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Cosimo e Nicole

Regia di Francesco Amato vedi scheda film

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La recensione su Cosimo e Nicole

di GIANNISV66
8 stelle

“la chiave della felicità è la disobbedienza in sé

a quello che non c'è ”

 

Una piccola casa di legno brucia, le fiamme divorano non solo la struttura e gli oggetti ma anche i ricordi, i momenti di vita insieme. Morbide note di chitarra accompagnano le immagini drammatiche, poi una voce intensa inizia a cantare versi suggestivi.

La canzone è Quello che non c'è degli Afterhours e la scena è uno dei momenti più emblematici di Cosimo e Nicole, interessante (a dir poco) pellicola firmata da Francesco Amato.

Quelle parole che entrano nell'anima con la potenza di una lama affilata (ma credo di camminare dritto sull'acqua e/ su quello che non c'è) sono il giusto contraltare alla storia di un amore tanto intenso quanto fragile, in bilico sul filo di esistenze (quelle dei protagonisti) sballottate dalle onde degli eventi.

Cosimo (Riccardo Scamarcio) e Nicole (Clara Ponsot) si conoscono a Genova durante i tragici eventi del G8, si innamorano quasi per una conseguenza naturale, simili nell'essere due ribelli dall'anima candida, contrapposti nella loro purezza al “finto” ribelle Paolo (Paolo Sassanelli), che li salva dagli scontri e dai conseguenti problemi con la polizia e li conduce successivamente nel suo mondo, quello dei concerti rock di cui è organizzatore.

Paolo, più anziano dei due protagonisti, sembra ritagliarsi il ruolo di fratello maggiore e li riaccoglierà quando abbandoneranno la Francia in cui si erano rifugiati per iniziare una vita insieme. Ma la sua figura ambigua assumerà nel corso della storia tratti via via più negativi, mostrando dietro la maschera fasulla dell'alternativo il suo essere uomo di pochi scrupoli , interessato a far soldi montando palchi e sfruttando lavoro nero di clandestini e disperati.

Un evento tragico ribalterà le prospettive e l'incendio della casetta dei sogni dei due giovani, appiccato da una Nicole sempre più decisa a non voler rinnegare quello che è veramente, rappresenterà il punto di non ritorno, la svolta che determinerà nei due protagonisti la voglia di recuperare la propria integrità, a costo di pagare il conto salato che talvolta la vita presenta a chi commette errori (e spesso facendo pagare pure per errori non propri).

 

Sembra un film semplice Cosimo e Nicole, la storia di due ragazzi dei giorni nostri accompagnata dai suoni potenti delle band che si alternano sul palco nel vari momenti (ai già citati Afterhours si aggiungono Marlene Kuntz, Verdena e Bud Spencer Blues Explosion), e invece è un'opera articolata, dove le problematiche sociali e di pressante attualità (la voglia di cambiare il mondo, le manifestazioni di piazza, il lavoro nero che sfrutta la disperazione dei diseredati), si intrecciano a una storia d'amore intensa e totale. Cosimo e Nicole vivono appieno la realtà che li circonda ma al tempo stesso cercano rifugio nell'intimità della loro relazione, in una comunione di corpi che è anche comunione di sensi.

Un bravo quindi ad Amato, bravo anche per aver saputo sfruttare il cast a disposizione: uno Scamarcio intenso come in poche altre interpretazioni, un Paolo Sassanelli in un ruolo ricco di chiaroscuri e, soprattutto, la bellissima Clara Ponsot brava a disegnare una Nicole fragile e al tempo stesso determinata.

Bellissime le location: Genova principalmente, ripresa nei suoi angoli meno banali (in particolare le scene girate nel quartiere periferico di Voltri), e Varazze, la cui bellissima passeggiata ricavata dal tratto della ex ferrovia ospita la vecchia palafitta riadattata a nido d'amore dei due protagonisti.

Vogliamo trovare allora un difetto a questo film? D'accordo: Paolo Sassanelli che ogni tanto intona l'inflessione genovese non si può proprio sentire!

Ma accento sbagliato o meno, questo è un film che merita davvero una visione

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