L'alba del pianeta delle scimmie (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'alba del pianeta delle scimmie: assente
Ritmo ritmo in L'alba del pianeta delle scimmie: forte
Impegno impegno in L'alba del pianeta delle scimmie: minimo
Tensione tensione in L'alba del pianeta delle scimmie: presente
Erotismo erotismo in L'alba del pianeta delle scimmie: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (voti: 102 media: 3,38) 102

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Clip 4 Sottotitoli Italiano | Intervista Dan Lemmon

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01/08/2012

Dizionario dei film 2012 - I migliori film dell'anno ("L'alba del pianeta delle scimmie"), parte prima

Prefazione di Stefano Falotico, il Genius, Travis Bickle 1979, nato per essere Lui.  Un altro magico journey nelle favole incantatorie del Cinema, nostro diletto supremo...

di Travis Bickle 1979

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La trama

Will (James Franco), giovane scienziato, sta cercando di sviluppare una cura per l’Alzheimer attraverso la creazione di un virus benigno capace di riparare i danni provocati dal morbo. Quando la ricerca viene chiusa, Will decide di tenere con sé il figlio di una delle sue migliori cavie, lo scimpanzé Caesar. Ben presto, Caesar comincia a mutare a causa degli effetti del virus fino a divenire il capostipite di una nuova stirpe che dichiarerà guerra agli umani. 

Niente più paradossi temporali bensì esperimenti genetici a raccontare la nostra obsolescenza, ma non è questo l’aggiornamento che colpisce in L’alba del pianeta delle scimmie quanto la straordinaria umanità di Caesar raggiunta con la performance capture Weta - la stessa utilizzata per i Na’vi di Avatar – e l’interpretazione di Andy Serkis, virtuoso di questa tecnica dai tempi di Gollum in Il Signore degli Anelli. Con occhi profondi, verdognoli e tristi, risulta quasi più umano di Will (comunque ben interpretato da Franco). Impossibile non provare un brivido di fronte alla possanza di queste scimmie, che solo passando tra le fronde generano una pioggia di foglie, e non tifare per loro quando si battono contro uomini dotati di armi ben superiori.

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La recensione di FilmTv

Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 39/2011

Rupert Wyatt, regista inglese del pregevole Prison Escape (passato al Festival di Torino come The Escapist), è già stato promosso al blockbuster Usa ma tiene i piedi per terra. Il suo si conferma un cinema di genere solido, capace di immagini dal respiro epico senza risultare tronfie. L’ascesa delle scimmie, del resto, non può avere altri toni: il primate protagonista sfugge all’eccidio come Mosé e Gesù, si chiama Caesar, attraversa un calvario di vessazioni e si erge a profeta della sua gente contro l’oppressore portando all’evoluzione della specie. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Spaggy scritta il 21/09/2011 - utile per 22 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Non fatevi spaventare dal fatto che L’alba del pianeta delle scimmie sia il prequel di un film che forse, come nel mio caso – e non mi vergogno a dirlo – non avete mai visto perché vi perdereste un discreto prodotto che cerca di coniugare il blockbuster al cinema con pretese autoriali. Che poi ci riesca solo per metà è un altro paio di maniche ma la colpa non è né del regista né degli attori. L’unico problema del film, infatti, sta nella sceneggiatura: levato il sassolino dalla scarpa, sono propenso a credere che uno script migliore avrebbe giovato all’intera opera e avrebbe reso molto più fruibile l’ambientazione futuristica (?) in cui l’azione ha luogo.
 
Innanzitutto, plauso per non aver dato un’indicazione temporale all’ambientazione. Non si sa se siamo in pieno 2100 o ai giorni nostri, la storia si propaga per otto anni ma mai nessun indizio sulle date. È tutto talmente “contemporaneo” (auto, abitazioni, abiti, strumenti di lavoro, tecnologia) da spaventare per il pericolo imminente, per un contagio che potrebbe propagarsi attraverso la velocità della luce o di un aereo (a proposito, in sala evitate di alzarvi subito dopo aver visto partire i titoli di coda: aspettate qualche minuto e preparatevi già all’idea di un sequel del prequel). L’unico elemento che sposta psicologicamente l’allerta è il vedere a film inoltrato alcune immagini provenire da un notiziario che annuncia il primo sbarco dell’uomo su Marte (missione non fortunata, considerando che qualche giorno dopo fa un quotidiano strilla “Persi nello spazio?”), ancora troppo lontana come ipotesi realizzabile.
 
 
L’asse portante su cui poggiano i 100 e passa minuti del film è il concetto di progresso, associato alla ricerca sperimentale di un colosso della farmaceutica, da cui derivano disastrose conseguenze. I due estremi dell’asse sono il ricercatore Will Radmon e il direttore dell’azienda Jacobs. I due hanno motivi differenti per trovare una molecola che riesca a bloccare l’avanzata del morbo di Alzheimer: affettiva è la spinta che muove Will, pecuniaria quella che dirige le azioni di Jacobs. In fondo, Will non vuole altro che arrestare la degenerazione della mente del padre Charles, con cui vive in casa, finendo però col ritrovarsi al contempo figlio e padre: figlio naturale del musicista Charles e padre putativo dello scimpanzé Caesar, nato dalla cavia n. 9, oggetto di esperimenti del portentoso farmaco ALZ 1-12, capace di rigenerare le cellule cerebrali e di accrescere il livello d’intelligenza…  entusiasmante prospettiva se non fosse per gli effetti collaterali che ne innesta e che in un primo momento stoppano la sperimentazione. Ovviamente sono tanti gli errori commessi da Will che vanno contro ogni forma di deontologia ma sorvoliamo per non affossare la pellicola: sperimentare un farmaco non approvato su un essere umano (e accorgersi di aver peggiorato la situazione dopo un apparente miglioramento) è da ergastolo ma siamo pur sempre in un film a carattere fantascientifico e accettiamo la follia che porta l’uomo a sostituirsi a Dio, pagandone il conto con gli interessi. ESPANDI +
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Opinioni su L'alba del pianeta delle scimmie


15 giugno 2013 Opinione di mmciak su "L'alba del pianeta delle scimmie"
mmciak

"L'alba del pianeta delle scimmie" diretto nel 2011 da Rupert Wyatt, devo dire che mi è piaciuto. La storia si svolge a San Francisco, e racconta che il giovane scienziato Will, sta cercando di sviluppare una cura per l’Alzheimer attraverso la creazione di un virus benigno capace di riparare i danni provocati dal morbo. Quando però la ricerca viene chiusa,per l'aggressività dello scimpanzé e ucciso per questo,decide di tenere con sé il figlio di questa e lo chiama...

voto al film: mmciak assegna il voto buono a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)

nessun commento
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25 dicembre 2012 Opinione di supadany su "L'alba del pianeta delle scimmie"
supadany

Dopo il non troppo apprezzato “Il pianeta delle scimmie” di Tim Burton, la 20th Fox riprende in mano il soggetto scavando nelle radici dalle quali tutta la storia che già conosciamo ha preso linfa. Il risultato è un blockbuster che oltre allo spettacolo non rinnega importanti concetti universali avvalendosi di riusciti spunti che i mirabolanti effetti speciali rendono ancora più incredibili e coinvolgenti. Will (James Franco) è un capace ricercatore che facendo degli esperimenti...

voto al film: supadany assegna il voto buono a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)

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22 dicembre 2012 Opinione di michel su "L'alba del pianeta delle scimmie"
michel

Nessuna scimmia sarà libera finché ci sarà un uomo chiuso in gabbia.

voto al film: michel assegna il voto buono a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)


22 ottobre 2012 Opinione di scandoniano su "L'alba del pianeta delle scimmie"
scandoniano

Il prequel del capolavoro di Scheffer è un atto scontato, nell’epoca del cinema senza idee. Si narra di come sia nato il pianeta narrato nel libro di Boulle e nell’omonimo film del 1968. “L’alba del pianeta delle scimmie” emoziona.  L’empatia col protagonista umano Will (un sempre bravo James Franco) e la partecipazione emotiva alla trasformazione, personale e sociale, dello scimpanzè Caesar, tecnicamente definito alla perfezione e emotivamente tratteggiato con maestria...

voto al film: scandoniano assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)



20 ottobre 2012 Opinione di Paul Hackett su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Paul Hackett

Gli studi sull'Alzheimer del ricercatore Will Rodman portano alla scoperta di un virus capace di accrescere enormemente l'intelligenza dei primati ma che si rivela letale per gli esseri umani. Così, mentre l'umanità si avvia ad essere decimata dalla diffusione del letale contagio, una razza di animali evoluti, guidati dalla scimmia Cesare, si propone come nuova dominatrice pianeta Terra. Confesso di non essere mai stato un grande fan del "Pianeta delle Scimmie", saga di fantascienza...

voto al film: Paul Hackett assegna il voto mediocre a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)

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15 ottobre 2012 Opinione di Guidobaldo Maria Riccardelli su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Guidobaldo Maria Riccardelli

Inferiore alle suggestioni dell'omologo "1999: la conquista della Terra" questo capitolo ne è superiore nella realizzazione scenica e nel dinamismo. Gli effetti speciali assolvono egregiamente al primo punto, mentre per il secondo si impegna una regia attenta ed efficace, abile nelle scene d'azione e nella creazione dell'idea della ribellione. Ne nasce un buon film di fantascienza all'interno della saga, gradevole anche se valutato avulso da essa. Ad un buon Franco si affianca un...

voto al film: Guidobaldo Maria Riccardelli assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)



7 ottobre 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Stuntman Miglio

Trovare un prequel degno di nota, di questi tempi, è impresa sempre più ardua. La crisi d'idee prosegue dilagando e centinaia sono le produzioni inutili che s'annoverano fra remake, capitoli zero, sequel, reboot e chi più ne ha, più ne metta. Tolto il Batman di Nolan, a salvarsi sono veramente in pochi e fra questi mi sento di segnalare l'interessante opera seconda di Rupert Wyatt, regista britannico degno di menzione già ai tempi del discreto esordio con "Prison Escape". A quale tipo...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)

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7 ottobre 2012 Opinione di ethan su "L'alba del pianeta delle scimmie"
ethan

'L'alba del pianeta delle scimmie', diretto da Rupert Wyatt che, notizia di pochi giorni fa, verrà sostituito da Matt Reeves ('Cloverfield') per il seguito, è il prequel del classico di fantascienza 'Il pianeta delle scimmie' di Franklin J. Schaffner nel 1968. Pur non essendo un fan di questo tipo di film, bisogna riconoscere diversi pregi a tale opera: la bravura del regista nelle scene intimiste iniziali tra la scimmia Cesare e il dottore interpretato con personalità da James Franco e...

voto al film: ethan assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)

2 commenti
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2 ottobre 2012 Opinione di XANDER su "L'alba del pianeta delle scimmie"
XANDER

Uno dei migliori prequel che mi siano capitati di vedere. Un ritmo talmente veloce in cui l'adrenalina è alle stelle, merito non solo delle scene d'azione ma di una sceneggiatura azzeccata e priva di momenti banali. Gli effetti speciali di trucco sono stupendi e la colonna sonora di Patrick Doyle è straordinaria

voto al film: XANDER assegna il voto ottimo a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)


29 agosto 2012 Opinione di tobanis su "L'alba del pianeta delle scimmie"
tobanis

Dato che il grande pubblico l’aveva apprezzato molto, e pure la critica, questo film è stato una delusione. E’ un film che si vede tutto d’un fiato, che prende molto, ma che qua e là, è rovinato da vere cretinate. Alla fine, sono per una sufficienza. Anche la CG non mi è sembrata perfetta, anzi, vedi l’inizio film, quando si passa da uno scimpanzè vero a uno fatto al computer (o un modello poi rielaborato), la differenza è bella grossa. Peccato per i difetti della...

voto al film: tobanis assegna il voto sufficiente a L'alba del pianeta delle scimmie (2011)




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