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Lower City

Regia di Sérgio Machado vedi scheda film

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La recensione su Lower City

di lao
8 stelle

In Lower city un gallo bianco e uno nero si scontrano ferocemente nel ring scalcagnato di una balera della periferia carioca, ove spettacoli del genere sono molto diffusi. L’addestramento e forse il doping rendono furiosi i due animali e una lotta all’ultimo sangue è, a ben guardare, il motivo ispiratore della pellicola. Infatti i protagonisti diversi nel colore della pelle, eppure “ fratelli” fin dall’infanzia per condizioni sociali, innamorandosi della stessa donna, diventano nemici e il loro barcamenarsi fra un espediente e l’altro su un battello si trasforma in un combattimento prima di sguardi e gesti poi in un vero e proprio scontro di pugili rabbiosi. Ed analogamente alle innocue bestie da cortile gli esseri umani possono essere condizionati, se rinchiusi in un recinto e se nelle loro vene vengono iniettate sostanze alteranti: a trascinare fuori di sé fino all’abbrutimento l’uomo è il sesso, inteso come bisogno ossessivo di possedere il corpo dell’altro/a. Per questo la suburra brasiliana di Lower city è in realtà una dark room, priva di luce e soffocante, entrando nella quale si dimentica di avere un’identità, preda di un delirio invasivo, al quale nessuno è immune e che può portare al suicidio un tranquillo padre di famiglia dopo il mancato rapporto con una prostituta: il morbo corrode le anime si insinua in un mondo caratterizzato da precarietà di valori e da instabilità economica ed affettiva.Così la nipote d’arte Alice Braga, nella parte della giovane lucciola e ballerina di lap dance, Karinna, irrompendo nella neutralità idilliaca fra i due maschi compagni inseparabili di vita, funziona da potente allucinogeno estirpatore di sentimenti e volontà autonoma, ma a sua volta subisce la forza attraente e specularmente virile di entrambi: non si tratta in nessun caso di amore, bensì di una passione molto più torbida e angosciante, giacché le urgenze insopprimibili della carnalità allo stato puro senza mediazioni rendono ancora più irrealizzabile dell’utopia intellettualistica e romantica il triangolo erotico. Il connubio fra Jules e Jim e i fumosi postriboli brasiliani stride e lo schema sperimentato nei quartieri poveri denuncia una tragica banalità: nella bacinella l’acqua si tinge di rosso e non è il vino, dono d’amore alle nozze di Cana. Mio blog: http://spettatore.ilcannocchiale.it

Cosa cambierei

avrei evita il folklore sui titolo di coda

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