Pietre e fiori
Il sole si è alzato anche quest'oggi. Ho camminato per il mondo, come sempre. Scenderà la notte, fra poco. E arriverà ancora domani, le stagioni si alterneranno, gli anni correranno via. Ne sono passati 15 e sembra ieri. Oppure no, sembra che quello che è stato non sia mai esistito. Ed è questo che mi terrorizza, forse è questo che fa più male. La sensazione che quella vita non sia stata che un sogno, un'ombra fugace. Che l'onda se la sia portata via, come una scritta oppure un'ombra sulla sabbia.
Perchè se è vero che, alla fine di tutto, noi siamo ciò che lasciamo, allora perdere un solo ricordo è imperdonabile ed inammissibile. E mi fa sentire colpevole, questa estraneità.
Ma è così quando si viene lasciati senza un addio. Ti resta addosso il dolore del non detto. Il rimpianto di quello che avresti potuto avere e non hai avuto. Hai avuto così poco. Non è la perdita che ti strazia, non solo quella almeno. E' il non riuscire a capirla, e quindi, non poterla accettare. Fà caldo nella galleria di pietre e di fiori, la luce la inonda tutta. Ma ho il buio dentro, e un brivido di freddo mi scuote.
A volte l'addio non è negato, semplicemente non può esserci. Ma questo non riesce a placare la rabbia. La rabbia di non riuscire mai veramente a mettere la parola fine al dolore. Certi dolori non hanno fine semplicemente perchè per essi non esiste redenzione, solo rimpianto.
15 anni sono passati e mi chiedo cosa sia rimasto in me di quella vita che se ne è andata, senza un addio, senza redenzione. A volte il silenzio assorda. Come in quella galleria, come in questi anni. La consapevolezza che non potrà più essere interrotto rende pesante la mia anima, che sembra possa sprofondare nell'abisso e trascinare tutto con sè.
15 anni sono passati e sono sopravvissuta. Anzi no, ho vissuto. Non è un crimine, me lo ripeto. I ricordi li tengo stretti a me, quelli belli e soprattutto quelli brutti. E la risposta alla domanda sopra la vedo ogni mattina sui tratti del mio volto. Nel tracciato del mio cuore. Quello è ... e forse non c'è null'altro da capire.
- Era mio padre (2002) Lo era, comunque
- Era mio padre (2002) Lo è, certo
- Era mio padre (2002) Lo sarà, sempre
Commenti
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30 luglio 2012, 13:59 di LIBERTADIPAROLA75
Hai uno stile di scrittura che denota grande sensibilita'. Ciao! DUn abbraccio!
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