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Incastrati

2 stagioni - 12 episodi vedi scheda serie

Serie TV Recensione

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Andreotti_Ciro

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La recensione su Incastrati

di Andreotti_Ciro
6 stelle

Palermo. Salvo e Valentino sono due colleghi di lavoro, tecnici riparatori per elettrodomestici guasti. Al tempo stesso i due sono anche parenti dato che Salvo, appassionato di serie TV delle quali non perde un episodio, è sposato con la sorella dell’amico. Un giorno di lavoro come un altro i due si trovano per errore sul luogo di un omicidio. Nel tentativo di cancellare le tracce del loro passaggio al contrario faranno ricadere su di loro sia le attenzioni della Mafia ma anche quelle delle forze dell’ordine.

 

Ficarra e Picone arrivano al piccolo schermo passando dalla porta centrale, narrando una vicenda a loro congeniale e in luoghi che conoscono a menadito, ovvero la storia di un duo di ex compagni di liceo di Palermo, in seguito diventati anche parenti, e implicati loro malgrado ma per colpe anche loro con una storia di  criminalità e tradimento e con un gruppo di caratteristi, autoctoni, fra cui spiccano Tony Sperandeo, nel ruolo di un luogotenente di una cosca mafiosa caricaturale, e ormai perennemente nel cast delle pellicole del duo comico, e Leo Gullotta nel parte di un funzionario di polizia.

 

La commedia degli equivoci e la trama perfettamente oleata spalmata su tre ore circa, permette ai due di muoversi liberamente prendendosi gioco sia degli appassionati di serialità thriller, illusi di conoscerne ogni meccanismo fino al punto di credere di prendersi la libertà di variare la realtà investigativa a propria discrezione, ma anche di luoghi comuni legati alla criminalità e a una società patriarcale, maschilista e non necessariamente meridionale.  Tutto cambia quindi perché nulla cambi nel modo di fare anche tv da parte del duo siciliano, qui nella triplice veste di registi, con questa si arriva a 7 regie includendo anche le pellicole, ovviamente attori e anche co- sceneggiatori. Al tempo stesso i due riescono a carpire l’insegnamento dal genere televisivo riuscendo a disseminare la trama di cliffhanger che mantengono il pubblico ancorato alla serie fino all’episodio seguente, e di un respiro più ampio rispetto a quello fornito da una semplice pellicola e per questo capace di dare maggiore profondità e spessore a un manipolo di personaggi e situazioni ai limiti del surreale. Da vedere se siete appassionati delle commedie degli equivoci e della comicità ampiamente rodata di un duo che nemmeno al cospetto di un’esportazione anche all’estero della loro opera prima, ha voluto minimamente snaturare il loro credo. Da vedere anche per scoprire un primo prodotto di qualità di matrice italiana.

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