Vita di Pi (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Vita di Pi: presente
Ritmo ritmo in Vita di Pi: forte
Impegno impegno in Vita di Pi: minimo
Tensione tensione in Vita di Pi: forte
Erotismo erotismo in Vita di Pi: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Vita di Pi

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Vita di Pi (voti: 98 media: 3,62) 98

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locandina di Vita di Pi

Trailer ufficiale italiano 2

Vita di Pi Trailer ufficiale italiano 2play

30/11/2012

Il cinema che verrà (2): Fox

La Fox apre a dicembre con “Ruby Sparks” diretto dai registi di “Little Miss sunshine” e per cui rimando all’opinione del nostro fidatissimo corrispondente ufficiale...

di degoffro

La trama

Pi Patel è il giovane figlio del proprietario di uno zoo indiano e, vivendo a stretto contatto con gli animali, ha imparato a conoscerne abitudini e caratteri con precisione enciclopedica. Pi e la sua famiglia, però, sono costretti a lasciare l'India e si imbarcano per il Canada portandosi appresso alcuni degli animali dello zoo ma la nave su cui viaggiano affonda e dal naufragio si salvano solo lui e la gigantesca tigre del Bengala che Pi chiama Richard Parker. In balia delle acque dell'oceano per 227 giorni, Pi riesce a salvarsi dagli istinti feroci di Parker grazie alle sue conoscenze e all'anomalo rapporto che tra loro si crea. 

L'adattamento dell'omonimo romanzo di Yann Martel, vincitore del prestigioso Man Booker Prize e punto fisso fra i bestseller del “New York Times”, è notevole. Complici anche avanzate tecniche Cgi, il film rappresenta un importante step evolutivo regalando la piacevole sensazione che la terza dimensione non sia solo fine a se stessa, ma anzi risulti indispensabile nel trasportare sul grande schermo certe ambientazioni davvero spettacolari. Buonismo e “correttezza politica” non mancano naturalmente, ma l’effetto è meno melenso di quello che si sarebbe potuto rischiare.

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VITA DI PI: UNA FAVOLA SULLA FEDE

Con Vita di Pi il regista Ang Lee racconta la storia eccezionale di un giovane che, sopravvissuto a un disastro in mare, comincia un epico viaggio di avventura e scoperta stringendo una sorprendente e inaspettata amicizia con un altro sopravvissuto alla tragedia: una terribile tigre del Bengala. Basato su un romanzo che ha venduto oltre 7 milioni di copie in tutto il mondo, Vita di Pi si svolge nell'arco di tre continenti, due oceani, molti anni e un ampio universo di immaginazione e fantasia. Ritenuto infilmabile dai più, il romanzo ha preso vita grazie alla visionarietà di Lee che, con l'aiuto del 3D, ha provveduto a renderlo un audace mix di eccitante narrazione e temi forti e provocatori.
Per più di un anno il romanzo Vita di Pi del canadese Yann Martel è rimasto nelle classifiche di vendita del New York Times, vincendo anche il prestigioso Man Booker Prize. Il produttore Gil Netter aveva proposto sin da subito ad Elizabeth Gabler, presidente della Fox 2000 Pictures, di acquisirne i diritti per realizzarne una trasposizione cinematografica da trasformare in film evento. Per anni, Netter e Gabler svilupparono e curarono il progetto fino ad individuare in Ang Lee il regista più accreditato per ciò che avevano in mente. Con una variegata filmografia alle spalle, comprendente titoli molto differenti tra loro, Lee era la persona adatta a trasferire sullo schermo l'intimo dramma di un giovane uomo che perde la propria famiglia e va incontro a un cambiamento radicale sullo sfondo di un paesaggio spettacolare. La loro intuizione si è rivelata talmente giusta che, dopo aver visionato il film, lo scrittore Yann Martel lo ha definito come una nuova traduzione (la 43ma, ad essere precisi) del suo romanzo, apprezzando l'arduo lavoro di cernita svolto dallo sceneggiatore David Magee (Neverland. Un sogno per la vita).

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VITA DI PI: LE FOTO

UN TUFFO NELLA STORIA

Vita di Pi comincia e finisce a Montreal con uno scrittore (interpretato da Rafe Spall) che, in cerca di ispirazione, viene a conoscenza dell'incredibile storia di Piscine Militor Patel (Pi, che a 17 anni è interpretato da Suraj Sharma, da adulto da Irrfan Khan e da bambino, nelle prime scene, da Ayush Tandon). Cresciuto a Pondicherry, in India, nel corso degli anni Settanta del Novecento, Pi ha ha una vita ricca e felice. Suo padre (interpretato da Adil Hussain) possiede un giardino zoologico e Pi trascorre le sue giornate tra tigri, zebre, ippopotami e altre creature esotiche. Questo è anche il periodo in cui Pi sviluppa le sue idee sulla fede, sul credo e sugli esseri viventi, umani o animali che siano. Durante uno dei tentativi di approccio con la tigre del Bengala che lui chiama Richard Parker, Pi apprende una dura lezione di vita dal padre sul rapporto tra uomini e bestie e sulla natura di questi istintiva di queste, una lezione che incide sulla sua insaziabile curiosità per il mondo e, in definitiva, anche sul viaggio che lo aspetterà.

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UN PROTAGONISTA ESORDIENTE

L'insieme delle emozioni rappresentate in Vita di Pi hanno richiesto prestazioni eccezionali a tutto il cast. Per cercare il protagonista Pi, il regista Ang Lee ha assistito a oltre 3000 provini in tutta l'India per poi scegliere il giovane Suraj Sharma, uno studente di Delhi (i genitori di Suraj sono entrambi dei matematici e, per ironia della sorte, il figlio esordisce al cinema con un personaggio di nome Pi, che in matematica è una costante numerica imprescindibile). Suraj, che si era presentato al primo  provino solo per accompagnare e sostenere il fratello, nel corso di sei mesi ha superato quattro diverse fase di audizioni prima di colpire l'immaginario di Lee con un emozionante monologo tratto dal copione, in cui mostrava tutto il suo talento e la sua anima ancora carica di innocenza attraverso gli occhi.

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RIPRESE NEL SUD EST ASIATICO E USO DEL 3D

Gran parte di Vita di Pi è stato girato presso il più grande serbatoio di acqua capace di generare onde mai costruito per un film. Realizzato a Taichung, in Taiwan, nei pressi di un vecchio aeroporto, il serbatoio misura 70 metri di lunghezza, 30 di larghezza e 4 di profondità, e può arrivare a contenere fino a 1 milione e 700 mila litri d'acqua. Le onde sono tutte reali e solo per le scene del naufragio e della "tempesta di Dio" si è ricorso all'uso di effetti speciali.
Richard Parker invece è frutto degli effetti visivi di Bill Westenhofer, basati sul lavoro di CG già svolto sul personaggio di Caesar in L'alba del pianeta delle scimmie. Facendo riferimento alla fisicità e ai movimenti di quattro differenti tigri reali del Bengala - tre trovate in Francia e una in Canada -, si è creata una creatura quasi reale cercando di evitare l'effetto antropomorfizzante.

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La recensione di FilmTv

Di Erica Re - FilmTV n. 51/2012

Artista cosmopolita, Ang Lee. Ed eclettico, soprattutto, capace com’è di cambiare continente e sistema cinematografico (da quello mainstream hollywoodiano alla realtà produttiva taiwanese), oltre che di adattarsi ogni volta a generi e registri nuovi con una nonchalance che non lascia certo trasparire le incertezze della “prima volta”. Lo dimostra anche in Vita di Pi 3D, che suggella l’incontro del cineasta con la stereoscopia. E il risultato è notevole. Complici anche avanzate tecniche Cgi, il film rappresenta certamente un importante step evolutivo in questo senso, regalando la piacevole sensazione che la terza dimensione non sia solo fine a se stessa, ma anzi risulti indispensabile nel trasportare sul grande schermo certe ambientazioni davvero spettacolari (si pensi alla scena dell’isola o alla riproduzione della realtà indiana, molto meglio riuscita rispetto a The Millionaire di Danny Boyle), nonché un soggetto letterario (l’omonimo romanzo di Yann Martel) altrimenti destinato a rimanere sulla carta scritta. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di M Valdemar scritta il 31/12/2012 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto mediocre

Vita di Pi, miracoli di Pi, salvezza di Pi.
Pim pum pam.
Esplosivo tripudio di effetti speciali, di facce “vere” (anche quando ricostruite digitalmente), di sontuosi sbalorditivi elementi della natura, di sofferenze patite, di confronti/scontri uomo vs./uguale bestia, di dialoghi con Dio, di ricordi (forse veri forse inventati; forse non importa, ovvio), di parole parole e ancora parole: il verbo di Ang Lee portato all’estrema maestosità, in un’opera monstre, per un pubblico ammaestrato, talmente spettacolare e visivamente affascinante che stufa, estenua, estingue la sana voglia di partecipazione.
Tanta ricchezza, troppa, che finisce col mostrare il fiato corto e la vena esangue. Estetica (retorica) della stupefazione, sempre e comunque, che attinge dalle suggestioni della narrazione per piegarle in onde emozionali che turbinano in una banale tempesta di sentimenti e avvenimenti da restare in apnea. O forse assopiti.
Lo stile - sintesi più che corretta di forma, formula, conformismo - è quello “giusto”: una calcolata e ben dosata mescolanza di istanze riconducibili all’impegno leggero e politicamente corretto e di colori, sapori, umori di un’India (le cui virtù cartolinesche tanto piacciono agli occidentali) che ricorda da vicino un altro fenomeno come The Millionaire. Alla sapida, furbesca mistura Lee aggiunge una supercarica e all’avanguardia espressione di bellezza di immagini e suoni che però giace a mollo nell’acqua (finta) di pixel deflagrati sullo schermo a comporre una sinfonia di files orchestrata da sovraeccitati oscuri creatori di programmi informatici e manovratori di tastiere. A far da contraltare la componente “umana”, quella a cui spetta il compito di far vedere l’”anima”, che però è debole, trascinata dalle correnti inumane della perfezione ossessiva della grafica digital-mistificante e dalla ridondante e pretenziosa ricerca di lirismo e pathos.
Buttando alla rinfusa e senza nessuna volontà di minimo approfondimento temi a sfondo personale, religioso (stucchevole ogni oltre dire), e sui massimi sistemi, sulla natura, sull’uomo e sulla famiglia, il film cerca (cioè è sicuro) di conquistare i favori anche dei più esigenti. Ma ogni elemento è esclusivamente un tassello della rigida configurazione programmatica, dopotutto Vita di Pi è “solo” un blockbuster, seppure spacciato per “autoriale” (il paradosso è evidente tanto quanto le movenze fasulle della tanto reclamizzata tigre).
Finanche i rari momenti onirici, così come quelli drammatici, risultano artefatti e comunque assai poco ispirati (ripassarsi magari il vero “ispiratore” Arthur Gordon Pym …), il che sta a significare il disinteresse per una storia che veleggia sicura e tranquilla verso la meta forte del notevole impatto estetico.
Il continuo alternare presente (l’intervista al sopravvissuto ieratico Pi) e passato (il racconto delle naufragio e successive avventure del giovane sfortunato Pi) è un disinteressato girovagare senza meta, alla deriva, pertanto è fin troppo ovvio il ricorso ad un didascalismo classico ed elementare il cui schema trova la necessaria compiutezza nella potente rappresentazione fatta di illustrazioni perlopiù documentaristiche. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Vita di Pi


23 aprile 2013 Opinione di emil su "Vita di Pi"
emil

La crisi di valori etico-religiosi di Ang Lee trova sfogo in questo racconto di formazione del giovane Pi, giovane naufrago in mezzo all'oceano, con una tigre del bengala adulta a fargli da compagnia. Visivamente davvero appagante, di livello altissimo lo staff tecnico che inscena  sequenze che tolgono  il fiato per  bellezza, anche perchè funzionali al racconto. E' il simbolismo con il quale Lee avvolge ogni elemento del film che non convince, l'atmosfera new age insopportabile che...

voto al film: emil assegna il voto sufficiente a Vita di Pi (2012)

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6 aprile 2013 Opinione di GoonieAle su "Vita di Pi"
GoonieAle

In un mondo ormai globalizzato anche il cinema si è adattato, e così un taiwanese, americanizzato, fa un film "indiano" che parla di religione e fede "globale"  prendendo spunto da radici indiane..in mezzo allo schifo però nascono anche perle così, uno dei migliori film della scorsa stagione. Bravi attori, bellissime sequenza e finalmente cg funzionale alla storia, quasi dipinti sullo schermo. Alla fine del film crederai. Un omaggio alla fantasia, alla fede, al credere, posti di fronte...

voto al film: GoonieAle assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)

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4 aprile 2013 Opinione di trespolo su "Vita di Pi"
trespolo

SPOILERS PARASPOILERS Dopo una violenta tempesta che fa affondare la nave mercantile sulla quale era passeggero, un ragazzo indiano di nome Piscine Molitor Patel (per tutti Pi) si ritrova a dover sopravvivere su una barca assieme alla madre, unica superstite della sua famiglia, un marinaio e il cuoco della nave, violento e senza scrupoli (tanto che non disdegna cibarsi di un topo essiccato al sole). All'aumentare della fame e al diminuire delle speranze di salvezza, il cuoco è il primo a...

voto al film: trespolo assegna il voto sufficiente a Vita di Pi (2012)

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3 aprile 2013 Opinione di NCC1701 su "Vita di Pi"
NCC1701

Favola visionaria e molto estetica, crea stupore e meraviglia in ogni scena, le tante nomination e gli Oscar tecnici vinti sono tutti meritatissimi. Anche la storia regge fino alla fine, sebbene faccia solo da contorno, grazia all'ottimo attore unico protagonista di gran parte del film.  Da vedere.

voto al film: NCC1701 assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)



10 marzo 2013 Opinione di vjarkiv su "Vita di Pi"
vjarkiv

Un'opera "psichedelica" ottenuta con un uso straordinario delle più moderne tecnologie digitali!!!

voto al film: vjarkiv assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)

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6 marzo 2013 Opinione di Blue Velvete su "Vita di Pi"
Blue Velvete

Bello! Ma str.... quella Tigre però!!

voto al film: Blue Velvete assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)



15 febbraio 2013 Opinione di ico su "Vita di Pi"
ico

Ci sono storie che non riescono ad avere trasposizioni degne o che devono passare dalle mani di sognatori capaci di rendere possibile l'impossibile: Lucas, Spielberg, Scott, Cameron ecc. Ang Lee non appartiene a questa categoria, ha altre qualità, grande sensibilità nel racconto, pulizia dell'immagine e rigore e rispetto per la narrazione; ma gli effetti speciali non sono proprio nelle sue corde ed un film simile, purtroppo, deve contare anche su una solidità visiva che Ang Lee non riesce...

voto al film: ico assegna il voto sufficiente a Vita di Pi (2012)

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11 febbraio 2013 Opinione di will kane su "Vita di Pi"
will kane

Pare che molti abbiano ritenuto quasi impossibile girare un film dal premiato libro "Vita di Pi",venduto assai in tutto il mondo,opera di Yann Martel,uno scrittore canadese.Ci ha voluto provare Ang Lee,che tra alti e bassi,flop e inaspettati successi,si è dimostrato un autore capace comunque di riuscire a gestire lungometraggi non alla portata di tutti:in effetti,una pellicola quasi del tutto riguardante un ragazzo sopravvissuto ad un naufragio,una scialuppa e una tigre sopra,non è detto...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)

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8 febbraio 2013 Opinione di GARIBALDI1975 su "Vita di Pi"
GARIBALDI1975

PRO: - come Avatar, questo film rappresenta e sarà uno storico spartiacque nella storia del cinema. Sarà una pietra miliare di come la computer grafica 3D dominante sia al servizio dello sviluppo della intera trama, essendone il principale protagonista. Mentre in Avatar vi era un uso più sperimentale, quasi fine a se stesso. - oggi anche i più accaniti detrattori dell'utilizzo della computer grafica devono arredersi innanzi alla sua efficacia (come si fa non giudicare un capolavoro i...

voto al film: GARIBALDI1975 assegna il voto sufficiente a Vita di Pi (2012)

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27 gennaio 2013 Opinione di fefy su "Vita di Pi"
fefy

Ang Lee divenuto regista sempre più versatile,la cui maggior parte dei film analizzano il rapporto tra la modernità e la tradizione (mangiare bere uomo donna, banchetto di nozze...) dirige film sempre più ibridi con una forte componente di adeguamento ai canoni di gusto occidentale (La tigre e il dragone, Lussuria, ragione e sentimento, i segreti di Brokeback Mountain), ma sempre molto belli, delicati e interessanti. Questa volta accetta, dopo il rifiuto (perchè stavano girando altro) di...

voto al film: fefy assegna il voto buono a Vita di Pi (2012)

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