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    Chef

    • Comme un chef

    • Francia
    • Genere: Commedia
    • durata 84'
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    Regia di Daniel Cohen

    Con Jean Reno, Michaël Youn, James Gerard, Julien Boisselier, Raphaëlle Agogué Vedi cast completo

    • In TV
    • Rai Movie
    • Ore 21:10
    altre VISIONI

    Trama

    Il più grande sogno del giovane Jacky Bonnot (Michaël Youn) è riuscire un giorno a trasformare la sua passione per la cucina e il suo innato talento tra i fornelli in un'attività che gli permetta di sopravvivere e lasciarsi alle spalle le difficoltà che ha attraversato e che lo hanno portato a lavorare come cuoco nei luoghi più disparati. L'occasione giusta gli si presenta quando si imbatte in Alexandre Lagarde (Jean Reno), il miglior cuoco di tutta la Francia, che rischia di vedersi togliere una stella dalla critica enogastronomica.

    Approfondimento

    INCONTRI RAVVICINATI D'HAUTE CUISINE

    Quando il regista Daniel Cohen ha cominciato a lavorare alla sceneggiatura del suo film il mondo della cucina non aveva ancora invaso i mass media. Non esistevano infatti tutti quei programmi che a qualsiasi ora del giorno impazzano nelle televisioni donando improvvisa popolarità ai cuochi tra i fornelli. Nonostante al cinema ci fosse stato l'esperimento della Disney con Ratatouille (2007), era dai tempi de L'ala o la coscia? (1976) che nessuna commedia avesse come sfondo l'universo culinario. Non conoscendo nulla di cucina, Cohen ha dovuto documentarsi, andando ad incontrare i cuochi più famosi di Parigi all'interno dei loro prestigiosi ristoranti a cinque stelle. Ha così potuto constatare in prima persona come questi trattino ogni dettaglio con cura e precisione quasi maniacale, alla ricerca della perfezione. Nel vederli all'opera, infatti, ha spesso avuto la sensazione di trovarsi di fronte ai grandi pittori del Settecento: l'attenzione per i particolari era tale che sezionavano ogni elemento come farebbe un artista per impressionarlo sulla sua tela. Ha potuto così carpire i segreti di una professione che presenta risvolti sorprendenti grazie all'approccio divertente - e allo stesso tempo coinvolgente e familiare - che i cuochi hanno con i loro piatti, cercando di cogliere i comportamenti simbolici o indicativi di un ambiente di lavoro affascinante come farebbe un apprendista desideroso di soffiare il posto al proprio maestro pluridecorato.

    CUCINARE UN FILM

    La cucina è qualcosa che colpisce l'intimo delle persone e il loro immaginario. Ci sono piatti che si consumano tutti i giorni che assumono significati e sapori differenti in base all'attenzione con cui sono preparati o a seconda delle persone a cui sono destinati. Senza ombra di dubbio, si può affermare che cucinare è un'attività umana procreatrice di sentimenti ed emozioni e in cui l'elemento predominante è la passione, come aveva già dimostrato il cuoco Vatel alla corte di re Luigi XVI. Così come ai fornelli serve la giusta dose di equilibrio tra i vari ingredienti, anche il film ha dovuto dosare gli elementi della storia e tenerli in bilico tra dramma e commedia, sfiorando spesso il grottesco ma senza mai far passare in secondo piano la passione e l'umanità dei due protagonisti. Tutte le situazioni, anche le più deliranti, servono a mettere in contatto i due protagonisti, a farli interagire e a suscitare le loro reazioni. Nonostante siano uno l'apprendista e l'altro il grande chef, è possibile invertire i ruoli a seconda del punto di vista dal quale li si osserva.
    Non dimenticando, poi, le diverse correnti di pensiero che da anni rivalutano la cucina tradizionale o, viceversa, promuovono nuove tecniche di cottura, il regista si è divertito a inserire all'interno della trama anche un cuoco molecolare (interpretato dall'attore Santiago Segura, spagnolo così come i migliori esperti di cucina molecolare) e un giovane cuoco inglese (per rimarcare la popolarità della cucina di sua maestà), senza però prendere mai posizione su cosa sia migliore e cosa no.
    Dopo aver scelto gli ingredienti giusti (gli attori) e aver avuto prova della loro alchimia sia dalle prime immagini girate, per i set non si poteva pretendere di girare all'interno di veri ristoranti e, a parte le scene realizzate nella prestigiosa accademia Grégoire-Ferrandi e all'Istituto del Mondo Arabo, si è optato per una ricostruzione fedele delle cucine dei grandi bistrot parigini, dove per risultare ancora più attinenti alla realtà hanno cucinato dei veri cuochi professionisti:  secondo Cohen, infatti, è più facile che un cuoco sia credibile come attore piuttosto che un attore insceni verosimilmente le complesse operazioni che avvengono in cucina.
    Ciliegina sulla torta sono poi le musiche, utili a dare ritmo alla storia. A metà strada tra le sonorità latine e quelle classiche, ha lavorato alla colonna sonora l'italiano Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche del film La vita è bella (1997), rendendola leggera e molto francese, nonostante di fondo vi sia una forte connotazione melodica italiana.

     

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    Note

    La sceneggiatura è prevedibile, il ritmo è compassato, il “contorno” un po’ insipido, ma Youn crea quella simpatia/empatia che ti spinge a rimanere a guardarlo e a tifare per lui. E tanto basta, anche perché il resto lo fa la fame che monterà, inevitabile, negli spettatori più buongustai, di sicuro felici dell’attacco senza se e senza ma del regista Daniel Cohen alla cucina molecolare e, ma con affetto, all’ossessione di cuochi, critici e grandi ristoranti per forchette e stellette. Cohen, Reno e Youn, in fondo, ci ricordano che una vecchia ricetta può essere più gustosa e appetibile di un’altra che cerca la modernità ma perde l’identità.

    Commenti (3) vedi tutti

    • Normale Commediola Francese estiveggiante a base di piatti succulenti e poc'altro da ricordare … forse la bella Attrice Protagonista.voto.1.

      commento di chribio1
    • Un film molto semplice e non con tante pretese.A mio parere é troppo corto,ripetitivo ed é una storia giá vista ma ha quel tocco di simpatia che ti spinge a finirlo di guardare.Giudizio finale:6+

      commento di Pietro1729
    • film divertente.

      commento di ironsax
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    Recensioni

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    lorenzodg di lorenzodg
    6 stelle

    “Chef” (Comme un chef, 2012) è il terzo film (dopo “Une vie de prince” 1999 e “Les deux mondes” 2007)  del regista (attore e sceneggiatore) francese Daniel Cohen.    Si deve partire subito da una considerazione di ordine (piuttosto) generale sulla commedia (in senso lato) e sul tipo di intrattenimento che vuole porre allo spettatore: in tale approccio il racconto può avere un... leggi tutto

    4 recensioni sufficienti

    Recensioni

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    mc 5 di mc 5
    8 stelle

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    1 recensioni positive

    Recensioni

    La recensione più votata delle negative

    M Valdemar di M Valdemar
    4 stelle

    Il recente successo di alcune commedie d’Oltralpe sta portando a una vera e propria - ma non sempre giustificata - “invasione”. Chef approda sul suolo italico con la facci(on)a della star Jean Reno sparata in primo piano sulla locandina, accanto a Michaël Youn, eclettico personaggio dello spettacolo assai noto in Francia, per noi uno sconosciuto con l’aria simpatica. Il copione... leggi tutto

    5 recensioni negative

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