...Non ci posso credere (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in ...Non ci posso credere: presente
Ritmo ritmo in ...Non ci posso credere: presente
Impegno impegno in ...Non ci posso credere: minimo
Tensione tensione in ...Non ci posso credere: assente
Erotismo erotismo in ...Non ci posso credere: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a ...Non ci posso credere

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a ...Non ci posso credere (voti: 12 media: 2,92) 12

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La trama

Alessandro (Stefano Accorsi) insegna musica in una scuola di Strasburgo e divide casa con Irina, la figlia quindicenne, e con il fratello Luigi (Neri Marcorè), soprannominato Crampone, un mezzo anarchico che continua a chiedere lo status di rifugiato politico da quando in Italia è al potere Berlusconi. Il professore, che ha messo da parte le sue esigenze sentimentali per crescere la figlia, si ritroverà a scoprire un mondo tutto nuovo e a rivalutare le proprie scelte quando Irina si innamorerà per la prima volta di un ragazzo della sua età. 

L'opinione più votata

Di hupp2000 scritta il 06/11/2012 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Dopo il meritatissmo César del 2008 come migliore opera prima per « Il y a longtemps que je t’aime » (« Ti amerò sempre »), Philippe Claudel confeziona un altro gioiello la cui visione mi ha fatto letteralmente imbestialire e spiegherò perché. Cominciamo dalla trama. Alessandro (Stefano Accorsi) è un professore italiano di musica barocca a Strasburgo, dove vive con la figlia quindicenne Irina e il fratello, uno stravagante anarchico soprannominato Crampone (Neri Marcorè). Quest’ultimo si è trasferito in Francia, considerandosi rifugiato politico da quando Silvio Berlusconi governa la Penisola. La madre di Irina è morta cinque mesi dopo aver messo al mondo la figlia. Alessandro non è ancora riuscito ad elaborare il lutto, come si suol dire con un’orrida espressione pseudo-psicoanalitica, ma è un giovane padre dinamico, lettore di libri per anziani ricoverati, membro di una corale di musica barocca, circondato da amici e persone solidali. Vivendo con una figlia quindicenne intelligente e inevitabilmente ribelle e un fratello gentile e affettuoso quanto pazzoide, ha la sensazione di accudire due adolescenti. Scoprirà di essere proprio lui a dover compiere un ulteriore passo di crescita umana e sentimentale. L’immagine dell’ «italianità» proposta da Philippe Claudel è interessante. Il regista è mosso da sincera simpatia nei confronti di questi due fratelli italici, l’uno positivamente integrato nella società francese, l’altro inarrestabile personaggio da commedia dell’arte, tanto ammirata Oltralpe. Il film procede spedito, i momenti divertenti non mancano, come non mancano le situazioni commoventi, Strasburgo è fotografata con eleganza, la colonna sonora non manca di classe... Eppure, la visione di questo film, come ho detto, mi ha fatto imbestialire! Ma come? Una volta tanto, un autore francese mette in scena due Italiani di oggi credibili, due figure positive, li inserisce nel contesto europeo che meritano (Strasburgo va oltre la Francia) ma, per quanto ne sappia, la pellicola non viene vista praticamente da nessuno qui da noi, mentre in Francia vanno a vederlo in sala quasi seicentomila spettatori! Un bel giorno, una emittente del gruppo Sky decide di trasmetterlo in televisione con due scelte possibili : versione originale o versione italiana. Patatrac! Ma come? Il punto di forza, la finezza di questa elegante commedia risiede innanzi tutto nel suo impianto linguistico. Alessandro, divenuto ormai francese e francofono a tutto tondo, non ha in alcun modo rinnegato le sue origini e si rivolge al fratello in italiano. Quest’ultimo, però, ha deciso di abbandonare la lingua di Dante finché Berlusconi sarà al potere e si ostina ad esprimersi solo nella lingua di Molière. Ne scaturiscono dialoghi in cui le due lingue s’intrecciano, con scivolate da entrambe le parti, scambi esilaranti e di grande naturalezza, nel corso dei quali Stefano Accorsi e Neri Marcorè sono al meglio del loro talento recitativo. C’è poi Irina, la figlia di Alessandro, interpretata dall’ottima e promettente Lisa Cipriani. Nelle situazioni di conflitto con il padre, sbotta in lingua italiana, con pronunciato accento francese. Coregge gli errori di lingua dello stravagante zio. Lascio immaginare a cosa porti tutto questo nella versione doppiata interamente in italiano. Torna alla mente lo scempio perpetrato con il doppiaggio di « Le Mépris » di Jean-Luc Godard (1963), un obbrobrio tale, che il regista rifiutò di essere accreditato come autore di quella versione. Philippe Claudel potrebbe fare altrettanto per questo suo film. Perché Sky non ne ha previsto la sottotitolatura? Perché non si deve sapere che eccellenti attori italiani partecipano alla bella avventura del cinema francese degli ultimi tre decenni? Non so se « Tous les soleils » sia mai uscito nelle sale italiane, ma non ha alcuna importanza. Se ne sarebbe comunque vista l’edizione sciaguratamente doppiata. A dispetto di tanto disastro, segnalo la sorprendente prestazione di Neri Marcorè. Surclassa il pur bravo Stefano Accorsi, dando vita ad un personaggio degno degli Alberto Sordi e Nino Manfredi nelle migliori commedie all’italiana.
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SI

Opinioni su ...Non ci posso credere


4 marzo 2013 Opinione di zombi su "...Non ci posso credere"
zombi

personalità degna di essere seguita philippe claudel come regista per il suo precedente film con la splendida kristin scott-thomas, sia come scrittore per il suo romanzo che mi piacque tanto "le anime grigie". ripescato per caso ieri sera in seconda serata su sky, ho pure tentato di guardarlo in originale(su consiglio di hupp2000)ma senza sottotitoli e senza un'adeguata conoscenza della lingua parlata nel film mi sembrava troppo impegnativa per una seconda serata in cui ho faticato pure ad...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a ...Non ci posso credere (2011)

nessun commento
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1 febbraio 2013 Opinione di memi su "...Non ci posso credere"
memi

"Pescato" per caso in videoteca tra tanti film mai visti. E' stato una piacevole sorpresa. Risate e tenerezza si alternano a momenti di riflessione sul mondo degli adolescenti, sul rapporto coi propri amici... Bravi tutti gli attori da Accorsi a Lisa Cipriani. Un Marcorè che supera se' stesso, interpreta benissimo i miei sentimenti e, penso, quello di molti altri riguardo il nostro Paese. Lo vedremo mai nei nostri teleschermi?

voto al film: memi assegna il voto buono a ...Non ci posso credere (2011)



13 gennaio 2013 Opinione di fata83 su "...Non ci posso credere"
fata83

Il DOPPIAGGIO è una cosa seria! Accorsi è un bravo attore, ma ha distrutto il film con il suo doppiaggio pessimo. 

voto al film: fata83 assegna il voto pessimo a ...Non ci posso credere (2011)

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18 dicembre 2012 Opinione di LorCio su "...Non ci posso credere"
LorCio

Incredibile scivolone dell’autore del bello e sopravvalutato Ti amerò sempre (che poteva contare sulla magistrale performance di Kristin Scott Thomas), questa fragilissima commedia sentimentale sui turbamenti di una famigliola italiana in Francia. Tentando di ripristinare un cinema morto e defunto che da un punto di vista commerciale aveva creato un sistema importante e fortunato nell’ambito delle coproduzioni e da un punto di visto culturale aveva saputo arginare le millenarie...

voto al film: LorCio assegna il voto mediocre a ...Non ci posso credere (2011)

nessun commento
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6 novembre 2012 Opinione di hupp2000 su "...Non ci posso credere"
hupp2000

Dopo il meritatissmo César del 2008 come migliore opera prima per « Il y a longtemps que je t’aime » (« Ti amerò sempre »), Philippe Claudel confeziona un altro gioiello la cui visione mi ha fatto letteralmente imbestialire e spiegherò perché. Cominciamo dalla trama. Alessandro (Stefano Accorsi) è un professore italiano di musica barocca a Strasburgo, dove vive con la figlia quindicenne Irina e il fratello, uno stravagante anarchico soprannominato Crampone (Neri Marcorè)....

voto al film: hupp2000 assegna il voto buono a ...Non ci posso credere (2011)

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28 ottobre 2012 Opinione di Stuntman Miglio su "...Non ci posso credere"
Stuntman Miglio

Non ci posso credere, lo dico anch'io. Philippe Claudel è veramente lo stesso regista di quel "Ti amerò sempre" con Kristin Scott Thomas?? Se la risposta è sì, be', stiamo freschi. "...Non ci posso credere" è un'opera seconda decisamente non all'altezza delle aspettative. Qualunquista, retorico e noioso, ben lontano dall'impatto emotivo esercitato dal suo predecessore, risulta talmente qualunquista e scontato da farti strabuzzare gli occhi per lo stupore. Voglio dire, un altro rapporto...

voto al film: Stuntman Miglio assegna il voto mediocre a ...Non ci posso credere (2011)

2 commenti
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5 aprile 2012 Opinione di urios su "...Non ci posso credere"
urios

un film davvero godibile, intelligente e spiritoso, con un cast ben amalgamato. Uno spaccato di vita, dalla ricerca di un partner via internet al rifiuto della politica italica... Marcoré crea un personaggio eccezionale, Accorsi al massimo della bravura...

voto al film: urios assegna il voto buono a Tous les soleils (2011)

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