L'alba del pianeta delle scimmie (2011)
Con James Franco, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton, Tyler Labine, Andy Serkis, John Lithgow, David Hewlett, Sonja Bennett, Leah Gibson, David Oyelowo, Jamie Harris, Ty Olsson, Madison Bell, Chelah Horsdal
01/08/2012
Dizionario dei film 2012 - I migliori film dell'anno ("L'alba del pianeta delle scimmie"), parte prima
Prefazione di Stefano Falotico, il Genius, Travis Bickle 1979, nato per essere Lui. Un altro magico journey nelle favole incantatorie del Cinema, nostro diletto supremo...
di Travis Bickle 1979
La trama
Will (James Franco), giovane scienziato, sta cercando di sviluppare una cura per l’Alzheimer attraverso la creazione di un virus benigno capace di riparare i danni provocati dal morbo. Quando la ricerca viene chiusa, Will decide di tenere con sé il figlio di una delle sue migliori cavie, lo scimpanzé Caesar. Ben presto, Caesar comincia a mutare a causa degli effetti del virus fino a divenire il capostipite di una nuova stirpe che dichiarerà guerra agli umani.
Niente più paradossi temporali bensì esperimenti genetici a raccontare la nostra obsolescenza, ma non è questo l’aggiornamento che colpisce in L’alba del pianeta delle scimmie quanto la straordinaria umanità di Caesar raggiunta con la performance capture Weta - la stessa utilizzata per i Na’vi di Avatar – e l’interpretazione di Andy Serkis, virtuoso di questa tecnica dai tempi di Gollum in Il Signore degli Anelli. Con occhi profondi, verdognoli e tristi, risulta quasi più umano di Will (comunque ben interpretato da Franco). Impossibile non provare un brivido di fronte alla possanza di queste scimmie, che solo passando tra le fronde generano una pioggia di foglie, e non tifare per loro quando si battono contro uomini dotati di armi ben superiori.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Fornasiero - FilmTV n. 39/2011
L'opinione più votata
Di Spaggy scritta il 21/09/2011 - utile per 22 utenti
Voto al film: 
Innanzitutto, plauso per non aver dato un’indicazione temporale all’ambientazione. Non si sa se siamo in pieno 2100 o ai giorni nostri, la storia si propaga per otto anni ma mai nessun indizio sulle date. È tutto talmente “contemporaneo” (auto, abitazioni, abiti, strumenti di lavoro, tecnologia) da spaventare per il pericolo imminente, per un contagio che potrebbe propagarsi attraverso la velocità della luce o di un aereo (a proposito, in sala evitate di alzarvi subito dopo aver visto partire i titoli di coda: aspettate qualche minuto e preparatevi già all’idea di un sequel del prequel). L’unico elemento che sposta psicologicamente l’allerta è il vedere a film inoltrato alcune immagini provenire da un notiziario che annuncia il primo sbarco dell’uomo su Marte (missione non fortunata, considerando che qualche giorno dopo fa un quotidiano strilla “Persi nello spazio?”), ancora troppo lontana come ipotesi realizzabile.
L’asse portante su cui poggiano i 100 e passa minuti del film è il concetto di progresso, associato alla ricerca sperimentale di un colosso della farmaceutica, da cui derivano disastrose conseguenze. I due estremi dell’asse sono il ricercatore Will Radmon e il direttore dell’azienda Jacobs. I due hanno motivi differenti per trovare una molecola che riesca a bloccare l’avanzata del morbo di Alzheimer: affettiva è la spinta che muove Will, pecuniaria quella che dirige le azioni di Jacobs. In fondo, Will non vuole altro che arrestare la degenerazione della mente del padre Charles, con cui vive in casa, finendo però col ritrovarsi al contempo figlio e padre: figlio naturale del musicista Charles e padre putativo dello scimpanzé Caesar, nato dalla cavia n. 9, oggetto di esperimenti del portentoso farmaco ALZ 1-12, capace di rigenerare le cellule cerebrali e di accrescere il livello d’intelligenza… entusiasmante prospettiva se non fosse per gli effetti collaterali che ne innesta e che in un primo momento stoppano la sperimentazione. Ovviamente sono tanti gli errori commessi da Will che vanno contro ogni forma di deontologia ma sorvoliamo per non affossare la pellicola: sperimentare un farmaco non approvato su un essere umano (e accorgersi di aver peggiorato la situazione dopo un apparente miglioramento) è da ergastolo ma siamo pur sempre in un film a carattere fantascientifico e accettiamo la follia che porta l’uomo a sostituirsi a Dio, pagandone il conto con gli interessi. ESPANDI +
- negative [6]
- sufficienti [19]
- positive [22]
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15 giugno 2013 Opinione di mmciak su "L'alba del pianeta delle scimmie"
"L'alba del pianeta delle scimmie" diretto nel 2011 da Rupert Wyatt, devo dire che mi è piaciuto. La storia si svolge a San Francisco, e racconta che il giovane scienziato Will, sta cercando di sviluppare una cura per l’Alzheimer attraverso la creazione di un virus benigno capace di riparare i danni provocati dal morbo. Quando però la ricerca viene chiusa,per l'aggressività dello scimpanzé e ucciso per questo,decide di tenere con sé il figlio di questa e lo chiama...
voto al film: 
25 dicembre 2012 Opinione di supadany su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Dopo il non troppo apprezzato “Il pianeta delle scimmie” di Tim Burton, la 20th Fox riprende in mano il soggetto scavando nelle radici dalle quali tutta la storia che già conosciamo ha preso linfa. Il risultato è un blockbuster che oltre allo spettacolo non rinnega importanti concetti universali avvalendosi di riusciti spunti che i mirabolanti effetti speciali rendono ancora più incredibili e coinvolgenti. Will (James Franco) è un capace ricercatore che facendo degli esperimenti...
voto al film: 
22 dicembre 2012 Opinione di michel su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Nessuna scimmia sarà libera finché ci sarà un uomo chiuso in gabbia.
voto al film: 
22 ottobre 2012 Opinione di scandoniano su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Il prequel del capolavoro di Scheffer è un atto scontato, nell’epoca del cinema senza idee. Si narra di come sia nato il pianeta narrato nel libro di Boulle e nell’omonimo film del 1968. “L’alba del pianeta delle scimmie” emoziona. L’empatia col protagonista umano Will (un sempre bravo James Franco) e la partecipazione emotiva alla trasformazione, personale e sociale, dello scimpanzè Caesar, tecnicamente definito alla perfezione e emotivamente tratteggiato con maestria...
voto al film: 
20 ottobre 2012 Opinione di Paul Hackett su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Gli studi sull'Alzheimer del ricercatore Will Rodman portano alla scoperta di un virus capace di accrescere enormemente l'intelligenza dei primati ma che si rivela letale per gli esseri umani. Così, mentre l'umanità si avvia ad essere decimata dalla diffusione del letale contagio, una razza di animali evoluti, guidati dalla scimmia Cesare, si propone come nuova dominatrice pianeta Terra. Confesso di non essere mai stato un grande fan del "Pianeta delle Scimmie", saga di fantascienza...
voto al film: 
15 ottobre 2012 Opinione di Guidobaldo Maria Riccardelli su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Inferiore alle suggestioni dell'omologo "1999: la conquista della Terra" questo capitolo ne è superiore nella realizzazione scenica e nel dinamismo. Gli effetti speciali assolvono egregiamente al primo punto, mentre per il secondo si impegna una regia attenta ed efficace, abile nelle scene d'azione e nella creazione dell'idea della ribellione. Ne nasce un buon film di fantascienza all'interno della saga, gradevole anche se valutato avulso da essa. Ad un buon Franco si affianca un...
voto al film: 
7 ottobre 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Trovare un prequel degno di nota, di questi tempi, è impresa sempre più ardua. La crisi d'idee prosegue dilagando e centinaia sono le produzioni inutili che s'annoverano fra remake, capitoli zero, sequel, reboot e chi più ne ha, più ne metta. Tolto il Batman di Nolan, a salvarsi sono veramente in pochi e fra questi mi sento di segnalare l'interessante opera seconda di Rupert Wyatt, regista britannico degno di menzione già ai tempi del discreto esordio con "Prison Escape". A quale tipo...
voto al film: 
7 ottobre 2012 Opinione di ethan su "L'alba del pianeta delle scimmie"
'L'alba del pianeta delle scimmie', diretto da Rupert Wyatt che, notizia di pochi giorni fa, verrà sostituito da Matt Reeves ('Cloverfield') per il seguito, è il prequel del classico di fantascienza 'Il pianeta delle scimmie' di Franklin J. Schaffner nel 1968. Pur non essendo un fan di questo tipo di film, bisogna riconoscere diversi pregi a tale opera: la bravura del regista nelle scene intimiste iniziali tra la scimmia Cesare e il dottore interpretato con personalità da James Franco e...
voto al film: 
2 ottobre 2012 Opinione di XANDER su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Uno dei migliori prequel che mi siano capitati di vedere. Un ritmo talmente veloce in cui l'adrenalina è alle stelle, merito non solo delle scene d'azione ma di una sceneggiatura azzeccata e priva di momenti banali. Gli effetti speciali di trucco sono stupendi e la colonna sonora di Patrick Doyle è straordinaria
voto al film: 
29 agosto 2012 Opinione di tobanis su "L'alba del pianeta delle scimmie"
Dato che il grande pubblico l’aveva apprezzato molto, e pure la critica, questo film è stato una delusione. E’ un film che si vede tutto d’un fiato, che prende molto, ma che qua e là, è rovinato da vere cretinate. Alla fine, sono per una sufficienza. Anche la CG non mi è sembrata perfetta, anzi, vedi l’inizio film, quando si passa da uno scimpanzè vero a uno fatto al computer (o un modello poi rielaborato), la differenza è bella grossa. Peccato per i difetti della...
voto al film: 
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- sufficienti [19]
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