Chef (2012)

[Comme un chef, Francia 2012, Commedia, durata 84']   Regia di Daniel Cohen
Con Jean Reno, Michaël Youn, James Gerard, Julien Boisselier, Raphaëlle Agogué



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Chef: minimo
Ritmo ritmo in Chef: presente
Impegno impegno in Chef: assente
Tensione tensione in Chef: minimo
Erotismo erotismo in Chef: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto pessimo a Chef

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto pessimo a Chef (voti: 15 media: 2,73) 15

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locandina di Chef

Trailer italiano ufficiale

Chef Trailer italiano ufficialeplay

La trama

Il più grande sogno del giovane Jacky Bonnot (Michaël Youn) è riuscire un giorno a trasformare la sua passione per la cucina e il suo innato talento tra i fornelli in un'attività che gli permetta di sopravvivere e lasciarsi alle spalle le difficoltà che ha attraversato e che lo hanno portato a lavorare come cuoco nei luoghi più disparati. L'occasione giusta gli si presenta quando si imbatte in Alexandre Lagarde (Jean Reno), il miglior cuoco di tutta la Francia, che rischia di vedersi togliere una stella dalla critica enogastronomica. 

La sceneggiatura è prevedibile, il ritmo è compassato, il “contorno” un po’ insipido, ma Youn crea quella simpatia/empatia che ti spinge a rimanere a guardarlo e a tifare per lui. E tanto basta, anche perché il resto lo fa la fame che monterà, inevitabile, negli spettatori più buongustai, di sicuro felici dell’attacco senza se e senza ma del regista Daniel Cohen alla cucina molecolare e, ma con affetto, all’ossessione di cuochi, critici e grandi ristoranti per forchette e stellette. Cohen, Reno e Youn, in fondo, ci ricordano che una vecchia ricetta può essere più gustosa e appetibile di un’altra che cerca la modernità ma perde l’identità.

INCONTRI RAVVICINATI D'HAUTE CUISINE

Quando il regista Daniel Cohen ha cominciato a lavorare alla sceneggiatura del suo film il mondo della cucina non aveva ancora invaso i mass media. Non esistevano infatti tutti quei programmi che a qualsiasi ora del giorno impazzano nelle televisioni donando improvvisa popolarità ai cuochi tra i fornelli. Nonostante al cinema ci fosse stato l'esperimento della Disney con Ratatouille (2007), era dai tempi de L'ala o la coscia? (1976) che nessuna commedia avesse come sfondo l'universo culinario. Non conoscendo nulla di cucina, Cohen ha dovuto documentarsi, andando ad incontrare i cuochi più famosi di Parigi all'interno dei loro prestigiosi ristoranti a cinque stelle.

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CUCINARE UN FILM

La cucina è qualcosa che colpisce l'intimo delle persone e il loro immaginario. Ci sono piatti che si consumano tutti i giorni che assumono significati e sapori differenti in base all'attenzione con cui sono preparati o a seconda delle persone a cui sono destinati. Senza ombra di dubbio, si può affermare che cucinare è un'attività umana procreatrice di sentimenti ed emozioni e in cui l'elemento predominante è la passione, come aveva già dimostrato il cuoco Vatel alla corte di re Luigi XVI. Così come ai fornelli serve la giusta dose di equilibrio tra i vari ingredienti, anche il film ha dovuto dosare gli elementi della storia e tenerli in bilico tra dramma e commedia, sfiorando spesso il grottesco ma senza mai far passare in secondo piano la passione e l'umanità dei due protagonisti.

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La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 27/2012

Jean Reno ha da tempo attaccato il teschio amletico al chiodo: come attore, infatti, sfrutta il suo viso inconfondibile per gonfiare il portafoglio e lascia il suo grande talento in disparte in film di genere - preferibilmente commedie, ma anche thriller - in cui ne usa solo il minimo sindacale. E così la piacevolezza dei lungometraggi che interpreta si misura con la bravura delle sue spalle che diventano inevitabilmente protagoniste. Perché Jean è svogliato ma generoso. Qui Michaël Youn, un precario che per amore rinuncia al grande sogno di diventare chef sulle orme del suo idolo Lagarde, Reno appunto. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 28/06/2012 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto sufficiente

“Chef” (Comme un chef, 2012) è il terzo film (dopo “Une vie de prince” 1999 e “Les deux mondes” 2007)  del regista (attore e sceneggiatore) francese Daniel Cohen.
   Si deve partire subito da una considerazione di ordine (piuttosto) generale sulla commedia (in senso lato) e sul tipo di intrattenimento che vuole porre allo spettatore: in tale approccio il racconto può avere un valore funzionale a chi recita e in altri casi è il regista che antepone la scrittura al tutto e sopra gli attori. Volendo classificare il film divertente con questo tipo di approccio, va da sé che “Chef” appare un ‘piatto ben servito’ che rientra nella prima valutazione. E’ ovvio che qualsiasi cosa si voglia (e possa) dire appare quasi superfluo pensando a un gustoso (e ironico) cibo commestibile per passare novanta minuti senza pensieri e poca propensione alla indagine sociologica e culinaria (e non per ultimo averci venduto un certo prodotto confezionato con decenza e non incline ad un linguaggio ammiccante).
   “Chef” (data una premessa di idee futili riordinate) è da prendere con un respiro corto, non vuole sembrare (infatti non è altro da ciò che appare) quello che non è: una pellicola dignitosa di svago senza facezie complicate e senza scopi reconditi di alto (e basso) profilo. Tutto in una scrittura diluita, semplice, leggera, d’afflato e ridanciana al punto giusto: una miscela gradevole e aromatica per sorridere con delicatezza e distrarsi con intelligenza nascosta. Il cinema francese, a suo modo, cerca di offrire al pubblico prodotti diversificati con argomenti disparati: una media produzione, non certo sfavillante, che con onestà propina pellicole di fruizione immediata senza ricami ed orpelli inutili. L’aver coinvolto il duo Jean Renò-Michael Youn, l’uno attore affermato e senza nessuna conferma e l’altro attore televisivo conosciuto e da confermare, è un buon pretesto per una pellicola di genere-ristorazione appetibile a tutti per un incasso (sicuro) nel Paese amico e di discreto livello negli altri paesi europei. Certo che il livello recitativo è mediamente non su di giri e Renò di permette il lusso di non strafare (tutt’altro) mentre il comprimario non crede ai suoi occhi e con baldanza (da sketch televisivo) si adopera a duettare con il suo superiore per convincers(c)i di girare un film sulla cucina (francese e oltre).
   Nella certezza di non fare male a nessuno e di non esagerare il film scivola via come un salmone profumato di spezie o, se si vuole, come un bicchiere di vino rosso dell’annata ’61. Tutto per non far troppo scompisciare dal ridere il pubblico seduto al tavolo e non sgangherarsi le mandibole che gli sono care per assaggiare il menu del famoso ristorante (a tre stelle per il momento) di Lagarde. Un sciorinare recitativo allegro, vispo e senza tentennamenti alla indagine che invoglia chi guarda a lasciarsi andare e passare un tempo giusto rinfrescante (anche dalla sala) e salutare (anche perché fuori di casa nostra). ESPANDI +
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SI

Opinioni su Chef


8 maggio 2013 Opinione di scandoniano su "Chef"
scandoniano

Alexandre è un cuoco tacciato di essere ripetitivo e a cui inoltre viene intimato di piegarsi alle nuove esigenze di mercato che prevedono ingredienti congelati e additivi chimici. Alexandre non vuole piegarsi, ma ha bisogno della mano del preparatissimo ed appassionato Jacky, con il quale inizierà una collaborazione finalizzata a non perdere la terza “stella” sulla prossima guida gastronomica… Piccolo, minimalista (anche nella distribuzione), film sul mondo dei ristoranti, firmato...

voto al film: scandoniano assegna il voto pessimo a Chef (2012)


3 aprile 2013 Opinione di hupp2000 su "Chef"
hupp2000

Commediola senza pretese e piuttosto prevedibile nei suoi sviluppi. Alexandre Lagarde (Jean Reno), autentica star della gastronomia francese, sembra giunto al capolinea della sua gloriosa carriera, quando si imbatte nel giovane Jacky Bonnot (Michael Youn), modesto operaio che coltiva il sogno di diventare a sua volta cuoco di fama mondiale. Dall’incontro nasce un sodalizio non privo di conflittualità. Insieme affronteranno una serie di peripezie per riuscire a conservare le tre classiche...

voto al film: hupp2000 assegna il voto sufficiente a Chef (2012)

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29 marzo 2013 Opinione di Pietro1729 su "Chef"
Pietro1729

Un film molto semplice e non con tante pretese.A mio parere é troppo corto,ripetitivo ed é una storia giá vista ma ha quel tocco di simpatia che ti spinge a finirlo di guardare. Giudizio finale:6+

voto al film: Pietro1729 assegna il voto sufficiente a Chef (2012)


24 dicembre 2012 Opinione di ironsax su "Chef"
ironsax

film divertente.

voto al film: ironsax assegna il voto buono a Chef (2012)



29 agosto 2012 Opinione di mc 5 su "Chef"
mc 5

Questa pellicola è uscita nelle sale da circa un mese e mezzo ed ha avuto un proprio ciclo tutto sommato piuttosto breve. Schiacciato da una programmazione in quei giorni ancora abbastanza varia alle soglie del vuoto estivo, il film ha fatto capolino nelle posizioni basse della classifica uscendone però molto presto. Magari in altro periodo avrebbe incontrato maggiori chances tra il pubblico da multisala, con quel manifesto decisamente "piacione", coi due protagonisti che ammiccano...

voto al film: mc 5 assegna il voto buono a Chef (2012)

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24 agosto 2012 Opinione di alan smithee su "Chef"
alan smithee

Piccola gradevole e molto divertente sorpresa estiva, uscita in realta’ mesi orsono quando la programmazione fitta e sovrapposta non mi ha consentito ne’ di vedere, ne’ di prendere nemmeno in considerazione questa piccola spiritosa opera prima dell’attore Daniel Cohen. Filmino francese brillante e di buon ritmo, gustoso e saporito come i piatti che sono al centro della vicenda, effervescente e talvolta fin un po’ eccessivamente zuccherino nel suo svilupparsi tra scenette...

voto al film: alan smithee assegna il voto sufficiente a Chef (2012)

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15 luglio 2012 Opinione di M Valdemar su "Chef"
M Valdemar

Il recente successo di alcune commedie d’Oltralpe sta portando a una vera e propria - ma non sempre giustificata - “invasione”. Chef approda sul suolo italico con la facci(on)a della star Jean Reno sparata in primo piano sulla locandina, accanto a Michaël Youn, eclettico personaggio dello spettacolo assai noto in Francia, per noi uno sconosciuto con l’aria simpatica. Il copione brillante va sul sicuro giocandosi la carta della strana e malassortita coppia, unita da eventi...

voto al film: M Valdemar assegna il voto mediocre a Chef (2012)

6 commenti
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28 giugno 2012 Opinione di lorenzodg su "Chef"
lorenzodg

“Chef” (Comme un chef, 2012) è il terzo film (dopo “Une vie de prince” 1999 e “Les deux mondes” 2007)  del regista (attore e sceneggiatore) francese Daniel Cohen.    Si deve partire subito da una considerazione di ordine (piuttosto) generale sulla commedia (in senso lato) e sul tipo di intrattenimento che vuole porre allo spettatore: in tale approccio il racconto può avere un valore funzionale a chi recita e in altri casi è il regista che antepone la scrittura al tutto e...

voto al film: lorenzodg assegna il voto sufficiente a Chef (2012)

4 commenti
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21 giugno 2012 Opinione di miss brown su "Chef"
miss brown

Ci sono molte ragioni per cui un grande attore gira brutti film. Ci sono gli onnivori, come Harvey Keitel o Gérard Depardieu, che danno di matto se non girano almeno 5 film l'anno: per la legge dei grandi numeri è inevitabile che finiscano per inciampare nella porcheriola commerciale o nel finto film d'autore, capita. Ci sono quelli che hanno improvvisamente o perennemente bisogno di soldi: è capitato negli anni '70-'80 ad alcuni seri professionisti italiani, a cui d'un tratto sono...

voto al film: miss brown assegna il voto pessimo a Chef (2012)

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