Benvenuto a bordo (2011)
Con Franck Dubosc, Valérie Lemercier, Gérard Darmon, Luisa Ranieri, Lionnel Astier, Elisa Servier, Philippe Lellouche, Jean-Michel Lahmi, Guilaine Londez, Shirley Bousquet
La trama
Isabel, la responsabile delle risorse umane di una nota agenzia di navi da crociera, ha commesso l'errore di innamorarsi del suo capo, Jerome Berthelot, e di esserne l'amante per vario tempo, fino a quando un giorno lui rompe la relazione e la licenzia alla vigilia del primo viaggio di una nuova lussuosa nave. Per vendicarsi per essere stata mollata, Isabelle fa sì che a bordo della nave venga assunto come capo animazione Remy Pasquier, un disastro della natura che sogna di diventare artista e che si rivela un vero incubo per Berthelot, per il direttore di crociera e gli incauti passeggeri.
Ritmata e godibile all’inizio, la commedia diventa presto stanca e ripetitiva, appoggiandosi quasi interamente sull’umorismo stralunato e sugli azzurrissimi occhi sgranati del protagonista, il popolare comico francese Franck Dubosc, folletto sabotatore e idiot savant in un impianto narrativo che non brilla certo per originalità. Il cast di caratteristi, Valérie Lemercier e Gérard Darmon su tutti, s’impegna per mantenere un tono brillante, ma la noia prende il sopravvento.
SOCIOLOGIA DA CROCIERA
L'idea di realizzare un film ambientato su una nave da crociera, la Costa Atlantica, al regista Eric Lavaine è venuta prendendo in considerazione i guidizi dell'opione pubblica: nove volte su dieci, infatti, si crede che le crociere siano la destinazione ideale di gente annoiata o ricca che sceglie di sperperare i propri soldi per circondarsi di vecchi cantanti alla ricerca di un palco in cui esibirsi o di affrontare una vacanza stando a letto per via del mal di mare. La realtà, secondo il regista, è ben differente. La nave da crociera è prima di tutto un'isola galleggiante, popolata da gente di diversa estrazione sociale che durante il giorno, per forza di cose, è costretta a incontrarsi e interagire, creando una microsocietà in cui è possibile che accada di tutto.
GIRARE SULLA COSTA ATLANTICA
Con il desiderio che il film fosse il più leggero possibile ma con grande attenzione sui personaggi, gran parte delle cure del regista si sono concentrate sulla messa in scena. Girare su una nave da crociera non è semplice: la scenografia è già esistente e difficilmente si possono apportare delle modifiche per esigenze artistiche ma il direttore della fotografia Stephen Park è riuscito a far miracoli giocando con le luci o scegliendo particolari momenti della giornata per le riprese. Nelle scene di interni, poi, la cinepresa ha cercato di cogliere più i volti degli attori che tutto ciò che li circondava, in modo da focalizzarsi sulla storia, evitando così il rischio che lo spettatore perda il filo della trama distratto dalle "meraviglie" della nave.
UNA DONNA COME PROTAGONISTA
Dirigere un cast che tra attori professionisti e membri dell'equipaggio contava più di 4000 persone non era un'operazione semplice, così come semplice non era costruire delle trame parallele che giustificassero la presenza di tanti ruoli di supporto. I coprotagonisti delle varie avventure non potevano essere soltanto delle mere comparse e, di conseguenza, tutte le storie dovevano evolversi e trovare un punto in comune.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 24/2012
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