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Bat 21

Regia di Peter Markle vedi scheda film

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La recensione su Bat 21

di Dom Cobb
6 stelle

Gli anni '70 e '80 videro fiorire un filone cinematografico dedicato alla guerra in Vietman, all'epoca ancora recente e sentita negli USA. Autori fecero nascere opere titaniche, autentici capolavori sul genere (Coppola, Stone, Kubrick, naturalmente); altri si occuparono dei soldati tornati dal fronte (Cimino, ma anche il primo film della saga di "Rambo"). "Bat 21", da questo punto di vista, è un prodotto professionale apparso sugli schermi nel corso proprio di quegli anni. Non lo vorrei considerare un film bellico nel senso stretto del termine, quanto piuttosto un thriller ambientato nella giungla vietmanita. La trama, infatti, segue la vera storia del Tenente Colonnello Iceal Hableton (Gene Hackman), un ufficiale addetto ai reparti strategici, unico superstite del'abbattimento dell'aereo - un ricognitore da guerra elettronica - sul quale era imbarcato. In possesso di una grande quantità di informazioni, Hambleton sarebbe una pedina preziosa in mano al nemico, quindi viene deciso il suo recupero immediato. Lo stesso Colonnello si mette personalmente all'opera per studiarsi una percorso da seguire, a tappe, nella giungla fino a raggiungere una radura atta al suo salvataggio. Per non farsi scovare dai viet-cong e comunicare liberamente via radio con i soccorsi, Hambleton "traduce" le coordinate dei suoi spostamenti nel linguaggio del golf, sport da sempre praticato. Suo "angelo custode" dal cielo è il Capitano Clark (Danny Glover), che, con il suo Cessna, lo segue e gli fa da navigatore attraverso la giungla. Seguiamo così l'odissea di un uomo che ha sempre combattuto la guerra in ambito tattico, da una postazione e che, perciò, non è abituato alla "prima linea", alla soppravvivenza in un ambiente "infernale", popolato da trappole mortali, dai soldati che lo braccano e dall'asfissiante vegetazione della giungla. Hambleton deve fare affidamento alla propria scaltrezza e alle proprie abilità tattiche da applicare sul campo. Il protagonista non è un soldato "guerriero": lo capiamo quando uccide accidentalmente un contadino che lo aveva sorpreso nella propria baracca (dove stava cercando del cibo) e la sua successiva reazione, scossa, alla radio con Danny Glover. Il film, perciò, grava tutto sulle spalle dei due protagonisti, che sono al centro della scena per quasi tuttala durata della pellicola. Hackman è il solito gigante che cerca di dare approfondimento e sfumature al suo personaggio: basti vedere come gli possa bastare anche una sola battuta ("Continua a morire gente intorno a me") per tratteggiare la paura e la disperazione di Hambleton. Anche Danny Glover, lontano dai panni del logorroico Sergente Martaugh, da vita ad un personaggio meno sopra le righe rispetto al celebre poliziotto
di "Arma Letale"; anch'egli è un soldato abituato a vedere la guerra dall'alto, attraverso i finestrini del proprio aereo. "Bat 21", come film di guerra, rispetto ai suoi omologhi risulta essere meno spettacolare, meno d'azione, più "minimalista" in quanto punta principalmente sulla tensione della trama. Sono presenti anche sequenze d'azione: il finale, dove Hackman viene recuperato da Danny Glover prima di un bombardamento a tappeto ed il salvataggio precedente, fallito, con l'abbatimento dell'elicottero di soccorso ed il pilota costretto a camminare in una risaia trasformata in campo minato. Peter Markle, regista poi passato a film soprattutto DTV, dirige con professionalità una pellicola solida e godibile, uno di quei "classici" film che non stancano anche quando già si conoscono e che si rivedono con piacere.

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