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Le mura di Malapaga

Regia di René Clément vedi scheda film

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David Cronenberg

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La recensione su Le mura di Malapaga

di David Cronenberg
6 stelle

Pierre, ricercato dalla polizia per omicidio, sbarca a Genova, e sofferente di mal di denti, si fa accompagnare da una bambina, da un dentista. In seguito la bambina lo accompagna nella trattoria dove lavora sua mamma, per farlo rifocillare, e da lì, sboccia l’amore tra Pierre e la mamma della piccola, Maria. La stessa, lo invita poi a vivere a casa sua, ma quando il marito della donna scopre la vera identità di Pierre, lo va subito a denunciare alla polizia.
In una brumosa Genova del dopoguerra, si svolge il quarto film di Clément “Le mura di Malapaga”, ritratto di una città semi-distrutta, fin troppo esile e anonimo. Il regista francese, non riesce a imprimere nessuna impronta narrativa, ad uno scenario dialettale e cunicolare, adattissimo ad un qualsiasi avvicendamento romanesco, minimamente congetturato o sublimato. Non bastano gli ottimi attori ad infondere innovazione e costruzione ad una storia fragile, praticamente già in frantumi, e neppure gli splendidi scorci visivi e uditivi, di una Città in piena ripresa volenterosa, a motivare l’asciuttezza quasi irritante, di una situazione troppo piatta e prevedibile, per reggere la sua seppur breve durata. Il finale quasi noir-crepuscolare, dona forse quel giusto pathos che avrebbe dovuto seguire tutto il film, ma in ogni caso, senza rifletterci su tanto, ci si può accontentare di vedere un indigente Genova post-bellica, che punta tutto sulla vitalità della gente; solo mostrando quella gente, il film di Clément riesce spesso a salvarsi, ma anche questo meccanismo di “rifugio”, finisce poi per essere colto, prevedibilmente.

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