Espandi menu
cerca
Fellini Satyricon

Regia di Federico Fellini vedi scheda film

Recensioni

L'autore

Utente rimosso (signor joshua)

Utente rimosso (signor joshua)

Iscritto dal 30 novembre -0001 Vai al suo profilo
  • Seguaci 3
  • Post -
  • Recensioni 501
  • Playlist 1
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi
Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Fellini Satyricon

di Utente rimosso (signor joshua)
6 stelle

Straordinario esercizio di nulla, per un Fellini ormai definitivamente entrato in una parte molto particolare della sua carriera, fatta di luci mistiche, di colori accesi, di paesaggi lussureggianti, di regge, di costumi, di sesso e di storia; il periodo delle “carnevalate”. Satyricon (già il titolo la dice lunga) si muove sinuosamente nella Roma dei fori imperiali, calcando volutamente la mano sull'aspetto simil fantasy: il film si svolge a Roma, si, ma è una Roma filtrata, spezzata, livellata e ricostruita dalla mente di Fellini, che ne fa un palcoscenico maestoso per la sua opera teatrale a tutto tondo, ricrea un mondo indimenticabile sotto mentite spoglie con il preciso intento di dar sfogo alla sua arcinota arte onirica e visionaria, con un aspetto quasi astratto. Il risultato di questo “attacco d'arte” sfarzoso, è molto poco definibile: sarebbe un capolavoro, se non fosse una scemenza, e sarebbe una scemenza, se non fosse un capolavoro. Per intenderci, Satyricon, mette in risalto le straordinarie doti registiche di Fellini (se ancora ce ne fosse bisogni), ma ne evidenzia una volta per tutte i limiti su cui non è possibile sorvolare. Ci troviamo di fronte ad un trionfo di immagini e per chi si è stancato della plastica hollywoodiana e del digitale, questo film è praticamente perfetto: abbiamo un'ambientazione da cinema classico (Roma), la sfarzosità del più mastodontico dei colossal, l'artigianato dei grandi maestri di un tempo, e la fantasia visiva degna (e secondo me superiore) del miglior Tim Burton. Restano memorabili, la ricerca dei volti e dei corpi dei personaggi (ogni forma è stata scelta con straordinaria cura, vedi ad esempio il ragazzo oggetto del desiderio del protagonista), la sequenza, a tratti quasi terrificante e demistificatoria del labirinto del Minotauro, le ultime parole del padrone dell'isola che sta per essere invasa, il finale con il testamento che incita all'antropofagia, con tanto di auto giustificazione (viene detto che in certe tribù selvagge, cibarsi del corpo dei morti liberi la sua anima), ma soprattutto le scenografie e la fotografia, entrambe sempre perfette. Il limite? Questo guscio tempestato di diamanti finemente tagliati, è completamente vuoto; chiunque tenti di aprirlo per vedere quali tesori nascosti vi sono, troverà soltanto aria, quindi è naturale che abbia deluso più di una persona. E alla luce di questo, sorge più di un dubbio: magari per Fellini, è sempre stato più importante il risultato filmico da un punto di vista visivo, che non da quello del contenuto, e questo spiegherebbe perché (escludendo se mi è consentito 8 ½), in molti suoi film, appaia molto poco evidente ciò che volesse essere raccontato, o comunque di importanza inferiore rispetto agli altri aspetti del film. Sarò ripetitivo, ma quando si parla di un regista così importante, non lo si può liquidare in due minuti: forse sono semplicemente io, che non capisco un accidente, però quando vedo film del genere, da un lato rimango strabiliato, dall'altro rimango interdetto, e questo credo che sia il motivo principale per cui considero Fellini una spanna (e forse anche più di una) al di sotto di molti altri registi italiani dell'epoca. Detto questo, non me la sento affatto di distruggerlo come hanno fatto molti: visivamente resta una scommessa più che vinta.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati