La febbre dell'oro (1925)
Con Charles Chaplin, Georgia Hale, Mark Swain, Tom Murray, Henry Bergman
La trama
Charlot è nel Klondike sulle tracce del prezioso metallo, ma su di lui hanno più presa gli occhi di una ballerina. Dopo una tempesta di neve Charlot si ritrova in una capanna in bilico sul baratro, in compagnia di un altro cercatore, il corpulento Giacomone che, affamato, lo scambia per un gigantesco pollo e tenta di divorarlo. Charlot si deve poi accontentare di una scarpa e dei suoi lacci come spaghetti.
Il pezzo memorabile del film è però la danza dei panini fatta per allietare (in sogno) la serata alla ragazza e alle sue amiche. La felicità è solo rimandata: a quando l'oro trovato con l'amico rende l'omino ricco e ammirato.
L'opinione più votata
Di GIMON 82 scritta il 04/06/2012 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Charlie Chaplin.
Questa filosofia "chapliniana" è il modo di concepire il ridicolo da parte dell'artista britannico,"La Febbre dell'oro" è un manifesto imperante del suo saggio pensiero.Il film nacque quando ospite di Douglas Fairbanks e Mary Pickford,Chaplin visiono' delle diapositive su dei cercatori d'oro del Klondike(Alaska) nel 1898.Rimase molto affascinato dall'esodo biblico della "corsa all'oro", inoltre lesse un libro su una spedizione denominata Donner,avvenuta nel 1845,in cui si verifico' una tragedia causata dalle calamita' naturali.I dispersi per poter sopravvivere si "cibarono" dei cadaveri dei compagni e dei loro mocassini con annesse stringhe.Un connubio di drammi che fu la scintilla di un idea geniale: costruire un film sull'agognata ricerca dell'oro sui monti ghiacciati e le "vie" impervie dell'Alaska.Nasce cosi' "La febbre dell'oro" il film per cui Chaplin dichiaro' "di voler esser ricordato",una favola reale ricca di trovate comiche che si fondono tra dramma,riso ed onirico.Il tema centrale oltre alla rincorsa alla ricchezza è quello della fame atavica,resa dal genio inglese "un lirismo del digiuno" formante le scene CULT del film:Charlot si "trasforma" in pollo,rischiando un arrosto in piena regola,tutto è parte di "visioni" immaginarie rese autentiche da una fame che ti "ciba" delle tue scarpe.La fame è nel vagabondo il "sintomo" di una "dignita'" da emarginato,Chaplin nei film pone la fame al centro di tutto,un qualcosa di insito nell'animo: quello di un bambino che ha patito la fame nella Londra dickensiana.Una compagna di viaggio nel vagabondo,un tema portante,oltre all'emarginazione di un omino solo nelle disgrazie e sopratutto nell'amore.Charlot sui monti dell'Alaska è un folletto metafisico,spuntato dal nulla che condivide la rincorsa all'oro con due "compagni" temibili: un criminale e un omone nerboruto,due disperati come lui contro la "rabbia" della natura e una speranza di ricchezza.Gia' la ricchezza; un simbolo di un elevazione sociale che ti sollevi dalla solitudine,una brutta bestia,"compagna" di mille sventure che ti guida all'interno di un tabarin,dove il cuore ti porta da una ballerina....che ti considera "invisibile" in mezzo alla massa,salvo un "recupero" per attirare le gelosie di un pretendente.La potenza del riso è racchiusa al centro di una sala da ballo con Charlot "portato a spasso dal cane".La scena preferita dello stesso Chaplin,in cui ci mostra la cruda realta' dello straccione di turno in un connubio tra "satira" sociale" e comica.Ecco perchè "The gold rush" è l'esempio della vita nello schermo,Chaplin considera dramma e riso emozioni viventi nella luce dello stesso sogno: quello di una solitudine all'addiaccio nella notte di capodanno,dove anche i panini danzano poeticamente,tutto fa parte dell'enorme poesia che è la VITA,in tutti i suoi respiri,lacrime,danze e sospiri.L'icona di Chaplin è impressa in ogni metro di questa pellicola.La filosofia dell'esistenza è quella di chi ha patito l'amarezza e le tristezze,sapendo che vivono abbracciate all'interno di ogni animo in compagnia del riso e dell'ilare.Ogni film gode dell'attimo sublime che ne è un "manifesto",qui è forse l'ultima scena:l'incontro dell'omino con la ragazza, dove Chaplin rende "giustizia" all'emarginato Charlot.Nella sua veste "pezzente" viene riconosciuto dalla donna e accettato per quello che è:un candido gentiluomo un sognatore a cui l'onirico allevia il dramma umano.L'oro "ritrovato" è la bandiera di una societa' capitalista,"simbolo" della diseguaglianza sociale a cui un poveraccio non puo' ambire,se non aiutato da "un'ordine nascosto":IL FATO,tutto è casuale e rego(a)lato da leggi misteriose che sublimano l'happy end di uno Charlot remissivo e "ingenuo" rispetto ad altri film,ma decisamente dal "CUORE D'ORO"........
- negative [4]
- positive [31]
- leggi tutte le opinioni
4 giugno 2012 Opinione di GIMON 82 su "La febbre dell'oro"
"E' paradossale che nell'elaborazione di una comica la tragedia stimoli il senso del ridicolo;perchè il ridicolo,immagino è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia,alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura,se non vogliamo impazzire" Charlie Chaplin. Questa filosofia "chapliniana" è il modo di concepire il ridicolo da parte dell'artista britannico,"La Febbre dell'oro" è un manifesto imperante del suo saggio pensiero.Il film nacque...
voto al film: 
3 giugno 2012 Opinione di IGLI su "La febbre dell'oro"
Capolavoro assoluto del cinema muto. Molte, tante le sequenze da antologia...Grandissimo Chaplin
voto al film: 
9 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La febbre dell'oro"
Fatta salva la grande ecletticità di Charlot e la sua indiscutibile capacità comunicativa pur nel contesto del muto, resta poco. Il film sente pesantemente tutti i suoi anni e non comunica in fondo nessun significato altro. La comicità di molte gag non ha più efficacia e questo non può non pesare sulla visione. Bravo Chaplin, poco da obiettare ma il film non merita i canoni di capolavoro assoluto che gli sono stati tributati.
voto al film: 
30 ottobre 2011 Opinione di antonio de curtis su "La febbre dell'oro"
Grande successo e capolavoro artistico di Chaplin che trasporta il suo celebre personaggio sulle nevi del Klondyke alla ricerca dell'oro, in mezzo ad una natura ostile ricreata in studio ma straordinariamente realistica e che diventa essa stessa personaggio. Diversi momenti indimenticabili (tra questi la danza dei panini) per un film giustamente celebrato come un classico del cinema
voto al film: 
7 giugno 2011 Opinione di Cannella su "La febbre dell'oro"
Grande comicità ma anche storia, umanità... di Chaplin ce n'è stato SOLO UNO. GRANDE !
voto al film: 
14 gennaio 2011 Opinione di PompiereFI su "La febbre dell'oro"
Quali coordinate ha la fortuna? Qual è la direzione da prendere per raggiungerla, trovare pepite d’oro, diventare ricchi e dare uno schiaffo alla miseria? Basta disegnare una bussola su di un foglio di carta, girarsi alla bell’e meglio e come più ci conviene, e dirigersi a Nord, sempre a Nord, fino ad arrivare sulle piste innevate del Klondike, oltre l’Alaska. E’ questa la condotta del geniale Charlot, sconclusionato “cercatore per...
voto al film: 
13 novembre 2010 Opinione di Mattyman su "La febbre dell'oro"
Uno dei maggiori film di Chaplin avente protagonista Charlot, pieno di geniali trovate cinematografiche e memorabili scene. Chaplin si dimostra ancora una volta abilissimo nell'unire al tragico il comico, sapendo scherzare su elementi serissimi ma non apparendo mai fuori luogo o di cattivo gusto, per poi però farci commuovere anche solo con uno sguardo o una movenza (da citare la scena in cui il protagonista apre la porta e sente i rumori della festa solo e sconsolato). La scena della...
voto al film: 
17 agosto 2010 Opinione di bellahenry su "La febbre dell'oro"
rimango sempre colpito dalla chiarezza che trasmettono i film di chaplin senza l'utilizzo dell'audio,qui aggiunto dopo e decisamente un optional. la storia come sempre ha momenti di dramma e di gioia sempre conditi dall'umorismo geniale del protagonista.Bello
voto al film: 
8 agosto 2010 Opinione di XANDER su "La febbre dell'oro"
Le storie dei film di Chaplin sono drammatiche, in realtà è lui che le trasforma in situazioni comiche con buffe gag, basti pensare alla sopravvivenza e alla casa che si trova in bilico. Memorabile per me più questa scena per via dei grandissimi effetti speciali che per la scena dei panini
voto al film: 
6 gennaio 2010 Opinione di mondolariano su "La febbre dell'oro"
Poche parole per definire il capolavoro di Chaplin dopo “Luci della ribalta”. Bisogna solo vederlo. Come certe cose che più invecchiano e più diventano belle, così la comicità spontanea di Giacomone e il trucco ingenuo del pollo gigante sono l’emblema di un’origine. Il cinema ha avuto origine qui, come il film stesso narra l'avventura dei pionieri agli albori di una nazione. Memorabile e commovente. Non...
voto al film: 
- negative [4]
- positive [31]
- leggi tutte le opinioni



























