Trama

In un futuristico mondo orwelliano in cui l'umanità è controllata dal potere delle corporazioni e da "uomini videocamera" che rispondono alla losca figura nota solo con il nome di Management, il genio del computer Qohen Leth (Christopher Waltz) vive recluso all'interno di una ex cappella distrutta dalle fiamme. Eccentrico, solitario e afflitto da angoscia esistenziale, Qohen da tempo lavora su un misterioso progetto - il Teorema Zero - volto a scoprire lo scopo della vita, qualora ne esista uno. Il suo lavoro e il suo isolamento sono qualche volta interrotti dalle visite della sensuale e vistosa Bainsley (Mélanie Thierry) e dell'adolescente prodigio Bob (Lucas Hedges). Sarà grazie a una delle invenzioni di quest'ultimo che Qohen affronterà un viaggio all'interno delle dimensioni nascoste della sua anima, dove si nascondono le risposte che sia lui che Management stanno ricercando per provare o confutare il Teorema Zero.

Approfondimento

THE ZERO THEOREM: DA UNA STORIA DI UN PROF UNIVERSITARIO

Diretto da Terry Gilliam, The Zero Theorem si basa una storia breve scritta nel 1999 dal professor Pat Rushin della University of Central Florida e intitolata in un primo momento Call. Ambientato in un mondo futuristico e originale, The Zero Theorem presenta personaggi che, dotati di molta umanità, si confrontano con sentimenti e temi universali trattati in maniera visionaria. Non stupisce, dunque, che la storia (trasformata in sceneggiatura dallo stesso Rushin) abbia attirato l'attenzione di Gilliam già nel 2008, momento in cui i progetti di Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo e The Man Who Killed Don Quixote (film mai realizzato e definitivamente abbandonato) distraevano però la sua attenzione dall'ipotesi di cominciare a lavorare a un suo adattamento cinematografico.Bisognerà infatti attendere ben quattro anni prima che la pre-produzione di The Zero Theorem prenda avvio a Bucarest il 13 agosto 2012 presso i MediaPro Studios, in attesa delle riprese (in digitale, per scelta del direttore della fotografia Nicola Pecorini) iniziate poi il 22 ottobre e protrattesi per 36 giorni.

I PERSONAGGI PRINCIPALI

Iniziando a lavorare su The Zero Theorem, Terry Gilliam aveva sin da subito chiaro in mente chi avrebbe interpretato il ruolo del protagonista Qohen Leth, optando per l'attore austriaco Christoph Waltz. Qohen lavora alle strette dipendenze del capo Joby, che ha le fattezze di David Thewlis.
L'attrice francese Mélanie Thierry impersona invece Bainsley, colei che cerca di distrarre Qohen con il sesso offerto usando la tecnologia della realtà virtuale e con il suo aspetto a metà strada tra Judy Holliday e Marilyn Monroe.Il giovane attore Lucas Hedges è stato scelto invece per dare vita a Bob, il figlio adolescente e super intelligente del boss dei boss Management. Ad interpretare l'autoritario ed impenetrabile Management, ruolo accettato senza neanche aver letto il copione, è l'attore Matt Damon.
Un'irriconoscibile Tilda Swinton (con denti e capelli posticci) presta il volto alla dottoressa Shrink-Rom, la psicologa on line di Qohen, mentre Sanjeev Bhaskar, Peter Stormare e Ben Whishaw portano in scena tre eccentrici dottori, chiamati a valutare la richiesta di pensione anticipata di Qohen.

ATMOSFERE TRA FUTURO E PASSATO

Poiché la storia di The Zero Theorem prevede un grande numero di scene visionarie ed oggetti spettacolari, grande lavoro è stato quello richiesto allo scenografo David Warren, già al fianco di Terry Gilliam per le scenografie di Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo. Sin dalla preproduzione, Gilliam ha suggerito al team creativo di trarre ispirazione dal pittore Neo Rauch, le cui surreali opere contengono una ricca gamma di colori ed elementi che provengono da diverse epoche temporali, per mischiare stile futuristico e retro. Con un mondo pittorescamente colorato, l'unico personaggio ad essere grigio e monocromatico è il protagonista Qohen, non del tutto integrato alla realtà circostante.Qohen, inoltre, vive in una cappella all'interno di una chiesa abbandonata, ricostruita all'interno di uno studio di Bucarest. Senza necessariamente essere anglicana o cattolica, la chiesa è utile a sottolineare l'agorafobia di Qohen ed è metafora di vecchi sistemi e vecchie credenze. Quasi ironicamente, nonostante abbia scelto la solitudine, Qohen nella chiesa è costantemente circondato da statue e da facce che sembrano osservarlo in continuazione.
Le scene che coinvolgono la struttura Mancom, il computer che contiene le storie, i bisogni e i desideri della gente, in un primo momento dovevano essere girate in un complesso di altiforni risalenti all'era di Ceausescu a Calarasi, nel sud della Romania, ma le difficoltà di ripresa in loco hanno spinto a ricreare il tutto in studio.
Ad occuparsi dei costumi di The Zero Theorem è stato invece il costumista italiano Carlo Poggioli, che aveva già collaborato con Gillam in Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo e Le avventure del Barone di Münchausen come assistente di Gabriella Pescucci, mentre trucco e parrucco sono stati opera di Kirstin Chalmers.

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Commenti (7) vedi tutti

  • Noioso e sconclusionato, senza una trama degna di questo nome, con troppe autocitazioni. La bella Melanie tiene svegli, ma non basta. I fasti di "Brazil" e "12 scimmie" sono lontani anni luce. Voto 5.

    commento di ezzo24
  • Sono stata attratta dalla "trama" del film e mi sono prodigata nel vederlo, ma devo dire che è una puttanata colossale! Piuttosto di perdere 2 ore a vedere sto film come ho fatto io, (e poi ho GIUSTAMENTE ho porconato!!!), andate a farvi un giro qualsiasi!!! Che cretinata senza capo nè tanto meno una coda. Qui sotto vi "svelo! la trama!

    leggi la recensione completa di silviaplus
  • PAZZESCO

    commento di Fiesta
  • C'era grande attesa a Venezia tre anni orsono, alla presentazione in Concorso dell'ultima attesa bizzarria del geniale Gilliam. Ce n'è ancora oggi all'uscita - era ora! - in sala.Ma il film, che parte illudendoci di farci sognare,si eclissa e soffoca in se stesso, sepolto da un pesante sovraccarico di suggestioni senza una vera storia a sorreggerlo

    leggi la recensione completa di alan smithee
  • Fantascienza distopica, con notevoli elementi di visionarietà, molto vicina ai giorni nostri, tentativo di scoprire il vero senso dell'esistenza,opera imperdibile del grande Terry Gilliam

    leggi la recensione completa di bufera
  • La malinconia ha invaso il Cinema visionario di Terry Gilliam, tornato alla ricerca del senso della vita.

    leggi la recensione completa di AlbertoBellini
  • MI ASPETTAVO DI MEGLIO…UN FILM NOIOSO, HO CERCATO DI VEDERLO E PER TRE VOLTE MI SONO ADDORMENTATO, E UN FILM CHE SI RISPETTI NON DEVE FARTI CADERE LA PALPEBRA. LA TRAMA POTEVA SVILUPPARSI IN MANIERA DIVERSA..

    commento di ROBERTO800
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La recensione più votata è positiva

bufera di bufera
8 stelle

Dopo tre anni dalla produzione(2013 )e la presentazione al Festival di Venezia di allora, finalmente è approdato nelle nostre sale THE ZERO THEOREM, di Terry Gilliam, grande artista, disegnatore di animazione, sceneggiatore, attore e regista, anche di teatro (fondatoredel gruppo Monthy Python) . Lontano dal punto di vista generazionale, come Eastwood o l’ultimo Altman, Gilliam... leggi tutto

9 recensioni positive

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La recensione più votata delle sufficienti

Spaggy di Spaggy
6 stelle

The Zero Theorem, croce e delizia di quest’edizione del Festival di Venezia 2013. Il tormento nasce dal non voler sparare a zero contro uno dei maestri più visionari che il mondo del cinema ricordi. La delizia, invece, dal ritrova temi, colori e ossessioni che il tempo ha reso ormai familiari. Ambientato in un futuristico mondo in cui anche le pubblicità sono personalizzate e seguono gli... leggi tutto

6 recensioni sufficienti

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La recensione più votata delle negative

alan smithee di alan smithee
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FESTIVAL DI VENEZIA 2013 - VENEZIA 70 Le atmosfere orwelliane facevano sospirare noi "ragazzi" ingenui, in un qualcosa che potesse avvicinarsi a Brazil. La realtà dei fatti ci spingeva a sostenere che fosse sufficiente non scendere al di sotto de "I fratelli Grimm e la Bellucci" e non incasinarci più di quanto era riuscito con "Parnassus". Speranze vane entrambe... leggi tutto

4 recensioni negative

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axe di axe
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Nel mese di giugno questo film ha ricevuto 3 voti
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silviaplus di silviaplus
1 stelle

Sono stata attratta dalla "trama" del film e mi sono prodigata nel vederlo, ma devo dire che è una puttanata colossale! Piuttosto di perdere 2 ore a vedere sto film come ho fatto io, (e poi ho GIUSTAMENTE ho porconato!!!), andate a farvi un giro qualsiasi!!! Che cretinata senza capo nè tanto meno una coda. Qui sotto vi "svelo! la trama! Anche se sarò breve...

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