo dei gangster, gli spettatori, lo conoscono molto bene grazie a pellicole degli anni 70 e 80 che risultano capolavori indiscussi del cinema. La tensione e le allucinazioni improvvise sono uno dei pinti di forza sia di Scorsese, sia del cinema gangster in generale. Inoltre, nella macchina si contrappongono lo status dei tre protagonisti con la macchina. Come ho già accennato prima, la macchina, a prima vista, è sporca. Invece i tre gangster sono puliti in tutto e per tutto, come i gangster veri. La contrapposizione tra lo sporco e il pulito, in questo film, verrà ripreso più volte, anche in ambito razzista, e tornerò a parlarne in seguito.
La macchina si ferma, facendo sentire i freni, oliati dato che non si sente alcun rumore indolenzito dei freni. Un bosco è davanti ai protagonisti, simboleggiante il mondo aperto e accogliente che li aspetta se lascieranno stare il lavoro dei malavitosi. Il bosco non è l'entrata del paradiso, eppure i tre protagonisti ci infilano un cadavere. E il bosco accoglierà il cadavere nel paradiso.
Infatti noi ci aspettavamo una ruota bucata o un allucinazione come già descritto. La violenza è il pane di Scorsese e dei gangster in generale. Vedere un uomo ancora vivo con tutto quel sangue e sparargli più di quattro colpi al petto è un azione brutale. Brutale anche per noi spettatori che, anche dopo la prima scena, capiamo che questo film ci lascierà a bocca aperta, aiutato anche dal prologo iniziale che lascia lo spettatore senza parole. Nè una vocale nè una consonante. La forza per chiudere gli occhi non la trovi, la forza per spegnere la televisione non la trovi, la forza di ucciderti non la trovi. Te la impone lui, Martin, mostro sacro della cinematografia statunitense e mondiale, unico capace di entare nelle menti delle persone in una società tanto malata.

L'INFANZIA INUTILE

Scorsese non ci mostra l'infanzia di Henry e fa bene. Botte del padre a menadito, scuola e dormite caratterizzano (o potrebbero caratterizzare dato che non c'è traccia dell'infanzia del futuro gangster) la giornata dell'infanzia di Henry.
Analizziamo i motivi di Scorsese per non far vedere l'infanzia di Henry.
Innanzitutto il film, oltre che aver preso la storia del criminale, è tratto anche dall'omonimo libro scritto da Nicholas Pileggi, intitolato Il delitto paga bene, libro biografia sulla vita del criminale. Non ho letto il libro ma credo che Scorsese abbia contato più sul libro che sui documenti trovati dal regista. Magari nel libro non c'era proprio scritta l'infanza del gangster, oppure lo stesso Hill ha deciso di non raccontare nel libro la sua infanzia. Potrebbe essere un pregio per il film. Infatti la parte dell'infanzia poteva essere un pò monotona e ripetitiva a tratti.
Un altra spiegazione è la durata massiccia che il film possiede. 145 minuti di film, però, nelle pellicole di Scorsese, potrebbe quasi essere la durata media dei film. Infatti dovremmo scartare questa ipotesi dato che non può essere appagata per le durate dei film del regista statunitense. Quindi la durata del film non conta propriamente.
Questa che darò ora, secondo me, è la spiegazione più plausibile.
Scorsese fa partire il film in medias rès, tecnica molto particolare usata anche da Omero nell'Odissea che consiste nel far iniziare il racconto più avanti rispetto al vero inizio. La caratteristica del medias rès è quella di appartenere specialmente ai romanzi e non propriamente nei film, anche se in tutti i film fatti una buona parte comincia in medias rès.
Torniamo alla spiegazione plausibile.
Scorsese ha avuto un idea geniale a mio avviso. Ha fatto partire la pellicola quando Henry era già grande, cosicchè ha suscitato nello spettatore un certo interesse per quello che è successo prima nella vita del gangster, però senza raccontare l'infanzia, dato che nell'adolescenza ci spiegherà, Henry, a brevi linee quello che ha fatto prima dell'adolescenza.
Spero di aver dato a voi tutti una spiegazione degna e di non avervi fatto fare solo confusione.
Passiamo all'adolescenza del criminale italo-irlandese.

L'ADOLESCENZA: PRIMI PASSI E DENSE CERTEZZE

E' giorno. Il sole è alto nel cielo. Gente che passa tranquilla per le strade, ignara di quello che accadrà nel futuro (non stò parlando di La Guerra Dei Mondi di Spielberg). Macchine più vecchie rispetto a quelle del prologo, dato che l'adolescenza di Henry viene prima dell'adulto che diventerà.
L'elemento più importante su cui mi soffermerò di più è l'incontro con i malavitosi.

"Che io mi ricordi, ho sempre sognato di fare il gangster"

Gli spettatori rimangono allibiti da questa prima frase detta da un ragazzo di nome Henry Hill. Esageratamente spettacolare questa specie di confessione. Bensì, quello che Henry ha appena detto è una confessione vera e propria. Non una di quelle che si fanno in chiesa, nè quelle che si dicono ai genitori, ai fratelli o ai propri parenti. Sono confessioni dirette ad un vasto pubblico. Confessioni che hanno voglia di essere tirate fuori, non ne possono più di stare dentro il pensiero del protagonista.
Dopo questa confessione vera e propria Henry diventa a tutti gli effetti un vero e proprio gangster. Guardava questi ultimi che facevano quello che gli pareva. Rimanendo affascinato di quello che poteva fare il gangster ma al contempo ingnaro delle conseguenze che avrebbe riportato.
L'incontro con i gangster avviene per una precisa soluzione. La scuola non esiste più per il protagonista così trova lavoro presso un locale capeggiato da Paul Cicero che diventa a tutti gli effetti il suo vero padre.
Infatti Henry può contare sull'aiuto di Paul contro suo padre che in una scena brutale lo prende a cinghiate dopo aver scoperto che il figlio non frequentava più la scuola. Il padre di Henry non è una figura di protezione per il figlio. Una delle cause che hanno spinto Henry a diventare un malavitoso è proprio il non affetto del padre nei suoi confronti. Un ragazzo non pensa troppo a quella età, specie se è influenzato da un ambiente circostante malavitoso, così decide prima di tutto di trovare qualcuno che gli faccia da vero padre. Entrerà nell'ambiente malavitoso anche perchè vuole trovare un lavoro, dato che a scuola, oramai, non ci và quasi più. Ma è davvero giusto che un ragazzo minorenne debba andare a lavorare? E' quasi uno sfruttamento minorile quello che subisce il protagonista, solo che a lui va bene così. Una paga decente e la possibilità di incontrare qualcuno di veramente importante nella vita dei gangster.
Jimmy è il primo dei due soci che conosce. La mancia a chiunque conosca, perfino a quelli che lo salutano e basta. E anche lui, ancora ragazzino, riceve la mancia da un uomo così grande. In questo senso, quando il protagonista è un adolescente trova nelle persone che gli stanno intorno una famiglia ma nei confronti di Jimmy è pura stima. La stima lo seguirà poi fino ad adulto quando diventerà a tutti gli effetti socio con Jimmy. La stima viene ripagata, e non solo per i soldi. Jimmy tira fuori dal carcere Henry che nel frattempo è stato beccato a vendere fumo e roba varia.
L'adolescenza viene raccontata poco in prima persona. La voce off si sente in quasi nessuna occasione, anche se non disturba.
Non è, per Scorsese, la parte più importante, l'adolescenza. Quello a cui dà più corda è il periodo da adulto del protagonista, caratterizzato da ua forte rappresentazione di un Io diventato, col tempo, maturo in certi aspetti e inferiore in altri.
Vediamo adesso la vita da adulto.

ADULTI E MENO RESPONSABILI

Scorsese analizza più certi aspetti nella vita da adulto del criminale. Un esempio è l'adulterio, ma ne parlerò dopo. Mi volevo soffermare sul lavoro dell'adulto in questo paragrafo.
L'adulto deve essere responsabile delle proprie azioni. sall'adolescenza al diventare adulto si compie una maturazione non solo del corpo ma anche della mente, che comporta il continuo divagare di azioni coinvolgenti. L'adulto deve avere un lavoro per mantenere la famiglia, deve rimanere fedele alla moglie, deve comportarsi bene con i figli. Nella pellicola in questione queste cose sono rovesciate in un mondo sporco. Henry non è ancora consapevole di quello che sta facendo, nè con chi stà avendo a che fare. L'unica sua certezza è che vuole continuare a frequentare questi loschi individui, vuole continuare a fare questi lavori sporchi, quali rubare macchine, rapinare banche e via dicendo. L'adulto responsabile è quello che è decisamente maturato nel corso della sua vita. Henry non è maturato. O almeno non ancora.
Frequentando ragazze, anche prostitute, conosce Karen , interpretata da una ottima e depressa Lorraine Bracco, ragazza ebrea. Come avevo già accennato prima c'è un pizzico di razzismo nella pellicola. La madre di Karen vuole che sua figlia si sposi con un ebreo. Non scopre però che Henry è più cattolico che ebreo. Anche superando queste barriere razziali, Henry, dopo che ha trascurato Karen al loro primo appuntamento, si comporta abbastanza bene con la moglie fino ad un certo punto. Ma di questo ne parlerò più tardi.
Gli affari dentro il locale vanno che è una meraviglia. Furti e contrabbando sono le specialità della banda. Nel frattempo un'altra figura grottesca appare nella vita di Henry. E' il suo secondo socio, Tommy DeVito, irresistibile per la sua vena comica, terrificante per il suo modo di uccidere, a asangue freddo.
Dopo essere entrato in amicizia un pò con tutti, Henry ritorna al passato del film. Si riapre la scena del prologo già descritto. Però quello che hanno ucciso era un Intoccabile. Si prospettano tempi duri per la compagnia, ancor più per Henry, destinato a un futuro per niente roseo.
Vorrei notare una cosa: nell'adolescenza di Henry, molte delle scene sono girate quando il sole è presente. Nella fase da adulto questo non succede. E' sempre buio, anche se il locale è regolarmente illuminato. L'inizio in medias rès, quindi, potrebbe significare che la fase da adulto del protagonista è costellata dal buio totale, come dimostrato dal cielo notturno nel prologo del film. Non solo il cielo è buio, anche la mente di Henry lo sta portando a un periodo difficile, nel buio totale. E quando è buio, le bestie sono affamate.
Scorsese è bravissimo nel saper maneggiare tutti questi attoroni dando a ognuno dei tre della banda un pregio: Jimmy è molto stimato; Tommy fa tanto ridere quanto è spietato; e Henry Hill? E' la pecora nera della situazione? Decisamente sì. Nelle gesta dei film gangster, anzi più che gesta sono vere e proprie epopee, il protagonista è il più potente e non il più debole. Il rapporto tra il forte e il debole è uno dei tanti temi ricorrenti nella lunga filmografia del grande regista italo-statunitense.

ARRIVANO I PROBLEMACCI: DROGA E ADULTERIO

L'avvertimento arriva sempre. Quello detto da Paul Cicero al protagonista è riferito a una cosa importante, la droga. Il gangster secondo Scorsese si deve limitare a controllare i furti e i contrabbandi lasciando perdere i carici di cocaina. Se un malavitoso, oltre a fare furti, entra nel girone della droga sono guai seri. Non tanto per i soldi, quelli non mancano mai. Quanto per gli avvenimenti successivi a quello appena trascorso. Oltre alla polizia ti sta dietro anche la squadra narcotici, bellissima la scena dell'elicottero che segue Henry nelle sue mosse. Gli avvenimenti arrivano quando meno te l'aspetti. Entri in prigione per la seconda volta, con una moglie e due figlie da mantenere. E al tuo ritorno scopri che la droga non c'è più. I soldi adesso mancano e con lui, va via anche la fiducia dei suoi vecchi soci. Tommy ucciso dopo una promozione e Paul e Jimmy traditi. Così và a finire l'epopea di un gangster che si è intrufolato anche nel traffico di droga. Và a finire in una casa isolata nel resto del mondo e con lui la famiglia, unica superstite dei suoi dubbi infiniti.
Il secondo e minore problema di quello descritto sopra è l'adulterio. La voglia di prostitute, anche dopo un felice matrimonio, c'è ancora dentro l'anima e il corpo del protagonista. E così, per tenere calma la voglia irrefrenabile di fare sesso, entra in rapporti con una prostituta. I guai arrivano. E' lei che lo fa iniziare l'attività del traffico di droga, dato che è una tossicodipendente. E lei viene lasciata sola per due motivi. Il primo è la scoperta di Karen che il marito la tradisce. Il secondo è l'abbandono di Henry dalla sua vita. Lui è l'unico superstite della vita della tossicodipendente. Ed entrambi sono morti nell'anima.

E DOPO?

Nascondersi, nascondersi e nascondersi. Senza amici e nessun altro, aspettando la morte che arriva lenta. Lenta come quella notte del prologo.

IL FILM NON FINISCE

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati