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Guardiani della Galassia

Regia di James Gunn vedi scheda film

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M Valdemar

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La recensione su Guardiani della Galassia

di M Valdemar
8 stelle

 

locandina

Guardiani della Galassia (2014): locandina



We are ... Groot!

Sì, Groot, personaggio geniale, irresistibile, fuori dagli sche(r)mi, pianta le radici di un'aria di complicità contagiosa che riesce a ramificare tanto momenti di gustoso spasso quanto brevi frammenti di tenerezza.
Almeno tre scene (già) cult: la candida faccia sorridente che regala agli sbigottiti alleati/amici dopo aver brutalmente eliminato una ventina d'anime cattive, la creazione del "guscio protettivo" con conseguente sacrificio, e la rigogliosa danza, da rinato ("baby Groot"), sulle note groove dei Jackson 5 (I Want You Back). Insomma, la versione infantile e un po' scema dei seriosi Ent della saga del Signore degli anelli portata da Peter Jackson.



Ed in effetti, il regista e co-sceneggiatore James Gunn (un monumento a chi ha avuto il fegato di sceglierlo), pur con le ovvie limitazioni e i preventivi rigidissimi confini dell'universo Marvel (e Disney che distribuisce), ci tiene subito a mettere in chiaro e forte quella che è appunto la sua cifra stilistica: una sana, fiera, divertita e divertente, ma anche intelligente e "colta" vena di follia e (auto)ironia. Unita ad un'attitudine veracemente "nerd", ad un gusto per l'epica scanzonata degli anni ottanta, e all'innato senso per l'intrattenimento.
Dalle sue mani e dalla sua mente esce così un film che si gode beati dall'inizio alla fine; un impetuoso, chiassoso susseguirsi ibrido e bastardo di corpi e spazi e canoni - filmici, televisivi, letterari, musicali, estetici - di varia natura e avariata per l'attitudine a farli propri e frullarli in un riuscitissimo mix omogeneo, che ha il colore dell'avventura fantasy, il sapore della storia di formazione, la consistenza dell'action e il profumo della commedia brillante/demenziale.

scena

Guardiani della Galassia (2014): scena



scena

Guardiani della Galassia (2014): scena


L'intro quasi spezza il cuore (Peter Quill bambino vede la madre sul letto di morte al suo ultimo respiro), poi è fulmineo il cambio d'abito (i passi e le mosse al ritmo delle note pop-dance dello stesso Peter impegnato a trafugare oggetti di cui nemmeno conosce il valore); il tutto senza che si possa avvertire, nemmeno per un secondo, un che di costruito o artificioso o scollegato. E a non cambiare mai è l'attitudine a non prendersi sul serio: d'obbligo - ma è cosa spontanea come la ricrescita degli arti tranciati di Groot - non scambiare la folcloristica, improvvisata, squilibrata, "banda d'idioti" per dei pallosi supereroi con super-responsabilità alle prese con super-salvataggi.
I Nostri - il capobanda Peter Quill alias Star-Lord (chi?!), la "verde sgualdrina" Gamora, il procione più assurdo (e scatenato) che si sia mai visto, il fantastico Groot, e Drax, l'iracondo omone che non comprende metafore e doppi sensi - hanno intenti, animi e percorsi poco nobili (ma tragedie comuni alle spalle); eppure dal loro casuale incontro/scontro - grazie ad un crescente sentimento che è la chiave di volta di Guardians of the Galaxy, e cioè l'amicizia - nasce l'imprevedibile e mutano i destini. Quelli di un mondo e dei suoi abitanti, minacciati di distruzione dalle brame di potere del malvagio di turno; e quelli dei cinque insoliti salvatori, che scelgono per una volta di "non fregarsene" e con la libertà di scegliere, a fine avventura, di "fare un po' di cose buone e un po' di cose cattive". Parole (più o meno) di Quill, la cui evoluzione è testimoniata perfettamente - più di quanto potrebbero discorsi/riflessioni ad alto contenuto intimo/ esistenziale/filosofico - dal ricambio di musicassette che ama tanto ascoltare (regalo della madre): dalla compilation "Awesome Mix, Vol. 1" alla "Awesome Mix, Vol. 2". Il passo in avanti è compiuto, si può guardare oltre.

Zoë Saldana, Chris Pratt, Dave Bautista

Guardiani della Galassia (2014): Zoë Saldana, Chris Pratt, Dave Bautista


Ed oltre guarda James Gunn, già confermato per il sequel (data di uscita prevista: 2017), visti i notevoli riscontri al botteghino in tutto il mondo (ed ai quali si aggiungerà il nostro, buon ultimo sulla faccia della Terra). Funziona la sua formula, il suo modo di approcciarsi ad un mondo esclusivo e (iper)controllato, piacciono i suoi modelli e riferimenti (omaggi, citazioni e quant'altro), la vena umoristica che - adagiandosi come un elefante su un branco di pecorelle - irrompe nei clichè marveliani aggiungedoci piccantezza (gli attori di fiction veri "fuorilegge"; il "maleficio pelvico" da cui vuole scappare Zoe Saldana/Gamora; le strane richieste per i piani ben riusciti del burlone Rocket), si ammira il suo dosare/non subire effetti speciali (abbondanti) e artigianalità rozza, e la direzione degli attori in quello che ha tutta l'aria di essere un fottuto clima conviviale.

Zoë Saldana, Chris Pratt

Guardiani della Galassia (2014): Zoë Saldana, Chris Pratt


Cast, quindi, senz'altro azzeccato. Chris Pratt, che non scopriamo adesso (ma quanto sono lontani i tempi di Everwood), ha il physique du rôle e la giusta faccia (un po' tonta un po' canaglia); Zoe Saldana è ricoperta dal make up "alieno" ma la sua sensualità è presente e inconfondibile; il wrestler Dave Bautista pare nato per essere il non proprio acuto Drax; mentre (nella versione originale) le star Bradley Cooper e Vin Diesel prestano voce e grugniti rispettivamente al procione e alla pianta.
In pieno James Gunn style, poi, la girandola di comprimari: a parte i più noti Glenn Close, John C. Reilly (uno di quelli da buttare dentro a prescindere), Benicio del Toro (giusto un paio di brevi scene), e una (quasi) irriconoscibile Karen Gillan (l'indimenticabile rossa supersexy Amy Pond del Doctor Who) - calva per l'occasione (!!) - nella parte della sorella cattiva di Gamora, Nebula, spuntano qua e là i tanti degni compagni di merenda già visti in azione nei suoi precedenti lavori. Da chi agisce solo come voce (Nathan Fillion, Rob Zombie) a chi si unisce fisicamente alla combriccola: il ghignante Michael Rooker (il fuorilegge Yondu, "padre" di Quill e figlio di buona donna), Gregg Henry, e il fratello Sean Gunn, lo spassoso scemo del villaggio (Kirk) in Gilmore Girls a cui un aspetto più "minaccioso" (è Kraglin, scagnozzo di Yondu; ma ha anche portato Rocket in performace-capture sul set) non toglie quella simpatica aria (da adorabile babbeo).

Karen Gillan

Guardiani della Galassia (2014): Karen Gillan

 

Karen Gillan

Guardiani della Galassia (2014): Karen Gillan




Sintetizzando: Guardians of the Galaxy è - per netto distacco - la miglior marvelata (possibile) della attuale "fase" (o come diavolo la si voglia definire).

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