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Il cacciatore

Regia di Michael Cimino vedi scheda film

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La recensione su Il cacciatore

di GIANNISV66
10 stelle

La guerra è sporca, la guerra è stupida, la guerra fa schifo. Non c'è nulla di eroico in una guerra, solo sangue, fango, merda, dolore e morte. E questo è un film sulla guerra esattamente come l'ho descritta sopra. Cimino parla del Vietnam, primo conflitto mediatico nella storia umana, e ci parla della disgregazione dell'uomo strappato alla famiglia e alle proprie certezze e proiettato nel delirio che solo la violenza umana riesce a realizzare. Se Coppola con Apocalypse now utilizzava la guerra del Vietnam per scendere nei meandri più oscuri dell'animo umano (e lo fa con l'ausilio di Conrad, lo scrittore che questi meandri aveva esplorato nelle sue opere,  soprattutto in Cuore di Tenebra che è la base per la pellicola di Coppola) Cimino ha invece uno sguardo più pietoso sui protagonisti della vicenda che narra. Michael, Nick e Steven sono tre bravi ragazzi dell'America rurale, la loro vita è fatta di serate al biliardo con gli amici e di battute di caccia, la guerra li sradicherà dal loro mondo non solo perché li porterà lontanissimo da casa ma anche e soprattutto perché azzererà la loro anima. Robert De Niro e Chrisotopher Walken sono strepitosi nel dare fattezze ai due protagonisti Michael e Nick, separati nel destino finale ma uniti nell'esere stati sopraffatti dall'orrore della guerra. Orrore che Cimino rende benissimo a costo di attirarsi, come puntualmente avvenne, le critiche ottuse di una supposta intellighentia di sinistra che mal digerì i Vietcong spietati, duri e cattivi del film (esattamente come erano nella realtà), niente a che vedere con gli immacolati eroi che qualcuno si era dipinto nel proprio immaginario. Moravia sull'Espresso e Kezich su Panorama ne scrissero malissimo mentre va dato merito a Bertolucci di aver difeso il film di Cimino. Assolutamente splendida la scena della battuta di caccia: Michael, tornato dal Vietnam, si reca con il suo fucile nei boschi da lui battuti con gli amici ma non riesce a sparare al cervo. Forse il cacciatore non riesce più a cacciare perché sa cosa vuol dire essere una preda, o forse non è così, ma certo quelle immagini sono davvero un momento toccante dove lo spettatore non può non fare le sue riflessioni. L'impossibilità di Michael di tornare a una vita normale, che traspare anche dal rapporto con Linda (una pure lei strepitosa Meryl Streep) la donna di cui è innamorato, lo riporta in Vietnam per cercare di recuperare l'amico di una vita ma l'esito sarà tragico. Finale in apparenza patriottico, ma il gruppo di amici che intona God Bless America sulle spoglie di Nick più che una dimostrazione di orgoglio nazionalistico sembra voler riappropriarsi delle proprie radici per superare le sofferenze che una maledetta guerra lontana migliaia di chilometri è riuscita a provocare loro.

Sulla trama

Michael, Nick e Steven tre amici, operai in una acciaieria e grandi appassionati di caccia, vengono proiettati nell'Inferno del Vietnam. Si salveranno tra grandi sofferenze e mutilazioni corporali (nel caso di Steven) e spirituali ma la vita non sarà più la stessa.

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