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Assassinio sull'Orient Express

Regia di Kenneth Branagh vedi scheda film

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La recensione su Assassinio sull'Orient Express

di Marco Poggi
6 stelle

Kenneth Branagh si cimenta con uno dei gialli più famosi di Agatha Christie di cui è protagonista il baffuto investigatore belga Hercule Poirot, dirigenso il "solito" grosso cast d'attori e riservandosi il ruolo (e i baffi e che baffi! -) di Poirot, ma il risultato è inferiore al film omonimo di Sidney Lumet del 1974.

Kenneth Branagh si cimenta con uno dei gialli più famosi di Agatha Christie di cui è protagonista il baffuto investigatore belga Hercule Poirot. La trama non cambia di molto rispetto anche al noto film di Sidney Lumet del 1974  e al film tv con David Suchet del 2011; però non tutti i bravi attori del cast hanno abbastanza spazio per esprimersi al meglio (Penelope Cruz, ad esempio, è praticamente una comparsa, come anche Willem Dafoe e Derek Jacobi). Fra le novità, il Poirot di Branagh che si presenta in scena magro, capelluto, giovanile e baffutissimo (nel 1974, il credord del baffo più grosso l'aveva Sean Connery, ma non così grosso e grottesco). Non brutto, ma neanche così indimenticabile, vedi il prologo che prende troppo spazio alla storia e certi attori si presentano in scena con un look praticamente uguale a quello del cast del film del 1974 (tipo Michelle Pfeiffer che è davvero troppo simile a Lauren Bacall). iIoltre la fin troppo breve durata del film non fa bene al thriller (si spera che Branagh tenga in caldo una versione più lunga, come aveva già fatto col suo "HAMLET" del 1996, dove si arrivava alle quattro ore di durata), visto che montato così non è che un Bignami di Agatha Christie scambiato e girato con i ritmi di un dramma shakesperiano. Essendo un film con una propria continuity narrativa, è già in cantere il seguito, sul Nilo, come nel film del 1978 con Peter Ustinov.

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