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Hungry Hearts

Regia di Saverio Costanzo vedi scheda film

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La recensione su Hungry Hearts

di scandoniano
8 stelle

Una storia drammatica avvalorata da una prova, davanti e dietro la macchina da presa, di valore altissimo.

In circostanze surreali, Mina e Jude si conoscono e dal loro amore travolgente nasce un figlio da cui la donna comincia ad essere ossessionata, al punto da rischiare di farlo morire, per proteggerlo dal mondo. Jude le prova tutte, ma l’ossessione di Mina per il piccolo non può che condurre ad un esito drammatico.

La vicenda drammatica di una coppia qualunque, in cui si rompono gli equilibri auspicabili in qualsiasi famiglia, sono affrontati da Saverio Costanzo con un realismo crudo ed esacerbante, avvalorato da scelte di ripresa peculiari (dalle immagini deformate di metà pellicola, all’uso estremo della camera a mano nella parte finale), in cui il maggior pregio sta nella capacità di astrarre i fatti da qualsiasi tipo di contesto. Il plot, molto intenso di per sé, subisce dalla chiave di lettura di Costanzo, bravissimo a non fornire riferimenti né di tempo né di spazio, un’amplificazione in termini di drammaticità e di realismo di straordinaria intensità. Minimale l’allestimento scenografico, le musiche (di Nicola Piovani) e tutto quanto funga da contorno alla narrazione delle vicende e che possa rappresentare una distrazione: ne escono esaltati i personaggi di Jude (un intenso Adam Driver) e Mina (una immensa Alba Rohrwacher), entrambi trionfatori ai David di Donatello 2015 con grandissimo merito.

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