Trama

Oltre cinquant'anni dopo la morte di Irene Nemirovsky in un campo di concentramento, la figlia trova il coraggio di leggere i diari della madre scoprendo una storia incredibile accaduta nella Francia degli anni Quaranta del Novecento. Protagonista di tale storia è la bella Lucile Angellier che, in attesa di notizie del marito prigioniero di guerra, vive in un piccolo villaggio un'esistenza soffocante sotto l'occhio della suocera fino a quando, con l'arrivo dei profughi parigini e di un reggimento di soldati tedeschi che prendono possesso delle abitazioni dei residenti, non fa la conoscenza dell'ufficiale tedesco Bruno. Nonostante l'iniziale diffidenza e i pericoli connessi al fraternizzare con il nemico, tra Lucille e Bruno scoppierà una tragica passione.

Approfondimento

SUITE FRANCESE: L'ADATTAMENTO DEL BEST SELLER DELLA NÉMIROVSKY

Diretto da Saul Gibb e scritto dal regista con Matt Charman, Suite francese è l'adattamento dell'omonimo best seller mondiale di Irène Némirovsky, tradotto in 38 lingue differenti e pubblicato in più di 40 nazioni. La storia comincia ai giorni nostri quando, cinquant'anni dopo la morte di Irene Nemirovsky, la figlia trova il coraggio di leggere il manoscritto della madre  scoprendo una vicenda incredibile che la porta indietro nel tempo, nella Francia del 1940. Allora, nei primi giorni dell'occupazione tedesca, la bella Lucile Angellier si ritrovava intrappolata in un'esistenza soffocante con la suocera che ne controllava movimenti e azioni mentre lei attendeva notizie del marito prigioniero di guerra. I rifugiati parigini cominciavano ad arrivare nella loro piccola cittadina seguiti da un reggimento di soldati tedeschi, che prendevano residenza nelle case degli abitanti del luogo. In tale trambusto, Lucile si sforzava inizialmente di ignorare Bruno von Falk, il bello e raffinato ufficiale tedesco che era arrivato a star con loro. La nascente attrazione tra i due però si è trasformata presto in un potente amore, destinato a scontrarsi con la tragedia della guerra.

Con la direzione della fotografia di Eduard Grau, le scenografie di Michael Carlin, i costumi di Michael O'Connor e le musiche di Alexandre Desplat, Suite francese vede protagonisti gli attori Michelle Williams nei panni di Lucile, Kristin Scott Thomas in quelli della suocera madame Angellier e Matthias Schoenaerts come l'ufficiale tedesco Bruno von Falk, mentre il cast principale è completato dagli attori Sam Riley (è Benoit), Ruth Wilson (è Madeleine), Margot Robbie (è Celine), Alexandra Maria Lara (è Leah), Tom Schilling (è Kurt Bonnet), Lambert Wilson e Harriet Walter (sono il conte e la contessa De Montmort) e Eileen Atkins (è Denise Epstein, la figlia di Irène Némirovsky).

A chiarire le origini del progetto sono le note diffuse dallo stesso regista: «Suite francese è un coraggioso e ambizioso romanzo che in maniera epica racconta la guerra dal punto di vista dei civili. Ed è anche, naturalmente, un libro che è stato tragicamente lasciato incompiuto dalla sua autrice. Ho scelto di concentrare il mio adattamento sul rapporto tra le donne francesi e i soldati tedeschi venuti a occupare il loro paese e, in particolare, sulla storia d'amore proibita tra Lucile, all'apparenza una buona moglie francese, e Bruno, un colto ufficiale tedesco che crede comunque nella causa per cui è in guerra. La stessa tensione si ritrova anche in altri controversi conflitti - di classe e di collaborazione - che mettono in paese uno contro l'altro per via di una sfiducia diffusa e delle denunce.

Ho anche scelto di terminare il film con la storia della scoperta del romanzo, il cui manoscritto originale è stato conservato dalla figlie di Irene per oltre sessant'anni prima che ella trovasse finalmente la forza di leggerlo. Per me, la scoperta fa parte della potenza emotiva del romanzo nel suo complesso e ne rispecchia un tema cruciale: così come Denise non voleva leggere gli scritti della madre e affrontare le verità dolorose del passato, i francesi hanno qualche difficoltà a guardarsi indietro e a rivedere la realtà della vita durante l'occupazione tedesca. Per entrambi, guardare al passato non è una sconfitta ma significa fare i conti con concetti legati alla sopravvivenza e alla redenzione.

Irène Némirovsky scriveva di eventi che accadevano intorno a lei e con la realizzazione di Suite francese ho desiderato cogliere il suo stesso senso di immediatezza e autenticità. Tutto ciò che descrivo è come se stesse accadendo ora, come se grazie a una macchina del tempo si fosse ritornati indietro. La struttura del romanzo somiglia a una sinfonia e ne ho rispettato ritmi e toni, grazie a un inizio veloce, drammatico e pieno di adrenalina, che fa da preludio a un intermezzo lirico e romantico prima di un finale teso e tragico, in cui Lucile e Bruno devono scegliere da che parte stare.

Suite francese è in fondo una complessa esplorazione di come le persone si comportano sotto la pressione enorme dell'occupazione e di come due disadattati si trovino inaspettatamente a rendersi conto di non essere in grado di staccarsi dagli eventi di massa che stanno accadendo intorno a loro».

LA STORIA DIETRO AL ROMANZO

Irène Némirovsky nacque a Kyev nel 1903 ed era la figlia di un affermato banchiere ebreo. Nel 1918 la sua famiglia scappò dalla Russia in rivoluzione per trovare rifugio in Francia, dove Irène divenne una scrittrice di best seller. Durante la Seconda guerra mondiale, le fu però impedito di pubblicare a causa dell'occupazione tedesca della Francia e fu costretta a trasferirsi con il marito Michel Epstein e le due piccole figlie Denise e Elisabeth a Parigi. Nel luglio del 1942, Irène venne deportata nel campo di concentramento di Birkenau, dove morì da lì a un mese.

Nell'ottobre del 1942, poco prima di essere arrestato dalla polizia del Governo di Vichy, Epstein affidò alla figlia Denise un grande diario, in cui la stessa Denise aveva visto la madre scrivere con una grafia molto piccola per risparmiare inchiostro e carta. Denise prese il diario come un ultimo ricordo della madre e lo portò con sé da un nascondiglio all'altro.

Dopo la fine della guerra, né Denise né Elisabeth trovarono il coraggio di aprire il diario e di rileggere ciò che la madre aveva scritto, decidendo di affidarlo a un'organizzazione il cui scopo era quello di mantenere viva la memora della guerra. Prima di consegnarlo, però, Denise pensò di aprirlo, iniziando quello che sarebbe stato un lungo processo di decifrazione della piccola scrittura della madre. Scoprì allora che non si trattava di un semplice diario in cui erano annotate osservazioni personali: era semmai di fronte a un duro capolavoro che, con straordinaria lucidità, offriva un ritratto della Francia e dei Francesi in tempo di guerra. Occorsero ben sessant'anni prima che Suite francese fosse decifrato e dato alle stampe, vendendo ben 3 milioni di copie in tutto il mondo.

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Note

Nei primi piani sulla fuoriclasse Scott Thomas la regia trova l’anima della Resistenza, ma palesa anche i limiti di una protagonista alla quale la soapoperistica flemma della Williams non riesce a donare la dovuta profondità. Il resto è dramma da camera per piccolo schermo, tra coiti interrotti, dolorose smorfie e vuoti silenzi.

Commenti (2) vedi tutti

  • Complimenti alla RAI, che l'ha trasmesso: è grazie a simili porcherie, se film come "Le dolci zie" diventano capolavori!

    commento di kahlzer
  • Bella la scenografia. Interessante il messaggio di fondo: non tutti gli occupanti tedeschi erano cattivi, non tutti gli occupati francesi erano buoni. Non male, ma un po' troppo da soap opera con personaggi stereotipati.

    commento di Artemisia1593
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bufera di bufera
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ste7m di ste7m
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Buon film, estrapolato dal best seller omonimo, fa parte della collezione del periodo nazista, raccontata in una chiave drammatico-sentimentale. Valida la prova di Michelle Williams (ex Dawson Creek) che è molto portata per i ruoli drammatici, così come per l'intero cast. A mio parere sono stati poco gestiti i tempi, il finale si stringe tutto intorno agli ultimi quindici... leggi tutto

1 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle negative

M Valdemar di M Valdemar
4 stelle

  Prevedibilmente, Suite francese è cinema bestseller. Sorta da un "movimento" del celebre romanzo omonimo di Irène Némirovsky, la trasposizione firmata Saul Dibb (all'attivo il già senz'anima The Duchess) è impersonale, senza cuore e (f)rigido come il compitino ben eseguito di chi cerca di azzeccare tutte le note sotto lo sguardo attento... leggi tutto

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