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Bella e perduta

Regia di Pietro Marcello vedi scheda film

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La recensione su Bella e perduta

di Mulligan71
7 stelle

Tutte le fiabe, in fondo, hanno un castello. E Pietro Marcello, già autore dello splendido "La Bocca Del Lupo", lo trova nella Reggia di Carditello, meraviglia borbonica lasciata al degrado e alle razzìe della camorra, in piena terra dei fuochi. Ma non trova solo un castello, trova anche una storia, quella di Tommaso Cestrone, allevatore e unico custode della Reggia, opera che prestava di sua spontanea iniziativa, per amore del Bello e della natura. E la storia di Tommaso ci regala, infine, una fiaba animalista e poetica. Tommaso, infatti, è morto in una sera di Natale, d'infarto, proprio mentre la Reggia passava, finalmente, nelle mani dello Stato. Il regista, che era già diretto in altri luoghi, per raccontare un'Italia "bella e perduta", si è invece fermato in Campania e ha deciso di costruire un film che è un po' documentario e sogno, poesia e fumi nocivi, e che è, soprattutto, atto di memoria e di ringraziamento per Tommaso. Dalla morte di Tommaso, inizia il viaggio di un Pulcinella, colui che fa da tramite fra il mondo dei morti e dei vivi, e di un piccolo bufalo, lasciato in eredità, come un testamento, proprio da Cestrone. Pulcinella e il bufalo, Sarchiapone, partono per un viaggio che tocca, a modo loro, tutta la realtà contadina italiana, l'Italia profonda e dimenticata, fra mandriani e strani personaggi, ma senza dimenticare la realtà terribile dei veleni e della disintegrazione di una terra lasciata al suo magro destino. Fra vette poetiche, bellissimi sguardi, orizzonti e immagini forti ed evocative, Marcello costruisce un film che è un caleidoscopio di situazioni e di registri, a volte sfuggente ma più spesso centrato e commovente. E' una dimostrazione ulteriore di come, oggi, Pietro Marcello possa essere avvicinato a un certo cinema di Pasolini. Un film accorato e bello, che necessita, comunque, di attenzione e anima. Una rarità preziosissima nel nulla del nostro Cinema attuale.

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